Boccadasse, creuze, marinai e sogni

Autunno a Boccadasse.
L’aria è frizzantina, il cielo tirato a lucido, appena velato da nubi leggere e il mare è calmo e lucente.
Si scorge un terrazzino, dall’ultimo piano di quella casa.
Ah, che privilegio aprire le finestre e poter respirare l’odore del mare, vedere i gabbiani che in picchiata si tuffano verso il blu, e quando c’è tempesta sentire le onde che si infrangono sugli scogli.

Quando arriverete a Boccadasse, sulla piazzetta della chiesa, ad accogliervi saranno i versi del poeta dialettale Edoardo Firpo, che così espresse il suo amore per uno degli angoli suggestivi della Superba.

Antico borgo di pescatori, ancora conserva tutto il suo antico fascino.

E’ luogo di gente di mare, di volti riarsi dal sole, di salsedine che impregna i muri, le vele e le reti, è terra di gozzi e di palamiti, è luna piena, è mare ricco e generoso, mare di triglie, di mormore, di aragoste, di branzini, di scorfani e di seppie.

La baia, la spiaggetta e tutto intorno le case, addossate una all’altra, case alte e strette, come si usava costruirle da queste parti, con quei colori tipici della mia Liguria.

Ma questa è anche terra di Creuze de mä, i viottoli che portano al mare cantati da Fabrizio De Andrè, e per scoprire Boccadasse dovrete avventurarvi giù per questa caratteristica mattonata.

E’ terra di vino bianco da assaporare con la frittura di pesce, è terra di ciottoli e di onde, è terra di bambini che nella bella stagione giocano sulla spiaggia.

E’ terra di panni stesi ad asciugare, di colori che danzano allegri davanti ai vostri occhi.

E’ terra di coni gelato, e quando sei in fila, nella storica gelateria del borgo, sembra che il tuo turno non debba arrivare mai! Ma poi, quanto è più piacevole arrancare su per queste salite assaporando la crema e il cioccolato.

E’ terra di cantautori, non solo il grande Faber, ma anche Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Luigi Tenco.
Ed era qui la soffitta vicino al mare con la finestra a un passo dal cielo blu che Gino Paoli condivideva con una gatta che aveva una macchia nera sul muso.

 

E’ terra di scale e di muretti.

 

Ed è terra di innamorati, di coppie che si tengono per mano, si abbracciano e passeggiano insieme, su per le creuze.

 

E’ terra di albe lucenti, di tramonti infuocati, di spettacolari vedute.

E’ terra di fedi calcistiche.

E’ terra di contrasti, di tinte forti ed accese.

 

E’ terra di rimpianti, quando guardi Boccadasse vorresti non andartene mai.

 

E’ terra di cieli che tenui si tingono di rosa.

E’ terra di pace, di terrazzi dai quali vorresti affacciarti.
Una barca veleggia mentre il sole che muore si riflette nel mare, è l’incanto, la meraviglia, la bellezza di Boccadasse, un luogo che resta nel cuore.

47 pensieri su “Boccadasse, creuze, marinai e sogni

  1. Ma lo sai che ho cercato il pulsantino “like”, le foto sono splendide!
    Poi la tua descrizione mi ha fatto venire in mente la canzone Chi tenne ‘o mare di Pino Daniele. Lo so non è genovese, però me l’ha ricordata.

    • Grazie Chagall, sono felice che ti piacciano le mie foto…Boccadasse è una meraviglia, venerdì, quando sono stata a fare le foto, si stava d’incanto!
      La canzone non la conosco, ora vado ad ascoltarla…Pino Daniele è napoletano, ma sempre di gente di mare si parla…

  2. Cara miss Fletcher… è una giornata di spleen… praticamente da stamani ho giocato a vegeto..e mi sento tutt’ora vicino alla dolce malinconia di Baudelaire
    Sono venuta a trovarti, e il tuo sito è una medicina per la mia anima, che certamente è sempre sospesa verso il viaggio…e il cammino, non ho ancora voluto accettare che la meta è il percorso iniziato da sempre….
    La memoria storica di certi racconti, l’ironia su quei lavori domestici che non danno alcuna soddisfazuione, , tranne che per il piacere della tavola, unico che rimane fino agli ultimi nostri giorni, e mentre cerco come si possono leggere nella propria vita i segni che permettono di usarla al meglio e non sbagliare a viverla mi distraggo e sogno un nuovo viaggio desiderando con amore di assaporare quel gelato mentre le mie suole sono in terra e la mia testa fra i luoghi delle tue superbe foto… grazie, oggi avevo bisogno della tua cultura, discrezione, bravura…compagnia.
    un sorriso

  3. E non sai che darei, cara Miss Fletcher, per avere anche io il privilegio di una veduta, a mio piacere, dal quel terrazzino.
    In autunno, in pieno inverno,all’alba, al tramonto.
    Occhi chiusi e respiro profondo della salsedine, un lontano gridar di gabbiani.
    Quanto mi placa la vista del mare.
    Non c’è nulla di più catartcio e terapeutico per la mia irrequietezza infinita.
    Che poi…. cresce con l’età.
    Un abbraccio e grazie per le foto superbe.
    Susanna

  4. Magnifico! (…e io mi ricordo una che non voleva prenderla la digitale, cosa me ne faccio della digitale, ma figurati se metto le foto in rete, ma a chi vuoi che piacciano le mie foto, ma non sono capace…(s’allontana correndo verso via bertani ;-****))

  5. Come se Genova non mi mancasse già abbastanza, trovo, navigando in rete, queste tue righe. …e queste foto!!! Il nodo allo stomaco è arrivato in un attimo, ma è stato bello sognare anche oggi Genova a occhi aperti! Grazie!!

