Piazza Valoria, i campanari e le Camicie Rosse

E’ a pochi passi da San Lorenzo, oltre Canneto.
Per arrivarci bisogna percorrere un caruggio e, come spesso accade, vicolo e piazza portano lo stesso nome.
Questo è Vico Valoria.

E’ un caruggetto breve, che termina appunto nell’omonima piazza.

Il toponimo di questo angolo così caratteristico della mia città deriva dai Valauri, i campanari della Cattedrale di San Lorenzo, che erano dipendenti del Comune e che lì avevano le loro case.

E sapete, è sorprendente come ogni angolo di strada serbi ricordi e vicende del passato.
La storia vive tra le mura di Genova, su per le sue scale d’ardesia, tra le stanze con i soffitti alti, c’è sempre un ricordo che giace, una memoria da svelare.


Al numero quattro di Piazza Valoria ebbe il suo studio Alessandro Pavia, il fotografo che compilò l’Indice Completo dei Mille, l’album che ritrae le immagini di coloro che parteciparono all’Impresa di Garibaldi.
Ci mise ben sei anni a completare la sua raccolta, ad immortalare uno ad uno coloro che partirono dallo scoglio di Quarto, nel maggio del 1860.
Chissà quanti di loro vennero in Piazza Valoria?
Le Camicie Rosse di Garibaldi, dietro Canneto il Lungo, in posa per farsi fotografare da Alessandro Pavia.

E’ molto antica questa Piazza, come lo sono tutti i vicoli circostanti.
Nel XIII secolo, tra i beni della Cattedrale di San Lorenzo, erano comprese anche alcune case situate in questa zona, dove appunto vennero collocati i campanari.
Ed era una posizione di certo favorevole. Quanto erano saggi a quel tempo: in pochi metri casa e lavoro!
E fu nel 1550 che il Comune fece demolire alcune case pericolanti e, spianandole, nacque quella che ancora oggi è Piazza Valoria.
Una piazzetta nei caruggi, un po’ nascosta, senza tanto passaggio.
Con questi colori, con questa luce, con questa bellezza che è giunta a noi da giorni lontani ai quali va, sempre, un pezzetto del mio cuore.

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46 pensieri su “Piazza Valoria, i campanari e le Camicie Rosse

  1. “È sorprendente come ogni angolo di strada serbi ricordi e vicende del passato.”
    vero? E noi spesso non ne sappiamo niente. Dovremmo imparare a porci delle domande, altrimenti il cervello si atrofizza.
    Comunque belle foto, molto luminose. Devo fare un post sui crolli del campanile di San Marco prima o poi.

  2. Miss! Ciao! Che bello il palazzo con gli affreschi! Strano che un comune dopo aver butatto giù case pericolanti abbia lasciato un piazzale senza invece costruire grattacieli grigi al loro posto. Meno male. Quello che ti ha scritto Chagall, sai già che lo condivido e, di Genova, mi hai sempre fatto scoprire cose incredibili. Un bacione.

  3. Si, avevo letto, scusami, intendevo dire che tutt’oggi è rimasta una piazzetta in quel di Genova. Ti parlo così, in quanto nei miei paesi, quelli sul mare, le cittadine, ciò non accade purtroppo. Non c’è nemmeno un cortile. Non è rimasto nulla. Più passa il tempo e più costruiscono. Ovunque. Tu invece non è la prima volta che parli di piazze, di aperture, di spiazi, nel centro della tua città e questo mi fa piacere. Da noi, anche se fosse accaduto un miracolo ai tempi dei tempi oggi, in quel punto, ci sarebbe un palazzo! I complimenti te li meriti.

    • Grazie tesoro! No per carità, il centro storico è sacro. Hanno fatto una serie di scempi nel passato, ai quali è meglio non pensare, ma da un po’ di anni è stato rivalutato e messo in risalto.
      Io se non ci vado almeno una volta alla settimana, nei miei vicoletti, sto proprio male fisicamente, mi manca qualcosa.

