Sulla spiaggia di Santa Margherita Ligure

Partiamo, felici e spensierati, per un nuovo viaggio nel tempo che ci condurrà alla nostra meta, una località incantevole sulla riviera di Levante.
In una dolcezza di profumi fragranti e di colori vivaci così si mostra la bella Santa Margherita Ligure, molte delle sue case sono dimore di pescatori che ogni giorno sfidano il mare e le onde e gettano giù le reti per poi tirarle su cariche di pesci.
Il sole brilla, in questo tempo distante, con la sua luce rischiara le case che si affacciano sulla spiaggia.

Ci sono le barche tirate a riva, c’è un piccolo carretto lasciato lì sui sassi, una tettoia ripara questi bagnanti perché la calura si fa sentire qui sulla riviera.
È una spiaggia che non sapremmo immaginare in questa maniera, eppure, ancora una volta, restiamo ad osservare il tempo perduto con sguardo incantato.

E c’è chi prende il largo su una barchetta e chi invece si avventura con una piccola canoa mentre alcuni aspettano solo il momento opportuno per tuffarsi nel blu!

Il tempo scorre e i luoghi mutano, eppure in un certo modo tutto pare conservare il proprio passato, mentre l’onda lenta lambisce la riva.

Così si svela, in una cartolina del passato, la spiaggia dell’Hotel Belle Vue di Santa Margherita Liguria, nella magnifica dolcezza della riviera.

Chiesa del Sacro Cuore e San Giacomo: la Cappella di San Giacomo Maggiore

Se anche voi avrete occasione di entrare nella Chiesa del Sacro Cuore e San Giacomo di Carignano soffermatevi ad ammirare una delle opere conservate in questa bella chiesa genovese.
Al termine della navata sinistra, in una sorprendente armonia di colori vivaci, si trova la Cappella di San Giacomo Maggiore.

Una legenda esplica ai visitatori alcuni dettagli relativi all’opera: l’altare risale al 1933 ed è decorato con intarsi marmorei e mosaici.
La statua lignea fu realizzata su disegno dell’artista Mattia Traverso, San Giacomo regge con una mano le sacre scritture ed è così effigiato mentre evangelizza il popolo.
Entrando in questa chiesa colpisce ed attira la potenza impressa in quel gesto, San Giacomo richiama i fedeli e quella sua forte vitalità ha catturato la mia attenzione.

Nello stupore assoluto che riserva questa chiesa, in un gioco di vetrate, affreschi e sfumature nel quale nulla è lasciato al caso.

E lassù un tono acceso di blu e la grazia di certi angeli.

Con questa potenza, con questa fermezza di fede che in un gesto racchiude mille parole, San Giacomo pare rivolgersi a chi lo osserva per svelare amorevole la grandezza della Parola di Dio.

In una mistica suggestione, mentre sullo sfondo rifulge la luce degli angeli, questa è la suggestiva rappresentazione di San Giacomo Maggiore.

Il primo giorno di una nuova estate

Il primo giorno di una nuova estate arriva leggero e gentile.
Ci si lascia alle spalle un tempo incerto e davanti, luminosa e bella, ci attendono i mesi del sole.
Il primo giorno d’estate porta, in genere, progetti di svago, di mete da raggiungere, di un tempo più lento di cui godere, di una dolcezza unica da assaporare.
Ed è una tiepida pigrizia, un nuovo inizio e un nuovo spirito.
Il primo giorno d’estate, qui in Val Trebbia, ha in sottofondo il canto di uccellini a volte fin troppo mattinieri che cinguettano sul tetto e serate chiare e sole che si getta nei monti.
E davanti a certe case ci sono boccioli e petali di rose e ciotole colme di fiori e tutto sboccia e rinasce, ancora una volta.
E così è arrivato, il primo giorno di una stagione nuova: benvenuta, cara e bella estate!

Dieci anni con voi, buon compleanno Dear Miss Fletcher!

Era il 19 giugno.
Era il 19 giugno e da allora sono trascorsi giorni e mesi, talmente tanti che ne sono stupita pure io: oggi questo blog compie ben 10 anni, è un giorno davvero importante!
E così sono qui a festeggiarlo con voi che mi seguite nei miei giretti per caruggi, nei miei viaggi indietro nel tempo, nelle mie passeggiate nella mia amata Fontanigorda e nei luoghi che piacciono a me.
Grazie a tutti voi per la vostra presenza e per i vostri entusiasmi, è bello condividere questa esperienza con lettori speciali come voi.
Tra le margherite ondeggianti in questo tempo di giugno, buon compleanno Dear Miss Fletcher!

Lampone e mirtillo

È un terrazzino di Fontanigorda, lì accanto c’è una finestra.
È un terrazzino di Fontanigorda, nel cuore del paese, lì vicino ci sono una fontana, un amato muretto, un albero dove abitano certi uccellini ciarlieri e altri terrazzini e altre finestre.
In un giorno d’estate ho ritrovato le sfumature di certe delizie estive: il verde scuro degli alberi generosi, il tono acceso del lampone e una nota di mirtillo.
È un terrazzino di Fontanigorda ed è una poesia dolce come i frutti di bosco.

