Staglieno, gli angeli che proteggono il sonno

La giovane Virginia, con un gesto delicato, per un’ultima volta scosta il lenzuolo a scoprire il volto del marito, Raffaele Pienovi, ora che il respiro di lui non si sente più.
Oh, era assai più anziano di lei e se n’è andato così, in silenzio.

Questa è’ una delle tombe più belle del Cimitero Monumentale di Staglieno, dove coloro che hanno lasciato questo mondo sono effigiati nel marmo, a memoria dei posteri,  in sculture di inestimabile valore artistico.
C’è la vita e la morte in queste statue, c’è il dolore, l’attimo del distacco, l’eternità.
E quando camminate sotto i portici di Staglieno, quelle che vi circondano sembrano piuttosto persone vive e reali, persone che esprimono la loro sofferenza nelle espressioni del volto,  nei gesti, nei movimenti.
Ci sono uomini e  donne con vestiti dalla foggia antica e la polvere che, col tempo,  si è posata su quelle statue rende dei chiaroscuri formidabili nelle pieghe degli abiti, nelle acconciature femminili, nei veli e nei pizzi, sui petali dei fiori che le fanciulle stringono tra le mani e sulle ali degli angeli che proteggono le anime dei defunti.
Sono tutti attorno al letto i parenti del del signor Raggio: c’è chi guarda verso il cielo, chi si dispera e chi si porta la mano alla fronte.

Luigi Pastorini, medico chirurgo e benefattore, molto amato per le sue buone opere a favore dei più sfortunati, è così compianto da una pia suora che stringe a sé un bimbo, uno dei molti che si sostenta grazie alla generosità di questo stimato genovese.

C’è una mamma che porta i figli a salutare il papà: tiene in braccio il più piccino  e in quel bacio c’è tutta la tenerezza di un gesto che sarà stato compiuto realmente, un tempo, da questa giovane e desolata sposa.

Il sonno eterno di Erasmo Piaggio, capitano marittimo ed armatore, è vegliato da un vecchio, maestoso ed imponente, che osserva pensieroso e severo gli accadimenti della vita: è il Tempo e se ne sta, serafico, a braccia conserte.

Com’è la vita, un mare in tempesta, con onde altissime e maree insidiose; nella barca della nostra esistenza, a volte, occorre un angelo che sappia tenere la rotta, e indirizzarci, salvi, verso un porto sicuro.

Ma quanto è difficile trovare rassegnazione e non sentire quel rimpianto, quello che ti stringe il cuore e ti fa aggrottare la fronte.
E’ il ricordo, la nostalgia, la lontananza.

E c’è chi non si rassegna e si aggira, dolente, laddove pensa di poter trovare conforto.
Bussa sulla porta della tomba, con la speranza che il suo sposo risponda al suo richiamo.

Una giovane donna si alza dal suo letto di morte, ha il viso lieto, sereno.
Accanto a lei, in piedi, con il capo coronato di fiori è la sorella, venuta dal Cielo, per far da guida sicura a colei che da poco l’ha raggiunta.

C’è una moglie che prega, con gli occhi chiusi.
Forse pensa, pensa e ricorda quei giorni lontani, mentre ripete la sua fioca litania.

C’è chi stringe a sé il libro delle preghiere, ma ha dipinta sul volto una desolata rassegnazione.

I Cherubini del paradiso scendono ad accogliere l’anima di una fanciulla troppo presto strappata alla vita.

Qui riposa anche uno sportivo, ricordato in tutta la sua esuberante prestanza.

La Vergine Prudente alimenta la fiamma al candelabro delle sette lucerne, mentre a terra, accanto al vaso dell’olio sacro, la palma e l’ulivo simboleggiano la gloria e la pace.

A volte poi, non si va soli a salutare i propri defunti e questo, in un certo modo, allevia il nostro dolore, ci si tiene per mano e sembra quasi che si allontani quel senso di smarrimento, quella percezione di vuoto che non si è capaci di colmare.

