Via Lomellini, una strada, un patriota e due sante

Quella che si intravede, al termine di Vico dell’Oro, è una strada che è uno dei gioielli della Superba.

La via prende il nome dalla famiglia Lomellini, che accumulò grandi ricchezze grazie ai propri commerci in terre straniere, dove aveva ampi possedimenti.
A Madeira i Lomellini possedevano vaste coltivazioni di canna da zucchero, nell’isola di Tabarca, invece, intrapresero un fruttuoso e reddittizio commercio di coralli.
A Genova, in questa strada, avevano la loro dimora.
E come loro gli Adorno, altra famiglia di nobile schiatta.
E visse in Via Lomellini, durante i primi anni di matrimonio, Santa Caterina Fieschi, insieme al marito Giuliano Adorno.
Se volete conoscere la sua storia, qui c’è il mio racconto.

 

La  chiesa di San Filippo Neri, con annesso Oratorio, è ricca di opere di grande interesse e  certamente merita un ulteriore approfondimento.

Via Lomellini è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Ciò significa che la sua storia, l’architettura dei suoi palazzi, alcuni dei quali compresi nei Rolli,  hanno una rilevanza artistica internazionale, un valore riconosciuto e da tutelare.

E la storia, quella della nostra nazione, ha mosso i primi passi proprio in questa strada, dove si trova la casa che diede i natali all’apostolo della Repubblica, all’uomo che affascinava le folle e trascinava gli animi.

 

Mazzini, colui che, in esilio, lontano dalla sua Genova, usava vestirsi sempre di nero, in segno di lutto, come aveva promesso di fare finché non fosse stata fatta l’Italia.

 

Ai giorni nostri la sua casa ospita il Museo del Risorgimento, una tappa che non può mancare a chi viene in visita nella mia città.

Vi si trovano preziosi manoscritti, quadri, divise delle Camicie Rosse ed armi, è un viaggio in un’epoca, nei suoi ideali e nel suo credo.
Il palazzo è molto bel curato in ogni minimo particolare.

E io qui mi incanto a guardare verso il cielo.

E ugualmente belli sono gli altri palazzi, perfettamente restaurati.

Basta guardarsi intorno, in Via Lomellini, per cogliere la bellezza e l’armonia.

Una Madonna, madre dolce e protettiva, protegge palazzo Centurione.
E’ qui che nel 1602 Virginia Centurione, appena quindicenne, andò in sposa a Gaspare Bracelli.
Sarà santa Virginia,  giovane genovese coraggiosa e capace di gesti alti e generosi.

Le piantine adornano una finestra.

E questa è la prospettiva da Piazza Fossatello.

Ho sempre amato Via Lomellini, è la mia porta per i caruggi.
Parto sempre da qui ogni volta che ci vado, compro qui il pane e la focaccia, la frutta e la verdura, la panna nella latteria che si trova in fondo alla strada.

E qualunque sia il punto di osservazione, io la trovo di una bellezza da levare il fiato.

Nella parte alta della strada, si può ammirare un’edicola di pregevole fattura.

E poi ancora, altri palazzi.

E  sempre qui Virginia Centurione Bracelli diede  inizio quelle sue buone opere delle quali vi ho accennato, dedicando  la sua vita al prossimo, aiutando i poveri e i più sfortunati, soccorrendo i bisognosi ed i malati di peste.

Questa è la casa  nella quale operò Virginia  e non mancherò, nel futuro, di farvi conoscere la vicenda umana di questa donna davvero straordinaria che è motivo di orgoglio per i genovesi.

Questa era Via Lomellini, dove vissero un patriota e due sante, dimora di nobili e di notabili.
Genova è una città piena di sorprese, ma è come i suoi cittadini, schiva e ritrosa.
Non ama tanto vantarsi e pavoneggiarsi, è come quelle giovani donne che portano appena un filo di trucco, sapete quelle ragazze semplici, quelle che a prima vista passano inosservate, ma se le guardi bene, ti accorgi di quanto siano piene di grazia e e bellezza.
Così è Genova, così è Via Lomellini.
E questa passeggiata è dedicata in particolare ad una ragazza che come me ama visceralmente questa città.
Anche lei cammina guardando in alto, anche lei, come me, si perde in vicoli e caruggi.
Anche lei adora Via Lomellini.
La ama perché ha guardato verso il cielo e ha saputo vedere.

 

40 pensieri su “Via Lomellini, una strada, un patriota e due sante

  1. Carissima Miss come sempre riesci a farci meditare su quanto Genova ci offre quotidianamente, molto conoscevo di Via Lomellini, ma transitavo sempre in fretta tu mi hai ricordato, anche in altre circostanze, che bisogna andare per via con calma e guardando sempre verso il cielo. Prometto che lo farò d’ora in poi! BACIONI dalla tua Mamma Orsa.