  6. Non son genovese..ma mi è sempre piaciuta e ho avuto in più la fortuna di conoscere genovesi che me l’hanno fatta amare. Ogni tanto torno, ma non così spesso come vorrei…

  7. Bucadase ti è a restà, sulu tu cumme ina vota, ghe vegnò pe fa ribotta ghe vegnò pe fa ribotta…Bucadase….Bellaaaaa brava!!! Questa canzone di Boccadasse la cantavo che ero alta come un soldo di cacio. Che bella! Grazie Miss.

  8. Boccadasse é rimasta com’era…per fortuna! Ne ho dei ricordi stupendi e romantici al tempo stesso, ma si tratta dei tempi….delle Crociate, povera me.
    Grazie per avercela descritta in modo mirabile e affettuoso al tempo stesso, bacioni

  9. ammmore! è verò….si sta d’incanto quando c’è il sole a boccadasse….io che ci abito “sopra” ci scendo spesso anche al mattino presto quando fa freddo e c’è nuvolo…il fascino del mare agitato e il cielo grigio su tutte queste casette viuzze e scalette non ha paragoni….siamo fortunate a vivere e conoscere questi posti neee??? io non lavoro fino al 3 novembre (facciamo ponte) come stai bellezza?? baci….

  10. Ciao Miss,
    vengo a farti visita e trovo questa meraviglia di post. Tra foto (bellissime) e ciò che scrivi, non è difficile immergersi nell’atmosfera di Boccadasse, respirare iodio e profumi della cucina tipica, sentire il calore del sole sul viso. Io che sono cresciuta tra boschi e laghi alpini, ma ho il mare nel sangue e nelle origini, ti ringrazio per la bella lettura. 😉
    E alla canzone Creuze de mä sono molto, molto legata, perciò doppio grazie. 🙂

  11. Già, in questi giorni ho avuto tanto da fare ma tu sei una tappa obbligatoria. Con questo post poi sono stata felicissima di esserti venuta a trovare nuovamente. Boccadasse….ma cos’è Portofino a confronto? Complimenti Miss davvero!

  12. Possibile che tanta gente non conosca la nostra bella Genova?!!!!! Noi spesso,cosi’ fortunati,non la apprezziamo!!!!! Mi e’ piaciuto il commento della Miti’,ti ha descritta in pieno!!!!!:-))))) Le foto sono stupende, e la bellezza non si apprezza mai abbastanza!!!!

  13. Pingback: Sette volte Miss Fletcher « Dear Miss Fletcher

  14. In effetti la sensazione di pace è enorme.
    Credimi, non lo scrivo per piaggeria, ma in quelle terre ci verrei a vivere ben volentieri, concretamente. Non so però se saprei stare lontana dalla grande città, dopotutto… uhm. E’ un bel dilemma.
    Bisognerebbe vincere il Superenalotto (che non gioco mai…!) e comprarsi un paio di case, una qui ed una là, di quelle vecchie ma solide con la faccia tutta screpolata e che non ti verrebbe mai in mente di ridipingere.

    • Eh, poi ognuno è logicamente affezionato a casa propria, ci mancherebbe.
      Per comprarsi una casa a Boccadasse ci vuole proprio questo, una vincita al Superenalotto.
      Non è un paesino, sai, è un quartiere nel levante di Genova, incantevole ed incantato!

    • Certamente… pensavo proprio che, forse, per un paesino-frazione preferirei a quel punto rintanarmi nel mio, che ho imparato ad amare tardi.
      Mentre la città, anche se dotata di una sua personalità ben distinta e marcata; permette altro.
      Non sapevo però che Boccadasse fosse un quartiere e non un paese, non l’avevo capito. L’ho sentito nominare tante volte, e me ne ero convinta: meglio così! Due piccioni con una fava XD

  15. Pingback: Sant’Antonio di Boccadasse, la chiesa della gente di mare « Dear Miss Fletcher

  16. Sono venuta a rileggere e a riguardare questo tuo post che è uno spettacolo!!! Ho visto il mio commento, e non so se ti capita, dopo un po di tempo avresti detto altro oppure diversamente, invece confermo… sei una medicina hahahaha
    Un abbraccio forte forte
    Gingi

  17. Pingback: Boccadasse « ∞ l' eco del vento ∞

  18. Miss, la miglior meta è il viaggio, ma quando vedi Boccadasse, se sei in macchina, parcheggi, se sei in barca, approdi, se sei a piedi, non fai un passo in più…

  19. Ti ho abbandonato per troppo tempo, dear Miss Fletcher, mi dispiace.
    Stamattina mi sono concessa una mezz’oretta di sogni ed ecco: ti ho incontrata a Boccadasse ☺
    Passeggiare per le creûze con te, è una delizia.
    Grazie carissima, ti abbraccio!

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