Una fanciulla sembra quasi dormire, tra le mani stringe dei semi di papavero, simbolo dell’eterno oblio.

Un’altra riposa, a guardia del sepolcro.

L’Angelo del dolore, pietoso, depone un fiore sulla tomba.

E sono sempre le creature celesti a confortare e ad indicare la via a chi l’ha smarrita.

C’è la vita che incontra la morte nelle statue del Cimitero Monumentale di Staglieno,  ci sono gesti immortali, sguardi, attimi, momenti perduti.
Questa è una tappa che non può mancare per chi visita Genova, è un museo a cielo aperto, una rassegna di capolavori ed  io ve ne ho mostrato solo alcuni, ma vi sono molte altre opere di pari bellezza e di grande valore che vorrei farvi scoprire.
Tra le tante, ce una statua di incomparabile splendore, che in seguito vi farò conoscere in maniera più dettagliata e che è, non solo nella mia opinione, la statua più affascinante e misteriosa.
E’ l’Angelo della Morte, scolpito da Giulio Monteverde, che veglia il riposo dei defunti della tomba Oneto.
E’ una figura intrigante e seduttiva, dal corpo acerbo e dai tratti sensuali.
Tiene la mano sinistra sul  petto e nella destra regge la tromba che suonerà nel Giorno del Giudizio, con la quale sveglierà lo spirito delle anime dormienti poste sotto la sua protezione.
Guardate il suo viso, la sua assoluta perfezione:  è armonia e bellezza, è purezza e verità.

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111 pensieri su “Staglieno, gli angeli che proteggono il sonno

  1. Sono davvero splendide. Specialmente quella delle due che si tengono per mano. Non ne avevo mai sentito parlare.
    Era pure un modo per far notare il proprio potere, giusto? Voglio dire, opere di questo pregio non se le permettevano mica i pezzenti. Doveva esserci un investimento mica da ridere. O mi sabglio?

    • Hai ragione Chagall, sono statue funerarie di famiglie abbienti.
      E ho ancora molte foto da mostrarvi, una più bella dell’altra.
      Staglieno è immenso, per darti un’idea…sono arrivata alle 8 di mattina e sono uscita alle 12.20, ho camminato sempre, senza sosta, e non sono riuscita a vederlo tutto.

  2. grazie per il bellissimo post. Sono un cacciatorie di storie di Staglieno, che supera in bellezza tutti i cimiteri della vecchia europa, compresi il parigino Pere Lachaise e il londinese Highgate. E neppure il monumentale di milano riesce a competere… cercherò di fare un po’ di promozione a testi e foto!
    alessandro rivali

  3. Mamma mia Miss…mi hai fatto venire un tonfo nello stomaco. Queste statue sono splendide. Splendide è dire poco. Ho fatto leggere e guardare il tuo post anche a mio marito perchè è davvero spettacolare. Le loro espressioni e i loro attimi immortalati per sempre. La prima, la quarta e l’ottava poi sono meravigliose, anche se mi rattristano. Nel senso che mi toccano nel profondo. Scusa Miss, l’ignoranza ma dov’è Staglieno? In quale zona più precisamente? Complimenti davvero, non avevo mai visto nulla di simile. Sei riuscita a ricordare il 2 novembre in modo davvero esemplare, per niente retorico, triste o noioso o pesante o commerciale come purtroppo è negli ultimi anni. Non riesco a chiudere il post! Continuo a guardare quei volti!

    • Grazie cara…e ringrazia anche tuo marito per essersi soffermato a guardare le mie fotografie.
      Ne ho fatte più di cento, venerdì scorso…ci credi che non sapevo quali scegliere?
      E’ davvero un museo della scultura, come si legge sul depliant che si trova all’ingresso e c’è da perdersi tra tutte quelle meraviglie.
      Staglieno è un quartiere di Genova, il cimitero si trova dopo lo stadio, andando verso l’entroterra.

