Gli eroi

Gli eroi.
Abbiamo bisogno degli eroi, di persone che siano capaci di mostrarci quella grandezza che invece manca a coloro che eroi non sono.
Eroici, generosi e coraggiosi sono stati gli abitanti dell’Isola del Giglio.
Aperte le case, i negozi, i locali.
Hanno distribuito viveri, bevande, vestiti caldi a chi non aveva più nulla da indossare.
Eroi sono i sommozzatori che non esitano a scendere in acque gelate, in cerca di coloro che da troppo tempo ormai mancano all’appello, in cerca di salme da restituire a famiglie piangenti.
Sulle prime pagine dei giornali si è visto un sommozzatore, immerso nel mare, circondato dalle macerie.
Hanno aperto varchi con gli esplosivi, in una disperata lotta contro il tempo.
Eroi sono i vigili del fuoco.
Come voi, ho assistito a una diretta da mozzare il fiato.
Due vigili del fuoco, reggendosi a una fune, salivano sulla Costa Concordia, sul punto più alto.
In cerca, in cerca di persone da salvare, senza tregua, senza sosta.
Quanto guadagna un vigile del fuoco? E un sommozzatore?
Quali favolosi benefits vengono loro riconosciuti per il loro lavoro?
Sono impreparata in merito, ma premurerò di informarmi, certa comunque che quanto portano a casa non sarà mai abbastanza.
L’eroe ha il volto sofferente e bello di Manrico Giampietroni, commissario di bordo della Costa Concordia, che tornato indietro per soccorrere i passeggeri è precipitato per diversi metri fratturandosi una gamba.
La nave è capovolta, Giampietroni stava camminando su un muro, è caduto attraverso una porta aperta.
Eroe è quel passeggero che ho sentito parlare l’altra mattina.
Non ricordo il suo nome, ma raccontava che una volta arrivato in salvo, si è presentato davanti ai soccorritori e ha detto:
– Sono un vigile del fuoco.
Ed è andato anche lui ad aiutare, rimanendo a bordo di un’imbarcazione, ha aiutato a trarre in salvo coloro che erano nell’acqua.
Eroe è quel padre che di fronte al terrore della propria bambina, la confortava dicendole che era tutto tranquillo, che lì vicino c’era la terra, che no, non c’era da avere paura.
Eroi sono i membri dell’equipaggio che si sono ammutinati per portare soccorso ai passeggeri.
Eroe è il Capitano di fregata Gregorio De Falco, capo dei servizi operativi della Capitaneria di Porto di Livorno.
Voce stentorea, salda, forte.
Parole ferme, lucide, sapienti.
Ho ascoltato e riascoltato quella telefonata intercorsa tra lui e Francesco Schettino, il comandante accusato di aver abbandonato la nave.
Hanno trovato altre persone, la conta delle vittime si fa ogni giorno più numerosa.
Giampietroni, De Falco, gli abitanti del Giglio, un padre, i sommozzatori, i vigili del fuoco in servizio e uno di loro casualmente in vacanza su quella nave.
Sono i nostri eroi, eroi di una società che ha bisogno di loro, degli eroi.
E quella voce, la voce potente e sicura di Gregorio De Falco, le sue parole così nette e decise, sono già diventate il simbolo di quell’Italia migliore, l’Italia orgogliosa che non vuole affondare.

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16 pensieri su “Gli eroi

  1. Ciao Miss, ti dico subito che un vigile del fuoco prende circa milletrecento euro. Un’inezia per quello che fa, per quello che vede e vive. Quando sono di turno fanno 12 ore, quando accade una disgrazia le ore, invece, non finiscono mai. E non è retorica quando si dice che rischiano la vita, lo so, credimi. E la maggior parte della gente nemmeno sa quali sono tutti i compiti dei vigili del fuoco. Non puoi diventare pompiere solo per prendere lo stipendio, non puoi. Ciò che vedi non te lo permette. Hai scritto un post al quale non aggiungo parole, solo un altro sinonimo, angeli. Come tutti gli altri che hai citato. Bellissima la frase “di un Italia che non vuole affondare”, troppo spesso la dimentichiamo e dimentichiamo questo darsi da fare per aiutare chi ne ha bisogno. Meriti tutti i miei complimenti per questo post, bellissimo. Un bacione.

    • Immaginavo che i vigili del fuoco non navigassero nell’oro, chissà come mai, eh!
      Certe categorie non sono mai abbastanza premiate.
      Grazie per il tuo apprezzamento, sapevo che l’avrei ricevuto, ormai conosco bene la tua profonda sensibilità.
      Un abbraccio, tesoro.

  2. Sacrosanta verità Missi Fletcher. Da fare immediatamente un monumento a questi professionisti sottopagati che danno l’anima per quello in cui credono: svolgere bene il proprio mestiere, salvare vite ed offrire conforto e sostegno.

