Danny Bodmann T.D. Lemon Novecento

Il più grande pianista che abbia suonato sull’oceano, questa è la sua storia.
Parlarne mi sembra ambizioso, sapete.
Questo personaggio, languido e romantico come solo i protagonisti dei grandi libri sono, è nato dalla fantasia e dall’ingegno di Alessandro Baricco.
E Baricco è uno di quegli scrittori che con la parola lavora di cesello; la punteggiatura, la scelta degli aggettivi, nulla è casuale nei suoi libri.
Io leggo pochi autori italiani, Baricco è tra questi e non conto le volte che mi sono trovata tra le mani questo libricino dalla copertina in parte turchese, un colore acceso come potrebbe avere solo il mare, l’infinita distesa d’acqua senza confini.
Da Novecento è stato tratto un famoso film, La leggenda del pianista sull’oceano, e si tratta di una trasposizione fedele del testo, davvero una perla rara. Spesso, infatti, il libro ha altre atmosfere, che un film non sa rappresentare, ma non è questo il caso, davvero.
Ma se davvero volete incontrate Danny Bodmann T.D. Lemon Novecento e questa è la vostra prima volta, premuratevi di disporre di qualche ora da dedicargli, vi basteranno per leggere questo libro di una sessantina di pagine.
E se volete sentire lo sciabordio del mare, il rumore delle dita di Danny che scorrono sui tasti del pianoforte e se, per una infinitesima frazione di tempo della vostra vita, sentite il desiderio di essere insieme a lui su quella nave che solca l’oceano, ascoltate il mio consiglio, provate a leggere Novecento a voce alta, senza interruzioni e senza pause, partite per un viaggio che vi resterà nel cuore.
Il più grande pianista che abbia suonato sull’oceano, trovatello su una nave, cresciuto da un marinaio che per lui inventa questo nome altisonante, Danny Bodmann T.D. Lemon Novecento.
C’è tutto un mondo dietro a quel nome, c’è il ritmo della musica jazz, c’è il suono delle onde.
Il mare, il grande protagonista di questo monologo, il mare e da lontano una striscia di terra.
E si apre così, con una di quelle scene che tutti sappiamo immaginare, se pensiamo a coloro che lasciavano la loro casa in cerca di miglior fortuna.
C’era sempre qualcuno che la vedeva per primo, l’America. Tu stai leggendo, a voce alta, e te le figuri quelle facce, quegli occhi che cercano voraci la meta, l’America, la terra.
Questo fa un grande scrittore, dipinge per te un quadro, con le parole.
Scrive e ti rappresenta un mondo che entra nei tuoi occhi, mano a mano che leggi.
E’ tutta qui la differenza, alcuni sanno farti vivere nei loro libri.
Tu non sai come, ma sei lì e ti pare di vederli,  i passeggeri della speranza,  assiepati uno accanto all’altro, con lo sguardo rivolto al futuro, in cerca dell’America, del destino.
Uno solo non cerca la terra, è lui, Novecento.
Nato e cresciuto sul mare, mai scenderà da quella nave.
La sua è una sorta di paura di vivere, di affrontare un destino diverso da quello che conosce.
Si tiene saldo, ancorato alla sua realtà, Novecento.
Si tiene stretto al suo pianoforte, alla sua musica che è la sua ragione di vita.
E la musica, la musica di Novecento è fenomenale.
Ricordate, no? Lui è il più grande pianista che abbia suonato sull’oceano.
E’ uno che sulla nave fa togliere i fermi al pianoforte e continua a suonare, in una maniera che non ci si può credere. Il piano scivola per la sala da ballo, ma Novecento tiene le mani sulla tastiera, e suona, suona quella musica che è il suo respiro.
E’ un personaggio che amo molto, nel quale è facile identificarsi.
Ci sono molti passaggi di questo libro, nei quali ci si riconosce. Le parole le sentite vostre, il pensiero è il vostro, Alessandro Baricco, con il suo stile inconfondibile, lo ha scritto ed espresso per voi.
I quadri, incontrerete un brano, in questo libro, nel quale si parla dei quadri.
La casualità della vita.
A che punto un quadro decide di cadere? Cosa succede tra il chiodo che regge il quadro e quest’ultimo, il giorno che decide di crollare a terra?
Lasciatevelo raccontare da Alessandro Baricco, un maestro della parola scritta e dell’affabulazione.
Lo scrittore torinese tiene una rubrica su Repubblica, il mio mondo in cinquanta libri.
Si tratta dei libri che lo hanno più colpito negli ultimi dieci anni, se io dovessi scegliere i miei, tra di essi ci sarebbe sicuramente Novecento, la storia del più grande pianista che abbia mai suonato sull’oceano.

