Mortification

Quanto è faticoso diventare uno scrittore famoso?
Quanta polvere bisogna mangiare, prima di arrivare all’agognato traguardo?
Tempo fa lessi un libro assolutamente esilarante in proposito, a cura di Robin Robinson, dal titolo “Le umiliazioni non finiscono mai“, edito da Guanda.
Il curatore è inglese e i sudditi di Sua Maestà, è noto, hanno il dono della sintesi, pertanto il titolo originale è assai più incisivo: Mortification.
In questo libro settanta scrittori raccontano le loro esperienze, le gaffes, i fallimenti, le porte in faccia, le umiliazioni alle quali hanno dovuto sottostare prima di diventare celebri ed affermati.
Si tratta dei maggiori autori di lingua inglese, tra loro troverete Margareth Atwood, Edna O’Brien, Irvine Welsh, Roddy Doyle, Chuck Palahniuk e molti altri.
Ognuno di loro ha una storia, spesso comica e inverosimile.
Prendiamo, ad esempio, la scrittrice Nicola Barker che ricorda con orrore una serata in Galles, durante la quale come compenso per un reading ricevette una cassa di champagne.
Mentre tornava al suo Bed & Breakfast trascinandosi dietro il frutto del suo lavoro, venne avvicinata da due giovani lettori che le confidarono di aver partecipato al suo reading solo per avere chiarimenti riguardo a un libro dell’autrice, del quale non avevano capito il finale.  I due, tirando un’occhiataccia alla cassa di champagne, conclusero con un certo disappunto che decisamente non erano stati fortunati.
Andò ben peggio a Maggie O’ Farrell, che, in collegamento con una trasmissione radiofonica durante la quale avrebbe dovuto presentare un suo libro, sentì in presentatore che, fuori onda sbraitava a destra e a manca, inveendo contro chi gli aveva messo tra i piedi un’illustre sconosciuta, una sicura nullità!
E che dire di Andrè Brink? Si ritrovò ad una festa con un importante editore, con il quale si trattenne in piacevoli conversazioni fino a che, a un certo punto, essendo a corto di argomenti e gettando lo sguardo verso i presenti, notò una donna particolarmente sgradevole e se ne uscì con l’infelice frase: ” Ma chi è quella donna orribile laggiù?” E l’editore, piccato, rispose: “Mia moglie!”
Michael Ondaatje, invece, narra la raccapricciante vicenda di un’autrice che, durante una conferenza, venne colta da improvvisi conati di vomito e lasciò in tutta fretta l’auditorium dal quale stava parlando per dar libero sfogo alle sue necessità.
Ci credereste che dovettero accorrere per avvisarla del fatto che si era scordata il microfono acceso e che l’intera platea stava ascoltando la sua performance?
Umiliazioni, figuracce, imbarazzi: di questo è lastricata la strada verso il successo, fatevene una ragione.
Nel libro ogni racconto è preceduto da un aforisma e per gli amanti del genere è un’occasione per scoprire  delle vere perle.
Ad esempio, è qui che ho scoperto un proverbio tibetano di incommensurabile saggezza, che recita: è inutile cercare di far indietreggiare un ghiacciaio.
Ed è sempre qui che ho appreso, grazie ad una saggia citazione di Dietrich Bonhoeffer, una verità assolutamente inconfutabile: se si prende il treno sbagliato è inutile correre per il corridoio nella direzione opposta.
In effetti non fa una piega, ricordatevelo, la prossima volta che salirete su un vagone al quale non eravate destinati.
E se state scrivendo un libro e la vostra aspirazione è farvi un nome con la parola scritta, coraggio, fatevi forza, qualsiasi cosa vi capiterà non potrà mai essere peggio di quello che successe, anni orsono, al povero Simon Armitage.
Una sera, infatti, di fronte a una bancarella di beneficenza lo scrittore vide una copia del suo primo libro in un cassonetto.
Sulla prima pagina riconobbe chiaramente la propria calligrafia, con tanto di autografo.
E sotto, una dedica, scritta con il cuore.
Povero Simon! Io non oso immaginare come si sia sentito quella volta, la volta che lesse sulla prima pagina del suo libro raccolto dalla spazzatura questa semplice affettuosa dedica: a mamma e papà.

20 pensieri su “Mortification

  1. Quando penso agli scrittori e alla loro vita, a volte, difficile, mi vengono in mente le Bronte morte di stenti al freddo al gelo dello Yorkshire senza nessun erede che potesse raccogliere la fortuna dei diritti dei loro libri.
    Poverine… chissà che cosa dicono dal mondo dell’aldilà!

  2. Ecco, questo me lo compro sicuramente e me lo studio parola per parola, ahahah! Ne avrò un immenso, disperato bisogno. Non credo proprio che sarò mai qualcuno e non so nemmeno se aspiro a diventarlo, ma di figuracce ne faccio parecchie e ne ho già collezionate a iosa con il mio editore (e col grafico, il responsabile amministrativo, l’illustratrice, l’editor… sono un caso perso, lo so! Fortunatamente sono tutte persone molto alla mano). Mi conviene leggere questo libro, almeno mi consolo un po’! xD
    Grazie Miss. 🙂
    PS: però, poverino Simon Armitage! O.o”

  3. Oh mamma, Armitage si sarà sentito morire. Una volta a mia nonna è successa una cosa simile. Ha regalato degli abiti quasi nuovi, mai messi, ad una zingara che era passata da casa sua. La zingara li ha presi, ringraziando, ed è andata via. Quegli stessi abiti mia nonna li ha ritrovati nel cassonetto proprio dietro l’angolo. Il cuore spezzato, puoi immaginare…
    Bacio Miss 🙂

  4. Mi hai fatto ricordare una cosa che però riguarda la musica. mi ricordo una volta che stavano a fare un servizio su cher e si vedeva sta signora aggirarsi per le bancarelle di un mercatino a un certo punto riconosce un suo lp e con un colpo di fianchi che solo lei sa dare visto che le mancano due costole dice per essere più sirena, ha girato i tacchi e se ne è andata. però tutti gli scrittori vorrebbero arrivare:):)

  5. Mi dispiace per Simon! Però che sfiga ritrovarlo proprio lui. Ma che faceva, frugava nei cassonetti? 🙂
    Io sono stato invitato a presentare ‘Supermarket24’ in un locale aquilano nel corso della Notte Bianca. Il proprietario non mi ha fatto mettere le sedie perché non si poteva toglierle dai tavolini, ha mantenuto la musica discotecara, era pieno di gente che parlava dei cavoli suoi girata di spalle col vino fra le mani e io senza microfono a urlare sulla folla. Una delle esperienze più traumatiche.

    • Guarda, Simon ce l’ho nel cuore, povera stella!
      Certo che la tua esperienza potrebbe finire dritta dritta dentro a quel libro, Matte…urlare alla folla con certa musica di sottofondo non deve essere stato semplice!

  6. Certo che leggendo certi libracci resta un mistero come mai grandi autori fatichino a pubblicare o rimangano semisconosciuti.
    Però anche Albert Finney ricevette una cassa di champagne come compenso della sua recitazione ne “I Duellanti”… 🙂

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