Una nuova estate

Arrivò poi una nuova estate.
Portò, come il vento frizzante del mare, un senso di leggerezza e di sollievo, proprio come una placida onda che infine si disfa sulla riva.
Arrivò così una nuova estate, la sabbia era calda, il sole faceva luccicare la superficie del mare.
Lei guardò l’orizzonte, poi si fermò appena per un istante.
Seguiva la moda, era elegante anche alla spiaggia, con quella collana importante, i capelli raccolti e la pelle appena ambrata.
Rimase ferma, appoggiandosi con grazia alla barca, mentre un refolo di brezza marina le accarezzava il viso.
Sorrise appena, pensando con gioia alla bellezza di una nuova estate.

Il tempo del maggiociondolo

È un albero maestoso, si sporge da un giardino oltre lo steccato e così cerca il sole.
Ha un fogliame ricco, intenso e lucente.

E nella tarda primavera si copre di fiori gialli: questo è il maggiociondolo, una persona di Fontanigorda mi ha detto che qui nel genovese è noto anche come laburno e che un tempo era detto albero del Corpus Domini e veniva usato come ornamento.
Tuttavia bisogna prestare attenzione perché la sua è una bellezza davvero pericolosa: questo albero infatti è molto velenoso.

Osserviamolo così cautamente da lontano, mentre i suoi fiori dondolano nell’aria.

Una bellezza gloriosa e magnifica.

L’albero, come chiaramente si intuisce dal suo poetico nome, è più ricco e generoso nel mese di maggio.

Ancora resta, in questa aria leggera e calda, con i suoi fiorellini gialli.

È una danza di petali leggiadri e colmi della luce del sole.
Contro le montagne e contro il cielo azzurro.

In questi giorni di giugno così ancora si ammira la beltà superba del maggiociondolo.

Incontri a Fontanigorda

E così i primi giorni qui a Fontanigorda hanno già riservato piacevoli incontri.
Mi stupisco sempre, in quei pochi istanti di osservazione.
Stavano là, poco distante dalla strada, erano in due, con il muso affondato nell’erba, sgranocchiavano quelle cose lì che piacciono a loro.

Poi ad un tratto uno dei due ha alzato il muso sempre masticando e mi sono accorta che era proprio un signor daino con tanto di corna e non mi pare di averne mai fotografato uno così in precedenza!

Eh, poi è arrivato quell’istante lì, quello in cui ci si ritrova occhi negli occhi ed io a quel punto già so che il nostro incontro sta per terminare.
Questi magnifici animali sono cauti e diffidenti, se si accorgono di qualche presenza inaspettata scappano via veloci e spariscono nel fitto del bosco.
E così è accaduto anche questa volta ma la bellezza di incontrare queste creature, anche solo per un breve istante, è uno dei doni di questa valle bella e generosa.

Ritornare a Fontanigorda

Ritornare a Fontanigorda significa spalancare le finestre sull’azzurro e sui prati lucidi e chiari, sui boschi fitti e magnifici.
Ritornare a Fontanigorda è sempre gioia, consuetudine, emozione e consapevolezza che ritroverò volti amici e persone care e luoghi percorsi tante, tante volte.
Ritornare a Fontanigorda racchiude, ancora, per me quel senso fantastico di stupore per i fiori che sbocciano, per le farfalle, per le creature che abitano nel bosco.
Ritornare a Fontanigorda è come non essersene mai andati perché una parte di cuore, sempre, rimane davvero qui.
Ben ritrovata, mia amata Fontanigorda.

I colori della vita

Camminare in un pomeriggio di sole in certi luoghi che mai mi stanco di scoprire.
Antichi, impervi, entusiasmanti e misteriosi, ritrovati, così fedeli alla loro autentica identità, sono luoghi che custodiscono memorie e ricordi di vite passate.
Come se ancora li percorresse una giovane fanciulla di un’epoca diversa, un allegro garzone, un’indaffarata massaia che sale certi gradini reggendosi un lembo della gonna e tenendo sotto il braccio una capiente cesta carica di panni o di chissà che altro.

Adesso, come allora, sventolano le lenzuola alle Mura della Marina.

C’è un suono diverso, in sottofondo, è il rumore di quest’epoca moderna, frastuono di traffico e di velocità, non lo si saprebbe raccontare a chi non lo ha vissuto.
Provate a immaginare cosa accadrebbe se qualcuna di quelle persone che qui visse più di cento anni fa potesse aprire una di quelle finestre e affacciarsi su questa Genova così diversa.

Adesso, come allora, la vita percorre queste strade e si manifesta nella sua prepotente bellezza.
Ha tutti questi colori la vita, sono tinte sgargianti di abiti estivi o tenui di vestitini da bimbi.
La vita ha ancora respiro, dolcezza, immensità e desiderio di far tornare ancora nuova vita e passi incerti di piccini che si avventurano nel mondo, in quell’eterno ritornare che segue il ritmo del tempo.

Candide lenzuola si gonfiano sospinte dal vento di mare in Campopisano.

Adesso come allora.
Oltre le scalette, sotto un archivolto, in un luogo che ti pare di aver scoperto tu per la prima volta, proprio là resta ancora la memoria di vite lontane.