Il mandolino della zia Isabella

Io tendo a conservare, non solo i miei ricordi, ma anche le tracce del passato, il passato della mia famiglia.
Tengo tutto, anche certe carabattole che magari sono inutili, ma il verbo buttare non fa proprio parte del mio vocabolario.
Questo nostalgico post è dedicato alla mia dolce amica Maristella,  persona raffinata  che ha fatto del buon gusto il suo stile di vita e che ama profondamente le cose antiche, spero che troverà tra queste righe la bellezza e l’armonia che lei sa certamente apprezzare.
Alcuni degli oggetti che possiedo certo non sono preziosi, ma sono ammantati di un certo romanticismo, del pensiero che suscitano osservandoli.
Ad esempio, il mandolino della prozia.

Si accompagna a questa bella raccolta di spartiti, dove si possono trovare alcuni mirabili pezzi.
Il ventaglio, invece, è un mio acquisto. Oh, ma la zia Isabella certo ne avrà posseduto uno tutto suo, non credete?
Visse all’inizio del secolo scorso, io non l’ho mai conosciuta e so davvero poco su di lei.
Nella nostra casa del mare avevamo dei grandi quadri dipinti dalla zia, aironi e pellicani, con attorno dei fiori.
Che nostalgia!
Il mandolino invece l’ho io, lo tengo su un armadio, in bella mostra.
Certo, come si può notare è privo di corde, ma se anche le avesse, non saprei davvero da che parte iniziare per suonarlo!
Invece la zia credo che si ci divertisse, altroché!
E poi, che volete farci, in famiglia siamo abbastanza attaccati alle nostre radici, così la zia suonava musiche come queste.

Certo anche la zia avrà avuto i suoi “galanti”,  così si dice a Zena per definire i corteggiatori.
E chissà, avrà languito per qualcuno, mentre si esercitava con il suo mandolino!

E poi, che titoli avevano i brani che suonava la zia! Fior di peperone amore ardente!
Oh, ma ci sono anche Fior di ghianda, amor forte e fior di zucca amor platonico. Poesia!
E poi altre romantiche composizioni.
Mesta fanciulla!
Sorridimi!
T’amo!
Che pensi?
Il linguaggio dei fiori! Quasi quasi faccio avere gli spartiti al mio amico Pani e mi faccio incidere l’esecuzione di Fior di peperone amore ardente, cosa darei per sentirla!

Guardate bene lo spartito, nell’immagine qua sopra.
Ho posato tra le sue pagine un oggetto, alcune di voi forse avranno indovinato di cosa si tratti.
Nei secoli scorsi le signorine erano solite appuntarselo alla gonna, ogni volta che partecipavano ad un ballo.
Osservatelo, da sinistra verso destra è così composto: il carnet dei balli, sul quale segnare i nomi dei gentiluomini con i quali si sarebbe danzato, un tondino nel quale mettere una fotografia, un minuscolo contenitore per i liquidi, un portamonete e piccola penna.
Meraviglia!
Il carnet non apparteneva alla zia Isabella, ma a qualche altra fanciulla di famiglia, anche lei con i suoi sogni, i suoi sospiri!
Non so voi, ma io a volte ho l’impressione che noi, in questa nostra epoca così frettolosa e distratta, forse abbiamo perso qualcosa, quel dolce e languido romanticismo del bel tempo andato.

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46 pensieri su “Il mandolino della zia Isabella

  1. ma pensa te…e mettile le corde al mandolino, cosa aspetti?
    Io ne ho due: il più vecchio apparteneva a mio nonno che suonava un po’ tutti gli strumenti a corda. Dovrebbe anche esserci un post sul mio blog con lui ritratto insieme al club mandolinistico, una foto del 1908.
    Poi ne ho un altro che mi ha regalato una vedova, amica di mia madre. E’ uno strumento giapponese ma di qualità. E con una bella custodia, a me piacciono pure quelle.
    Secondo te, le ragazze d’oggi porterebbero ancora quegli ammennicoli appuntati alla gonna? Ora, con l’Iphone fanno tutto.
    Infine…hai controllato in rete se c’è qualche incisione di queste musiche?

