E così è arrivata questa giornata di giugno, il giorno del secondo compleanno del blog!
Due anni in vostra compagnia e tante indimenticabili esperienze, nuovi amici e belle scoperte, al di là di ogni più rosea aspettativa.
E veramente non so come ringraziarvi tutti, come potrei citarvi uno ad uno?
No, non mi è possibile.
Però vorrei dirvi grazie, grazie a tutti voi che leggete i miei articoli.
E sapeste quanto sono contenta quando mi scrivete che siete andati a visitare un caruggio, una strada o un negozio dopo aver letto un mio articolo, sono proprio grandi soddisfazioni!
E’ tutto una sorpresa per me, una serie di incredibili occasioni d’incontro che diversamente non avrei mai avuto.
E tante emozioni, alcune davvero forti.
E poi certi ricordi come quelli di un lettore che si è firmato O martinpescou e che scrive a proposito di Borgo Lanaiuoli:
In questo quartiere nacquero i miei bisnonni nella tarda metà dell’Ottocento.
La bisnonna la ricordo quando ero bambino, aveva più di novant’anni e viveva in casa di una delle sue quattro figlie: a lalla B. Dire che avesse fatto una vita di sacrifici suonerebbe quasi canzonatorio, la lingua genovese utilizza un termine:”giaminà”. Un gran giaminà per tirare su una caterva di figli e figlie.
Uno dopo l’altro, letteralmente! Il genovese che parlavano tra di loro era una vera e propria lingua cittadina, non un gergo zeppo di italianismi come il dialetto odierno.
Ho un oggetto suo, della mia bisnonna intendo, in passato ne avevamo molti ma con il passare degli anni non si perdono solo parenti, affetti e giovinezza…
Ebbene, è un vecchissimo schiaccianoci che la mia bisnonna aveva recampato chissà dove. Quando ho bisogno di ricordarmi da dove vengo, lo cerco in cucina e lo rimiro per un po’.
Qui, su queste pagine, ci sono i luoghi che amo come Via di Santa Croce, ad esempio.
Un luogo del cuore non solo per me, laggiù c’è un muretto sul quale si sedeva sempre una bambina.
Quella bimba è diventata grande, si chiama Alida e mi ha scritto queste parole:
Sono stata a Genova quando avevo 7 anni ora ne ho 62, vivevo da un a mia zia, facevo le vacanze estive mi ricordo ancora tutto di Via di Santa Croce perché era lì che abitavo. Ho raccontato ai miei figli sempre la bellezza e gioia di essere lì.
Oggi ho visto i respiri di Genova e attratta come da un antico amore sono rimasta emozionata quasi alle lacrime ho rivisto i miei luoghi di villeggiatura i muretti dove mi sedevo ad aspettare la zia e vicino a dove abitavo c’era una piccola bottega di calzolaio dove io stavo ore a guardare la maestria delle sue mani, a Genova ho visto per la prima volta il mare.
Sono felice di aver rivisto le cose più belle della mia infanzia.
E spero davvero che Alida torni presto a rivedere quel muretto.
E c’era anche un’altra bambina che invece abitava in Via Madre di Dio, il suo nome è Melina e mi ha lasciato questo commento:
Salve a tutti, io sono siciliana ma ho vissuto 2 anni a Genova ed abitavo in Via Madre di Dio, proprio in quel periodo che stava per cominciare la distruzione, mi ricordo tutto nonostante avessi 5 anni, ricordo le stradine dove giocavo con le amichette, mi ricordo la latteria sotto casa dove compravamo il latte fresco ed il panificio che inebriava tutta la via di profumo di pane caldo e focaccia bianca, mai più mangiata una focaccia cosi buona, ricordi che ho nel cuore, ancora oggi che ho 47 anni penso a quel periodo della mia infanzia come il più bello e lo racconto ai miei figli con nostalgia. Non sapevo di vivere vicino la casa di Paganini…Io non sono Genovese ma capisco bene la vostra indignazione per lo scempio compiuto.
Ecco, io mi commuovo.
E sono molto contenta della vostra quotidiana attenzione verso queste mie pagine, in realtà questo blog lo scrivete anche voi, senza di voi non sarebbe lo stesso.
Perché si scrive? Per il desiderio di raccontare, di condividere e di mostrare ciò che amiamo.
E dall’altra parte ci siete voi, ci sono lettori silenziosi e lettori che lasciano una traccia, ci sono amici con i quali vado a fare le gite e altri che abitano lontano, con alcuni ci si sente via mail oppure al telefono.
Ci siete voi, c’è chi mi accompagna a scoprire i segreti di Staglieno, c’è chi scatta fotografie di Genova e poi le stampa e me le regala, c’è chi mi dona i libri che ha scritto, chi mi aiuta con i misteri del web e della tecnologia, chi mi invita a far merenda con i dolcetti preparati dai figli.
E poi ci sono le compagne di classe, quelle che magari non vedevo da vent’anni che capitano qui e trovano anche i loro ricordi.
E ci sono certi ex colleghi, ci si incontra per strada e mi sento porre questa domanda:
- Ma sei davvero tu quella lì?
E sì, sono proprio io!
Ed è evidente, non posso nominarvi tutti ma è a voi che voglio dire grazie.
Sapete questo è anche il post nr 601, caspita quanti ne ho scritti!
In questo blog le immagini sono fondamentali e anche oggi ci sarà una fotografia, avevo pensato ad una bella torta con due candeline ma invece vi mostrerò qualcosa di davvero unico al mondo.
E poi alla festa di compleanno di Dear Miss Fletcher ci vuole la colonna sonora, no?
Ed è la musica dolce di questo carillon, ricamato e confezionato da Stravagaria che me lo ha regalato a gennaio, in occasione del compleanno del suo delizioso blog, un dono fatto con il cuore e con generosità da un’amica vera.
In alto i calici allora, brindo a questi due anni splendidi passati insieme!
Cin, cin e grazie di cuore a tutti voi!





