Il delitto di Lord Arthur Savile

Scritto da Oscar Wilde nel 1887, questo breve racconto è una gemma.
Il sottotitolo, serio e severo, recita: Uno studio sul dovere.
Sì, perchè il protagonista, Lord Arthur Savile, si trova a dover compiere, suo malgrado, un dovere tanto sgradito quanto imprevisto: commettere un omicidio.
La vicenda ha  inizio ad un ricevimento, tenuto nella magione di Lady Windermere, colei che, con il suo celebre ventaglio, sarà l’indimenticabile primadonna di una fortunata commedia di Wilde.
Tra gli invitati, un certo Septimus Podgers, chiromante di fiducia dell’eccentrica padrona di casa che, nutrendo per lui una fiducia cieca, si appresta a trascorrere un intero anno su una mongolfiera, essendole state predette sventure sia per mare che per terra.
Così Lady Windermere, entusiasta, presenta l’uomo ai suoi ospiti, insistendo perchè questi si facciano leggere la mano e loro, uno ad uno, volentieri si sottopongono all’esperimento.
Anche Lord Artur, ovviamente, cede alla curiosità.
Dapprima gli viene svelato che farà un viaggio, quindi che perderà un lontano parente.
Ma Podgers è un tipo misterioso e non svela tutta la verità, anzi, suscita a tal punto l’interesse del povero Savile, che questi si sente quasi costretto a recarsi nello studio del chiromante,  dove finalmente gli sarà rivelato cosa si legge nel palmo della sua mano: un assassinio.
Il nobiluomo, disperato, si mette a vagare per Londra, cammina tutta la notte, senza meta, è  oppresso dalla preoccupazione per il destino che lo attende e lo sarà ancora, il giorno dopo, quando il suo primo pensiero andrà a Sybil Merton, la fidanzata che è in procinto di sposare.
Quale felicità potrebbe mai attenderli, si chiede affranto Arthur, con questa spada di Damocle dell’omicidio, con il crudele ed ineluttabile fato che lo travolgerà?
Si risolve, pertanto, nel compiere il suo dovere.
E per quanto terribile, non lo considera un peccato, bensì un sacrificio necessario.
Sceglie così, con cura certosina la sua vittima: Lady Clementina Beuchamp, una cara vecchia signora alla quale è molto affezionato.
Crudele? Affatto, tragicomico semmai.
La signora è molto malata e Savile, recandosi in visita da lei, le porterà in dono una scatoletta d’argento acquistata in Bond Street nella quale, sostiene, è contenuta una medicina miracolosa.
In realtà, in quella scatola c’è una pillola di veleno.
Mirabile e spassoso è il dialogo che intercorre tra Lady Beuchamp e il suo ospite.
E’ uno scambio di battute fulminanti, in cui la signora si domanda quale sia il momento più opportuno per assumere quel nuovo farmaco, convincendosi che forse le conviene preservarlo per quando avrà il prossimo attacco.
E lui, l’aspirante assassino, affabile, le chiede quando prevede che avverrà.
E insiste, con bel modo, le domanda, quasi ansioso, se sia proprio certa che entro un mese un nuovo attacco la coglierà, deve accertarsi, con la dovuta cautela, che tutto si svolga come destino vuole.
Non sarà così, ahimé, la povera Clementina perirà di morte naturale e la pasticca letale finirà tra le mani di Sybil, prima che Arthur si affretti a gettarla nel fuoco.
A Lord Savile tocca a questo punto trovare una nuova vittima.
E Wilde, con il consueto garbo scrive: quindi riguardò la lista dei suoi amici e parenti e, dopo attenta considerazione, si decise a far saltare in aria suo zio, il decano di Chichester.
A lui Lord Arthur fa recapitare un orologio esplosivo, pensando così di aver risolto, una volta per tutte, il suo spinoso problema.
Viste le premesse, non vi sarà difficile immaginare che le cose non andranno proprio come previsto dallo sfortunato Savile, ma non voglio rivelarvi tutti i particolari di questo racconto sagace e pungente, lascio a voi scoprire in che modo Arthur si libererà del destino scritto per lui.
Sposerà la sua Sybil e, scrive Wilde , il loro amore non fu ucciso dalla realtà. Si sentirono sempre giovani.
E’ breve questo racconto, ma,  come sempre, è  ricco di motti arguti, di stilettate beffarde, di battute taglienti e della grande saggezza di Wilde.
In fondo, par di capire, che altro è la vita, se non una recita?
Così sembra che sia e ciascuno, volente o nolente, ha la sua parte.
Lo lascio spiegare a Oscar, con un brano tratto da questa sua opera,  ennesima brillante perla di perfezione stilistica.

Gli attori sono così fortunati.
Possono scegliere se recitare in una tragedia o in una commedia, se soffrire o essere allegri, se ridere o sciogliersi in lacrime.
Ma nella vita reale è diverso.
Molti uomini e donne sono costretti a recitare parti per le quali non hanno la minima predisposizione.
I Guildestern personificano Amleto, e i nostri Amleto devono fare i buffoni come il principe Hal.
Il mondo è un palcoscenico, ma i ruoli sono mal distribuiti.

