Domenica, 1 Gennaio 1860

Domenica, 1 gennaio 1860.
Cosa accade in un albergo di Torino? Lo racconta Giorgio Asproni, eminente uomo politico sardo, testimone del suo tempo e fervente repubblicano.
Ha lasciato un testo di grande rilevanza, Diario Politico, edito da Giuffrè, che copre il periodo storico, dal 1855 al 1877.
Sono sette preziosi volumi, nei quali si narrano gli eventi dell’epoca, ma vi è anche molto altro, episodi divertenti e boccacceschi sui padri della patria e su personaggi che noi conosciamo come austeri e seriosi.
Io ho questi libri ed è una lettura di pregio, spesso molto divertente.
E in questo giorno, il primo del 2012, vorrei narrarvi cosa accadde in quel giorno d’inverno del 1860, a Torino.
Poco conta che conosciate nel dettaglio le biografie delle persone citate, alcune sono molto note, altre meno, ma immaginate la scena, il protagonista ed i comprimari.
Siamo all’Albergo Trombetta e per questo giorno si è deciso di dare un gran pranzo in onore del Generale Giuseppe Garibaldi. E’ in questo albergo che soggiorna il Nizzardo e quando al mattino Asproni arriva, lo trova che sta facendo colazione mentre si intrattiene in una conversazione con il Colonnello Stefano Turr.
Si discute, si parla di politica. Ah, le donne, sono sempre le più agguerrite! La Contessa Martini ce l’ha a morte con Cavour, dovreste sentire come ne parla!
E sì, si discute di nomine, dell’unione di tutto il partito liberale. Si fanno dei nomi, tra i tanti Asproni suggerisce Mamiani.
E poi dice a Garibaldi che il Re e Rattazzi sono molto soddisfatti del lavoro di Generale.
E sapete che succede? In quel momento nella stanza entra un valletto, reca un omaggio di Vittorio Emanuele II per Garibaldi, ben dodici fagiani!
Verso le sei ci si mette a tavola. Un bel consesso, non c’è che dire, 42 invitati! Ma sapete com’è, in queste circostanze, c’è sempre qualcuno che rovina la festa!
Il Depretis, ad esempio, non profferisce verbo e, dice Asproni, sembra un uomo divorato dall’invidia.
E il Valerio? Si congeda da Garibaldi, sostenendo di avere un improrogabile impegno di famiglia.
Ah, ma voi credete che l’ospite d’onore sia uno che le manda a dire? Ma certo che no, figurarsi!
Garibaldi, con uno sguardo di fuoco, gena il povero Valerio con queste parole:
E la famiglia della Patria?
Al poveretto non rimane altro da fare che rimanersene muto e svignarsela alla chetichella.
E poi la folla, la folla in Piazza Castello, gente che applaude, che urla e fa festa, e Garibaldi che si affaccia al balcone e fa un breve discorso mentre da sotto qualcuno lo incita perchè urli: Abbasso le maschere! Viva Cavour!
Eh, se abitassi a Torino sarei andata a cercare l’albergo Trombetta, avrei fotografato quel balcone e anche Piazza Castello.
Usate l’immaginazione, andateci da voi, con la vostra fantasia, in quella sala, immaginate questi azzimati signori coi baffi, come spesso si usava a quel tempo, guardate i loro abiti scuri e stupitevi anche voi per quel valletto e per quei dodici fagiani, omaggio del Re per l’Eroe dei Due Mondi.
Giorgio Asproni è un autore formidabile, ingiustamente trascurato, anche in quest’anno trascorso durante il quale, grazie alla ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il Risorgimento è tornato in auge.
Tornerò a parlarvi di lui e delle sue memorie, di ciò che lui vide e visse nelle strade di Napoli e di Roma, di Torino, di Firenze e di Genova.
Un diario ha una connotazione intima, privata, non è destinato ad essere divulgato in pubblico e pertanto, nel vergare i propri ricordi, si usa una certa libertà, questo si trova nelle pagine del Diario Politico: gli intrighi politici, le battaglie e gli eventi dell’epoca, ma anche le impressioni personali, i pettegolezzi, i vizi e le virtù dei Padri della Patria.
E si trova questo racconto di un tempo perduto e lontano, il ricordo di quel pranzo.
Era domenica, come oggi.
Ed era il primo giorno di gennaio del 1860.

