Miss Fletcher, Miss Cardew e Miss Fairfax

 

 

(Gwendoline si morde le labbra e batte nervosamente il piede con l’ombrellino).
GWENDOLINE (Guardando intorno). Ben tenuto questo giardino, Miss Cardew.
CECILY Sono lieta che vi piaccia, Miss Fairfax.
GWENDOLINE. Non avevo idea che ci fossero fiori in campagna.
CECILY. Oh, i fiori sono comuni qui, Miss Fairfax, quanto la gente a Londra.
GWENDOLINE. Personalmente non riesco a comprendere come vi sia qualcuno che passi l’esistenza in campagna, ammesso che qualcuno, che sia qualcuno, ci stia. La campagna mi ha sempre annoiata a morte.
CECILY. Ah! Questo è quanto i giornali chiamano depressione agricola, se non erro? Credo che l’aristocrazia ne risenta molto in questo momento. E’ quasi un’epidemia, mi dicono. Posso offrirvi una tazza di tè, Miss Fairfax?
GWENDOLINE. (Con studiata cortesia). Grazie. (A parte). Detestabile ragazza, ma ho bisogno di un po’ di tè.
CECILY. (Con dolcezza). Zucchero?
GWENDOLINE (altezzosa). No, grazie. Lo zucchero non è più di moda.
(Cecily la guarda stizzita, prende le mollette e mette nella tazza quattro zollette di zucchero).
CECILY. Torta o pane col burro?
GWENDOLINE (Con aria annoiata). Pane col burro, per favore. La torta si vede di rado nelle famiglie migliori, oggi.
CECILY (Taglia una bella fetta di torta e la mette nel vassoio). Servite Miss Fairfax.
(Merriman esegue, poi esce col domestico. Gwendoline beve il tè e fa una smorfia. Depone subito la tazza, allunga la mano per prendere il pane imburrato e trova la torta. Si alza indignata).
GWENDOLINE. Mi avete riempito la tazza di zollette di zucchero e, sebbene abbia chiesto in modo molto chiaro il pane col burro, mi avete dato la torta.
Tutti mi conoscono per la mia indole mite e la dolcezza del carattere, ma badate, Miss Cardew, di non andare troppo oltre.

Oscar Wilde    “L’importanza di chiamarsi Ernesto”

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23 pensieri su “Miss Fletcher, Miss Cardew e Miss Fairfax

  1. Cara miss Fletcher,
    il mio affetto per te mi porta a segnalrti un’incipiente deriva intellettuale dei tuoi post. Ricorda chi sei: spiritosa, dinamica, anche un po’ scassaballe (sia come Fletcher che come te)… Insomma com’eri al liceo. Sennò mi diventi come Israel Armstrong, il bibliotecario di Ian Sansom, che paragonava tutte le persone a i personaggi dei mille romanzi che aveva letto. Sursum corda…memento la prima liceo…

    • Il guaio è che per compagna di banco avevo la più brava della classe.
      Sono stati anni durissimi, lei prendeva sempre otto e io un risicato sei…quando ci riuscivo!
      Questo è il mio riscatto, my darling….poi posso rispondere che, comunque, ognuno di noi non è mai una sola cosa?
      Cogito ergo sum….ti ricordo che conservo ancora tutti i diari del liceo….potrei pubblicare cose che voi umani non potete neanche immaginare …. 🙂
      Israel Sansom è un personaggio adorabile, comunque…scrivici un post, dai!

      • Ritiro tutto… i diari del liceo nooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
        Cara Fletcher, il mio era solo un bonario invito a rispolverare la Fletcher ruggente di Spianata Castelletto. Ti ricordi quando mio padre è arrivato come un panzerfaust a prendermi perchè ero in ritardo? E c’era quel ragazzo americano che mi piaceva tanto. Chissà che fine avrà fatto?
        Ti ricordi, cero, che martedì ci dobbiamo vedere a pranzo?
        Vale!

  2. Dear Miss Fletcher,
    ti lascio un attimo e mi ritrovo altri tre splendidi post da leggere avidamente.
    Dai ti prego, continua così…è magnifico!
    Adesso devo solo augurarmi che tu non “chiuda per ferie” o… come farò?
    Ma mi rendo conto di quanto sia perfida questa intima mia speranza.
    Reset.
    Se hai in programma vacanze imminenti ti prego di fare presto, perchè io rimarrò qui 😉
    Si scherza, eh? Buona splendida domenica di sole e venticello fresco!
    A presto Susanna Cerere

    • Sì, cara…il copriteiera è opera mia. E non potevo che abbinarlo a questo unico, mirabile esempio di perfidia femminile.
      Ti rassicuro, il blog non chiude per ferie….mi diverto troppo a scriverlo e mi fa molto piacere avere una fidata lettrice e nuova amica quale tu sei 🙂
      Buona domenica anche a te…. qui di sole manco l’ombra, anzi sembra che avanzi l’autunno, ma, ti dirò, non mi dispiace affatto!

  3. Oh ma che splendido siparietto tra te e la tua compagna di liceo! Mi sa proprio che sarete state entrambe…”gran brave ragazze!” Hi, hi, hi… inevitabile ricordare quando già dal ginnasio venivo chiamata Medusa, per i capelli ricci neri e che andavano dove volevano, nonchè Perfidia… chissà poi perchè?!

