Isabetta, quando l’amore vince

Che palpiti l’amore a prima vista!
Uno sguardo, un battito accelerato nel petto, il desiderio che brucia.
Conoscete la storia di Isabetta? Eh, a lei accadde proprio così!
Un giorno, in convento venne a trovarla un parente.
Sì, Isabetta era una monaca, giovane e bella, dedita alle laudi e alle preghiere.
Ma quel giorno, quel giorno cambiò tutto!
Dietro alla grata, insieme al suo parente, c’era un amico di lui. E sapete com’è, la vide e trovò che aveva labbra di fuoco e pelle di pesca e lei, lei d’un tratto si accese, e lui se ne accorse.
La difficoltà aguzza l’ingegno e il giovane, tutto preso da Isabetta, trovò  la maniera per introdursi in convento e fu così che assaggiò le labbra di lei, e il fuoco c’era per davvero, oh se c’era!
La faccenda si ripeté più di una volta finché, per sfortuna, una sera le altre monache si accorsero della tresca e mentre il giovane era nella cella di Isabetta a sollazzarsi con lei, alcune si misero di guardia alla porta di modo che il peccatore non potesse fuggire, altre corsero al avvisare la superiora, madonna Usibalda.
Bussarono alla sua camera nel cuore della notte e la badessa ebbe un soprassalto.
Dovevate vederla, come ci rimase quando sentì che qualcuno richiedeva la sua attenzione, proprio non se l’aspettava!
Che disdetta, la badessa, in quel momento, stava nella sua stanza insieme ad un prete. Non dicevano le preghiere, no, no, tutt’altro! Ah, i peccati della carne!
E la badessa saltò giù dal letto e si rivestì in tutta fretta, più veloce che poteva.
Dovete sapere che queste suore usavano portare in testa un “saltero”, ovvero una serie di veli pieghettati e la badessa, nella concitazione del momento, anziché mettersi sul capo ciò che doveva, al posto del saltero si mise le mutande del prete, uh, che errore!
Se ne uscì dalla stanza e, seguita da tutte le monache, si diresse dove si trovava Isabetta, quella maledetta da Dio!
E quando aprirono la porta trovarono i due giovani abbracciati e quasi storditi, hai voglia a negare in una situazione simile!
E la badessa non risparmiò nulla alla povera Isabetta, affatto, anzi.
Prese a dirle le cose peggiori, a redarguirla per la sua sconcezza, per la sua disonestà, mano a mano che parlava le sue parole divenivano sempre più dure e minacciose e la povera fanciulla ascoltava a testa bassa.
Quando alzò lo sguardo però vide i lacci della mutande del prete che pendevano sulle tempie della badessa e allora capì e le disse di annodarsi la cuffia, prima di proseguire con il discorso.
Che insolente questa monaca, la badessa era molto risentita, ma Isabetta insistette talmente che ad un certo punto tutte le monache volsero lo sguardo verso la superiora la quale comprese, d’un tratto il proprio errore!
Oh,dovevate sentire! Sapete che il sermone cambiò registro? Eh sì, alla fine la badessa sentenziò che ai piaceri della carne è difficile resistere.
E così la badessa tornò al suo prete, Isabetta al suo giovane amante e le altre monache che senza amante erano, come seppero il meglio, segretamente procacciaron loro ventura.
Ah, l’amore, quanto è difficile resistergli, anche dietro una grata!
La storia di Isabetta la trovate nel IX Libro del Decameron di Giovanni Boccaccio.

16 pensieri su “Isabetta, quando l’amore vince

  1. Buonasera MissFletcher. Eeeeh si… non si resiste ad uno sguardo tenebroso!
    Poi, i colpi di fulmine sono davvero pericolosi, ne so qualcosa io, da ragazza…però, che emozioni davano! ;o)
    Un caro saluto, *Maristella*.

  2. Ti sei dimenticata “E vissero felici e contenti”, che mai come in questo caso fu appropriato.
    Quella brutta Usibalda (che poi, che razza dinome é?) quella altro che sepolcro… era una mutanda imbiancata. Se Cristo gli diceva “Chi è senza peccato, lanci la prima pietra”, lei era capace di buttarci le prime cose sferiche che gli capitavano sotto tiro. E non vorrei essere stata al posto del prete in quel momento.
    Bacini tesoro, ci sentiamo domani.

  3. … e la sventurata rispose.
    Ma la Monaca di Monza?
    O la “Storia di una capinera” di Verga e poi il bellissimo film di Zeffirelli?
    Miiiii cara Miss Fletcher, narrazione piccante stasera, sarà l’alluvione che ha colpito Genova? Tutto bene da te?
    Dai, ancoraaaaaaa, come dicono i bambini quando una storia termina.
    Baciotto e notte Susanna 🙂

    • Uh..la Monaca di Monza, che storia!
      Piccantina eh, Isabetta? Mi è sempre piaciuto Boccaccio, dalla notte dei tempi.
      Sì, tutto bene…oggi pioveva a secchiate, ma si dice che domani migliori…bacetto, tesoro!

  4. Uh Miss! Che bella storia! Il pezzo della badessa poi, con le mutande in testa è il massimo! Però alla fine quanto meno è stata sincera! ah!ah!ah! (Devo farti anche i complimenti per il post di ieri che purtroppo ho letto solo ora e non conoscevo!). Ah l’amore! Che soave stordimento scaturisce! Ciao Missorellina!

  5. mi è sempre piaciuta questa storia, e raccontata da te ha quella marcia in più! un caro saluto di metà settimana! ps. l’indirizzo mail è “strano” perchè è un nome celtico, quello del sito mio e di argante, ynis-afallach-tuath.com e anche li ci sono un pò di storie del tempo che fu
    baciiiiiii

    • Ma cara! Un sito vostro? Vado subito a sbirciare! Che fosse in lingua celtica l’avevo capito, solo mi risultava oscuro dove fosse appoggiato…tutto chiaro adesso, dolce streghetta !
      Baciiiii

  6. Sai cosa, fortunato chi protegge dal tempo quell’ardore capace di farti innamorare al primo istante. Ho la sensazione che più diventiamo grandi e meno ci innamoriamo come un colpo al cuore.

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