L’attimo

L’attimo è quella minuscola frazione di tempo che può mutare un destino, è in quell’istante, che scorre rapido senza apparentemente lasciare traccia, che a volte capita l’imponderabile.
Può essere un incontro, un’immagine, un pensiero, una musica o un movimento.
Ed ha lo spazio di un attimo, durante il quale tutto può accadere.
L’attimo, quel nostro attimo, arriva a sorpresa, inaspettato, ti lascia senza capacità di reazione, non ti concede di pronunciare la parola giusta, provi a rifletterci,  ma  l’attimo sembra essere già svanito,  fuggito via verso un passato che non è più tuo.
Ma anche quell’attimo, per uno di quegli scherzi che gioca il tempo, ti è appartenuto, in qualche maniera.
E se è stato un attimo di incommensurabile felicità, allora ne senti la mancanza.
Ti volti indietro, come a cercare qualche appiglio, qualche legame che ti ricongiunga a quella sensazione, perchè in quell’attimo c’era tutto.
C’era lo stupore, l’incanto, il senso che ogni cosa fosse possibile.
C’era la meraviglia, la fretta, il desiderio di imprimere nella mente la bellezza rinchiusa in quella porzione di infinito, concatenata a mille altri attimi, assai più banali, molto meno memorabili.
C’era l’indecisione, l’esitazione, come lo si trattiene un istante nel quale si manifesta tutta la grandiosità dell’universo?
Non ci sono parole adatte ad esprimere ciò che si prova in certi attimi, forse i poeti le hanno, le hanno coloro che sanno inanellare frasi, rime e ricordi ed immortalarli per sempre,  è davvero difficile, a volte, scegliere le parole.
E’ inverno.
Certe mattine il cielo è plumbeo, quasi metallico, è un cielo d’ardesia e d’argento.
Ci sono nuvole scure che si inseguono, si sovrappongono l’una all’altra, in infinite tonalità di grigio.
E’ stato questo, un attimo quasi imprendibile, rapido ed evanescente, casuale ed imprevisto.
Era freddo, con questo cielo cupo.
E poi d’un tratto, un raggio di sole, non saprei dire se fosse timido o prepotente, di certo so che si è fatto strada tra quel grigiore e le nuvole gli hanno ceduto il passo, ed ha brillato per un attimo, un attimo che è sembrato eterno.
E la sua luce è caduta dorata e trionfante sul campanile della Madonnetta, ha luccicato vittoriosa e solare, senza rivali, al di là delle nuvole e della stagione presente.
Nella natura e nei suoi motori c’è una potenza che va oltre la nostra capacità di comprensione, ci è semplicemente donata e concessa, senza che noi abbiamo fatto nulla per meritarla.
E’ stato un attimo, solo un attimo.
Ed io sono andata via prima che svanisse.

26 Gennaio 2012, Chiesa della Madonnetta

26 pensieri su “L’attimo

  1. Miss sei degna di essere chiamata poetessa. Hai descritto l’attimo in un modo incredibile e la foto incornicia le tue parole meravigliosamente. Non posso dirti altro che tanti complimenti. Te li meriti davvero. Brava Missorellina! Mamma mia.

  2. Riflessioni suggestive sullo stupore e la nostalgia impalpabile dell’attimo! Mentre leggevo mi sono venuti in mente molti “attimi” che mi piacerebbe riavere.

    La mia professoressa di filosofia – donna di grande carisma e spessore umano- un giorno ci disse che “ogni istante viene consegnato all’eternità nella forma che noi gli diamo”. L’ho sempre trovata una frase stimolante, che ci invita ad uscire dalla logica passiva dell’osservatore per plasmare l’attimo. Forse sono andata “fuori tema” ma me l’hai fatta ricordare…

    • La frase è splendida e offre spunti per infinite riflessione. Secondo me non è affatto fuori tema. Poi sai, non sempre si ha la fortuna di trovarsi in attimi belli come questo, mi ha regalato uno splendido inizio di giornata.

  3. io amo vivere di piccoli attimi, cogliere il piacere delle situazioni inconsuete. Tanti piccoli attimi li ricordo benissimo e so che sono stati momenti intensi. Come questo.

  4. Buongiorno carissima, eccomi qui…tra terremoti, mercatini, lavoro e nipotino, non ci sto più con i tempi, help!! A me gli attimi volano che non li vedo proprio……
    Ti abbraccio e ti ringrazio per esserci sempre, *Maristella*.

  5. Sarò una mente deviata ma quando penso al concetto di attimo mi viene in mente Coleridge, in quanto a parole, e Turner in quanto ad immagini.
    Strane associazioni mentali

  6. Bisogna essere molto allenati per riconoscere gli attimi. Delle volte ci passano davanti, e non li sappiamo cogliere.
    Brava Miss, sono davvero delle belle immagini quelle che le tue parole creano.

  7. Che bella foto! L’attimo secondo me lo si capisce sempre molto tempo dopo, quando tutto è cambiato e si è assestato e allora ti guardi indietro e ti accorgi che è esattamente quello il punto che ha dato il via alla trasformazione.

  8. Gli attimi non colti invece non si saprà mai a cosa avrebbero portato e questa è una questione sulla quale rifletto spesso.
    Grazie Miss per gli auguri e per avere partecipato al mio giochino.
    Buona giornata per quanto possibile con tutta questa neve. Spero che tu sia calduccio.
    baci sabrina

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