Sandro Botticelli e il dolce sapore della vendetta

Nel suo magistrale testo “Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti” il Vasari, oltre a narrare nel dettaglio la formazione e le opere dei maggiori artisti, racconta brevi aneddoti di vita quotidiana davvero gustosi.
Sandro Botticelli, riferisce il Vasari, era un tipo facile allo scherzo
Un giorno, venne a vivere accanto a casa sua un tessitore.
Il tessitore aveva allestito ben otto telai e, quando questi lavoravano a pieno regime, producevano un gran fracasso, facendo persino tremare i muri della casa di Botticelli.
Il pittore, infastidito, si recò dal vicino, facendogli presente che, con tutto quel rumore, lui non riusciva più né a lavorare né a starsene in santa pace a casa sua.
Il tessitore, malgrado le vibrate e ripetute proteste di Sandro, imperterrito continuò a far andare i suoi telai al solito ritmo, incurante di provocare disagio e malessere nel suo prossimo.
Anzi, in occasione di un alterco con il Botticelli, lo liquidò, secondo il Vasari, sostenendo che in casa sua voleva e poteva far ciò che più gli piaceva.
Botticelli, furibondo, se ne andò.
Lungi però dal volerla dar vinta ad un campione di arroganza e prepotenza, mise in atto quello che, senz’ombra di dubbio, si può definire un colpo di genio.
Il muro della casa di Botticelli, infatti, era molto più alto di quello della casa del tessitore e l’astuto Sandro pose proprio lì sopra, in bilico, un pesantissimo e gigante masso, che, ad ogni vibrazione del muro, prendeva ad oscillare dando l’impressione di dover precipitare da un momento all’altro, abbattendosi sul tetto e sui telai del vicino.
Il tessitore, spaventatissimo, corse subito da Botticelli, pregandolo di porre rimedio a quella pericolosa situazione e spiegando che no, lui non poteva vivere così, con la minaccia incombente di un macigno che traballava sulla sua testa e col rischio di finire morto schiacciato.
E Botticelli, beffardo, replicò: in casa mia voglio e posso far ciò che più mi piace.
Vasari non ne parla, ma io sono certa che con quel suo gesto Sandro Botticelli , oltre alla quiete ritrovata, si sia garantito a vita una fornitura di mantelli.
E dei tessuti più pregiati, s’intende.

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4 pensieri su “Sandro Botticelli e il dolce sapore della vendetta

  1. E’ un aneddoto davvero gustoso e ricco di spirito. Ricorda un po’ il celebre Cichibio del Boccaccio. Credo che ci fossero molti bontemponi nell’antichità, a differenza dell’impressione che se ne riceve a scuola. Credo che anche i temibili spartani, visti dal vero, fossero poi meno temibili: mi ha sempre fatto accaponare la pelle la storia del ragazzino divorato dalla volpe sotto il mantello. Sarà poi successo per davvero? Io credo che anche loro amasserro i propri figli, anche se le loro condizioni di vita erano molto dure.
    Ricordi il sorriso di don Camillo in Unione Sovietica, quando sente una mamma cantare al proprio bimbo?

    • Certo che mi ricordo Don Camillo! E trovo che tu abbia perfettamente ragione. Se a scuola insegnassero il lato umano dei grandi, sarebbe tutto molto più interessante.
      E non ci sarebbe gente che si ritrova con un otto in condotta 😉

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