Un farmacista, un deputato e una Contessa

In Via Fossatello c’è una farmacia, grande, spaziosa e moderna.
E’ la farmacia Mojon ed è un luogo che ha una storia, una storia antica che merita di essere ricordata.
La famiglia Mojon proveniva dalla Spagna e annovera tra i suo componenti stimati scienziati.
Benedetto fu anatomista e fisiologo, Giuseppe era chimico, Antonio fu farmacista.
Il figlio di Antonio, Giuseppe, detto Pippo, ereditò la farmacia.
Il nome di Pippo Mojon ricorre spesso in un testo molto importante, il Diario Politico, edito da Giuffré,  di Giorgio Asproni,  deputato repubblicano che scrisse questa monumentale opera che narra, anno per anno, eventi e fatti dell’Italia del suo tempo, dal 1855 al 1876.
Asproni viaggiò molto, visse in diverse città d’Italia.
Fu a Torino, a Firenze, a Napoli. E a Genova, dove aveva casa in Castelletto.
E spesso scendeva giù, nei caruggi, andava a trovare il suo amico Pippo Mojon, che era sempre informatissimo sui movimenti di Mazzini e su molto altro, sovente, nel Diario Politico, il solerte farmacista riferisce ad Asproni notizie di varia natura.
Ad esempio, nel 1857, lo storico sardo narra della spedizione di Napoli, nella quale erano coinvolti Mazzini e Pisacane, annotando che Pippo Mojon avrebbe dovuto essere della partita.
I congiurati avevano da parte un arsenale, era stato persino minato il ponte del Frugarolo, per impedire l’accesso dal Piemonte alla Liguria.
Come si sa, quella spedizione fu un fallimento, Pisacane sbarcò a Sapri, e la sua impresa finì nel sangue.
Pippo Mojon, invece, rimase con Mazzini, si legge nel testo che tra la fine di giugno e gli inizi di luglio i due furono insieme in quel di Gavi.
E’ difficile ricostruire la biografia di Pippo Mojon attraverso i diari di Asproni, si tratta di 7 volumi, ognuno di essi è molto voluminoso, e si tratta di un diario, scritto a titolo personale e non inteso per essere divulgato in pubblico.
E’ una memoria, la memoria di una vita e della storia del tempo e come tale offre spunti personali ma anche riflessioni più approfondite.
Certo, Asproni non era il solo a frequentare quella farmacia.
Lì si andava per leggere i giornali, per incontrare gli amici.
E allora andiamo, nel dicembre del 1858, alla farmacia Mojon, insieme a Giorgio Asproni.
Ecco, il nostro amico si siede a un tavolino e scrive una lettera, indirizzata al deputato Valerio, nel quale riferisce di un suo recente incontro con Garibaldi.
E poi? Chi passa da quelle parti? Il deputato Sanna, i due se ne escono e vanno farsi una bella passeggiata, fino in Piazza Banchi, dove incontrano Depretis.
Eh, ma la passeggiata non è terminata!
Si sale su, per Via San Lorenzo, poi si passa per Via Carlo Felice, così si chiamava un tempo Via XXV Aprile, e si termina al Caffè della Concordia, dove Asproni si gode un capiller caldo mentre gli altri due prendono una bella costoletta.
Il deputato Sanna paga per tutti.

Palazzo Tursi, il loggiato, dove un tempo era il Caffè della Concordia

Ah, che bello, il mio giro per i caruggi combacia con quello del deputato Asproni!
Solo che io a Banchi non incontro mai nessuno!
Ecco, questo è il Diario Politico di Giorgio Asproni, c’è la storia ma anche la quotidianità ed è così che viene narrata la sua amicizia con Pippo Mojon, molte sono le visite a quella farmacia e molti gli aneddoti.
Pippo Mojon, poi viaggia molto, tra Genova e Torino, ad esempio, il suo impegno politico è costante ed attivo.
Oh, saranno anche stati uomini politici di alto livello, ma il gossip non mancava mai!
E questo Pippo Mojon, che a quanto pare sapeva tutto, ne racconta uno veramente gustoso.
Riguarda una nobildonna, la contessa Maria Martini, nota alle cronache perché, innamorata pazza di Garibaldi, pianterà il marito per andare al seguito dell’eroe dei due mondi.
Eh, cosa vuol dire aver ascendente sulle donne!
Questa contessa, a quanto pare, era un discreto peperino, e aveva avuto una relazione amorosa con il nostro Pippo e lei stessa aveva narrato al nostro quanto ora andrò a raccontarvi.
Era sposata, la nobildonna. Uh, che matrimonio! Il marito aveva per amante la balia, mentre lei era aveva una liason con il Conte di San Marzano.
Ah come lo amava, era il suo prediletto e ahimé morirà durante la guerra di Crimea!
Eh, la contessa era un bel tipino! Oltre a San Marzano, la Contessa frequentava l’Ambasciatore di Francia e quello d’Inghilterra, il conte Camillo Benso di Cavour e il suo stesso nipote.
Santo cielo, non avrà avuto un minuto libero!
E insomma, erano un po’ troppi! E cosa fece Maria Martini allora?
Diede appuntamento a tutti, circa alla stessa ora.
Ognuno di essi venne fatto accomodare in una stanza, al buio.
Maria si raccomandò con ciascuno: lei avrebbe battuto le mani e quello sarebbe stato il segnale di via libera.
E così fu: quattro porte di spalancarono sul salone, la contessa con un fiammifero accese una candela e gli astanti, stupefatti, rimasero con un palmo di naso.
La questione si risolse allegramente, tutti si fecero una grassa risata, il solo che non la prese affatto bene fu il Conte di Cavour, che prese a male parole il povero nipote.
Eh, la contessa, che donna!
In quella farmacia, in quegli anni, si raccontavano queste storie.
La storia non è fatta solo di date e di battaglie, è fatta anche di persone, di umane debolezze e di virtù.
Pippo Mojon e Maria Martini si scrissero lettere per molti anni.
Giorgio Asproni, a più riprese, tornerà nella farmacia del suo amico.
A scrivere lettere, a leggere i giornali, a raccogliere notizie e novità.
Nella farmacia Mojon, in Via di Fossatello.

