Piazza dell’Amor Perfetto, Tommasina Spinola e Re Luigi XII

Un nugolo di case, assiepate una sull’altra in Piazza dell’Amor Perfetto.
Dietro una di queste finestre una giovane donna, bella e di nobile stirpe,  si strugge d’amore.
Il suo nome è Tommasina, appartiene al casato degli Spinola, e il suo sentimento è puro, casto ed eterno.
Bisogna andare indietro, a tempi lontani, fino al 1502.

Piazza dell'Amor Perfetto (4)

In quei giorni il sovrano di Francia, Luigi XII,  giunse in visita nella nostra città.
Genova accolse il re con tutti gli onori.
Dinnanzi alla porta della città si eresse un tempio che venne adornato di aranci e melagrane e da lì entrò il corteo reale, che sfilò per le strade di Genova, decorate con piante e con rami di palma.
In prima fila i gentiluomini genovesi, seguiti da duecento nobili della corte del Re, tutti a cavallo, ognuno di essi portava un’asta.
A seguire un centinaio di francesi, a tre a tre, ognuno di loro regge un’alabarda e sul capo porta un elmo piumato, quindi avanzano dodici trombettieri recanti le insegne degli Orleans.
E poi lui, il re di Francia: indossa un drappo nero, sul capo ha un berretto di velluto del medesimo colore.
Cavalca una mula, anch’essa nera, bardata di rosso e di oro.
In quei giorni il re visitò la città e i nobili genovesi si onorarono di allestire in suo onore feste e ricevimenti.
Fu proprio durante uno di questi, presso la Villa Cattaneo in Albaro, che il re incontrò Tommasina, sposa di Luca Battista Spinola.
E’ un ballo con il re ad essere fatale alla giovane fanciulla: Luigi stringe Tommasina tra la le braccia, lei sente il proprio cuore rimbalzarle nel petto, è un battito forte, potente e appassionato.
Sente il respiro di lui sulla pelle, sente la stretta attorno alla vita, l’amore è sbocciato e Tommasina freme, freme di amore per il suo re.
La bella nobildonna elegge il sovrano di Francia a suo intendio, che nel linguaggio dell’amor cortese significa amor platonico, puro, perfetto, casto e virtuoso.
Il giorno successivo Luigi lascia la città, e Tommasina rimane nel suo palazzo, in questa piazza, a cullarsi con il suo sentimento, vero quanto sincero.

Piazza dell'Amor Perfetto (3)
Il tempo scorre, è il 23 Aprile del 1503.
In città, giunge un cavaliere dei Doria e porta una notizia cupa a triste: Luigi XII è caduto durante la battaglia di Cerignola.
E’ falso, ma Tommasina non lo sa, si dispera, piange, è straziata dal dolore, si dilania per il suo perduto amore, si perde anche lei nella sua sofferenza e muore nel suo palazzo, in questa piazza.
Intanto, dalla Francia, Luigi invia a Genova Jean D’Auton, scrittore di Corte e Cavaliere di Spada.
E questi, appresa la notizia della prematura e tragica fine di Tommasina, la riporta al re e la tramanda ai posteri.
L’originale di questo scritto, si dice, venne riposto per volontà del re nella tomba di Tommasina.
Anni dopo, leggenda narra, re Luigi XII tornò a Genova e volle vedere la casa nella quale Tommasina aveva esalato l’ultimo respiro.
Venne qui, guardò la piazzetta, piccola e raccolta, guardò verso la finestra del palazzo degli Spinola e disse: avrebbe potuto essere un amor perfetto.

Piazza dell'amor Perfetto
Il viso, dolce e regolare, di Tommasina si può ammirare nella Pala di Ognissanti in Santa Maria di Castello, opera del pittore  Ludovico Brea.  In questo particolare si può vedere Tommasina con sua madre, commitente del quadro, e con suo fratello.

Famiglia Spinola

Teodorina Spinola con il capo velato di bianco, dietro di lei il figlio e la figlia Tommasina 

Tra queste mura, in questi caruggi,  secoli dopo, nel nome di un vicolo e di una piazzetta ancora vive l’amore puro e perfetto di Tommasina Spinola, che un tempo amò Luigi XII, re di Francia.

Piazza dell'Amor Perfetto (2)

 

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43 pensieri su “Piazza dell’Amor Perfetto, Tommasina Spinola e Re Luigi XII

  1. L’Amorperfetto! Ho la vaga sensazione che la perfezione sta nella non perpetuazione, nell’impossibilità di viverlo. E com’è sta storia che l’Amorperfetto ha sempre un non so che di tragico? Vabbè… lasciamo perdere 🙂 povera Tommasina. Grazie Miss.

  2. Difficile pensare di morire per amore ma chi non ha sperimentato la morte di qualcosa di sè con la fine di un grande amore? Come sempre racconti storie suggestive. Un abbraccio

  3. Wow! Che amore! Sai Miss che vicino a dove vivo io c’è un vecchio ospedale, oggi sede dell’ asl che si chiama Villa Spinola? E’ un villone antico e molto grande con un parco immenso. Chissà che non ci sia qualcosa che lo lega a Tommasina. So solo che questi “miei” Spinola erano di Genova.

