La vecchina di Vico dei Librai e la nostalgia del ritorno

Questa è la sua stagione.
A dicembre, si narra, può capitare di incontrarla.
Può accadere anche a voi, in una gelida sera d’inverno.
Risalite i caruggi attorno a Porta Soprana, passate in Ravecca, giù per quelle strade antiche, poi improvvisamente il tempo compie un’accelerazione, stonata ed imprevista.
Dove una volta sorgeva Via Madre di Dio e tutto un coacervo di vicoli che componevano la città vecchia, ora si trova il Centro dei Liguri, un complesso moderno privo di qualunque fascino.
Ed è lungo quelle strade che potrete incontrarla.
Questa vicenda, assai nota ai genovesi, ha un sapore amaro e nostalgico e le parole che vengono alla mente sono rimpianto, casa, focolare.
Inverno, una vecchina si aggira per le strade, indossa abiti di un altro tempo, ha un’espressione spaesata e confusa e chiede informazioni.
Cerca Vico dei Librai. Non trovo la strada! Sapreste indicarmela? Il suo tono è concitato, ansioso.
L’interlocutore ci pensa su, ma non gli sovviene nulla.
Oh, magari pensa di non ricordare! Siamo in una città in cui le strade hanno questi nomi incantati, arti e mestieri sono rappresentati in abbondanza nei nostri vicoli.
Via Orefici, Vico dei Droghieri, Vico Trombettieri e Vico degli Scudai, Vico dei Corrieri e Vico Alabardieri.
E i Librai? Oh, no, i Librai hanno perduto il loro vicolo, purtroppo!
Si trovava lì, nella zona di Via Madre di Dio, tra Vico Inferiore del Colle e Piazzetta dei Librai!
Una piazzetta, chissà com’era! Forse come questa?

Piazza Campopisano

E vico di Librai era stretto e angusto, con la luce che filtra appena, come spesso accade nei nostri caruggi?
La vecchietta lo sa, lei potrebbe dirvelo, lì era la sua casa, distrutta sotto le bombe che caddero su Genova durante la II Guerra Mondiale, e lei torna, in spirito, periodicamente a cercarla.
Non può trovarla, ma sempre ritorna.
E domanda, chiede aiuto, dice che ha fretta, che deve andare a casa a far da mangiare.
Poi svanisce nel nulla e torna nella dimensione dalla quale è venuta.
Una volta entrò in un bar, chiese un bicchiere di latte e se ne andò.
Sul bancone aveva lasciato un borsellino, la barista si affretto subito fuori a cercarla, ma non  riuscì più a vederla. Tra le sue mani rimase il portafoglio, contenente banconote ormai fuori corso da molti anni, le stesse che, si narra, la vecchina lasciò in elemosina a un uomo che chiedeva la carità.
Il ritorno, la casa, il focolare, la delusione e il rimpianto.
E una vecchina nostalgica, che un tempo abitava in Vico dei Librai.

Salita di Coccagna

45 pensieri su “La vecchina di Vico dei Librai e la nostalgia del ritorno

  1. Oh mamma Miss, avevo quasi timore ad andare avanti e vedere le foto….mi chiedevo se per caso avevi fotografato la vecchina….e se anche fosse stato? sarebbe stato bellissimo. Che meravigliosa e toccante storia hai raccontato…dolcissima. Chissà, Miss, chissà…io son sicura che dicembre sia proprio il mese giusto e secondo me è anche in grado di avverare i desideri.

  2. Che bello! Un tempo passeggiare nei nostri caruggi era un piacere, si sentivano odori che ormai sono scomparsi, c’erano tanti gatti, la gente si affrettava per andare al lavoro. Oggi se non sono in compagnia non ci vado più. Perchè? Perchè la mia GENOVA, quella che ho conosciuto da giovane non è più quella di oggi.

  3. ho sentito la storia della vecchina per la prima volta più di 20 anni fa…da allora spero sempre di incontrarla 🙂 pare che si aggiri nei vicoli tra natale e capodanno quando fa molto freddo…mi sa che questo potrà essere l’anno buono…

  4. Sono contenta che l’idea delle arance ti sia piaciuta, io mi sono divertita da matti ad infiocchettarle tutte, era Santa Lucia e mi sembrava di fare una cosa così carina…

    La leggenda è da pelle d’oca, mi sono incantata a leggerla… queste leggende mi affascinano tantissimo, ne conosci altre? Le narri così bene… Chissà se è vero il particolare del borsellino… brrrr, che dolcezza e che brividi…

    Intanto mia cara Buone Feste!!!!

    • Le tue arance sono una meraviglia carissima Argante, da brava fatina, con un tocco riesci a trasformare ogni cosa in un oggetto fatato…e ti ho immaginato, alle prese con i fiocchetti! Grazie per apprezzare sempre le storie che racconto, grazie davvero. Buone feste a te, tesoro!

    • Quel quartiere, Susanna, era meraviglioso, adesso al suo posto c’è un orrendo complesso degli anni Settanta. Sei nei vicoli e a un certo punto sbuchi davanti a questo orrore. Un giorno ne parlerò, metterò qualche immagine, così vedrete com’era e com’è adesso. Un abbraccio, cara amica..