Via Fossatello

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27 pensieri su “Un farmacista, un deputato e una Contessa

  1. Ma Miss, ma tu mi stai diventando la sceneggiatrice di Zena! Ma quante ne sai! E adesso, cosa mi combini anche? Spettegoli? (scherzo…). Ma sai che sono davvero fantastiche tutte queste storielle che racconti? Storielle un corno, perchè c’è sempre dietro tanta storia e tanta cultura ma tu sai metterle giù in un modo che leggerle è lietissimo. Già mi hai fatto ribaltare da tempo la mia sensazione che avevo su Genova, errata, perchè non la conoscevo, ora, ogni giorno m’illustri di storia che a dir la verità, a scuola…..du’ palline che non ti dico! Bravissima come sempre Miss e sempre più investigatrice!

  2. Leggere le tue belle storie ormai è diventata un piacevole abitudine! Tornando alla contessa… chissà perché ho come la sensazione che la sua licenziosità fosse meno mal vista di quanto lo sarebbe ai giorni nostri. Buona serata!

  3. Leggere i tuoi post è come leggere ogni giorno un capitolo di un libro. Perché passare dalla libreria allora?
    Leggendo questa simpatica storia della “Contessa” Maria Martini mi viene da pensare che in fondo l’unico uomo davvero innamorato di lei era il Sig. Conte Camillo Benso, l’unico che non ha riso…
    buona notte Miss.

  4. Adesso ho la certezza assoluta che la reincarnazione esista. Tu Miss Fletcher non puoi raccontarci così, con disinvoltura, scene di vita vissuta se non le hai viste con i tuoi occhietti!
    Dai confessa…. chi eri nella vita precedente?
    Un baciotto Susanna

  5. Complimenti per la scelta di questo personaggio, della famiglia Mojon.
    Posso dirti alcune cose che ricordo.
    Durante le mie ricerche, trovai un documento che venne pubblicato sul volume fatto dalla sezione di medicina farmacologica di S.Martino, il documento era l’inventario di tutte le medicine che erano nella farmacia prima dell’acquisto del 50% della quota, il periodo se ricordo bene era nella seconda metà del 700.
    Il volume venne presentato alla loggia di Banchi durante la mostra sulla farmacopea, questo volume molto raro venne distribuito solo a pochi, a me venne dato per la collaborazione data.
    Altra notizia, su Antonio è che riposa nel cimitero di Staglieno nel loculo n°738 della galleria inferiore a ponente, nella lapide la seguente epigrafe: ALLA SPOGLIA DEL CHIMICO ANTONIO MOJON RAPITO ALL’AMOR DE’ SUOI CARI IL DI’ 11 GIUGNO 1853 IN ETA’ D’ANNI 75 LA PIETA’ FIGLIALE INCONSOLABILE PONEVA QUESTA MEMORIA.
    Ci sarebbero molte altre notizie su questa grande famiglia.
    Grazie e saluti cara Miss Fletcher

    • Oh ma grazie a te Eugenio, sei una miniera di informazioni…certo che per te Staglieno non ha segreti, ora mi segno anche questa preziosa segnalazione e al prossimo giro ci vado. Sempre ammesso che riesca a trovarla, l’ultima volta ho girato a vuoto in cerca di una tomba che non trovavo, nella quale poi mi sono imbattuta per caso…sono fortunata!
      A presto Eugenio, buona domenica!

  6. sempre bellissime ed avvincenti le tue storie ,mi incantano e cerco di non perderne neanche una come sai raccontare !!!!!!!!!!!!! mi piacerebbe che tu raccontassi l’amore di .-credo Simonetta ed il principe o re .Lei abitava in un bellissimo palazzo in Piazza delle Vigne Scusa non ricordo con precisione ma c’entra il Vicolo dell’ amore perfetto .Ciao aspetto fiduciosa Carmen

  7. Che Uomini che tempi che li forgiavano per gesta epiche ed eroiche e i caruggi e le belle vie della nostra Zena a rendersi disponibili e partecipi…..e la Marchesa Martini altro che beat generation e amore libero…..a se ti me dixi a ché oua ti passi ghe staggou mi a aspettate a Banchi…😊😊😊 ciao che bella e farmocologica storia un abbraccio Miss👏👋

  8. Pingback: Arduino 1870, cose belle dal nostro passato | Dear Miss Fletcher

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