La Pala di Ognissanti di Ludovico Brea, il mondo in un dipinto

Alcune opere d’arte di immenso valore artistico racchiudono in sé dei simboli, in quelle pennellate così sapientemente stese dall’artista si nasconde un pensiero, spesso intelligibile ai più.
E io vorrei avere la preparazione per saper decifrare certi capolavori, per saperli guardare con gli occhi che leggono quelle parole, celate in uno sguardo,  in un gesto, in una movenza, in un’espressione.
Come nel caso della Pala di Ognissanti, dipinta da Ludovico Brea e conservata dentro al Museo della Chiesa di Santa Maria di Castello.

Sono rimasta di fronte a questo quadro tanto tempo, e ci sarei restata anche oltre, sapete.
E’ stupefacente, meraviglioso, un’opera di una bellezza da levare il fiato.
E tutto ciò che conosco al riguardo e che vi racconterò mi è stato narrato dal Signor Gian Bartolini, che mi guidato alla scoperta dei capolavori conservati in questa splendida chiesa e voglio pubblicamente ringraziarlo, perché ogni sua parola è stata preziosa per me.
E allora venite con me, alla scoperta di questo quadro e delle sue suggestioni, perdetevi ad osservare quelle vite ferme nel tempo, quei volti, quelle figure femminili diafane e delicate.
L’opera venne commissionata da Teodorina Lomellini vedova Spinola, Brea iniziò a dipingerla nel 1500 e terminò nel 1513, pare che avesse ricevuto in anticipo il suo compenso e quindi, probabilmente, lavorò con calma.
La Pala di Ognissanti rappresenta l’incoronazione della Vergine: in alto, al centro la Madonna e la Trinità, circondati dai Santi e dai beati.
I personaggi ivi ritratti sono 215, molti dei quali appartenenti alla famiglia Spinola o in qualche maniera ad essa legati.
Coloro che si trovano in basso, separati dagli altri, sono i viventi, quelli che invece si affollano nella seconda cerchia, vicini agli angeli e ai Santi sono già ascesi al Paradiso.
E a sinistra del quadro, ecco la committente Teodorina Spinola.
Teodorina ha il capo velato di bianco, dietro di lei il figlio e di profilo la figlia, la povera Tommasina, che tanto amò il re di Francia da lasciarsi morire per lui, in quelle stanze, in piazza dell’Amor Perfetto.

E poi santi, papi, quante vite!
Sempre sul lato sinistro, San  Giovanni Battista, vestito con un’ umile veste.

Dalla parte opposta, invece, San Giovanni Evangelista, che regge in mano la penna con quale compilò le Sacre Scritture.

Al centro del quadro, poi, questo signore di nero vestito e con il capo coperto da un berretto del medesimo colore sarebbe l’autore del quadro, Ludovico Brea.

E questi due nobiluomini che amabilmente conversano tra di loro sono Cosimo e Lorenzo De Medici.

Al centro del quadro poi, nel gruppo di coloro che sono più vicini alla Vergine, spicca una bellissima giovane. La vedete? E’ bionda, di carnagione chiara, indossa un abito verde, è l’unica che volge lo sguardo indietro ed i suoi occhi incontrano proprio i vostri, lei vi guarda, con infinita dolcezza.
Riuscite a immaginare chi mai possa essere questa deliziosa e delicata fanciulla?

E’ Simonetta Cattaneo, amata da Giuliano De Medici, cantata dai poeti e ritratta dai pittori, modella di Sandro Botticelli che la immortalò nei suoi dipinti, lei fu la sua Venere, lei fu la sua Primavera, lei fu la sans pareille, senza pari, per grazia e bellezza.

Alla base della Pala di Ognissanti si trova una raffigurazione del Cristo Morto, sullo fondo il paesaggio ligure e il Monte di Portofino.

E poi, ancora, tutte quelle vite.
Uomini, donne, santi, alti prelati e gente di Genova.
Mi scuso con voi se la definizione di alcune di queste immagini non è perfetta, non è semplice fotografare i quadri e poi, sapete, ero davvero troppo impegnata ad osservare e ad ascoltare i meravigliosi racconti che mi venivano narrati.
Quante vite!
Per caso qualcuno di voi riconosce qualche altro personaggio?
Chi saranno mai queste dame così piene di grazia e così riccamente abbigliate, tanto importanti da occupare il centro del quadro?

E questa Santa, che volge lo sguardo alla schiera dei vivi chi mai potrebbe essere?
Lasciatemi dare libero sfogo alla mia fantasia, intanto sono certa che Lodovico Brea sarebbe contento di sapere che ancora oggi noi ci interroghiamo sul suo dipinto!
Forse potrebbe essere Santa Caterina da Siena, suora domenicana, che venne a Genova nel 1376?

Oh, io vorrei conoscere i nomi di ognuno!
Chissà se qualcuno di voi ha la mia medesima curiosità!
Se volete dilettarvi in questo piacevole esercizio trovate qui un’immagine ad alta risoluzione.
E quando sarete qui, andate in Santa Maria di Castello, lasciate che i vostri occhi incontrino quelli di Simonetta Cattaneo e di tutti coloro che sono qui ritratti, sono sguardi pieni di vita, sono sorrisi, mani giunte in preghiera e gesti umani, tanto umani.
Questo è il mondo, il mondo in un dipinto.