  4. Dear MF,
    mi spiace smontare la tua romantica e tragica versione dei fatti, ma il ‘Dizionario delle strade di Genova’ racconta in modo un po’ diverso. Secondo il succitato Dizionario, ‘la strada assunse tale nome perché conduceva alle numerose case di meretricio ubicate alle falde del colle Montalbano, situato dove oggi sorge Palazzo Tursi’.

    Sembra quindi che simpatiche signorine abitassero quei vicoli e incarnassero l’imperituro ideale maschile dell’amore perfetto:gambe aperte e bocca chiusa.

    • Moka, conosco quella versione dei fatti, le ragazze di cui si parla avevano il loro quartier generale, nei primi tempi, sul colle di Montalbano, dove ora si trova il quartiere di Castelletto e nella zona dove ora si trova attuale Via Garibaldi e Palazzo Tursi. Quando questa venne costruita, quelle case vennero smantellate, le ragazze andarono giù, verso i vicoli, anche verso Piazza dell’amor Perfetto, che però è abbastanza lontana da Via Garibaldi. E’ vero che qualcuno dice che la piazza prenda nome da quell’amor perfetto, non mi dici nulla di nuovo, ma è anche molto nota la leggenda di Tommasina e del re, oltre che più romantica!

  5. Oooohhh un pò meno romantica la versione di Moka, magari però più realistica. Ahimè Miss Fletcher, Tommasina si è consumata invano…. in nome di un amor perfetto. Perfetto? Ah: far morire una poverina di crepacuore sarebbe perfetto?
    Bacetto della buonanotte
    Susanna

  6. Tesoro, ma lo sai che mi sono trovata nella stessa situazione al contrario. Io l’ho visto sturggersi per me e ho pensato “Questi uomini, sono tutti cretini!”

  7. l’amor perfetto? mah…quand’è che è perfetto? Quando dura in eterno, senza tante scosse? Quando è passionale e tragico, alla Romeo e Giulietta? Perfetto perché breve?
    Suvvia, cerca anche il Vico dell’amor imperfetto.

  8. Luigi XII disse che “avrebbe potuto essere un amore perfetto” ma chissà se poi lo sarebbe stato…. La storia comunque commuove molto pensando alla povera Tommasina.
    buon pomeriggio Miss.
    sabrina

  9. Riassumiamo così i particolari scabrosi della vicenda:

    1) Tommasina era sposata con il vecchio barbogio Spinola
    2) Arriva il Bel Principe azzurro,facendo bella mostra di alabarde, spadoni e pennacchio in testa. Ballano la lambada tutta sera, e la Tommasina nella stretta del re ha modo di percepire cose che col vecchio marito non ha mai percepito.
    3) Tommasina molla il marito e si ritira in eremo.
    4) Manda un tot di sms al re, rischiando il reato di stalking. Il re per tre anni fa il sostenuto e non la caga di striscio.
    5) Alla fine il re manda a dire tramite l’amica, che lui si è trasferito, è passato per altri lidi, insomma tutte quelle balle che si raccontano per scaricare la fidanzata andata in paranoia.
    6) La Tommasina ha il cuore a pezzi, e invece che buttarsi sulla nutella e cercare qualche altro bel partito in spiaggia al sole, si chiude in casa, tira giu’ le tapparelle, e assume quel tipico pallore da darkettona anoressica sofferente nell’anima.
    7) Un bel giorno il re ripassa dalla città, guarda sulla sua agenda, cerca l’ex di turno a cui proporre di passare una altra bella serata di coppe e spade, organizza l’incontro, ma al luogo dell’appuntamento vede la Tommasina oramai vampironasussurra fra se e se :’sarebbe potuta essere una gran bella gnocca’ e se ne va.

    Mi sento di censurare del tutto il comportamento del re, e trovo del tutto inappropriata quella frase sue sue labbra. L’avrei sentita molto piu’ giusta se detta dalla Tommasina. Però, anche lei, a volere a tutti i costi lo scapolo d’oro del jet-set …
    La morale è sempre quella: “chi troppo vuole nulla stringe”.

  10. Pingback: La Pala di Ognissanti di Ludovico Brea, il mondo in un dipinto « Dear Miss Fletcher

  11. Che si a storia o leggenda non importa , qualcosa di vero ci sarà … comunque è il senso delle cose e della vita…bellissima anche se struggente storia d’ amor casto ….

    Gianluca

  12. ieri ero in giro x la giornata dei rolli days… e la guida ci ha parlato di questo vico che non conoscevo…leggenda e poesia… certo che arrivare a tanto povera tommasina doveva essere proprio disperata oltre che innamorata… mi sto chiedendo se io sono egoista… eh si direi di si… non credo riuscirei a struggermi x il principe azzurro…. se mai ne scelgo uno di un colore piu’ bello… no? ….ciao miss :-*

  13. Bellissima e amara storia questa che hai trovato per noi….e i nostri Carruggi non ci finiscono mai di stupire Vico dello Amor Perfetto….e pensare che da imberbi studentelli quando passavano nel carruggio pensavamo che il suo nome era legato alla presenza in quella zona di parecchie donnine allegre…ignoranza giovanile…ciao Miss Buon Pomeriggio 😊😊😊

  14. Miss, povera Tommasina… però, indipendentemente dal tipo di Amore che meriti la qualifica di “perfetto”, sarebbe meglio morire dal ridere…

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