Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, un passo dentro al sogno

Osservate questa immagine, ritrae luoghi molto amati dai genovesi, luoghi che fareste bene a visitare, quando sarete qui, a Zena.
Due strade che s’incrociano.
A sinistra Via del Campo, resa immortale e universalmente nota grazie a Fabrizio De André.
L’altra è Via Lomellini, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, qui nacque  Giuseppe Mazzini, presso la sua casa si trova il Museo del Risorgimento.

Certo, verrete qui.
Alzerete gli occhi e vedrete questi palazzi, vestigia di un passato glorioso, come sempre si trova nei nostri caruggi, c’è più storia tra queste due strade che in un’intera metropoli.
E poi darete le spalle a Via del Campo, e il vostro sguardo cadrà in una diversa direzione, Via Fossatello.

Fossatello, un tempo si chiamava Flossello, in epoca romana era uno dei cinque porti della città.
Canali, scali di merci.
E allora viene da pensare, quante generazioni di genovesi hanno calcato queste strade?
Quanti sogni, quanti progetti?
Voglio narrarvene uno, un sogno realizzato, della nostra epoca.
I nostri sono tempi bui, è difficile rendere reale ciò che si vagheggia.
E capita a volte, è successo a me, che qualcuno ti racconti come ci sia riuscito e allora, sapete, ci si ritrova travolti da quell’energia vitale, dalla potenza che hanno certi sogni belli, quando prendono corpo, quando diventano la nostra realtà, la nostra vera quotidianità.
E no, non è facile per niente.
Quando qualcuno ti narra il suo sogno, poi maneggiarlo e raccontarlo a tua volta non è affatto semplice!
Ma il sogno è lì, luminoso e splendente.

La Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo è stata inserita nell’elenco dei locali storici d’Italia.
E sapete, quando vi raccontano un sogno, vi narrano quanto esso parta da lontano.
E vi raccontano che un tempo, nel 1200, questa era una loggia.
Vi spiegano che tutto nacque secoli fa, quando era fiorente il commercio dello zucchero.
Nacque come confetteria e liquoreria, al piano superiore si trovava il laboratorio, nel ‘700 il locale divenne una cioccolateria.
Quando vi raccontano un sogno, vi narrano di due giovani, Beniamino Marescotti e Attilio Cavo, garzoni di pasticceria in quel di Novi Ligure, alla fine dell’Ottocento.
E poi sapete, il tempo passa, le strade si separano, ma certe strade sono destinate a ricongiungersi.
E vi narrano la storia di Irma Marescotti, che tenne il locale aperto fino al 1979.
Alla sua morte la saracinesca si abbassò.
Rimasero dentro, cristallizzati nel tempo, gli arredi, i tavoli, le bottiglie.
La polvere ha coperto tutto, ma tutto è rimasto vivo, in attesa del risveglio.
E sapete, quando vi raccontano un sogno, vi narrano, con gli occhi luccicanti di entusiasmo, di un giovane imprenditore e del suo rammarico per quella serranda chiusa.
Il suo nome è Alessandro Cavo, discende da Attilio, quel garzone di pasticceria che aveva, come lui, uno di quei sogni belli.
Alessandro ci ha messo anni, ma ci è riuscito, con la protervia che distingue i sogni belli, a realizzare il suo desiderio.
E sapete, quando vi raccontano un sogno, vi portano su per una scala,  tipica di un antico palazzo genovese, e vi spiegano quanto loro ci abbiano tenuto a conservarla.

Quando vi raccontano un sogno, vi spiegano come abbiano trasformato quello che un tempo era il laboratorio in questa bella sala accogliente, dagli arredi eleganti, dove i clienti possono disporre di una copertura WI-FI, perché il sogno è romantico e immenso, ma anche concreto e rivolto a rendere un servizio efficiente alla propria clientela.

E lo vedete da voi, quale fascino abbia questo posto.

 Quando vi raccontano un sogno, vi fanno accomodare a un tavolino, e vi raccontano, vi parlano per tanto, tanto tempo.
E vi spiegano, vi spiegano come l’apertura di quel locale, la realizzazione di quel sogno bello, abbia portato una luce in questi caruggi, tenendo lontana tutta quella gente che nella nostra Genova non ci deve essere.
Un centro storico vivo e accogliente, si viene qui per la pausa pranzo, vengono studenti, impiegati, mamme con i loro bambini e sì, da qualche parte, in un cassetto, ci sono dei giochi per i più piccini.
Da Cavo si può ordinare il pranzo collegandosi alla loro pagina Facebook, sono andata a sbirciare e quali delizie ho trovato!
Spaghetti al nero di seppia con vongole veraci fresche e carciofi, cous cous alle spezie con tacchino e verdura, cannelloni al gratin con salmone affumicato e zucchine.
Qui, in un palazzo così antico.

E sapete, quando vi raccontano un sogno aprono la finestra e vi fanno vedere che da qui si vede Via del Campo.

Quando vi raccontano un sogno, vi mostrano un’antica cassa.

E poi vi spiegano che quei numeri corrispondono alle aperture.

