Via del Campo, dove s’incontra Fabrizio De André

Genova è Fabrizio De André. Ieri cadeva la ricorrenza del suo addio al mondo, ma Genova è Fabrizio De André ed in alcuni luoghi, in certi caruggi, lui c’è, si sente la sua presenza più che altrove.
E tutto vi parla di Fabrizio in Via del Campo, la strada alla quale il cantautore genovese ha dedicato una celebre canzone.
Ricordo che  anni fa, durante il giorno, un megafono diffondeva per la Via la sua voce  che cantava Via del Campo c’è una graziosa, gli occhi grandi color di foglia, tutta notte sta sulla soglia, vende a tutti la stessa rosa.
Non c’è posto migliore per ascoltarla.


A metà di Via del Campo, c’è una piazza che porta lo stesso nome.
E’ una caratteristica di Genova, Vico, Via e Piazza, vicine tra loro, si chiamano alla stessa maniera.

Se verrete qui, incontrerete un mondo, ma incontrerete anche De André, vive nel ricordo, nella memoria dei liguri che lo portano nel cuore.

E’ colorata e multietnica Via del Campo, e così è la Piazza, con tinte accese e solari.

E qui era il negozio di dischi di Gianni Tassio, grande amico di Fabrizio.
Era una sorta di tempio, in vetrina c’erano i 45 giri, i vinili di  De André, le sue chitarre; tra le tante,  la famosa Esteve, sulle cui corde il cantautore genovese aveva tante volte arpeggiato, che venne donata ad Emergency dalla famiglia De Andrè.
In seguito quella stessa chitarra venne messa all’asta allo scopo di raccogliere fondi per l’associazione di Gino Strada.
in quell’occasione gli abitanti di Via Del Campo, tutto quel mondo che tanto aveva affascinato Fabrizio, si mobilitarono per la raccolta dei soldi, il conto corrente venne stato intestato a Bocca di Rosa.
E qui arrivò la Esteve, tra braccia di Gianni Tassio.
Poi anche Tassio ha raggiunto Fabrizio, così è la vita, un passaggio.
La saracinesca si è abbassata, ma riaprirà presto e qui avrà sede un nuovo punto di incontro dedicato a Fabrizio, si chiamerà Via del Campo 29 Rosso e sarà sia un negozio che una sorta di museo, com’è giusto che sia.
Per ora il profilo della Esteve di De André spicca sull’insegna di un bar, che porta un nome carico di simbolismo.

 Quando sarete qui, guarderete questa strada, questa piazza e queste case con gli occhi di Fabrizio, vedrete i suoi versi nelle facce delle persone che ci camminano, in quel microcosmo di mondi diversi che si trova nei nostri vicoli.

E il sacro e il profano, qui, come spesso accade, si sovrappongono.

E la vita ha quei colori, quei colori che sono la nostra vita.

E il cielo, il cielo su Via e Piazza del Campo, è di quell’azzurro terso di Liguria, è un cielo di mare, spazzato dalla tramontana e splendente di luce.

E la musica, la sola musica che possiate ascoltare in queste strade, ha una voce sola.
Profonda, inconfondibile, indimenticabile.
La voce di Fabrizio De André, la voce di Genova.

 

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36 pensieri su “Via del Campo, dove s’incontra Fabrizio De André

  1. Ho sempre cercato di immaginarla Via del Campo, ora che ci sono stata mi piace anche di più. Grazie per avermi accompagnata.
    Grande Fabrizio!!

  2. Ciao Miss, bella rappresentazione di Genova, che non conosco ancora e mi hai fatto venire una gran voglia di andarci, di andare a comprare le arance proprio in quella bottega d’angolo 🙂 e passeggiare sotto “quel cielo di mare spazzato dalla tramontana” ascoltando De Andrè.

  3. Carissima…che bel post! Fabrizio De Andrè è l’unico cantautore italiano che mi piace…mi ha sempre fatto tenerezza e la sua malinconia tanta compagnia.
    E’ stato un grande poeta, secondo me! Grazie per questo bellissimo tour, è come essere lì!
    Un abbraccio forte forte, *Maristella*.