      • Le più belle immagini su Staglieno le ho trovate in questo libro: “Staglieno giganti di marmo” di Gianni Berengo Gardin, Nessi Parlato Gabriella (edizioni tormena), ne ho recuperato fortunosamente un copia alla libreria del mare dell’expo di Genova. ci sono anche ottime poesie di antonio riccardi.
        ar

  4. Generalmente non amo i cimiteri monumentali, tanto più che non sono credente. Per quanto mi riguarda, preferirei un bel prato o un bosco, una bara biodegradabile e dei semi di quercia dentro. Peccato che in Italia non si possa fare. Però ammetto che ci sono cimiteri monumentali spettacolari, e questo che ci hai mostrato lo è sicuramente. Che meraviglia di statue, che espressioni! I loro volti, le pose così naturali, gli abiti… sembrano persone vere immortalate nel momento del dolore.

  5. Il tuo post su Staglieno è veramente notevole per bellezza di foto e commento alle statue in questione. Non dimentichiamo però che in quei periodi era una ostentazione del proprio censo, mentre i…poveretti chissà dove erano relegati.Ciò ci può far notare come l’ostentazione del potere sia sempre stato in voga. Bacioni.

  6. Mamma mia, Miss Fletcher, mi vengono quasi i brividi…che fascino e che meraviglia queste immagini, mi è mancato il respiro, un viaggio nel tempo! Mi avevano detto che questo cimitero è assolutamente da visitare…peccato che sia così lontano, mannaggia!
    Quando sono stata a Père Laches, o a quello di Montmartre..per un attimo ho dimenticato di respirare…a parte le tombe storiche che è come entrare in un libro di storia….ti ringrazio per questo post, così a tema con questa giornata, ma lo stesso molto suggestivo! Un abbraccio, *Maristella*.

  7. I cimiteri mi hanno sempre affascinato (che detta così…)^^
    Quando sono stata in America ne ho visitati moltissimi, in qualsiasi posto andassi, facevo sempre una capatina al cimitero del luogo. Purtroppo non ne ho mai visto uno monumentale, ma sono splendidi, quello di Staglieno non lo conoscevo mica! :*

  8. beh…le ho riguardate, che meraviglia queste statue, sarà che io adoro questo periodo, ma starei ore ad ammirarle! Io mi soffermo anche a leggere gli epitaffi che ricordano il caro estinto….sono tutte un programma!
    Un abbraccio, *Maristella*.

  9. Ma che posto da scoprire. Sono sempre stata affascinata dalle tombe monumentali. Mi piace poter pensare alla vita di cui le occupa ora.
    Avevo visto un servizio, tempo fa, su questo posto… ma come lo racconti tu è mille volte meglio!

  10. Pingback: Placida Signora » Blog Archive » 2 Novembre: Due “Visite” al Cimitero di Staglieno Tutte da Leggere e Guardare

  11. Sono davvero bellissime. Sono perfette. Mi affascina il modo in cui gli artisti riescano a riprodurre le pieghe della stoffa. Le espressioni, di alcuni, così evidenti. È bellissimo un cimitero così, fa sentire i propri cari più vicini.

  12. Ammaliata e rapita. Mi fanno dimenticare il pessimo rapporto che ho con La Signora con la Falce.
    Davvero sono stupefacenti, nel vero senso della parola.
    Apprezzo particolarmente i drappeggi delle vesti e i merletti che paiono di velluto, più che di marmo.
    Caspita che meraviglia. Grazie Miss Fletcher, attendo con trepidazione il seguito del post.
    Baciotto Susanna

  13. Pingback: Staglieno « Claudiappì

  14. Dio che meraviglia quelle statue! Sembrano persone vere,sembrano me quando vado sulla tomba di mio padre!!!!! Peccato che e’ tenuto cosi’ male.E’ uno spreco per noi vivi,e un’oltraggio per i morti!!!!!!