E poi, poi vi mostrano un’antica Madonnetta, in Fossatello, e spiegano che no, non era valorizzata abbastanza e allora loro hanno predisposto un faretto che la illumini, quando calano le tenebre.
Perché anche di questo è fatto un sogno, dell’amore per la propria città, e tu ascolti e pensi che se ognuno di noi adottasse una pietra, un muro, un portone, una Madonnetta, la città sarebbe un posto migliore per tutti.

Quando vi raccontano un sogno, cercano di farvi comprendere di cosa sia fatto quel sogno bello e di quale soddisfazione sia per loro aver reso uno spazio alla città, un luogo nel quale sentirsi accolti e a proprio agio.

Troverete un oggetto antico, che mai sarà? Serviva per fare le caramelle e allora immaginate dolci colate di zucchero che cadono in questi stampi.

Al piano inferiore la proprietaria accarezza con grazia e delicatezza il legno pregiato degli arredi, e in quel gesto si coglie attaccamento, dedizione, passione per il proprio lavoro. E poi vi racconta con quanto amore abbiano provveduto al loro restauro, per fare in modo che siano così splendenti come li vedete e vi narra di quel pavimento in marmo, realizzato su disegno di Peter Paul Rubens.

E lassù la Madonna del dito protegge il locale ed i suoi avventori.

In vetrina troverete marmellate, dolci, liquori e la loro specialità,  gli Amaretti di Voltaggio.

E poi ci sono dolcetti, tanto belli quanto buoni, preparati con ingredienti di prima qualità.

E il pandolce genovese, fasciato nella carta rossa.

I pasticcini da gustare insieme al caffé.

Ed altre confezioni di Amaretti di Voltaggio.
Tra i pacchetti si intravede Francesco e se è vero che i genovesi sono noti per essere scontrosi e mugugnoni, sappiate che non sempre è così. Siamo un po’ chiusi, fatichiamo ad aprirci, a volte, ma quando lo facciamo il nostro sorriso è sincero e cordiale.

Verrete qui e scoprirete che ogni angolo ha un fascino particolare.

E c’è una schiera infinita di bottiglie!

Chiunque visiti Genova e voglia vedere la vera Zena, viene in Via del Campo, a due passi da qui, a cercare Fabrizio De André.
C’è più storia in queste strade che in una metropoli, verrete qui, visiterete la casa di Mazzini e magari qualcuno vi racconterà di una torta, nota appunto come torta di Mazzini.
Era il 1835 e il patriota, dal suo esilio in Svizzera, inviò alla madre la ricetta.

E’ un dolce semplice, a base di mandorle, potrete gustarlo qui, con tutta la suggestione che comporta assaggiare il piatto prediletto da uno dei padri della Patria.

All’ora dell’aperitivo, poi, potrete brindare con un Marescotto, che viene servito in questi bei bicchieri.

Ho dedicato tanto spazio a questo locale, perchè certi sogni belli meritano di averlo, e perché sono orgogliosa che la mia città offra a noi e ai turisti luoghi come questo.
E prima che qualcuno me lo chieda, no, i proprietari non sono miei amici di lungo corso, non siamo compagni di scuola né siamo cresciuti insieme.
Sono giovani imprenditori, genovesi che come me amano la mia città e che molto hanno fatto per questo angolo dei nostri caruggi.
Ringrazio Alessandro, Linda e Francesco per il tempo e l’accoglienza riservatami.
C’è anche un nuovo arrivato tra di loro, non ricordo il suo nome, ma nell’augurargli buon lavoro, mi vien da dire che provo un po’ di invidia per lui, perchè è entrato a far parte di una squadra davvero eccezionale.
A te, Linda, il mio speciale ringraziamento, per il tuo tempo, per la tua attenzione, per i tuoi racconti, per quel tuo sguardo così luminoso, per le tue parole così ricche di genuino entusiasmo, le ho raccolte e le ho portate con me.
Verrete qui, vi accomoderete a un tavolino.
Forse ordinerete un caffé, un pasticcino o una fettina di torta.
Qualunque sia la vostra scelta, ricordatevi che a voi è stato riservato un privilegio.
Varcando quella porta avrete messo un passo dentro ad un sogno.

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53 pensieri su “Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, un passo dentro al sogno

  1. Un posto meraviglioso, magico… Se penso a tutte le volte, centinaia, migliaia, che mi son fermata a guardare le vetrine, mentre camminavo in direzione piazza Banchi…Avevo paura di entrare! Poi un bel giorno ho varcato la soglia e, beh, è veramente un universo parallelo.

    • Sam, sorella 🙂 ! Io lo sapevo che tu la pensavi come me riguardo a Cavo, è meraviglioso quello che hanno fatto e loro sono fantastici!
      Beh, dai un giorno o l’altro io e te potremmo andare a berci un caffé, mi sembra lo scenario perfetto!

  2. Miss, ma quanto corri? Non si fa in tempo a seguirti nei tuoi post :), ma non me ne perdo nessuno. Giuro che un fine settimana prendo il treno e ti raggiungo. Così ci andiamo insieme in questa meraviglia di pasticceria e in tutti gli altri luoghi.

