Ex libris

I libri.
Io amo i classici, le biografie, i libri di storia, le memorie, la poesia.
Leggo anche alcuni autori contemporanei, accuratamente selezionati.
Io, con i miei libri, ho proprio una storia d’amore e, come tutte le fidanzate gelose, non amo prestarli, provo una certa apprensione a saperli in giro, lontani da me.
E’ capitato che qualcuno mi chiedesse in prestito persino il Rocci, il vocabolario di greco.
Chi ha posto questa domanda non mi conosce affatto, se sapesse come sono avrebbe intuito, senza spiegazioni, che, per quanto con tutta probabilità non lo riaprirò mai più, non potrei separarmi dal compagno di cinque faticosi anni, trascorsi tra aoristi e versioni incomprensibili.
I libri che amo li regalo alle persone che amo: è una maniera per condividere i pensieri più cari, per presentare, a chi sa apprezzarli, personaggi che per me sono persone, vere e reali, sebbene apparentemente sembrino solo impresse su carta.
Parimenti, non gradisco prendere i libri in prestito.
Si dirà, se hai apprezzato un testo, puoi sempre comprartelo: non è affatto così, io desidero proprio il volume che ho tenuto tra le mani, le pagine che mi sono scorse sotto gli occhi, deve essere il mio libro, un compagno per la vita e non l’avventura di pochi giorni.
Mi piacciono i libri leggeri, maneggevoli, ricordate i vecchi classici della Bur?
Sono i miei preferiti, stanno davvero in una tasca, puoi reggerli con una mano sola e la loro carta è opaca, ruvida, tendente al giallino, mentre la copertina è di semplice cartoncino, nulla a che vedere con i tascabili dei nostri giorni.
Di rado compro libri in brossura: in genere quando non vedo l’ora leggerli o se presumo che non avranno una gran tiratura, per cui non ci sarà un’edizione economica.
Una particolarità che mi infastidisce sono le note in fondo al testo, mi pare che distraggano dalla lettura, così, se per caso mi capita di trovarle, termino il capitolo e in seguito passo alle note.
Non sottolineo mai i miei libri e, se desidero mettere un segno, utilizzo dei segnapagina colorati, che mi aiutano a ritrovare facilmente ciò che mi interessa. Se me ne dimentico, ricorro a uno dei miei doni di natura: la memoria.
Infatti, per ragioni a me misteriose, se un brano ha colpito la mia attenzione, mi ricordo esattamente da che parte del libro si trovi e se sia nella parte inferiore o superiore della pagina, così per rintracciarlo mi basta sfogliare metà del volume: parrà strano ma, ad oggi, non ho mai sbagliato.
E poi ci sono i libri antichi, quelli che hanno vissuto più vite e, passando di mano in mano, per un caso del destino, sono arrivati a me, è un privilegio accoglierli nella mia casa.
Spesso poi, sbirciando tra le bancarelle, si trovano rarità che diversamente non potreste mai leggere.
E’ lì che ho acquistato testi del mio scrittore preferito, Emile Zola, non più editi dalle moderne case editrici, e adesso possiedo un’edizione malconcia de “Il sogno”, una copia di “La Terra” e anche “Il fallo dell’abate Mouret”, che ha la copertina dura color verde bottiglia e la firma del suo antico proprietario sulla prima pagina.
Mi piace gironzolare per mercatini e per librerie antiquarie, potrei passarci ore e me ne torno sempre a casa con qualche tesoro, come alcune pubblicazioni dell’Istituto Mazziniano che ho reperito di recente e di cui presto vi parlerò.
Invece, se mi portate in uno delle grandi librerie tanto in voga adesso, sono capace di girare un intero pomeriggio senza acquistare nulla.
Sicuramente c’è tutto, in quelle librerie, ma io le trovo dispersive, e non capisco perchè insieme a Baudelaire e a Victor Hugo debbano vendere piatti di carta, portachiavi e amenità varie: non fa per me.
Ho i miei posti e i miei librai: uno è apertamente filoborbonico, e facciamo sempre delle gradevoli discussioni sulla storia, un altro ha una bella libreria piena zeppa di antichi testi su Genova e da lui ho comprato un libro prezioso, “Della Vita di Mazzini” di Jessie White Mario.
E’ un volume alto, pesantissimo, e per leggerlo bisogna accomodarsi alla scrivania, ma quale magia c’è, in quel libro.
E quali amici si trovano, in certe pagine.
Amici che sanno esprimere, con infinita ricchezza, sentimenti e pensieri che sono nostri, anche se magari non lo sapevamo.
Amici che sanno interpretare le nostre emozioni e farci sentire compresi.
Amici che sanno sorprenderti e sanno spiegare quale piacere sia la lettura.
Amici che restano, nel tempo, e che ci hanno lasciato parole belle e uniche come queste.

“Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti, quelli passati in compagnia del libro prediletto. Tutto ciò che li riempiva agli occhi degli altri e che noi evitavamo come un ostacolo volgare a un piacere divino: il gioco che un amico veniva a proporci proprio nel punto più interessante, l’ape fastidiosa o il raggio di sole che ci costringevano ad alzare gli occhi dalla pagina o a cambiare posto, la merenda che ci avevano fatto portar dietro e che lasciavamo sul banco lì accanto senza toccarla, mentre il sole sopra di noi diminuiva di intensità nel cielo blu, la cena per la quale si era dovuti rientrare e durante la quale non abbiamo pensato ad altro che a quando saremmo tornati di sopra a finire il capitolo interrotto.
Marcel Proust, “Del Piacere di leggere”  – Editore Passigli

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6 pensieri su “Ex libris

  1. Buon pomeriggio Miss Fletcher.
    Devo confessarLe che è sempre un piacere passare a sfogliare le pagine del suo blog.

    Vedo che abbiamo qualcosa in comune, raramente presto i miei libri. Penso che gli altri non li tratterebbero altrettanto bene. Non sono di quelle lettrici che sottolineano la frase che le ha colpite o fanno le orecchiette alle pagine. Non sia mai. Dopo che li ho letti i miei libri sembrano ancora nuovi.
    Amo anche l’odore della carta stampata.
    Ora sto rileggendo De profundis, tu sai di chi parlo.

    Bene allora, La lascio ai suoi libri.
    A presto.
    Stefy

    • Ciao, Stefy!
      Brava che non fai le orecchiette alle pagine, è una pessima abitudine…e l’odore, l’odore della carta, unico e inconfondibile, grazie per aver aggiunto al mio post una caratteristica che avevo scordato.
      De Profundis, che lettura, Stefania, che fortuna saper apprezzare certi libri, che privilegio.
      E pensare che alcuni non lo comprendono, non sanno cosa perdono.
      Buona serata, in compagnia del nostro Oscar!

  2. Evviva, non sono poi una così bestiolina rara! Detesto con tutto il cuore cedere a chi mi chiede un libro in prestito, sto male fisicamente. E’ M-I-O!!!!!!! E quando non ho potuto dire di no, il pensiero mi andava sempre lì, a quel titolo che non era più tra i MIEI libri.

    Sono stata invece fiera che mia figlia Francesca Romana utilizzasse il Rocci su cui avevo sudato sette camicie.
    Sono invece preoccupatissima all’idea che ora finirà tra le grinfie di Giulio Valerio, infatti a settembre inizierà il ginnasio.
    Ma che dice questa donna antica? Non c’è più il ginnasio da quest’anno. Orrore: I°,II°,II° IV° e V° liceo classico. Ma non ci dormono la notte per togliermi le ultime certezze?

    Ebbene si, come Stefy adoro “sniffare” un libro intonso, ancora profumato di stampa, mi ricorda il piacere infantile dello sfogliare il sussidiario delle elementari. Non ho detto abbecedario di Pinocchio, eh?
    Ancora ho questo maledetto vizio, anzichè cocaina (ci mancherebbe solo questa) sniffo libri appena usciti dal negozio!