  15. Staglieno, mi ha sempre affascinato, sopratutto le storie legate hai personaggi, ci sono storie bellissime, pensa che in vent’anni ho accumulato una documentazione enorme sia fotografica che libraria.
    Conosco Staglieno nei minimi particolari, ci sono piccoli tesori d’arte nascosti che difficilmente vengono trovati se non accompagnati da persone che con passione e grande amore hanno faticosamente scoperto.
    Un caro abbraccio, grazie ancora per il tuo prezioso lavoro.

    • Ciao Eugenio. Leggo che in tanti anni hai accumulato storie di vita dei defunti di Staglieno.. Sto cercando da quando ci sono stata, di trovare qualcuno che conoscesse queste storie perché, credo, solo in questo modo, si possa riuscire ad apprezzare davvero sino in fondo tutta l’Arte e la Vita che Staglieno porta con sè. Mi piacerebbe sapere molte cose.. Forse tu puoi aiutarmi. Grazie Brunella
      Il mio indirizzo e-mail: brubruneschi@yahoo.it

  16. Questa folla di figure quasi vive me ne ricorda una simile, quella che si incontra al Vantiniano di Brescia.
    La cosa che più mi emoziona è il gioco di luce, ma vi sono personaggio come il Tempo e l’angelo che guida la nave che da soli valgono un ingresso… poca gente visita i cimiteri per gli affetti di altri, peccato!
    Anche il Monumentale di Verona ha i suoi perché, solo per citare i primi che mi vengono in mente. Ho mancato del tutto Verano ed affini, a Roma: si vede che dovevo lasciarmi qualcosa per cui tornare, boh.

      • In genere visito poco i miei morti anch’io, anche se per lo più ne approfitto proprio per fare un giro in un luogo che mi rasserena. Non sempre, ma alle volte mi fermo ad ascoltarci della musica, ovviamente ad un volume moderato in cuffia, e però con un pizzico di remora.
        Cosa che non ho nel fermarmi a leggere vicino alle tombe o scribacchiare.

  17. Da brava genovese ho apprezzato tantissimo questo tuo post ma devo farti un appunto: la vecchina delle noccioline? Comunque complimenti e un “brava”
    Marina

    • Ciao Marina, benvenuta! La signora Campodonico della quale tu parli è rimasta fuori da questo post intenzionalmente….credo che meriti un post a sé, per molti motivi, anche miei personali, per alcuni miei ricordi che vorrei mettere qui…se ripasserai troverai la sua storia, sicuramente!

  18. Dear Miss Fletcher,
    anch’io ho un ricordo struggente di Pére Lachaise, sono rimasto quasi un’ora davanti alla tomba di Jim Morrison e ho pure spiegato a un polacco cosa significasse la frase sulla sua lapide, che non riporta né il nome né le date del grande James D.
    Staglieno, però, è inimitabile, anche se io vorrei essere cremato e disperso su un prato piuttosto che rimanere chiuso sotto terra in una cassa di legno.
    Qualche giorno fa mi hai parlato di “A forest” dei Cure come di una delle tue canzoni preferite, definendola “un incubo”. Per me Staglieno rimane legata a Ian Curtis, ai Joy Division e alla copertina di “Closer”, altro bell’incubo musicale, vero? Ammetto la mia ignoranza ma non so chi appartenga quella statua, forse tu puoi aiutarmi.
    Fabio – Zeneize since 1965. Love will tear us apart again.

    • Staglieno è meraviglioso, senza paragoni, ma io amo tanto anche il Pére Lachaise.
      Ammetterai che A Forest è un po’ inquietante, se la ascolti in un momento di depressione bene non fa!
      La tomba di cui tu parli dovrebbe essere della famiglia Appiani, una delle tante sculture meravigliose che ci sono qui.