    • Ma tu non sei tanto lontana, eh…quando capiti qui puoi passare in Via del Campo, merita di essere visitata. E poi intorno c’è molto da vedere, è a due passi da Via Lomellini, dal Museo Mazziniano, nel cuore di Zena.

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  5. Da genovese innamorata di Faber, dei nostri caruggi e di ciò che di immutabile possiedono volevo dirti grazie. Vedere via del Campo attraverso alle tue foto è suggestivo come andare in una bella giornata attraverso Banchi, via San Luca, Fossatello o scendere giù da Via Lomellini e girare a destra per entrare in via Del Campo, dove, è vero, sai che lo incontrerai.

    • Sono io che ringrazio te, ogni volta che leggo un commento di un genovese che ama la città vecchia quanto me sono felice. E’ bello sapere che siamo in tanti a camminare per i caruggi in San Luca, in Via del Campo, in cerca di Fabrizio o della nostra storia, attaccati alle nostre radici e alla nostra città.

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  8. Miss, gran-bel-post, il tuo!

    sì, oggi è il giorno del suo compleanno e forse il sonetto che segue potrebbe sembrare fuori luogo perché ha per argomento il suo funerale, ma io lo avevo scritto 17 anni fa… e lasciami aggiungere, che non mi sembra ieri…

    non ero presente al funebre rito,
    non ero presente, ma c’ero.
    c’ero e ti ho, con rispetto, seguito,
    fino a quel gran bel cimitero,

    ma che a me non pare propizio
    per star con la terra in comunione…
    c’ero e, lo sai chi sono, fabrizio?
    sono quel piero della canzone,

    fino alla tua genova, giunto,
    per dire un sincero grazie spartano
    al tuo genio, oramai, defunto,

    per avermi, in un maggio lontano,
    sepolto, gelido e smunto,
    sotto a un semplice campo di grano.

    gennaio 1999

  9. Cara Miss con questo tuo post mi hai fatto venire la pelle d’oca…tanti tantissimi ricordi di Via del Campo e carruggi della zona e poi Tassio che era un pellegrinaggio obbligato al santurio di Fabrizio che bei tempi ora mi si stringe il cuore che tutto é cambiato con la dipartita di Tassio personaggio di estrazione tipica dei carruggi lui non nascondeva le sue origini da una “graziosa” che poi Fabrizio trasformó in Bocca di Rosa….grazie un abbraccio!!!

  10. Gianni Tassio era un vero personaggio:ricordo ancora il suo negozio sotto porta dei vacca,quello che poi é diventato l’aula De André dell’università.Allora vendeva,oltre ai dischi,strumenti musicali (ricordo una vetrina splendida piena di strumenti sudamericani,stile Inti Illimani)
    Più tardi siamo diventati amici (si faceva chiamare “lo zio matto”dalle mie figlie)da lui ho trovato chicche musicali incredibili tra cui una raccolta delle canzoni di Fabrizio cantata e suonata da una scolaresca di terza media sarda,riarrangiate dal loro professore di musica.
    Ho avuto l’emozione di poter suonare l’Esteve,scoprendo che é stata fabbricata in una “Rua do mar”.
    Tra le altre cose aveva una raccolta di “Ma se che penso”cantata dai vari cantanti genovesi,mancava solo Fabrizio che una sera l’aveva improvvisata in negozio,a registratore guasto.”La cantava un po’alla Branduardi”raccontava Gianni”Ce l’ho in testa:lo faranno prima o poi un computer capace di tirar fuori i ricordi…”
    Il tutto sotto lo sguardo vigile di Tyson,il gattone di Gianni appollaiato regolarmente sui dischi dei Pink Floyd (buongustaio!)

  11. Tra le altre cose Gianni Tassio gareggiava con Arbore nel trovare le versioni più singolari delle canzoni napoletane (cose stranissime tipo “Maruzzella” in maori) e in gadget kitsch ad argomento musicale.Era veramente un personaggio singolare!

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