In viaggio con Bill Bryson

E’ il caso di dire: vi presento un amico.
Lo è, a suo modo, sebbene non lo conosca di persona.
E’ lo scrittore contemporaneo più esilarante e divertente che conosca, l’unico che riesce a farmi ridere come solo certi fini umoristi del bel tempo andato riescono a fare.
Americano di nascita, ma cittadino di Sua Maestà Elisabetta II per scelta, Bill Bryson ha eletto a sua dimora un piccolo paese dello Yorkshire e nel 2007 è diventato presidente del Campaign to Protect Rural England, un’associazione che si occupa della protezione dell’ambiente, un settore nel quale l’autore si profonde con grande impegno e dedizione.
Bryson è un personaggio che, solo a vederlo, vi mette di buon umore: corpulento, rosso di capelli, ha una faccia che ispira immediata simpatia.
E se non conoscete i suoi libri, provate a leggerlo: mi ringrazierete.
Si viaggia, con Bill: attraverso l’Europa, l’America, L’Australia.
E partire zaino in spalla con lui, vi assicuro, non è mai noioso.
Spesso insieme a Bryson c’è un suo compagno di scuola, Katz,  e questi due, insieme, sono impareggiabili intrattenitori.
E’ proprio con Katz che Bill intraprende un’avventura davvero insolita che viene narrata in “Una passeggiata nei boschi“.
La passeggiata in questione è l’Appalachian Trail, un sentiero che si snoda per 3400 km attraverso i monti Appalachi.
I due, completamente inesperti e fuori allenamento, si buttano a capofitto in questa impresa e fin dal principio si intuisce che non sarà semplice.
Per un’escursione del genere, tanto per iniziare, serve l’attrezzatura giusta e Bill, solerte, si reca in un negozio specializzato.
Va da sé che, se non capisci nulla di zaini, corde e sacchi a pelo e ti imbatti in un commesso appassionato del suo mestiere, ci si mette poco a perder la pazienza e a cadere in quella che Bill chiama pericolosissima condizione nota come “esaurimento nervoso dell’acquirente al dettaglio”.
Mentre Bill, in qualche maniera, riesce a mettere insieme un equipaggiamento degno di questo nome, Katz, per parte sua, riempie il suo zaino del seguente materiale: salsicce, M&M, uva passa, biscotti, merendine dolciastre ad alto contenuto calorico, zucchero di canna in pesanti latte, arachidi.
E lungo in percorso, sfiancato da quel peso sulla schiena, Katz finirà per buttar via tutto, persino i filtri per il caffé, tanto che i due si ritroveranno ad usare, al loro posto, la carta igienica.
Un motivo che ricorre nei libri di Bill Bryson è la paura dei cani ma qui, sull’Appalachian Trail, può capitare di peggio: mentre state camminando di buon passo, addentrandovi nei boschi, potrebbe pararvisi davanti un orso e Bill, prima di partire, si documenta.
Accertatosi che sugli Appalachi non ci sono grizzly, il nostro rincuora il lettore, suggerendo di correre, in caso di uno sfortunato faccia a faccia con un grizzly in uno spazio aperto.
Se non altro, occuperete produttivamente, gli ultimi sette secondi della vostra vita, scrive Bill.
In ogni modo, quando il grizzly vi raggiunge, ricordate di fingervi morti. Il grizzly, rassicura Bryson, se ne andrà.
Precauzione inutile con l’orso bruno che popola questa zona degli Stati Uniti e che, invece, continuerà imperterrito a mordervi le carni.
E men che meno sarebbe una bella idea arrampicarsi su un albero, infatti le graziose bestiole vi seguirebbero senza problemi e, conclude  Bryson, vi ritrovereste a fronteggiare un orso bruno in cima a un albero.
Ma lì, nella catena degli Appalachi, si possono fare ben più temibili incontri.
Infatti, mentre i nostri eroi avanzano non senza difficoltà a passo di marcia verso la loro meta, si imbattono, disgraziatamente, in una certa Mary Ellen che, pur non invitata, si aggrega alla coppia di amici.
E’ petulante questa Mary Ellen, è chiacchierona, inopportuna e fastidiosa e  loro non vedono l’ora di levarsela dalle costole.
E Bill, uno che sa sempre trovare parole pungenti per esprimere i propri stati d’animo, così ricorda la povera Mary Ellen.

“So da tempo, e ormai ho anche accettato, che una parte del piano che il buon Dio ha per me prevede che io trascorra una certa quantità di tempo con la gente più stupida che sia apparsa sulla terra, e Mary Ellen era la prova che gli Appalachi meridionali non avrebbero fatto eccezione.”

Ecco, questo è il mio amico Bill.
Uno che vale la pena di conoscere e seguire nelle sue avventure, non vi svelerò tutte le esilaranti situazioni che questi improvvisati escursionisti si ritroveranno ad affrontare,  lascio a voi il piacere di gustarvi il libro.
Di una cosa sono sicura: quando avrete conosciuto Bryson, sono sicura che non lo abbandonerete più.
E quando avrete tra le mani “Una città o l’altra“, nel quale lo scrittore narra il suo tour delle capitali del vecchio continente, sarete felici di ritrovarlo ancora insieme a Katz.
A Istanbul i due se la videro davvero brutta.
Katz, infatti, quando si trova all’estero, ha la bella abitudine di parlare con disinvoltura ai camerieri dicendo cose terribili, certo che, intanto, il suo interlocutore non capirà niente.
E fu proprio in ristorante della capitale turca che Katz, rivolgendosi ad un cameriere, con estrema nonchalance gli disse:
“Ma la m…. di vacca la mettete direttamente nel piatto con il resto oppure l’aggiungete dopo con il mestolo?”
Sfortuna volle che il destinatario di questa boutade avesse lavorato per ben tredici anni in locale nel centro di Londra e che masticasse l’inglese alla perfezione cosicché i due finirono buttati in strada in men che non si dica.
Accadono queste vicende nei libri di Bryson.
Lasciatevi portare da lui, in Scandinavia, dove Bill farà una fatica boia a farsi capire dall’impiegata della biglietteria della stazione e poi seguitelo a Parigi, in Place della Concorde, dove il traffico impazza e il nostro teme per la sua vita.
Ovunque andiate, sappiate che avrete accanto il più simpatico, il più sorprendente e il migliore dei compagni di viaggio.

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19 pensieri su “In viaggio con Bill Bryson

  1. Entreranno anche questi due libri nella mia chilometrica wish list? mamma mia Miss Fletcher, sei un ciclone di donna. Mi travolgi con le tue continue scoperte e suggerimenti. Come farò? 🙂
    Intanto ti auguro buonanotte, poi…. ci penserò domani, per dirla alla Rossella…
    Susanna Cerere

    • Quel libro non è piaciuto tanto neppure a me, Igor, ma questo ti farà venire le lacrime agli occhi dal ridere, ne sono più che sicura.
      E’ carino anche Tra una città e l’altra, tour delle capitali europee compresa l’Italia, ho riso tantissimo.
      Poi fammi sapere, eh? Buona serata!

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