      • Dear Miss Fletcher,
        solo tu potevi individuare la statua funebre sulla copertina di “Closer” e di questo mi complimento ancora e ti ringrazio di cuore.
        “A Forest” è il classico pezzo che va ascoltato solo se abbastanza equilibrati per reggerlo (cioè quasi mai, nel mio caso) e ricordo benissimo il suo video-clip inquietante perché ero uno di quelli che guardavano sino alla fine Carlo Massarini e il suo “Mister Fantasy”, salvo poi andare a scuola il giorno dopo con un’aria da cadavere ambulante per colpa del sonno perso. Ne valeva decisamente la pena…
        “Love will tear us apart” non è comunque da meno. Io l’ho riascoltata per caso, su Radio Capital, tre sere dopo essermi separato da mia moglie: Mike Tyson dei tempi d’oro mi avrebbe fatto meno danni.
        Ora però guardiamo avanti e positivamente: è una bellissima giornata, ne ho approfittato per farmi un bel giro a Granarolo dai miei genitori e l’aria primaverile mi sta dando un’energia stupenda. I wish you the same, of course!
        Fabio – Zeneize since 1965. I’m shining like a new dime.

      • Anch’io guardavo Mister Fantasy, sempre!
        Riguardo al video di A forest hai centrato il punto, bisogna essere in stato di zen per non lasciarsi inquietare dai Cure, eppure io li adoro…certo che se li ascolti quando sei depresso ti spingono dritto nel baratro.
        Oggi è davvero una bellissima giornata, io ho fatto il mio consueto giretto di caruggi, non posso farne a meno!
        Buona serata Fabio!

  19. sicuramente è un cimitero eccezionale, dovuto probabilmente a quella sorta di competizione fra famiglie e persone abbienti per avere il monumento funebre più bello, più stupefacente, e questo continuo rincorrrere il prestigio attraverso l’arte ha prodotto un eccezionale capolavoro

  20. Una vecchia poesia scritta lasciando Genova e vedendo i ceri di Staglieno dalle alture…

    “In ricordo di Paola”

    C’è una rete che imbriglia
    quello che non si vede.

    E forse nelle foto
    sei quel diffuso bagliore

    – la scalfitura sul vetro dell’orologio –

    aureola che ravviva
    quando più dura soffia la tormenta.

    Lontano il cemento della diga
    spaccava le ondate come un maglio.

    ***

    Voci dalla portineria dissero
    della tua violenza nell’entrare,
    del mio nome
    e dell’urgenza della lettera.

    Dissero che eri tu,
    tu, invece, che non potevi.

    ***

    A inclinarmi alla paura
    bastavano quelle arcate cieche
    che scandivano il perimetro del muro.

    Dall’alto dell’autostrada si otteneva
    il medesimo spettacolo:

    un’immobile fiaccolata di ceri
    protesa come una mano
    nelle viscere delle colline.

    Mentre la scavatrice rivoltava
    i campi per i nuovi arrivati,

    era un appiglio
    saper cittadina di questa terra
    la parte minore di te.

  21. Ciao…ho visitato per la 4a volta staglieno l’altro ieri , e non sono ancora riuscito nemmeno a vederlo tutto.
    Posso consigliarti se non lo hai ancora ancora visitata, la parte a Nord sulla collina, dove nel bosco si trova la Tomba di Mazzini unita a piccoli Mausolei di vari stiili architettonici immersi nel verde.

    Ogni volta che lo visito provo tante emozioni, paura gioia stupore…
    Penso che sia una delle 10 mete obbligate da visitare a Genova

    • Ciao Simon, conosco bene quella zona, sai, io sono anche appassionata di storia del Risorgimento, è un periodo storico che mi affascina e a Staglieno ci sono le tombe di molti, presto farò un post in merito, esclusivamente dedicato a quei personaggi.
      Grazie della visita, a presto!