  4. A me piacciono un casino questi baretti nascosti in mezzo al centro storico, son proprio belli da gustare al tramonto d’estate. Vabbe’ stiamo in autunno ma facciamo finta che sia estate. Insomma è meglio d’estate ecco… cioè… mi sto arrampicando sugli specchi ricoperti di grasso:):) Baci

  5. Bellissimo il palazzo affrescato, davvero ogni pezzetto di questo scorcio di Genova racconta moltissimo. O meglio: sei tu che ci rendi edotti e per questo, ancora grazie cara Miss Fletcher!
    Bacetto Susanna

  6. Mi affascina la figura di Alessandro Pavia. Credo che l’obiettivo di ogni fotografo sia quello di fermare un tempo unico, irripetibile. Beh, lui con quei volti c’è riuscito. E’ riuscito a mettere insieme un’opera d’arte, che vale una vita intera.

  7. Grazie Miss Fletcher per questi bellissimi reportage su Genova! E’ una città che conosco poco, mea culpa!, ci sono passata molte volte ma ero diretta ad altri luoghi. E dire che non è molto distante dalla mia! Mi viene voglia di visitarla
    Ciao, a presto

  8. Miss Fletcher, sei genovese? Ovvio. Io siciliana.
    La domanda di retrogusto lapalissiano è dovuta al fatto che sono stata nella tua città proprio per una ricerca su Alessandro e ci tornerò presto.
    Preparo una pubblicazione e so qualcosina di più sullo studio di Piazza Valoria. E grazie a te ho scoperto il significato del nome, che ignoravo.
    Mi è utile l’aiuto di genovesi appassionati e lo cerco. Mi terrò in contatto e, appena completata la ricerca, arricchirò il tuo sito, così ben fatto.
    Rachele

    • Benvenuta Rachele, grazie delle tue belle parole e complimenti per la tua pubblicazione.
      Sai, oltre ad essere innamorata della mia città, il Risorgimento è uno dei miei periodi storici preferiti e trovo che la tua scelta di fare una pubblicazione su Alessandro Pavia sia molto interessante.
      A presto allora, con le novità!
      Buona serata!

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  11. Grande resoconto pro Garibaldini e antichi Carruggi un lavorone,il fotografo Pavia, bello, pulito alcune foto mancano se ricordo bene io l’ avevo scaricato dal Web,se è quello,ma è lui sicuramente. Interessantissimo Miss grazie. Pare che un garibaldino era di Quarto Domenico Pinasco(fabbro), al quale è intestata la rampa di accesso a C.Europa adiacente alla sede del IX Municipio nella villa Garibaldi……ciao!!!:)))

    • Io sono certa che si tratti dello stesso album, caro Pino, sono di Alessando Pavia le celebri foto dei Mille.
      Ora qua bisognerebbe indagare su Domenico Pinasco, il fabbro…se mi metti queste pulci nell’orecchio mi viene voglia di sapere tutto! Grazie carissimo, un abbraccio!

    • Caro PinoPitto, rimanda qui il ritratto che ritieni “di alessandro”. Ti dirò con certezza se è lui, perché sul web gira una foto sbagliata, che, nonostante le mie ripetute segnalazioni, con prove, il sito “responsabile” non la cambia. Se è sbagliata, ti mando quella giusta.
      Dei garibaldini che sono transitati in piazza Valoria, si può sapere abbastanza. Aspettate con me, che friggo da mesi, l’uscita del mio saggio biografico sul fotografo sulla Rassegna Storica del Risorgimento, rivista dell’Istituto Centrale a Roma, anche loro con pochi soldi come tutta la nostra povera e splendida cultura. Manderò l’estratto a tutti… mi correggo: ai primi venti genovesi che me lo chiedono!
      Studiando Alessandro, ho fatto di Genova la mia seconda città.
      Rachele

      • Buongiorno Rachele, intanto ti rispondo io, non è possibile inviare foto su questo blog.
        Attendo l’uscita del tuo saggio, mi interessa molto e quindi mi prenoto, contami tra i venti genovesi.
        Complimenti per il tuo bel lavoro, avviso Pino del tuo commento.
        A presto!