6 pensieri su “Il delitto di Lord Arthur Savile

  1. Ma che incantevole racconto: sono sempre più convinta che gli scrittori “classici”, o di un tempo che dir si voglia, avevano più talento.
    Ho notato dal tuo post che Wilde usa di nuovo il nome Sybil per un personaggio femminile giovane (io conoscevo solo la Sybil Vane del Ritratto di D. Gray)..curioso, doveva piacergli!
    Sacrosanta verità quella dei ruoli mal distribuiti… se ne potrebbe parlare per mesi.

    Come scrivi spesso! Beata te, io da tempo posso dedicarmi poco al blog in genere, nel senso che passano anche giorni fra una mia visita alla blogosfera e l’altra.
    Ho visto il tuo buongiorno, ma molto in ritardo, e mi spiace di non poter rispondere a nessuno in tempo reale; penso che quelli che mi frequentano da un po’ abbiano compreso e confido che le persone conosciute da poco comprenderanno: sono quella che quando entra nel blog commenta in una volta sola anche più post in uno stesso blog, e fa visita a quante più persone le riesce, poi, nolente, debbo scomparire per qualche giorno.
    Mi riesce di scrivere post, se mi capita qualche giornata giusta, e allora “triumphant music”, manco fosse chissà che evento, però per i miei blog lo è, specie per quello di film, che richiede più impegno e io spesso non ho la concentrazione sufficiente, dovendo guardare l’orologio continuamente.
    Da tempo poi devo far convivere tutto il resto pure con una non facile fisioterapia di recupero. Insomma sono una blogger-impiastro.
    Mi ricordo dei bei tempi, dal 2006 al 2008, quando mi dedicavo al blog (su altra piattaforma) come fanno tutti i blogger come si deve. Mi ripropongo sempre di tornare così. Sto facendo sforzi in tal senso, ma vengo inevitabilmente risucchiata dalla vita reale: forse queste settimane chissà… vanno tutti in vacanza ma io no. Non ci sarà nessuno a leggermi, ma io forse avrò tempo di scrivere, pensa un po’ che fortuna! 😉
    Grazie cara, dei tuoi frequenti e graditissimi passaggi! Anche quelli son serviti a rianimare un po’ un blog che mi faceva pena per quanto l’ho trascurato (quello dei film), adesso devo scriverci, non ho più scuse, sennò che figura faccio? 😉 Buona giornata a te!

    • Davvero, due Sybil…ci credi che non lo avevo notato? Ci sarà una ragione, mi riservo di indagare in merito.
      Mia cara, non ti scusare, sei una blogger affabile e deliziosa, altro che impiastro. Poi il tuo blog sul cinema è talmente particolare e i post così approfonditi che penso ci voglia del tempo per scriverli.
      E mi fa piacere se ti ho un po’ rivitalizzato, tra il resto ho parlato di te a tante persone, in quanto mi piace davvero molto come scrivi; comunque quando tutti saranno in ferie, io comunque ci sarò, ora che ti ho trovata non ti abbandono, quindi ti leggerò!
      Riguardo a me, spero di riuscire a continuare a scrivere con questo ritmo, anche quando inizierò a lavorare.
      Sai che a volte scrivo i post e li lascio lì per giorni, prima di pubblicarli?
      Prima di aprire questo blog ci ho pensato per mesi, ora ne sono molto contenta. Mi dà la possibilità di scrivere e di conoscere persone che valgono, che altrimenti non avrei incontrato.
      Come te, ad esempio 🙂
      Buona giornata cara!

      • Ti ringrazio tanto, troppo buona davvero!
        Ho sorvolato sul fatto che ovviamente cercherò questo racconto perché io che mi conosco (mi incuriosisco con facilità enorme!), dò ormai per scontato che lo leggerò (librerie permettendo, altrimenti userò altri canali… :idea:), le storie di Wilde mi piacciono, ..compreso il.. ‘Ritratto’ (anzi, avendolo letto da adolescente, o forse anche pre-adolescente, mi impressionò tanto!).. confesso che ogni tanto lo rileggo…

        Sono contentissima che ci sia un mistero per l’ineffabile Miss Fletcher! Davvero, adesso aspetto che tu scopra qualche cosa circa le “Sybil” di Wilde: ormai il quesito l’hai posto, non puoi fallire! 😉 (Magari era un nome musicale piacevole a suo parere… però mi pare troppo debole come motivo per uno scrittore così, deve esserci di più…)

      • Sybil, Sybil…è da ieri che ci penso, e adesso devo far partire le indagini, mia cara dea silenziosa!
        E svelerò il mistero, certo che sì!
        Un abbraccio cara, a presto!

  2. Ed anche questo sarà uno dei prossimi libri da leggere.
    Ah se non avessi queste recensioni intriganti… preziosissima Miss Fletcher mi aiuti a vincere la pigrizia e il caldo spossante.
    Baciotto Susanna Cerere

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