    • Metto le corde, dici? E poi? Chi lo suona?! E’ carino, però vero? Ora vengo sul tuo blog a cercare il post sul mandolino. No, in effetti penso proprio che le ragazze di adesso non si metterebbero mai quei cosi, che in effetti sembrano ferraglie anche un po’ ingombranti. Sai che non avevo pensato a cercare un’incisione in rete dell’immortale composizione fior di peperone amore ardente? Ora la cerco, ottimo suggerimento!

  2. Anch’io la penso come te! conservo tutto dai ricordi alle carabattole! non sò se è un bene o un male….forse siamo poco proiettate nel futuro e molto abbarbicate nel passato? Mah! non sò che pensare! Io amo tutto quello che è antico e tutto quello che appartiene al passato..di questa ne sono certa……

  3. Dalle foto sembra che il mandolino sia fatto anche con due legni diversi. Potrebbe anche suonare molto bene. Fallo vedere ad un liutaio.

    Data un’occhiata allo spartito, la polka al peperone bollito, non mi sembra grancosa. Però i libri vecchi hanno veramente un gran fascino.

    Mi chiedo che tipo di liquido portasse al ballo la zia Isa. Forse si faceva di ectasy già ai tempi, e la nascondeva sotto la gonna per non varsi beccare dai suoi vecchi.

    • Non diciamo eresie sulle povere antenate. Io no so se quella specie di bottiglietta serva per contenere l’acqua oppure il profumo, per la prima mi sembra troppo piccola, per il secondo invece troppo grande, mah! Attendo lumi! il mandolino poi, suonerà benissimo, e fior di peperone amore ardente sono certa che sia sicuramente un must, devo solo trovare qualcuno che la suoni!

  4. Ma non ci posso credere Miss! Che oggetti meravigliosi e non solo il mandolino! Lo spartito, il pizzo, il ventaglio poi…….mi ha affascinato davvero non ne avevo mai visto uno così. Non si possono buttare cose così saresti un’assassina! Sono splendide, brava Miss. A proposito scusa ma il carnet non era stato lasciato a me? Cosa ci fa nella tua tana? Ah, basta, un giorno o l’altro litigheremo! Non se ne può più! 🙂

    • Hahaha…sorellina, ma guarda che quando devi andare a un ballo il carnet te lo presto più che volentieri!
      Il ventaglio è stato un affarone, lo comprai a un prezzo irrisorio e mi piace davvero tanto, non ne ho mai più trovato uno simile.
      E comunque, riguardo all’eredità, se ben ricordi, a te hanno lasciato un’intera cantina piena di forme di parmigiano, che invidia 😉 !

    • Ma come andato a mano? Non ciurlare nel manico, topina, generazioni e generazioni di topi si sono sfamati con quelle forme!
      Riguardo al ballo, dovremo stare attente che Bella non ci rubi il carnet, è sempre molto richiesta quella principessa!

  5. Carissima amica, come mi capisci bene! Sei dolcissima ed io ti ringrazio molto per avermi prestato attenzione!
    Quel piccolo gioiello meraviglioso, il carnet che hai postato, deve essere molto prezioso, è un oggetto inusuale e che io non ho mai avuto occasione di poter ammirare in nessuna fiera di antiquariato…ed io ne frequento parecchie, te l’assicuro…l’hai mai fatto valutare? Anche il violino, oltre al suo valore affettivo (che non ha prezzo) deve essere quanto meno prezioso, che fortunata sei ad avere avuto zia Isabella! Che belli i ricordi, aahhh…
    Un abbraccio forte, carissima! *Maristella*.

    • Grazie, carissima, sei un vero tesoro! Il carnet in effetti non l’ho mai visto da nessuna parte neppure io, non credo che sia prezioso è solo particolare…spero di poter commentare di nuovo sul tuo blog, domani riprovo! E oltre tutto ho lasciato un commento alla tua amica Aldina e tutto ha funzionato, vai a capire! Grazie per le tue belle parole, qui e nel tuo post dove hai pensato a te…un abbraccio, cara Maristella!