      • carissima benemerita,
        vedendo le foto di piazza valoria avevo pensato di sì, che si possono pubblicare foto. Ma va bene così, preferisco servirmi di te perché questo è un blog costruttivo che diffonde le informazioni, senza dirottare il dialogo nel cul de sac della mia mail. Dimmi se posso mandare il sito che pubblica la foto sbagliata e così facciamo girare la correzione.

      • Buongiorno Rachele, le foto posso pubblicarle io in quanto questo è il mio blog, non si possono pubblicare nei commenti. Riguardo al sito al quale ti riferisci non ritengo che sia questa la sede adatta per eventuali correzioni, penso che dovresti rivolgerti direttamente a chi gestisce il sito in questione.
        A parte questo, attendo con curiosità notizie delle tua pubblicazione che sarà certamente interessante e appassionante, Grazie, buona giornata!

  12. Ciao Miss una cosa per volta scusa, di Domenico Pinasco ti posso dire che ho visto copia dei documenti in mano all’allora vicePresidente del IX° Municipio Giorgio Turbi persona che,poichè ama Quarto,Genova,la Liguria più di se stesso, ha desiderato e ottenuto l’ intitolazione di una via come per gli altri garibaldini a Quarto. Inoltre i suoi pronipoti non fanno più i fabbri ma hanno una macelleria in via Simone Schiaffino 73/75r dopo il ponte di C.Europa praticamente una boutique della carne e delle specialità Liguri sono Gigin,Pinin e Mauro Pinasco 3 fratelli. Passaci a nome mio siamo cresciuti assieme e Ti diranno tutto cio’ che ti serve, io li avviso. Io sono “o Pinin” il portiere del G.Mora calcio. un abbraccio:)))) segue……

  13. Ciao Rachele forse mi sono espresso male , ma io non mi riferivo al ritratto di Pavia Alessandro ma all’ elenco dei Mille con relativo ritratto che presumo sia stato fatto in base alle foto fatte da lui,Tutto ciò trovato cercando qualche anno fa’ sul Web “Nomi e immagini dei Mille” cmq. rifarò con calma la stessa ricerca e appena saprò o otterrò qualcosa Ti-Vi faro’ sapere,sempre alla Ns. grande Miss piacendo….un caro saluto a Te e alla bella Sicilia dove ho vissuto quasi 1anno Catania,Siracusa,Acireale…..:))))….Ciao Miss!!!:)))

  14. Effettivamente, la frase era un po’ ambigua.
    Sì, i fotoritratti dei singoli garibaldini che appaiono su diversi siti, che rispondono alle tue parole chiave, sono sempre presi dall’album dei Mille, ma quelle scattate da alessandro nel suo studio sono solo una parte, anche se consistente. Sarebbe lungo spiegare quali e come si riconoscono: lo saprete dal mio saggio. La raccolta è tutta opera sua, e l’ha anche brevettata. L’elenco dei Mille ufficiale è stato stampato sulla Gazzetta Ufficiale dopo una lunga, tormentata inchiesta e presenta differenze con quello del fotografo, anche queste spiegabili. I siti che riportano notizie in proposito contengono diversi errori. Sarà difficile, anche dopo l’uscita del saggio, farli correggere perché c’è la brutta abitudine di metterli sul web e abbandonarli: le mie osservazioni non hanno mai avuto riscontro.
    Rachele

    • Ecco, adesso è tutto chiaro.
      E sarà un vero gioiello il suo saggio, complimenti per questa ricerca così precisa e minuziosa.
      Certo è un peccato per queste imprecisioni, sono perfettamente d’accordo.
      Grazie Rachele, buona serata!

  15. Salve sono Erasmo PINASCO, originario di Lavagna. Vorrei tanto avere una foto o un ritratto di Domenico PINASCO. Malgrado le ramificazioni della famiglia, ho scoperto da poco che proveniamo tutti da stirpe Corsa dal lontano 1100.