  3. Grazie!! Fra due settimane finalmente tornerò a Genova (salvo imprevisti) e mi godrò una giornata a zonzo per le vie…credo che approfitterò di questo post per trarre spunto per il mio itinerario!

  4. Ma Miss, ma che posto meraviglioso! Il sogno lo si percepisce, esce dallo schermo con la sua energia forte e positiva. Fantastico. Un mare di complimenti ai ragazzi e a te che hai saputo descrivere tutto con una passione straordinaria. Che spettacolo Miss, vorrei andarci davvero, vorrei sedermi a uno di quei tavolini e restarci ore a rilassarmi e respirare quell’aria piena di storia, sentimento ed enfasi. Grazie per avermelo fatto conoscere! Baci.

    • Se li meritano tutti i complimenti questi ragazzi; riguardo a me, sai, è difficile raccontare un sogno, ma mi è stato raccontato in maniera talmente sentita che credo di essere riuscita a comprendere. Segna il nome del locale per la tua prossima visita, mi raccomando!

  5. Cara Miss, il tuo racconto è talmente bello che commuove. Si percepisce forte e chiaro l’amore che hai verso la nostra città. Questi ragazzi hanno davvero dato vita ad un posto magico, spero leggano le tue parole.
    buona notte e grazie per avermi fatto fare un bel tuffo nel centro storico questa sera.
    sabrina

  6. Mi ha colpito molto il fatto che, nonostante sia un posto “storico”, ha cercato di tenersi al passo…facebook, il wifi, bellissimo e importante (ma la mia è deformazione professionale mista a dipendenza da internet) ^^
    Comunque quella macchina per fare le caramelle è fantastica.
    Bacio

  7. Che meraviglia, non ci sono mai stata. Ai miei tempi era chiuso. Mi fai venire la nostalgia di casa!!! Siamo circondati dalla neve e dal freddo, cara Miss Fletcher.

  8. Hai letto la novella XXVI di Bandello, “Luchino Vivaldo ama lungo tempo e non e’ amato” della Seconda Parte de Le Novelle? Credo che ti piacerebbe data l’ambientazione genovese. Non ti svelo la trama, fammi sapere cosa ne pensi.

    • Ah, bellissima! Avevo parlato qua sopra di una novella di Boccaccio, anch’essa ambientata in parte a Zena…e mi piacerebbe raccontarne anche qualcuna di Bandello, mi piacciono molto le novelle di quell’epoca.

  9. Certo che ci verremo lì, cara Miss Fletcher e guardandoci intorno gusteremo quelle prelibatezze, in un ambiente così elegante, caldo, pregno di storia e di emozioni. Magari insieme eh? 😉
    Bellissimo post, ma che te lo dico a fare?
    Bacini Susanna

  10. Complimenti per questa nuova e gustosa storia, un grazie particolare per la ripresa del lavoro da parte dei proprietari di questo piccolo gioiello genovese.
    Eugenio

  11. Certo che per progettare di rimettere in sesto una cosa del genere o dovevano essere molto ubriachi (ed è molto possibile) oppure dovevano avere una volontà di ferro. Complimenti a loro, e a Genova.

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  15. ..l’altro giorno sono stata a Genova e ho fatto un giro nei vicoli..era un pò che non ci andavo e dopo aver scoperto il tuo blog e aver letto questo post..non ho resistito e sono stata da Marescotti, che meraviglia! pensa che per anni ho bazzicato in quelle zone ai tempi universitari..parliamo di…ahhhh..15-20 fa ormai, proprio nei 29 anni di chiusura. davvero bello merita anche solo per un caffè! grazie Miss!!

    • E’ bello sì e i proprietari sono persone deliziose!
      Grazie a te Marta di questo commento, mi fa molto piacere sapere che dopo aver letto il mio post ti è venuta voglia di andare a sederti a un tavolo della Marescotti…per me è una grande soddisfazione!
      Un abbraccio, cara!

  16. Pingback: Visita alla Grotta Doria, aggiornamenti e una novità | Dear Miss Fletcher

    • E vedrai che ti affezionerai anche tu a questo posto reso così speciale da Alessandro e dall’amore che lui ha per il suo lavoro.
      Benvenuta qui Claudia, grazie di aver lasciato questo commento!

  17. Lo sai, vero che l’ho nell’agenda dei posti dove andare appena tornerò a Genova?! Come sempre nelle tue “incursioni” sei insuperabile!!! ❤

  18. Pingback: Nella fabbrica dei dolci di Cavo | Dear Miss Fletcher

  19. Belliscimmo, un’atra de toe sperlengoeuie, ma ausci sperlengoeuia di Cavo che han faeto reparti un scito scuscì importante e prezioso pe’ i carruggi e Zena, ciao Miss un cao saluto!!!:)))

  20. Grazie cara Miss, visitare i carruggi con Te è il massimo del massimo, e poi la visita alla Marescotti-Cavo è un obbligo, spero che sì e presto!!!, un grande abbraccio anche a Te!!!:)))

  21. Miss, la Storia della Pasticceria Marescotti-Cavo è fantastica… e tu sei riuscita ad aggiungere dolce alla dolcezza senza renderla stucchevole…

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