    Cribbio Miss Fletcher, sono caduta nella tua da poco menzionata maledizione delle lavatrici capricciose e la mia ha deciso che non vuole più scaricare l’acqua e il pulsante deilla selezione-programmi continua a girare senza tregua.
    Morale della favola li ho risciacquati nella vasca e la mia schiena ringrazia!
    Baciotto Susanna Cerere

    • Anche tu sei come me, vedo!
      Io non ho figli e trovo molto bello che i tuoi usino il vocabolario di mamma, mi piace e spero che Giuliio Valerio tenga conto del valore che ha per te…
      Apprendo or ora, essendo aihmè lontana dal mondo della scuola, di queste novità della I, II, III, IV E V liceo classico. Chi ha avuto questa bella pensata? E soprattutto, perchè????
      Mah, sono senza parole!
      Riguardo alla maledizione della lavatrice, deve essere perchè sei una mia amica…se cominci anche a stendere la roba un po’ a caso, comincia a preoccuparti seriamente 🙂
      Povera schiena, però….sapendo della tua numerosa famiglia immagino che il tuo bucato sia impegnativo 😦
      Bacetto solidale!

  3. Carissima, abbiamo in comune almeno 4-5 cose di quelle elencate qui. Vediamo.
    Sono gelosa. Non so spiegarlo bene come te, ma sono gelosa dei libri e non li presto, eccetto che al fidanzato (che li tratta benissimo e la pensa come me sul punto seguente…).
    Non capisco e non apprezzo chi, pur dicendo di amare la lettura, è capace di sottolineare e perfino mettere glosse (sì, addirittura, poco tempo fa son capitata sul blog di una che se ne vantava! Dicendo che adorava i libri..). O rovinarli comunque facendo le ‘orecchie’.
    Come te, anche io riesco a ricordarmi benissimo, per abitudine ormai inveterata suppongo, dove sono arrivata a leggere, o qualche passaggio che voglio ritrovare (è utile, altroché). Sono cronicamente carente di segnalibri però.. forse è per questo.
    Le librerie antiquarie, oppure quelle ‘Remainders’, sono quelle che preferisco girare, sono anche quelle dove si fanno le scoperte migliori e le cacce più divertenti; in quelle grandissime di cui parli mi annoio! Qualche anno fa cercando lavoro sono capitata in una di queste, e mi hanno chiesto di fare un progetto del nuovo reparto di ‘oggettistica per la casa’: son cose che si possono fare per lavoro (precario alias temporaneo), capivo i motivi commerciali, ma… Dopo quel periodo non ci sono più entrata in quella libreria (per fare acquisti intendo, come cliente), pensa (forse proprio perché ero nauseata dopo quel periodo!).
    Anche perché ho gusti diversi appunto in fatto di negozi.
    Come te deploro tanto il fatto che le case editrici abbiano messo fuori edizione tanti scrittori classici (i miei preferiti!), ne parlavo in un post poco tempo fa (intitolato, manco a dirlo, ‘Remainder’), così facendo producono lacune e ignoranza…
    E finisco prendendo spunto dal titolo del tuo post: ho per un attimo pensato che fossi una collezionista di ‘ex libris’ 😀 (di collezionisti ce ne sono parecchi, credo), però quasi scommetto che per come sei affezionata ai libri, se li prestassi avresti qualche ex libris personale… Ciao!

    • Ah, ma io ad occhi chiusi avrei detto che anche tu eri come me, ci avrei giurato.
      Secondo me lo sono tutti quelli che amano visceralmente libri…e mi fa piacere sapere che anche tu ti ricordi in che punto del libro hai letto una certa frase, sai, è una cosa parecchio strana, se ci pensi, si vede che il nostro cervello ricorda ciò che gli interessa, evidentemente.
      Ora vado a leggermi il tuo post Remainder, e so già da quel che leggo qui, che troverò tante motivi per condividere il tuo pensiero.
      Da ultimo, non possiedo un ex libris…ma è dai tempi del liceo che ne desidero uno…forse potrei regalarmelo…solo che poi mi tocca assumere un segretario per timbrare tutti i libri che ho 🙂 e caspita!!! Buonanotte cara!

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