16 pensieri su “Domenica, 1 Gennaio 1860

  1. E ti pareva che non iniziassi l’anno con ricordi risorgimentali?! Beh, ti perdono perchè sei Miss Fletcher… Comunque ribadisco il mio sostegno a PIo IX.
    Bacionissimi e buon 2012 (se non altro questo 150mo dell’unità d’Italia finirà…)
    :-)))))))

    • Hahaha…non preoccuparti, passato il 150mo conto di pensarci io a continuare a parlare del Risorgimento, soprattutto visto che a te piace così tanto 😉 !!! Uh, Pio IX! Bacionissimi a te!

  2. Ecco le due amichette che si prendono amorevolmente in giro! Un bel modo di iniziare l’anno, mi piace vedere il fervore risorgimentale di una e la fede, non solo cattolica, della seconda!
    Ragazze mi date sicurezza. Tutto è come deve essere. E non si può iniziare un anno nuovo senza un post ricco di dettagli storici e non solo, su questo bellissimo blog di Miss Fltecher.
    A questo punto però ho proprio la certezza che tu sia la spalla destra del Signorini, di “Chi”, altrimenti come potresti riportere per filo e per segno le battute, gli umori, le descrizioni così accurate e realistiche addirittura degli abiti e dei modi di questi affascinanti personaggi?
    Buon Primo Gennaio anche qui, cara Miss Fletcher.
    Susanna

    • Ma buongiorno Susanna, eccoci nel nuovo anno! Tu non hai idea di cosa sia scritto in questi libri di Asproni, vedrai, vedrai…questa paginetta che vi ho raccontato è piuttosto soft, ti assicuro che c’è da ridere, e anche parecchio!
      Buon primo gennaio, amica dolce!

  3. Come scrivi e descrivi bene cara miss! A Torino nell’ultimo anno tra mostre, sfilate e bandiere ai balconi abbiamo respirato molto Risorgimento, molto coinvolgente. Una parte importante della storia d’Italia è nata proprio qui. Mi ha incuriosito e ho ricercato quell’albergo Trombetta che ora non esiste più e che probabilmente si trovava in via Roma 31, vicino a piazza Castello, con il nome di Hotel d’Angleterre e Trombetta.
    L’avrei fotografato per te!
    Buon gennaio, a presto

    • Carissima Guglielmina, ma grazie! Che meraviglia saperti in avanscoperta per i dintorni di Piazza Castello, alla ricerca dell’Albergo Trombetta.
      Torino è una splendida città, ci sono stata molte volte e trovo che abbia un fascino particolare. Io amo le città di mare e tutte quelle che hanno corsi d’acqua, Vienna, Parigi, Londra, Torino, là dove non c’è il mare, per me è il fiume il punto di riferimento. Poi Torino ha questa grande storia e la si respira sotto i suoi portici, in quella stessa piazza castello di cui parliamo. E avete un Archivio di Stato ricco di tesori, ho avuto modo di contattare le persone che ci lavorano, mi hanno anche gentilmente inviato del materiale che mi interessava. Ma se fossi lì…lo sai, ci sono volumi e volumi contenenti ruoli matricolari delle Camicie Rosse, stati di servizio dei Corpi Militari dell’epoca del Risorgimento, io potrei passare ore a leggere queste cose!
      Buon gennaio a te, cara..eh, l’albergo Trombetta! Quello non c’è più, ma magari capiterà che io parli di nuovo di qualche luogo torinese e tu farai qualche splendido scoop fotografico 🙂 !

  4. Miss, bello! Questi sono tesori di un valore immenso. Conosciamo di questi valorosi solo le loro vicende gloriose ma non sappiamo nulla della loro vita di tutti i giorni che m’incuriosisce parecchio. Immagina davvero un pranzo come quello…. che forte. Hai ragione riguardo Asproni, io personalmente, non l’ho mai sentito nominare e fortunatamente ci sono persone come te a farci conoscere questi personaggi che hanno scritto memorie curiose e indimenticabili. Brava Miss, mi hai prospetatto un anno nuovamente interessante….ma come poteva non esserlo con te? Una stritolatina.

    • Ciao tesorina! Guarda, nemmeno io conoscevo Asproni, mi sono imbattuta per caso nei suoi libri e sono stati davvero una splendida scoperta! Felice che ti sia piaciuto, vedrai, poi racconterò storie che ti stupiranno!

  5. Ahahaha che figura il Valerio. Me lo immagino, anche perché non doveva essere facile tenere testa a uno come Garibaldi. Quando gli giravano secondo me non lo teneva fermo nessuno.
    Miss… aspetto gli altri post.

  6. Miss, che l’Eroe dei Due Mondi fosse un tipetto da prendere con le pinze, lo si capisce da come definiva Pio IX: ” un metro cubo di letame”… d’altra parte, non erano tempi in cui si teneva il piede in due scarpe…

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