 

47 pensieri su “Danny Bodmann T.D. Lemon Novecento

  1. Ahaaa…bello Miss e poi lo sai, anche la colonna sonora del film mi piace tanto. Baricco invece non lo conosco come scrittore ma dovrebbe piacermi visto il suo stile che hai descritto. Complimenti anche a te però per le tue descrizioni. Brava!

  2. Splendido! Sarebbe bello vederlo a teatro, non dimentichiamo che il racconto è proposto dallo stessa autore come possibile monologo.
    Io adoravo già il film, anche il libretto è stato commovente-
    Più che paura però, direi che Novecento vive il mondo che gli appartiene. Gli viene proposto qualcosa di diverso… ma non è il suo elemento.

  3. Hai descritto meravigliosamente le atmosfere di Novecento e mi hai fatto venire voglia di rileggerlo. Baricco ha scritto alcuni libri che ho amato molto (oceano mare, castelli di rabbia) ed altri che mi hanno deluso (city). Mi è capitato di vedere delle trasmissioni in cui parlava di libri ed è un grande intrattenitore, intelligente e piacevole. Brava Miss Fletcher, scegli gli argomenti con grande gusto e li tratti con una grazia tutta tua!

    • Grazie Viviana! I libri che hai citato li amo tutti, ricordo che mi erano piaciuti anche Seta e I barbari.
      La trasmissione di cui parli era Pickwick, una vera perla nel panorama televisivo.
      Baricco fece anche una trasmissione che parlava dell’opera, si intitolava L’amore è un dardo. Peccato che non ci regala più quei suoi racconti, mi è sempre piaciuto tanto!

  4. Lessi il libro molto tempo fa e… non mi entusiasmò. Vidi il film…. idem. Devo assolutamente rileggerlo. Ne parlate tutti con entusiasmo, si vede che proprio non ero in sintonia con l’autore in quel momento. Può darsi che ora riesca ad apprezzarlo meglio.
    Poi ti dirò.
    Bacetto cara e stasera finalmente siam tornati a vedere le stelle!
    Susanna

  5. Novecento l’ho letto un pomeriggio dopo aver pranzato da una mia amica. Gliel’ho visto tra gli altri libri sullo scaffale e ho cominciato a leggerlo. Divorato in un paio d’ore. Poi, mesi dopo, è stato il mio primo regalo al ragazzo che adesso è mio marito. Sono affezionatissima a questo libro ❤
    Bacione, Miss :*

  6. E’ l’unico Baricco che sono riuscito a leggere e che ho apprezzato. Veramente un capolavoro. E anche la trasposizione cinematografica rende davvero bene l’atmosfera del libro.
    E poi il fatto che sia raccontata da un trombettista (visto che sono trombettista anche io) mi ha sempre fatto identificare con Max Tooney.
    Alcune frasi sono veramente delle perle:
    “cosa stai suonando?”
    “non lo so…”
    “se non lo sai, allora è jazz!”

    “Novecento, mi raccomando, solo le note ‘normali’! ”

    Adesso non riesco a guardare “lie to me”, mi sembra sempre di vedere Novecento e mi fa uno strano effetto che Tim Roth non sia seduto al pianoforte!