  6. Vogliamo i brani eseguiti da Pani 😀
    Il romanticismo è bello, ma non dimentichiamo che le donne un tempo erano concepite solo in quella dimensione. Insomma, capisco lo spirito con cui lo hai detto, ma non vorrei tornare indietro.

  7. see…il mandolino. A dire il vero mi ero comperato un metodo e avevo anche iniziato a studiare. Ma sono cose che se non cominci da giovane non porti a termine

  8. accordi con il mandolino? Uhm…con la chitarra qualcosa so fare ma con il mandolino mi sono sempre e solo dedicato a Santa Lucia. “sul mare luccica l’astro d’argento…” oppure ad improvvisare musiche liturgiche e funeree, tipo mira il tuo popolo o bella signora…

  9. I ricordi di famiglia di solito sono molto apprezzati dalle persone romantiche, amanti della storia, questi oggetti al di la del valore venale hanno certamente un significato importante, legano psicologicamente alle persone che non ci sono più, e riescono per alcune persone a mantenere un contatto.
    Io come te ho sempre conservato tutto quello che mi è giunto dai miei antenati, e ne ho sempre avuto cura, pensa che i miei genitori sono mancati nel 1987/88, da allora io conservo il loro appartamento intatto come quando erano vivi, mi sembra di poter fermare il tempo.
    Il problema nasce con le nuove generazioni che non hanno questi sentimenti, purtroppo cosa succederà dopo?
    Le bancarelle, dei robbi vecchi sono piene di oggetti sbarazzati dalle case, ogni volta che vedo queste testimonianze del passato mi si stringe il cuore, ma purtroppo la ruota della vita gira e tutto prima o poi finisce sulla bancarella.
    Goditi quegli oggetti e toccandoli, prova a sentire il contatto della tua antenata che non hai conosciuto, chissa che non riesca a darti qualche emozione particolare.
    Brava Miss Fletcher
    Eugenio

    • Grazie Eugenio. Sai anch’io quando vado sulle bancarelle e trovo oggetti particolari, penso sempre a chi li ha posseduti, che certo non pensava finissero così. E sono soprattutto le fotografie a inquietarmi, bisognerebbe conservare certi ricordi, sempre.

  10. Che bellissimi oggetti, anch’io conservo tutto del passato, e pensa che ho il portamonete di mia nonna identico al tuo.
    Baci
    guglielmina

    • Ma brava, Matilde! Urge assolutamente che Pani si adoperi subito per l’acquisto di un carnet dei balli. E poi, sono assolutamente d’accordo sul fatto di rispolverare mandolino, anzi, ti nomino seduta stante fotografa ufficiale della prossima performance di Pani 🙂

  11. Ma certo, ovvio che Miss Fletcher dovesse avere una zia romantica e musicista! Ed è vero che tutti gli oggetti che ci giungono, dono dei nostri avi, oltre ad un valore effettivo hanno un notevole valore affettivo, direi inestimabile. E’ così bello poterli toccare, mostrarli e non relegarli in un armadio o in una scatola.
    Concordo anche sulla cara Maristella: una ragazza fine, romantica ed amante del bello. Apposta ti frequenta 😉
    Baciotto Susanna

    • Tesorina, bentornata! Eh, lo sapevo che tu avresti apprezzato! Ora vado, devo appendermi il carnet dei balli alla gonna, casomai passasse di qua qualcuno che vuol propormi un walzer 😉 ! Un bacetto, amica mia!

  12. Pingback: Un bicchierino di rosolio | Dear Miss Fletcher

  13. In questi tempi di omologazione (spesso al ribasso) ho grande nostalgia dei pezzi unici, fatti proprio per quella persona lì, che lo voleva così.

  14. Miss, gran bel post e molto belli pure i commenti… anch’io sono abbastanza abbarbicato al passato… perfino a quello di verdura…

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