Genova del passato, Genova del presente

Genova è intrisa della sua storia e del suo passato.
Le sue ardesie, i suoi muri, i suoi caruggi parlano. Degli anni che furono, delle nostre lotte, dei nostri sogni di libertà, delle nostre battaglie, dei nostri giorni difficili, delle nostre umane debolezze.
Basta guardarla, Genova.
Chissà che feste, di fronte all’Osteria della Croce Bianca, in quella che un tempo si chiamava Via Carlo Alberto ed oggi è nota come Via Gramsci, in occasione dell’arrivo di Giovanni Carbone.
Lui, semplice garzone, partecipò all’insurrezione di Genova nel 1746 e, liberata la città dagli austriaci, ne riconsegnò le chiavi ai Senatori di Genova.
Sarà stato acclamato e portato in trionfo insieme ai suoi compagni il Carbone, e chissà i crocchi di popolane, il vociare dei vicoli, la gente che accorreva per complimentarsi con questi ardimentosi concittadini.

Se capitate nei pressi di Sottoripa cercate Vico dei Cartai, un carruggio stretto che e vi porterà dritti alla Chiesa di San Pietro in Banchi.
Giunti in prossimità di un piccolo slargo, alzate lo sguardo ed ecco ciò che vedrete, sul muro del civico nr 17.

Una Madonnetta, come tante ce ne sono nel nostro centro storico e, nel muro, una palla di cannone.
E’ lì da più di centocinquant’ anni, dall’aprile del 1849 quando la città venne bombardata per ordine del Generale la Marmora, allo scopo di sedare i moti di Genova, con i quali il popolo insorto tentò di restaurare la propria indipendenza dal Regno di Sardegna.
In quei giorni Genova fu messa a ferro e fuoco, saccheggiata e razziata, dopo essere stata bombardata per 36 ore.
E quella ferita è rimasta lì, incastrata tra i mattoni.
E forse in quel palazzo avrà abitato una donna, con i suoi tanti bambini. Avrà sentito un frastuono, un rumore sordo, i vetri che tremano, il pavimento che vibra. Si sarà affacciata, con il terrore dipinto sul volto, e vedendo la palla di cannone conficcata nel muro avrà chiuso le imposte, per proteggere sé e i suoi cari. Forse.
E forse qualcun’altro, a Caricamento avrà avuto dei legittimi sospetti.
In effetti in quell’albergo c’era un certo andirivieni. Gente che parlava strani dialetti, foresti. Gente che si muoveva con aria circospetta e aveva una strana luce negli occhi, ma lo si capì solo in seguito, il motivo.
E c’era chi l’aveva detto, che laggiù qualcosa non quadrava ma, col senno di poi, fu tutto più chiaro.

Se passate in Banchi, fate attenzione alle indicazioni stradali: carri e carrozze sono banditi.

Se cercate un albergo, vedete se c’è posto all’Hotel Feder, pare che sia frequentato da gente di un certo livello.

A Luccoli, prestate molta attenzione a quello che fate, da queste parti non si scherza. Non vi venisse in mente, in nessun caso, di trasgredire alle regole.

E se avete intenzione di bivaccare da qualche parte, alla larga da piazza De Franchi.


Laggiù, infatti, ci sono dei zeneisi ben poco tolleranti.

Infine, se desiderate fare un viaggio alla scoperta della Genova del Risorgimento, esiste una guida formidabile che vi farà conoscere gli angoli più reconditi della città:  il libro, curato da Leo Morabito, Genova Risorgimentale, edito da De Ferrari Editore.
Oppure, più semplicemente, provate a guardare la Superba con occhi diversi.

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14 pensieri su “Genova del passato, Genova del presente

  1. Che vergogna…. non sono mai stata nella splendida città che ci illustri come un dipinto vivace! Sarà una lacuna da colmare prima possibile.
    Tutto molto interessante ma mi ha veramente colpito la piccola edicola con la Madonnina variopinta, accanto alla perfida palla di cannone che deve aver turbato più di qualcuno… bè un contrasto così lampante: la maternità per eccellenza e la meschinità di noi “umani”!
    Buona domenica Miss Fletcher
    Susanna Cerere

  2. Cara Jessica, ti lascio un commento col mio nuovo cervello all’uncinetto. Funziona benissimo, sai? E d’inverno lo puoi sostituire con uno di lana!
    Peccato che abbia formulato un abbozzo di pensiero un’ora fa e non sia ancora riuscito a emergere da tutte quelle circonvoluzioni. Devo impratichirmi coi tempi di reazione, ma, in fin dei conti, è sempre meglio aspettare che dire nesciaie!
    Dimmi un po’ (ho riesumato per un attimo il cervello della versione-base) tu sai dov’è quella targa che si richiama alla colonna infame e che promette eterna vergogna a chi ha distrutto la casa di Paganini e i vecchi quartieri genovesi?
    Dobbiamo fare un tour rievocativo appena passa il caldo!

    • Sì , che lo so! La targa è nei pressi di piazza Sarzano. Concordo sull’attendere che passi il caldo, ma quando vieni a Zena ti ci porto…tra il resto lì intorno ci sono molte cose interessanti da visitare e da fotografare! Credo anche di aver capito dov’è la targa che cercavi a Corvetto, se la trovo ti faccio sapere!

  3. dear Miss Fletcher, è il tour che desidero fare venendo a Genova!… Nei miei sogni così immaginavo questa splendida città… Incomincio a credere veramente che i sogni si concretizzano…In fondo basta seguire la nostra anima che scappa e cerca rifugio nella bellezza, nel fascino e nella storia del tempo che fu…
    Good night…

  4. Cara Miss Fletcher,
    come ben sai, la camicia rossa e il cappello sono pronti!!!…
    E sapere che c’è un cuore che trepida sullo scoglio di Quarto, ci farà rivivere la storia all’incontrario… Partenza da Sud… con questa colonna sonora (Camicia rossa…) 🙂

  5. grazie ad un’amica comune sono approdata al tuo blog e con piacere ho scoperto che non solo sei genovese come me ma che sai anche tantissime cose della nostra città che io ignoro! grazie per le tante storie ed aneddoti che ci racconti.
    a presto e buon 2012
    simonetta

    • Ciao Simonetta, benvenuta! Chi è la nostra comune amica? Eh, sono curiosissima! Mi fa piacere che ti piaccia quello che scrivo, e poi è sempre bello conoscere dei genovesi…a presto e buon 2012 a te!

  6. Miss, ho letto con molto piacere questo tuo primo post su Genova, e qualcosa mi dice che sia stato seguito da altri, sempre in grado di suscitare interesse…

  7. se guardi il mio post STATUE & LAPIDI si c’era Genova…trovi molte traghe in marmo —-complimenti per i tuoi servizi ·

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