A volte è facile cadere nella retorica, hai un pensiero, trovi le parole per esprimerlo, a chi ti legge appare banale e scontato.
Correrò il rischio, in questa occasione.
Francesca, Michele, Giacomo, Alice, Lucia, questi sono alcuni dei loro nomi.
Li chiamano angeli del fango, come quelli che con pala e secchi ripulirono Firenze durante l’alluvione del ’66.
Ora sono in prima linea, nei quartieri alluvionati di Genova, nelle strade di Marassi, in Piazzale Adriatico invasa dal fango.
E da questa melma sbocciano come fiori.
Stivali di gomma, pala, secchio, un paio di jeans e una giacca a vento.
Loro sono quelli che si fanno il piercing, poi si fotografano con la lingua di fuori e usano quell’immagine per rappresentare se stessi.
Sono quelli che, a volte, per scrivere usano la kappa.
Sono quelli che, secondo molti, non hanno più ideali, o se e ce li hanno, sono quelli sbagliati.
Ma è il destino dei giovani, c’è sempre qualcuno più adulto e più saggio di te che vuole insegnarti a vivere, anche se lui non ha ancora imparato.
Sono quelli che vanno a ballare ad ore impensabili, noi a quell’ora rientravamo.
Sono quelli che vivono attaccati a Facebook e al loro I-Phone.
Sono quelli che troppo spesso non comprendiamo, ma visto il mondo che stiamo lasciando loro, non possiamo certo lamentarci se, a loro volta, li sentiamo dire che non ci capiscono.
Sono quelli che, se va bene, troveranno un lavoro precario.
Sono quelli che per entrare all’Università devono sostenere un test d’ingresso; se non lo passi, fine del sogno, ancora prima di poterti cullare con le tue illusioni.
Stamattina ho visto una ragazza in televisione.
Scura di pelle, occhi di ebano, capelli neri raccolti in una coda, una splendida creatura, avrà avuto sì e no vent’anni.
Diceva che ieri è stata a spalare fango dalle nove alle quattro, oggi era di nuovo lì, con la forza dell’entusiasmo e con l’energia di una leonessa.
Sono tanti, più di tremila, sono instancabili, coraggiosi, alcuni sono minorenni, sono la consolazione di chi ha perso tutto, di chi ha visto la propria vita trascinata via dall’acqua.
Si sono organizzati autonomamente, hanno creato una pagina Facebook dal titolo: Angeli col fango sulle magliette.
L’immagine del profilo è il volto di Fabrizio De Andrè che si porta la sigaretta alla bocca e la sua mano è sporca, sporca di fango.
Ma chi sono quelli senza ideali?
Su quella pagina organizzano i volontari, forniscono indicazioni su persone disponibili ad ospitare chi è rimasto senza casa, coordinano le emergenze.
Sono al fianco della Protezione Civile, di altri volontari molto più adulti, di molti extracomunitari che ho visto lavorare alacremente accanto ai genovesi per ripulire la Superba, una città che amano e che è diventata anche la loro.
L’emergenza non è finita, ventidue famiglie sono state evacuate dalle loro case.
Nelle strade e nelle vie invase da questa fanghiglia ostile, dall’acqua sporca e marcescente, ci sono loro, gli angeli diciottenni con le magliette sporche, gli angeli che stanno insegnando a gente molto più grande di loro cosa significhi avere degli ideali.
Voglio bene anche io a questi angeli, per quello che stanno facendo per voi.
Peccato essere “matura” ed avere altri opprimenti impegni.
Sono giovani belli, la maggior parte migliori dei propri genitori, senza polemica o retorica. Me lo dice sempre mio marito, quando ai colloqui con lui, professore in un ITIS, si recano i genitori dei suoi allievi.
Un baciotto Miss Fletcher, ho sentito con apprensione che anche stanotte, prima dell’alba avete avuto da tremare…. uffa. Finirà, no?
Susanna
L’allerta 2 pare cessata stasera, domani dicono che migliora.
Stanotte è venuto veramente giù il mondo.
Abbiamo gli angeli, i migliori che si possano immaginare.
A me ha colpito molto uno striscione appeso a un balcone con su scritto: GRAZIE RAGAZZI! Sono persone speciali che si donano, come se donarsi per il bene degli altri fosse la cosa più naturale del mondo.
Il lenzuolo di Piazzale Adriatico, ho ben presente.