      • Vena polemica ma non riesco a trattenermi: rendiamo grazie ai nostri “liberatori”?
        Se penso allo scempio e alle vittime al quartiere San Lorenzo di Roma….
        Vabbè, è Natale, si va avanti, sperando in meglio, per tutto e per tutti 🙂
        Susanna

  5. Pingback: Via Madre di Dio, camminando nel nostro passato « Dear Miss Fletcher

  6. Ti ho postato quel link della zona dove sono nata perché ero sicura tu te fossi occupata e.. con la solita maestria.. 😉 ❤

  7. Brava Miss questa storia la conosco da tempo,non molto se no sarei un fantasma anch’io,ma io Ti posso assicurare che da giovane nelle mie scorribande nei Carruggi di quella zona ricordo,e mi si accappona la pelle,di averla vista e di essere stato da lei fermato dalle parti di Via di Canneto il Curto,ma il mio non è un ricordo confuso è fermo e nitido nella memoria e forse in più di una occasione perchè è troppo chiaro e realistico!!! Se la devo dire tutta lei aiuta anche i suoi interlocutori scelti in situazioni particolari negative questo pensando all’incontro e il seguito come si è svolta la mia vita!!!
    Come diceva Toto’ non è vero ma ci credo,io non ci credo ma è vero!!!???
    Ciao carissima un caro saluto!!!:)))

    • Pino, mi lasci senza parole, non ho mai conosciuto nessuno che mi abbia detto di averla incontrata, le cose che scrivi di lei poi sono belle, sai…caspita!
      Un abbraccio a te carissimo, buona serata.

  8. Una bella storia; affascinante, ottima per astrarci per qualche attimo dalla realtà prosaica di tutti i giorni, ma… perfettamente infondata, come tutte le narrazioni incentrate su fantasmi o non meglio definite entità soprannaturali.
    Del resto, chi avesse frequentato i vicoli negli anni Cinquanta avrebbe fatto incetta di simili racconti, tanto che sembrava che a Genova vi fossero quasi più spettri che topi; purtroppo (purtroppo?) la realtà era un’ altra: i numerosi “fantasmi” non erano altro che panni stesi ad asciugare; la scarsa luce notturna e lo stordimento indotto dall’ alcool e dai bagordi cui si dedicavano i marittimi nei locali a ciò preposti compievano l’ opera.
    Un cordiale saluto.

    • Le storie di fantasmi sono tutte affascinanti, questa per me lo è in maniera particolare, non penso che sia necessario specificare se siano vere o meno, teniamoci il fascino delle cose perdute e sconosciute.
      La faccenda dei panni stesi non la sapevo, interessante!
      Buona giornata e grazie!

  9. Comunque come ogni leggenda c’è un fondo di verità anche nella storia della vecchia di vico Librai
    Poteva essere il 1984 o il 1985,frequentavo gli ultimi anni di università e stavo tornando a casa.Allora il capolinea del 32 era in piazza Dante,più o meno dove ora c’è il parcheggio delle moto.Stavo aspettando l’autobus quando vidi una donna anziana,una specie di barbona vestita come mia nonna in campagna ,che si dirigeva verso il moncone di vico Dritto.Improvvisamente si rupe il sacchetto della spesa che portava,facendo rotolare fuori patate e mele.La aiutai a raccogliere la spesa dandole anche un sacchetto cha avevo in borsa e mi offrii di accompagnarla perché mi pareva molto affaticata.allora mi disse di portarla in vico Librai ma non sapevo dove fosse.A metà di Ravecca,un po’ seccata,la signora si riprese la borsa e se ne andò su per uno dei caruggi,forse la Fava greca.a casa,quando chiesi a mio padre mi disse che vico librai era sepolto sotto il vetrocemento del centro dei liguri.
    Con molta sorpresa ho da poco saputo della leggenda del fantasma.
    É bello che lo spirito di via Madre di Dio non si rassegni a scomparire.A noi mantenerlo vivo,con buona pace della parapsicologia

    • Eh, la vecchina di Vico dei Librai e la sua bella storia.
      Penso sempre a quelle persone che hanno visto scomparire le loro case, le strade in cui erano cresciuti, che grande dolore.
      Grazie Eliana, buona serata a te.

  10. Miss, per aggiungere fascino e mistero a una zona che già ne era abbondantemente provvista, per il fatto di non esserci fisicamente più, mancava solo l’ectoplasma della Vecchina spaesata che, a ragione, non trova più Vico dei Librai… molto tenera questa periodica presenza… chissà, forse il 6 gennaio è più facile incontrarla…

  11. Lo so che sarà difficile credermi ma tanti anni fa ,proprio lì nella piazza della foto di Campopisano ero seduta,con il mio fidanzato e comparve una vecchietta che mi chiedeva dov’era v.co Gattamora e noi le spiegammo che non esisteva più, diverse volte ce lo chiese, cercavamo di convincerla perché era molto insistente e mi fece compassione perché capivo che c’era della sofferenza dietro a tutto questo e poi mi fece vedere delle monete da 100 lire e mi chiese che monete fossero , al che proprio era come se venisse da un altro periodo storico e poi sparì,improvvisamente,solo anni dopo lessi della vecchina di v.co dei Librai ma francamente non so che dire,posso solo raccontare della mia esperienza.

  12. Pingback: Via Madre di Dio, camminando nel nostro passato | Dear Miss Fletcher

Rispondi a topinapigmy Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.