La strana storia del Barone Teodoro di Neuhoff

Si dice che sia sbarcato sulle spiagge dì Alleria, in Corsica.
Vi era giunto, dopo svariate peripezie, a bordo del mercantile inglese Capitan Dick.
E’ un sobillatore, uno che con qualche moneta d’oro e della polvere da sparo è in grado di irretire il popolo provocando grandi disordini e tumulti.
Accadde così, in Corsica: si presentò vestito alla asiatica e più d’uno, ahimé, diede ascolto alle sue parole suadenti.
Pare sia originario della Westfalia.
Fate attenzione, è scritto che quest‘uomo conosce a menadito la chimica ed è esperto delle più segrete cose, sapiente di Cabala e maestro nell’arte del raggiro.
In Corsica si fa chiamare Barone Teodoro di Neuhoff, e con quel nome era noto anche a Parigi, dove nel 1729, abbandonò la moglie irlandese, portata all’altare in Spagna, e la figlia nata da quell’unione.
Non fidatevi, state attenti! Si dice che, ovunque vada, menta spudoratamente sulla propria nazionalità ed identità.
E così, negli anni, è stato a Londra, dove lo credevano tedesco, poi a Livorno dove si è finto inglese e a Genova dove si è fatto passare per svedese.
E di volta in volta si è fatto chiamare Barone di Napoer, poi di Smibner e di Niffen, e infine di Schmithbergh.
Così, dissimulando la propria identità, è riuscito, con ammirevole abilità, a vivere sulle spalle degli altri; si sa, ad esempio, che in Spagna, nel 1727, un Reggimento tedesco gli offrì una gran somma di denaro come offerta di leva e lui ha preso il volo con quel bottino.
Ma non è finita qui: si dice che abbia truffato Inglesi, Francesi e Tedeschi.
E’ uno che ci sa fare, non c’è che dire.
Pensate che anni addietro riuscì a convincere dei Banchieri di Livorno a fargli un prestito, con la promessa, mai mantenuta, di restituire quanto dovuto.
Per questa vicenda finì pure in galera ma poi, caduto malato, ottenne di essere scarcerato e di ricoverarsi nell’Ospedale della città, fino alla sua completa guarigione.
Ora qui si richiama la vostra attenzione in quanto il nostro, lasciata Livorno, dove lavorava come Medico, pare sia approdato a Tunisi e lì, facendo combutta con vari personaggi del luogo, si è rifornito di armi e munizioni, con le quali è partito alla volta della Corsica.
Oh, e non è solo, fate attenzione! Con lui c’è un tal Cristoffaro, tre turchi, fra i quali un tale Maometto, noto alle autorità per essere stato schiavo sulle Galee di Toscana, più altri sodali,  e c’è persino un prete di Portofferaio.
Ma voi cosa state pensando? Di cosa di tratta? Che trama avvincente!
Sarà forse il nuovo romanzo scaturito dalla fervida fantasia di Miss Fletcher?
Oh, che avventure, le galee, Tunisi, il mare, il Barone dai molti nomi!
Ciò che avete appena letto, altro non è che la fedele narrazione di una Grida emessa dalla Serenissima Repubblica di Genova il 9 Maggio 1736 e contenuta nel faldone 1026 dell’Archivio Segreto presso l’Archivio di Stato di Genova.
Non è un romanzo, è la vita, è la storia, a volte assai più imprevedibile della fantasia.
Ed io, che mai avevo sentito nominare il Barone Theodor Stephan von Neuhoff, ho fatto un breve ricerca sul web ed ho trovato una pagina a lui dedicata su Wikipedia, dove si narra ben altra storia, assai più nobile, e dove si legge che quest’uomo fu fautore, seppur per breve tempo, dell’indipendenza della Corsica nel 1736.
E’ noto che l’isola francese, a quel tempo, era sotto il predominio della Serenissima Repubblica di Genova ed è ben evidente, pertanto, quale sia la motivazione del tono allarmato che si legge in questa grida.
Si ammoniscono, nelle ultime righe, tutti i cittadini affinché non intraprendano alcun tipo di commercio con questo pericoloso individuo e non portino in nessun modo  aiuto al Barone, il rivoluzionario, il disturbatore della quiete pubblica e sobillatore dei popoli, colpevole di altro tradimento e di lesa maestà.
Si avverte che gli darà manforte dovrà vedersela con la giustizia e, in casi come questi, sappiatelo, da queste parti si usa il pugno di ferro.
Genovesi, un appello: se vi imbattete, in qualche luogo, in un tipo dall’aspetto gioviale, un affascinante avventuriero che veste all’asiatica, non esitate.
Premuratevi di avvisare, in qualche maniera, i governatori ed i procuratori della Serenissima Repubblica di Genova.

16 pensieri su “La strana storia del Barone Teodoro di Neuhoff

  1. Miss, scusa, cerca ancora… controlla un pò, non è che era un nostro prozio e ci ha lasciato un tesoro sotto la lanterna? Che Gancio il Barone! Fantastico devo dire! Sai, due zii a Genova li avevo anch’io… chissà mai….

  2. Miss, secondo Genova, un pericoloso furfante… invece secondo Wikipedia, un nobile rivoluzionario… se non sbaglio, stessi contrastanti pareri suscitava il nostro “Eroe dei due Mondi”…

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