  22. Pingback: Staglieno, il silenzio e il sussurro della vita « Dear Miss Fletcher

  23. Ho visitato Staglieno lo scorso anno e davvero è un meraviglioso museo a cielo aperto!.. Quanta Arte, quanto Dolore e Meraviglia!
    Ho cercato un sito in cui trovare le storie di queste meravigliose opere, il senso che chi le ha commissionate e chi le ha scolpite ha voluto dar loro.. Grazie per il tuo sito! Hai altre fonti ed altre storie?
    Io ho trovato ” Marble Giants” molto bello fotograficamente… Ma amerei conoscere altre storie.. Grazie Brunella

    • Benvenuta Brunella! Qui sul blog ci sono quattro o cinque post su Staglieno, è un posto pieno di magia.
      Riguardo alle fonti di consiglio certamente il sito dell’associazione per Staglieno, sono volontari che si occupano del cimitero, tra loro c’è Eugenio Terzo, che è davvero un’autorità in materia, penso che pochi conoscano bene il cimitero come lui.
      Ti lascio il link, è questo http://www.perstaglieno.it/ Se entri nel forum troverai alcune discussioni interessanti su persone sepolte a Staglieno.
      Grazie a te della visita e a presto!

      • Grazie Miss! Mi sono già letta tutto il forum ed avevo già “beccato” Eugenio: gli ho immediatamente scritto!! Grazie per il tuo lavoro è bellissimo ricordare quanta arte si trova, a volte, anche nei luoghi più impensati!..

  24. Da pochi mesi questi bellissimi angeli di pietra vegliano il sonno anche della mia mamma che se ne è andata così, troppo presto e troppo velocemente, strappata alla vita da un tumore maledetto… cimitero ricco di storia e di arte ma così doloroso, ora, per me da attraversare…

  25. Soon Staglieno will have its own angel; coming to save one beautiful monument at a time and all paid for by …. Surprise…. Americans! Walter Arnold a stonecutter himself will be introduced to the Genovese on May 15th and he will start restoration work on two important monuments with two more in mind as American donors watch his progress and believe that Staglieno’s amazing monuments are the world’s heritage. It’s nice to be watched over by an angel!

  26. Non è la prima volta che ci mostri la bellezza e la magnificenza di Staglieno, e ogni volta si rimane attoniti, sbalorditi della vita che vi è in un posto il cui tempo non esiste e l’arte magnifica, opulenta, toccante allontana la stereotipa idea che abbiamo della morte.
    Poi tu sei maestra… quando hai messo anche la moda ai piedi delle statue di Staglieno :-))

  27. Oggi 15 gennaio 2014 e’ il primo anniversario della morte della mia mamma e oggi scopro questo blog…la mia prima impressione, leggendo il tuo articolo, miss Fletcher, e’ che questo luogo sia animato…niente a che vedere con la triste freddezza che ho provato ogni volta attraversandolo. Grazie a questa sensazione mi sento meno sola, grazie a te per avermi strappato un sorriso oggi!

    • Simona, io mi sono commossa proprio tanto per le tue parole, sai? Ho letto e riletto il tuo commento, pensando a come risponderti.
      Averti regalato un sorriso, proprio oggi, è una piccola cosa bella.
      E in questi momenti io le parole non le trovo, sai.
      Ti mando un abbraccio affettuoso, grazie Simona.

  28. Ah, che meraviglia anche questo tuo post! Foto splendide, artistiche! Staglieno è senz’altro il più bel Cimitero d’Europa! ❤

  29. Vivissimi complimenti! Sarebbe possibile chiedere in prestito l’ultima foto per un post da pubblicare su google+? Ovviamente con menzione dell’autrice e del blog. Rilevo che l’immagine è priva di firma.

  30. Buongiorno, mi scuso per il disturbo, mi chiedevo se lei sapesse darmi qualche indicazione circa una statua che ho fotografato tempo addietro e di cui mi piacerebbe conoscere qualche informazione (autore della statua, nome del defunto, qualsiasi curiosità fosse a sua conoscenza).

    Mi permetto di inserire il link ad una mia foto su flickr, sperando di non aver violato alcuna policy

    Cimitero Staglieno 2

  31. quanti commenti ha ricevuto questo post! il fatto è che Staglieno fa venire i brividi… a maggior ragione se raccontato dalla Miss…

    • Sì, questo post ha ricevuto tantissimi commenti, è il primo che ho scritto su Staglieno e da allora non ho più smesso di raccontare il nostro suggestivo cimitero.
      Grazie Sergio, buona giornata!

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