    Sappiamo tutti quanto essi siano abili e pronti al sacrificio. Io rimango ancora più ammirata e commossa nel sentire la storia di Giuseppe, quel giovane pugliese batterista nella band della nave, che è stato visto salire sulla scialuppa e poi tornare indietro e cedere il suo posto ad un bambino. Poi… più nulla di lui.
    Questi sono eroi che ti fanno dimenticare per un attimo la pochezza umana di un comandante che balbetta belando al capitano De Falco:” Ma lo sa che fuori è tutto buio?” Cribbio. E i passeggeri che si sono calati nelle tenebre, nel vuoto, vestiti leggeri per la serata di gala, nelle acque gelide…. per loro non era buio?
    Ma oltre a Giuseppe anche più di un ospite della nave ha aiutato, è tornato indietro sulle scialuppe per prestare soccorso.

    E coloro che sono stati ricoverati per la notte nell’edicola aperta appositamente dalla proprietaria, per offrire un tetto di fortuna ed un bagno, hanno lasciato biglietti di ringraziamento specificando di aver preso tot e tot, e che restituiranno puliti i maglioni e le coperte prestategli.
    Non c’è solo marcio intorno.

    Un abbraccio cara Miss Fletcher, ciao Susanna

    • Sto guardando una trasmissione su quel naufragio, Susanna e sento storie da rabbrividire, persone con le lacrime agli occhi.
      Ma in tutto questo ci sono questi grandi gesti di chi ha aiutato, conforto per l’anima e il cuore.
      Grazie Susanna, per il tuo bel commento e per essere sempre così attenta e sensibile…un abbraccio!

  3. Mio fratello è Vigile del Fuoco, e non posso che confermare quello che scrive topinapigmy.
    E’ vero, spesso nel suo distaccamento, molto piccolo passano giorni ad annoiarsi, a controllare e ricontrollare l’attrezzatura, apparentemente perdendo tempo, e rubando lo stipendio.
    Ma quando viene il momento di usarla, quell’attrezzatura, benedicono i momenti passati a tenerla in efficienza!

    Sul capitano della Concordia sospendo il giudizio, confido nella magistratura, che faccia chiarezza.
    Certo, da capitano di una nave da crociera ha sicuramente uno stipendio diverso dai pompieri, probabilmente è venuto meno ai suoi doveri (immagino che tra questi ci sia anche quello di coordinare le operazioni di evacuazione, anche se chiaramente non può fare tutto da solo), e sentirlo piagnucolare al telefono non lo rende più simpatico. Però mi sembra sia diventato il capro espiatorio per nascondere l’impreparazione generale di fronte a questa emergenza. Viene visto come il “pazzo” che fa le manovre sottocosta, quando un po’ tutti le facevano e la capitaneria di porto chiudeva un occhio.

    Spero che non finisca nella solita italianata, dove daranno l’ergastolo allo scoglio e nessuno sarà riconosciuto responsabile di niente…

    • Chi fa il mestiere di tuo fratello dovrebbe essere ampiamente ricompensato e invece certe categorie non lo sono mai abbastanza secondo me.
      Confidiamo tutti nella magistratura, sperando che si chiariscano le responsabilità e le mancanze che hanno causato questo disastro. La chiusa del tuo commento è da incorniciare Igor, speriamo che lo scoglio sia scagionato quanto prima da ogni sospetto…

  4. Grande rispetto ai vigili del fuoco, ne conosco alcuni da anni, so che sono sottopagati e nonostante questo fanno un mestiere in cui credono profondamente con passione, cosa molto rara di questi tempi. Mettendo a repentaglio, in alcuni casi, la propria vita.
    Cito il Gramellini di ieri sulla Stampa:” Non voglio togliere meriti al valido ufficiale della Capitaneria, ma contesto l’abuso del termine “eroe”, che in un’epoca che ha smarrito il significato delle parole viene appuntata sul petto di chiunque fa semplicemente il proprio dovere: rifiutando una mazzetta se è un funzionario pubblico, denunciando un giro di scommesse se è un calciatore, assumendosi le proprie responsabilità se esercita un ruolo di responsabilità. Dall’Iliade a Harry Potter, l’eroe è colui, soltanto colui, che mette a repentaglio la propria vita. E non perchè la disprezza, ma perchè è disposto a sacrificarla in nome di un valore più elevato: l’amore.”
    Ecco solo questo: se tutti, ma proprio tutti facessero con impegno il loro dovere senza scaricare ad altri le proprie responsabilità?
    Complimenti per il post, un abbraccio
    guglielmina

      • Non mi sta simpatico Gramellini ma condivido il suo punto di vista.
        Calza a pennello anche la frase che ho letto su un sito umoristico, che vorrebbe far ridere ma in realtà è tragicamente vera:

        Schettino: simbolo di una nazione che sta affondando sotto l’incapacità di persone sbagliate nel posto sbagliato.

  5. Purtroppo tragedie simili alla fine lasciano solo morti e costernazione tra i famigliari delle vittime.
    Le procedure, i processi e tutto quello che segue lascia l’amaro in bocca.
    Ricordo una tragedia simile che sembra la fotocopia di questa, l’affondamento del Sirio , nel 1906 partito da Genova e finito sugli scogli nelle coste spagnole, con 230 vittime ufficiali e circa 300 clandestine, un bilancio pesantissimo.
    Leggere quelle carte è come vedere l tragedia della Concordia, stesso comportamento del Capitano e dell’equipaggio, meno male che qualcuno a volte si distingue e fà la differenza salvando vite umane e a volte rimanendo nell’anonimato.
    Eugenio

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