    • Si potrebbero fare citazioni a non finire da questo libro.
      Solo le note normali è rimasta impressa anche a me…e capisco che da trombettista tu abbia un feeling particolare con questo testo, ho sbirciato il link che hai postato, se verranno dalle mie parti andrò sicuramente a vederli!

  7. Confesso di non aver mai letto Baricco… ci proverò anche se l’autore, a dire il vero non mi attira. Ma se miss Fletcher ne parla così bene, qualcosa di buono deve pur esserci… se non altro è breve ;-)))))))

  8. Lo farò, mi fido dei tuoi gusti finchè non sono manoscritti universitari di psicoanalisi storica filosofica….scherzo! Lo sai che ce l’ho con i nostri avi. Senti Miss, scusa se ti sfrutto ma non posso più scrivere a Chaggy, discorso lungo….non è che per caso potresti dirgli tu che avrei scelto la parola “gaglioffo” e che il suo post mi è piaciuto tantissimo?! Grazie e scusa ancora davvero ma devo avere problemi con wordpress. Scusa ancora.

  9. Per me Baricco è un narcisista che si dilunga spesso a parlare di cose inutili alla storia. Ho sempre pensato che lui scriva solo per presentarsi in televisione e affabulare perche un esibizionista nato.
    Lo so, lo so, è io un invidioso… ma questa è un’altra storia..:)

  10. Ciao Miss, la tua descrizione di Novecento mi ha talmente affascinato ed incuriosito che oggi sono andata in libreria e me lo sono comprato. Ora non vedo l’ora di leggerlo.
    A presto.

    • Un commento come il tuo, per me, da solo vale l’esistenza di questo blog. Ed è motivo di soddisfazione immensa.
      Grazie Sabrina, aspetto le tue impressioni sul più grande pianista che abbia mai suonato sull’oceano.

      • Grazie a te Miss, comprato e letto. Avevi ragione (non avevo dubbi) è scritto molto bene, la lettura scorre rapida e in un’oretta l’ho divorato. Mi è piaciuto molto, una storia particolare che lascia il segno e insegna.
        Adesso è nelle mani di mio marito, ho incuriosito anche lui. Si è prenotato anche mio figlio, sebbene abbia solo 11 anni sono certa che lo apprezzerà. Insomma Novecento per tutta la famiglia!
        A presto, in attesa dei tuoi interessantissimi post.

      • Sabrina, come sono felice che tu abbia conosciuto Danny e che la sua storia stia passando di mano in mano, certo magari per un ragazzino di 11 anni può essere una lettura difficile, ma se lui se la sente mi sembra già un buon segno, coglierà ciò che è adatto a lui!
        Un abbraccio grande!

  11. “Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita.” bellissimo film, è da un sacco che voglio leggere il libro!quasi quasi me lo leggo 🙂

  12. eh! Quel libro ce l’avevo e l’ho prestato. E non è più tornato ma poco importa. Abbiamo la versione Disney, con Pippo nella parte di Novecento e Topolino in quella del trombettista.
    Come Viviana ho apprezzato alcuni libri e abbandonato quasi con sdegno City.
    Come Masticone, il mio giudizio sul Baricco non sempre è positivo. O meglio, come ha detto qualcuno, Baricco scrive di niente ma lo scrive bene. Ma questo non mi dispiace, è una grande dote, una qualità. Quello che non mi piace è quando fa troppo il personaggio. Ecco, come ha sempre detto qualcun altro, non bisognerebbe mai conoscere gli scrittori.

    • Eh, concordo sull’ultima frase, in un certo senso, anche se a me lui piace. Baricco fa dei voli pindarici, a volte, a me piace seguirlo.
      Comunque sono molto invidioda della versione Disney di Novecento, la voglio anch’io!

  13. Pingback: Libri letti da Maggio ad Agosto « Seme di salute

  14. Miss, un Oceano, un Transatlantico e Uno che non voleva mai scendere… potevo non leggerlo e non vedere il film? stupenda la tua perorazione, Baricco tende a piacermi… hai letto Omero, Iliade?.

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