40 pensieri su “La Pala di Ognissanti di Ludovico Brea, il mondo in un dipinto

  1. Hai proprio ragione, sono rimasta incantata anche io a guardare la foto.
    Dal vivo deve essere un’emozione fortissima.
    Quante persone e che particolari.
    Stefy

    • Chagall, hai visto che opera d’arte? Tu non sai quanto mi piacerebbe sapere chi sono tutte queste persone, è probabile che molti di loro siano davvero persone note, si dice che ci sia anche Savonarola, vestito con un abito di un altro ordine.

  2. Complimenti cara Miss Fletcher, bella narrazione, conoscevo l’opera di Brea ma non mi sono mai soffermato ad analizzare bene il quadro.
    A Genova possiedo qualche volume in cui si trovano certamente quelle risposte che chiedi.
    Se mi ricordo quando torno nella mia Genova proverò a cercare la risposta.
    Per il momento grazie della tua deliziosa esposizione.
    Nella Chiesa c’è il monumento funebre di Canevari altro grande personaggio della storia genovese.
    La biblioteca della chiesa, qualche tempo fà fu oggetto da parte di una finta studentessa del furto di bellissime miniature conservate dentro alcuni incunaboli, il responsabile credendo si trattasse di persona seria la chiuse in biblioteca, e quandò tornò a riprenderla non si rese conto che questa aveva tagliato alcune pagine dai preziosi libri, una perdita enorme, speriamo che i carabinieri preposti al recupero delle opere d’arte riescano prima o poi a trovarle.
    Eugenio

    • Eugenio carissimo, contavo proprio su di te per risolvere questo fitto mistero! Ti prego, non te ne dimenticare, quando avrai tra le mani i tuoi preziosi libri torna qui e raccontaci chi siano questi uomini e donne così splendidamente ritratti da Brea.
      Il monumento a Canevari mi è sfuggito, ci credi?
      Ci sono così tanti tesori in questa chiesa!
      La storia della studentessa è agghiacciante, cose che non si possono sentire, che peccato!
      Grazie Eugenio di aver apprezzato il mio articolo, sei sempre tanto gentile!

    • Sono 215…qualcuno si è messo lì e ha contato, che mi sembra già un’impresa!
      Io ci ho provato, sulla cartolina, ma ho perso subito il conto.
      Pani è vero che quella santa voltata sembra Santa Caterina?

    • Oh, grazie Pani Allora non sono visionaria! come dicevo a Chagall, sembra che fra i tanti ci sia anche Savonarola, vestito con un abito di un altro ordine. Ho cercato di capire quale sia ma non c’è stato verso, aveva una fisionomia molto particolare, con un naso adunco e prominente.
      Niente, non l’ho trovato. Impazzirò 🙂 ?!

    • Se sapessi riconoscerli, lo farei! E’ difficilissimo, i due De Medici sono riconoscibili, secondo me ma gli altri!
      Se guardi la terza foto a partire dal basso, nell’angolo in alto a destra c’è una donna, con un abito nero e la scollatura quadrata.
      Ecco, quella è una fisionomia che mi è famigliare, non so se riconducibile ad altri quadri o se si tratti di qualcuno di noto.
      Sono certa di averla già vista, ma chi è?!

    • Haha….è vero, hai ragione! Adesso mi metto lì con la lente d’ingrandimento e scruto le facce una ad una…là sopra, intorno alla Madonna ci sono tutti i Santi, ci sarà di sicuro San Francesco, vai a sapere dove però!

  3. E’ sacrosanto quello che hai detto Miss Fletcher: è un mondo che ti cattura, ti rapisce e ti coinvolge, quasi si venga invitati a far parte della folla adorante del dipinto. Bellissimo!
    Baciotto Susanna

  4. brava miss, complimenti per il tuo blog e grazie per il tuo entusiasmo per santa maria di castello, ho segnalato il tuo blog anche agli altri miei colleghi volontari torna presto a trovarci ciao gian bertolini

    • Grazie! Grazie del bellissimo commento e grazie di avermi mostrato e spiegato tutte quelle meraviglie, una guida preziosissima!
      E certo che tornerò, Santa Maria di Castello è un paradiso! Mi raccomando, se scopri qualcosa su qualcun’altro di questi 215 fammi sapere, eh…a presto!

  5. Pingback: Santa Maria di Castello, il Museo e l’orgoglio di Genova « Dear Miss Fletcher

  6. Pingback: Il presepe di Santa Maria di Castello « Dear Miss Fletcher

    • Benvenuta qui Nonnananna, avevo letto anch’io questa notizia su Savonarola, ma pareva che l’attribuzione non fosse certa.
      E sai che l’ultima volta che sono stata a Santa Maria di Castello ho scoperto che sono stati individuati altri personaggi? E bellissimo cercare di indovinare visi e storie, questo quadro è semplicemente un capolavoro!

  7. Anch’io ho fatto un post sulla pala Ognissanti, si chiama : Un capolavoro poco conosciuto, la pala Ognissanti di Ludovico Brea fazzolettodicleopatra.wordpress.com

  8. Me lo stavo perdendo questo tuo super superlativo Post….Ma che Capolavoro ha fatto Brea c’è tutto il Rinascimento il grande Rinascimento…il Mondo!!!….e Tu hai fatto di un grandissimo capolavoro….un grandissimo capolavoro di descrizione….come dire capolavoro di fumetto per un grandissimo capolavoro..complimenti e grazie affascinato…un abbraccio!!!

  9. Miss, c’è davvero il pienone in quella mirabile pala… vien proprio da chiedere: “chi non c’è, alzi la mano!”… in un video ho appreso che il nome completo della bellissima modella di Botticelli è: Simonetta Cattaneo della Volta… che non sia proprio in virtù di quel cognome che il Brea l’abbia dipinta “voltata”? insomma, una specie di sinestesia….

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