    E ti dirò, sottovoce…. ho ancora le cicciottose agende del liceo dove ognuno annotava i suoi pensieri, foto memorabili ed aforismi (oltre a ricordarmi di scriverci i compiti!)
    Baciotto Susanna Cerere

    • Eravamo tremende ! Per la cronaca, io chiamavo lei con il nome di un minerale, Ortoclasio e lei mi appellava Scianca Paniassi, nome di un filosofo e di un poeta…due pazze, in pratica!
      Anche tu però, tra Medusa e Perfidia, non te cavavi male 🙂
      Noi due eravamo sedute al primo banco fila di destra…ricordo come ieri una tragicomica interrogazione di filosofia, durante la quale non riuscivo a smettere di ridere, avevo le lacrime agli occhi e la povera professoressa, timida e per nulla di polso, non sapeva che pesci prendere….credo di aver preso quattro, ma ne è valsa sicuramente la pena, perchè ogni volta che ci ripenso mi viene subito il buon umore!
      Brava che hai tenuto i diari…. sono preziosisissimi! Ora vado in cantina, prendo i miei e me li rileggo un po’!
      PS….ora vado a spostare il link del tuo blog, dai blog creativi ad amiche di Miss Fletcher…non perchè tu non sia creativa, anzi…però è lì che devi stare 🙂

  4. Davvero onorata di essere appellata creativa, ma ancor di più amica!
    Per avere la tua @ e comunicarti la mia, possibilmente non su web, cosa potrei fare? Manu conosce il mio account… forse dire a lei di fare da intermediario?

    Susanna Cerere (assai imbranata con il pc e che scrive ancora con la stilo dall’inchiostro nero….)

  5. Cara Susanna,
    come ti ha già detto la Fletcher i nostri destini si sono incontrati al liceo-ginnasio statale C. Colombo, ormai 30 anni fa…. Allora eravamo giovani e supplivamo con l’allegria i maltrattamenti di professori che spesso rasentavano il sadismo. Ambiente assai poco educativo, ma da cui sono uscita, almeno, conoscendo il latino e il greco: per il resto rarissime lezioni di vita.
    Tu che liceo hai fatto? Sei di Genova anche tu?

  6. …sub tegmine fagi… ho sempre amabilmente detestato la metrica, sia in latino che in greco…. ma ho il grandissimo rimpianto Rita, di aver fatto il liceo con impegno da minimo sindacale ed ora mi mangio i gomiti per non essere padrona di queste bellissime lingue.

    Vabbè… comunque ti rispondo: liceo classico a Roma, ma ho capito di avere qualche primavera più di voi. Laurea in Psicologia, specializzazione quadriennale in Ipnosi Clinica ed ora imprenditore agricolo nelle Marche, dove vivo da più di vent’anni.
    Se vogliamo parlare di sadismo al liceo…. ne ho di materiale e mi chiedo ancora: ma come caspita facevamo? Eppure non ci si drogava… ma che divertimento! I miei figli se lo sognano (e sanno una piccola parte. Hi,hi,hi)
    Baciotto Susanna Cerere

    • Ah, la metrica! Che ricordi! Psicologia? Ipnosi clinica? Ok, parliamone. Ho urgente bisogno di una seduta.
      Non so, ragazze, se vi rendete conto che qui sotto stiamo facendo salotto niente male, altro che Miss Cardew e di Miss Fairfax…quelle due adorabili viperette!

  7. Non parliamo di bisogno di terapia.
    Hai presente il ciabattino che va in giro con le scarpe rotte?
    O, per rimanere in tema, “Medice, cura te ipsum”?
    Ecco, appunto 😉

    Prego Miss Fletcher-Guendalina: Zucchero? Torta o pane al burro?
    Ah se il caldo mi fa male.
    E dovrei pure stirare una montagna di panni che la notte si autoriproduce nel cesto. Dite, colte ragazze, esiste la partenogenesi della biancheria da stirare?
    Susanna Cerere

    • Ci credi che ho appena finito, ora in questo istante, di stirare?
      Attività, mia cara Cecily, che detesto con tutto il cuore. Sono negatissima, oltre tutto.
      Però, almeno stavolta, non mi sono ustionata col ferro…un successone!

  8. Io, invece, sto dilapidando le mie 5 settimane di part-time nel vano e frustrante tentativo di sedare risse tra mio figlio, 12, e i miei nipoti di 13 e 11 anni. Questi ultimi sono americani, o, meglio italo-americani e comincio a pensare che siano il distillato cromosomico del peggior materiale genetico che si possa trovare sul pianeta. Inoltre il mio diletto pargolo deve fare i compiti delle vacanze, con una certa cura per la matematica, in cui ha rimediato un 6 con asterisco. Sapete cos’è? Pare sia una sorta di rimandatura occulta: al rientro a settembre dovrà fare un compito in classe in cui sarà necessario raggranellare la sufficienza.
    Ho dovuto ricominciare dalle tabelline perchè il giovanotto disquisisce di ogni cosa, ma il semplice calcolo che imparavamo per osmosi alle elementari a lui sembra il monte Everest.
    Tempus fugit… e il 1 agosto andrò, felice, a lavorare, cioè a riposarmi un po’.

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