Tecnici

Abbiamo un governo tecnico.
Professori, cattedratici, menti eccelse.
Gentilmente, per caso c’è un elettricista in sala?
No, perché da qualche tempo, a casa mia,  a volte salta la luce.
In genere di notte mentre dormo.
Finché sono tra le braccia di Morfeo, facciano pure quello che vogliono.
Di giorno però, gradirei non essere sprofondata nel Medioevo, grazie.
Una decina di giorni fa, alle nove del mattino, buio.
La luce è stata ripristinata intorno alle dieci e mezza, per scomparire nuovamente verso mezzogiorno.
Così ho pranzato nella penombra, senza nulla sapere di quello che hanno detto i vari Bersani, Monti, Fornero e soci.
All’uso, una gran bella comodità essere fuori dal mondo, intanto quelli lì preannunciano solo tregende, tanto vale spegnere l’audio.
Il fatto è che dopo breve, ti restano poche alternative.
Leggere non si può, guardare la tv neppure, navigare sul web neanche.
Che faccio, ricamo in penombra?
Sconforto e rassegnazione.
Bisogna che mi attrezzi, che impari l’arte della meditazione zen, giusto per coprire il tempo necessario al tecnico per raggiungere la centralina.
Ecco, appunto, il tecnico.
Ma quello che era andato alle dieci e mezza e aveva predisposto la riparazione che è durata manco il tempo di asciugarsi i capelli?
Tanto per capire, eh!
Almeno avvisate, programmate i guasti con regolare scadenza, e che caspita!
E se rimango col phon in mano e i capelli bagnati, eh?
Son cose in grado di guastarti una giornata, non so se vi rendete conto!
Anche perché poi quando li chiami, quelli dell’Enel, sono pure solleciti, nulla da dire!
E ti rassicurano:
– Stiamo mandando una squadra!
Ecco, io non l’ho mai visto un tecnico dell’Enel, mai in vita mia, ma quando sento queste parole mi immagino Bill Murray e Dan Aykroyd bardati di tutto punto con la divisa da blockbusters che avanzano intrepidi verso la centralina.
Ora che ci penso, la prossima volta quasi quasi mi apposto lì davanti e controllo, perché io un tecnico, lo giuro, non l’ho visto mai, a parte quelli con il loden che però certo non assolvono a questo genere d’incombenze!
Comunque, e luce fu, in meno di mezz’ora! Vedete quanto sono efficienti i tecnici!
E meno male!
Quando rimango al buio, il mio istinto sarebbe quello di comporre compulsivamente il numero della segnalazione guasti per ascoltare la vocetta metallica che ripete: si prevede di ripristinare il servizio entro le ore…
Non che serva a qualcosa ma è pur sempre una sorta di consolazione, hai come l’illusione che qualcuno, armato di cacciaviti, chiavi inglesi e ammenicoli vari, stia pensando a te, misero umano del terzo millennio sperduto nelle tenebre.
Tecnici: un giorno o l’altro ne vedrò pur uno.
Sempre ammesso che ci sia la luce, è chiaro.

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24 pensieri su “Tecnici

  1. Dear Miss Fletcher,
    mi dispiace ma di elettricità m’intendo poco, giusto il necessario per non far scoppiare un corto circuito in casa quando devo cambiare una lampadina.
    Me la cavo decisamente meglio come magazziniere, seduto su un carrello elevatore, ma temo che non sia di molto aiuto nelle abitazioni private.
    A presto risentirci, con le dovute spiegazioni su quello di cui mi sto occupando ultimamente e che riguarda la nostra città e il tuo blog.
    Fabio – Zeneize since 1965. God bless our electric light plants.

    • Le tue firme sono sempre adatte al post, complimenti per la fantasia Fabio!
      Con l’elettricità sono una frana anch’io, purtroppo 😦
      Sono curiosissima del tuo progetto, fammi sapere, mi raccomando!

      • Dear Miss Fletcher,
        a questo punto mi sembra doveroso informarti sul mio progetto, visto che la mia presenza sul tuo blog è partita proprio di lì.
        Sto infatti scrivendo una serie di racconti – alcuni fantastici, altri ispirati alla mia vita – ambientati a Genova in diversi periodi storici. Ci sto lavorando da tempo e ho già ottenuto alcuni riscontri positivi, ma è ancora troppo presto per poter parlare della pubblicazione (l’ambiente dell’editoria è popolato da molti individui capaci di ogni nefandezza e su questo argomento tornerò senz’altro).
        Stavo comunque cercando una conferma sull’esistenza di vico del Cioccolatte e consultando “Tuttocittà” mi sono accorto che il nome è scritto con una sola “t”. Ero certo del contrario, così mi sono affidato a Google e il resto lo sai: ho scoperto il tuo blog e a poco a poco me lo sto leggendo tutto, alla ricerca di nuovi spunti e informazioni utili.
        Ora però ti devo lasciare, perché il mio principale incombe e oggi non è di buon umore. E comunque il mio stipendio di 1100 e rotti euro mensili me lo guadagno tutto, al contrario di chi percepisce emolumenti dieci volte maggiori salvo presentarsi in Consiglio Comunale, garantirsi il gettone di presenza e uscire subito dopo, altro che cinque minuti di strameritata pausa.
        Fabio – Zeneize since 1965. Writing is living.