  16. Pingback: Bookowski, la libreria di Vico Valoria | Dear Miss Fletcher

  17. Miss, nell’ottobre scorso, lo stomaco mi aveva per caso portato in Piazza Valoria… avessi saputo tutto ciò che ho appena letto, avrei dato il giusto peso a quello slarghetto così carico di storia zeneise e patria… per la verità, mi aveva incuriosito il nome perchè non sapevo bene in quale vocale far cadere l’accento… nome che non avrei mai immaginato, avesse a che fare con i campanari della vicina Cattedrale… interessante lo scambio Fichera-Pitto…

  18. Ciao a tutti e alla padrona di casa anche un saluto affettuoso.
    La mia biografia di Alessandro Pavia è stata pubblicata sulla Rassegna Storica del Risorgimento (I-2017, p.107), che dovrebbe essere reperibile nelle biblioteche pubbliche. Non nelle librerie, essendo una pubblicazione scientifica dell’Istituto centrale per il Risorgimento Italiano di Roma.
    Qui, vorrei riferire a Pino Pitto che Domenico Perasco non è dei Mille, né si trova tra i moltissimi garibaldini della seconda ora e tra gli arruolati dell’Esercito meridionale in cui lo Stato sabaudo li regolarizzò. Che genere di documenti ha potuto vedere Pino?
    Correggo un’inesattezza nei miei vecchi messaggi: Alessandro non ha brevettato l’Album, sebbene si fregiasse del titolo di “Fotografo dei Mille”, anche perché all’epoca non esisteva il diritto d’autore per le foto.
    Genova conserva il suo studio più noto, la mansarda all’ultimo piano indicata in piazza Valoria, in realtà al n. 4 della rientranza denominata in seguito Piazza Veneroso. L’ha aperto alla fine del 1862 e l’ha lasciato nel 1871, partendo con un passaporto per New York.
    Ma, grazie a rare cartes de visite messe a disposizione da collezionisti e ai registri parrocchiali, ho individuato lo studio precedente, dove forse si limitava a stampare riproduzioni commerciali: era infatti mercante e a Genova, dove era arrivato nel 1855 da esule lombardo, nei primi anni faceva il commesso. Infatti nel 1861 risultava fotografo a un pieno alto, sempre per la luce necessaria, di vico Santo Sepolcro 6.
    Nei primi anni dopo il suo arrivo da Milano, dov’era nato nel 1824, non si trovano prove fotografiche che ne dimostrino il lavoro da fotografo, come afferma il giornalista Ferdinando Resasco. Ma abitò nell’area di Borgo lanieri indicata da quest’ultimo, in una strada oggi scomparsa, al 29 di Orti S. Andrea.
    In America non si trattenne e dopo un anno di viaggio tornò a Milano, sperando forse di avere nuovamente successo, e vi rimase per dieci anni.
    Tornò a Genova nel giugno del 1882 e riaprì uno studio nei pressi di Porta Pila, in via Consolazione (o via Pila) 21, ancora come Fotografo dei Mille. Era certamente malato, già a Milano, e le Guide della città indicano che negli ultimi anni rimase solo venditore di fotografie. Morì in quella casa nel settembre del 1889, pochi giorni prima del suo sessantacinquesimo compleanno e pochi mesi prima del trentennale dell’impresa dei Mille, a cui certamente pensava con una certa speranza di tornare a vendere i suoi ritratti.
    E’ stato sepolto a Staglieno in un campo per poveri e dimenticato, quindi dopo dieci anni le sue ossa sono state mandate in ossario. Penso che si dovrebbe apporre almeno una piccola lapide che lo ricordi nel campo dei Mille.
    Rachele

  19. nell’agosto 2016, mi avevi detto: “allora la prossima volta che tornerai a Genova, dovrai tornare anche in piazza Valoria, caro Sergio!… hai visto, cara Miss? sono stato obbediente…

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