    • Cara Mamma Orsa, è che ci siamo abituati a Genova, e a volte, quando si fa l’abitudine a qualcosa, ci si scorda di prestarle attenzione.
      Ma il tuo sguardo, in particolare, so bene che è sempre attento e sensibile alla belle che ci circonda.
      Un bacio grande…

  2. Non sapevo che fosse patrimonio universale dell’unesco.
    Ne avevo sentitto parlare per via di Mazzini…
    Caspita Miss Fletcher, devo troppo mettere in programma un giro a genova…

  3. E queste vie strette strette. E questi palazzi così vicini ed imponenti.
    Così pieni di stucchi e dettagli che davvero bisogna alzare la testa sfidando la cervicale (mia nota dolente) ma santi numi Miss Fletcher sono meravigliosi!
    E mi piace vedere nei commenti come i tuoi concittadini focalizzino la loro attenzione su tali vostre bellezze, con occhio critico ed attento, rendendosi conto per la prima volta di cosa ci sia in una via nota.
    Addirittura patrimonio dell’Unesco! E magari ci passano in mezzo o davanti da una vita.
    Però c’è una Miss Fletcher che ci toglie il velo dagli occhi.
    Un baciotto Susanna

  4. Wow Miss, che palazzi! Austeri! Che bella la casa di Mazzini, mi piacerebbe vederla dal vero e la storia che si vestiva di nero lontano dalla sua Genova… Io non so se sei tu ma ogni piccolo, microscopico ancgolo di Genova è come un mondo a se e ha avuto o ha una vita. Quante cose in una città che non se ne conoscono minimamente. Brava Miss! Ora però aspetto la vita di Virginia, mi hai incuriosito.

  5. Eccola, la ‘mia’ bellissima via! Che bello 😀 E vista dalla prospettiva della tua macchina fotografica è ancora più affascinante di quanto non lo sia già, complimenti, davvero!

    Ehm, ho una confessione tremenda da fare: non sono ancora stata al Museo del Risorgimento, fedele al famossimo clichè del ‘ce l’ho sotto casa posso andarci quando voglio!’. Come no.

    Penso che sia un posto fantastico dove fare compere, adoro ogni singolo negozio di questa magica via…
    Alla prossima, probabilmente dall’ortofrutta!

    E grazie per le bellissime parole, mi ha fatto davvero piacere!

    • Ma prego cara! Dall’ortofrutta ci vado spesso, ci conosciamo bene!
      Ma davvero non hai mai visto il Museo dei Risorgimento? Attraversa la strada, su, su!
      Grazie a te dei complimenti, sono felice che ti sia piaciuto!
      Un abbraccio!

  6. che le strade di Genova fossero strette lo sapevo ma ora ne ho avuto una riprova guardando queste foto ( e tutte le altre precedenti). Mi sono detto: “ma caspitina, non c’ mai una veduta piena, orizzontale…l’obbiettivo punta sempre in alto, contrasto di luce e ombra…”
    Forse è per questo che un libro che ho si chiama proprio “Genova vista dall’alto”.
    Ma non puoi spostare qualche casa? Giusto il tempo per scattare una foto, poi rimetti tutto a posto 🙂

    • Ah, Ah Pani, buona questa, rido!Per la cronaca, Via Lomellini è LARGA! Non è un vicolo, è piuttosto ampia, non sto scherzando! Veduta piena e orizzontale, ehm…da prendere tutta la facciata…in queste strade, a meno che non si tratti di piazze, no, è dura.
      I vicoli sono stati costruiti in questo modo, alti e stretti, per difendersi dai saraceni…non avevano calcolato l’avvento della macchina fotografica, sai com’é, porta pazienza 😉

  7. Che bella passeggiata,era tanto che non andavo in via Lomellini….grazie:-)
    Grazie anche di essere passata a trovarmi e di avermi conosciuto un pò meglio..
    Ti auguro una magnifica giornata e ti abbraccio…Pamela

  8. sarà anche larga ma a quanto pare le bellezze stanno sempre ai piani alti e tu devi disarticolarti il collo per riprenderle. Ma si sa, la Superba puntava in alto e ha costretto voi cittadini a spostarvi con gli occhi all’insù. Ecco perché perdete le palanche e poi le ritrovano quelli che viaggiano a testa bassa, tipo il Rick.
    Brava, il titolo del libro è proprio quello, io ho il formato mini

  9. Eh sì cara Miss Fletcher… è ufficiale… la prossima volta che passo da Genova prima mi stamperò centinaia e centiania di pagine del tuo blog! *_* sei meglio di qualsiasi guida!

  10. Aie aie aie Miss Fletcher! Sai che con questi post cosi informativi, che mi danno la sensazione di avere visto tutto con i miei occhi, m’hai tolto completamente la necessità di venire a Genova. Adesso come facciamo per passare una giornata insieme???

  11. Buonasera cara MissFletcher…abiti una bellissima città piena di storia e di vitalità, fortunella!!
    Sono contenta di aver visto la casa natale di Giuseppe Mazzini, grazie!!
    Un abbraccio, *Maristella*.

  12. Pingback: Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, un passo dentro al sogno « Dear Miss Fletcher

  13. Pingback: Tutte le strade portano all’Acquario « Dear Miss Fletcher

    • E a quel Cambiaso inedito dovrei dedicare un articolo.
      Sì, Via Lomellini è davvero fantastica e a questo post bisognerebbe cambiare il titolo, dovrebbe essere: Via Lomellini, una strada, un patriota, due sante e uno scienziato! Un abbraccio Alberto, grazie!

  14. gran bella via, Miss, la Lomellini… nel 1966, quando ero soldato, in quel trittico Lomellini-del Campo-Fossatello. o di riffe o di raffe, ci si capitava sempre… e almeno noi foresti, Fabrizio non lo conoscevamo ancora…

  15. Pingback: Davanti alla casa di Santa Virginia Centurione Bracelli | Dear Miss Fletcher

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