      • Dear Fabio – Zeneize since 1965,
        che meraviglia! Ma chi ha scritto il Tuttocittà 😦 ?!
        Eh, ti auguro che i tuoi racconti abbiano successo, certo non è un ambiente facile, ed è dura far sì che i propri scritti arrivino sulla scrivania giusta!
        Comunque è già bello scrivere, di per sé!

  2. Eh sì, la verità è che non siamo attrezzati neppure psicologicamente per superare il disagio dei guasti elettrici se solo si protraggono per più di ieri minuti. E allora capiamo miseramente che non siamo in grado di far funzionare praticamente nulla senza e tiriamo un sospiro di sollievo solo quando un sibilo ci avvisa che siamo finalmente ricollegati alla civiltà. Fai scorte di candele, per lo meno fa atmosfera…

  3. Questo problema l’ho provato sulla mia pelle sopratutto d’inverno, qui in campagna con un vento che sembra la bora di Trieste. Quando rimanevo senza luce mi sentivo perso e persino il mio cane si spaventava.
    Mi è bastato il primo inverno per correre ai ripari, adesso quando salta la luce accendo il mio gruppo e tutto funziona a meraviglia, consumo qualche litro di gasolio ma posso usare il PC, vedere la TV e sopratutto non si fermano i caloriferi.
    Ecco perche vivo in campagna in una casa indipendente, posso gestire i miei servizi autonomamente senza nessun difficoltà.
    Perchè vedi mia cara a Roma parlano e parlano ma di noi non gli e ne frega niente, si ricordano di noi quando devono mungergi oppure per chiederci il voto, dopo non esistiamo più.
    Eugenio

    • Quando vado in campagna appena c’è il temporale salta tutto!
      E non così attrezzata come te, ma tu ci vivi, è diverso.
      Bisogna avere pazienza, non c’è altro da fare!
      Buona serata Eugenio!

  4. Oh Povera Miss! Sai, a volte capita anche qui nella valle. Pur pagando le bollette! Sai, secondo me dovresti comunque fornirti di tante candele, almeno per ricamare! Oppure metterti d’accordo con l’intero quartiere e fare una di quelle telefonate delle tue stile “e m’……. come una iena”. Questa seconda soluzione mi piace molto di più. Bacioni.

  5. Ma… pagare la bolletta una buona volta, no Miss Fletcher?
    Comunque è vero che non siamo più abituati a certe privazioni.
    Tutto è diventato indispensabile.
    Resistere, resistere, resistere cara Miss.
    Bacetto Susanna

  6. anche alla mia vicina di casa l’altro giorno è partita la corrente. Si è spento tutto tranne la lavastoviglie e non riusciva a far tornare su la levetta del salvavita.
    Qualche dritta giusta devo avergliela data perché più tardi c’era la luce accesa 🙂

      • macchè, se c’è una cosa che non mi è mai piaciuta è proprio la corrente elettrica e se penso che entro qualche giorno devo cambiare per l’ennesima volta la presa della lavatrice…mi viene l’orticaria

  7. Miss, ci vorrebbero dei corsi tecnico/artigiani, altro che palestre, altro che lezioni di inglese, altro che scuola di cucito 😀 Dobbiamo imparare a fare a meno dei tecnici, ripararci i tubi che perdono, maneggiare i fili di rame 😉
    Bacio, Miss.

  8. Oh ogni tanto si incontra un blog che scrive cose serie e meno serie ma comunque interessante da leggere….
    Guardate che la storia della luce che viene a mancare – a parte guasti personali in casa e dal tipo di zona… – succede da mesi anche da me e mi è pure arrivata una lettera di avviso che ci saranno dei cali di corrente perché a turno la tolgono per troppo consumo… ma non dicevano fino a quando…

    • Ecco, mi fa piacere leggere ciò! A me non è arrivata nessuna lettera di avviso, proprio niente di niente.
      Ora poi, sono giorni che non capita più, certo che da quel che scrivi il problema mi sembra serio, c’è davvero poco da ridere.

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