Questi ragazzi sono commoventi, tutti, dal primo all’ultimo…
Che entusiasmo la giovinezza, quanti ideali ed illusioni avevamo anche noi…chissà dove sono finite, che dispiacere!
Spero tanto che questi giovani siano più forti e tenaci di noi.
Ma tu stai bene, vero?
Un caro abbraccio, *Maristella*.
Sto bene, Maristella…e anche se si sta rialzando, mi fa tristezza vedere parte della mia città ridotta così.
Un abbraccio a te…
C’è speranza. Un saluto Miss.
Si Chagall, c’è
!
Per fortuna che in questo mondo ci sono ancora persone così.
Stefy
Davvero, e se questo è il futuro, si prospetta luminoso…
Innanzi tutto un ciao grandissimo alla mia sorellina. Poi, posso fare della polemica? Bene, allora mi ripeterò come ho già scritto in un mio post, proprio tre giorni fa. Perchè solo questi angeli ( che angeli lo sono davvero) devono pensare a pulire le strade? Perchè solo i volontari o la protezione civile o etc, etc? Perchè i detenuti che non fanno altro altro che guardare la tv o giocare a calcio non possono fare la stessa cosa? Grazie Miss per questo post perchè in pochi ci pensano che se le strade un domani saranno pulite è grazie a chi le ha pulite. Un abbraccio.
Ciao Cara, siamo fortunati ad avere nelle nostre strade questi ragazzi, quelli che si vedono nel video e sui giornali..stanno compiendo un vero miracolo!
Notte Pigmy!
Vorrei poter dire che la cosa non mi abbia meravigliata, che sono sempre stata certa che le “nuove generazioni” avessero qualcosa da dare e da dire e invece no, ti dico che la cosa mi ha meravigliata, ecco.
Una bella meraviglia, davvero…bacio Cla!
Volevo scrivere un post su questo argomento, cioè sui “giovani senza ideali” (e magari lo farò più avanti), perché sembra sia la moda di questo periodo: sparare a zero sui giovani, che non hanno più ideali, che non hanno valori e bla bla bla.
No signori, voi che pontificate di valori e ideali, andate giù in strada con loro con un badile in mano, vi accorgerete che i giovani i valori li hanno, semplicemente non sono i vostri.
Troppo difficile spalare fango e sporcarsi le mani? Allora per favore state zitti.
Cio Igor, grazie di esserti soffermato a leggere…hai ragione su tutto, sottoscrivo punto per punto…
Vorrei sapere perche’ ce l’hai cosi’ tanto con quelli che sui messaggini scrivono col la K!!!! E’ solo per abbreviare le parole,non e’ questione di ignoranza o altro.Anche in u.s.a. usano il 2 per dire two, o la U per dire you!!!Faccio questo commento perche’ è una cosa che mi hai ribadito anche a parole,quando parliamo a tu per tu!Non ci vedo niente di cosi’ particolare,lo faccio anch’io che non sono una pivellina!!! E infatti,come vedi,anche se scrivono con la K,sono ragazzi che valgono!!!Scusa se te lo dico,ma e’ una cosa che hai sottolineato con me,cosi’ tante volte,che ho preso spunto da questo tuo bellissimo articolo per dirtelo!!!Ciao!
Semplicemente non mi piace, e continua a non piacermi…mai detto che chi lo usa non sappia come si debba scrivere correttamente la parola, ci mancherebbe.
!
E neanche mai detto che chi lo usa non abbia valore…tu s ne sei un esempio, altroché se vali, cara Vale
Però, sarò antica e proprio non mi piace…tutto qua!
Bacio!
La gente che ha la volontà di tirarsi su le maniche ed aiutare è sempre meritevole di ogni cosa bella.
In un mondo in cui tutti tendono all’individualità, loro pensano al fatto che la parola “comunità” ha ancora un senso.
E’ vero Giovy, penso tu abbia centrato uno dei punti alla base della questione, il senso di comunità….
[...] Genova ferita, Genova offesa, Genova che mugugna dignitosa senza però fermarsi un attimo. [...]
Mitì, grazie di aver condiviso, ancora, i miei pensieri.
Un abbraccio grande…
Questo è il vero spirito degli italiani…aiutare il prossimo in difficoltà! Non siamo poi così tanto un popolo da buttare…anzi!
Ciao Bellombra, la nostra è una grande nazione, davvero!
Grazie di essere tornato…mi fa davvero piacere!