Santa Maria di Castello, il Cristo Moro e gli inganni dell’amore

Ah, l’amore!
Illusioni, promesse e delusioni!
Lei era una ragazza, giovane e ingenua, persa in un amore sognante.
E lui, sì, era quel genere, un seduttore incallito, l’aveva incantata con le sue parole.
E sapeste cosa le aveva detto!
Per sempre, l’avrebbe amata per sempre!
Sapete, lui non conosceva pazienza e insomma tanto parlò che infine riuscì a convincerla e a strapparle i baci e le carezze che tanto desiderava.
Un giorno, l’avrebbe sposata, così giurò.
Sì, giurò, al cospetto del Cristo Moro in  Santa Maria di Castello.
Eh, poi sapete come vanno queste cose!
Il tempo passò e la fanciulla si accorse di aspettare un bambino.
E lui? Ovviamente negò, cosa vi aspettavate! Promesse? Ah, no mai!
Così è la vita e, come diceva La Rochefoucauld, il proposito di non ingannare mai ci espone ad essere ingannati spesso.
Chi dei due stava mentendo?
La fanciulla venne così condotta davanti al Crocifisso e a Lui domandò:
– Non è vero, Signore, che colui promise di sposarmi?
E Gesù, in segno di assenso, reclinò il capo.

E così vennero celebrate le tanto sospirate nozze.
A parte il fatto che, invece di portarmelo all’altare, io avrei fatto rinchiudere il tizio in questione a doppia mandata nella Torre Grimaldina, la storia di questo miracolo è all’origine della venerazione che nell’antichità i Genovesi ebbero per questo Crocifisso, portato a Genova dalla Terrasanta e un tempo conservato in una cappella sita nel Monastero di San Silvestro.
Adesso è qui, in Santa Maria di Castello.
In principio il Cristo Moro presentava una folta barba e una cascata di capelli, delle quali venne privato durante un restauro avvenuto negli anni ’70.
Tuttavia, siccome la gente di Genova era abituata a conoscere e a venerare quell’immagine, venne forgiata una copia, in tutto uguale a quella originaria del Cristo Moro.
Mi è stato detto che molti fedeli pregano ai piedi della copia, circostanza avvalorata dalla presenza di numerosi ex voto e che a me appare quanto meno curiosa.

Ma se il vostro cuore è stato tradito e le promesse che vi erano state fatte sono state infrante, è Lui, Lui solo, colui al quale dovreste rivolgere le vostre domande.
Chissà, può darsi che risponda anche a voi!

34 pensieri su “Santa Maria di Castello, il Cristo Moro e gli inganni dell’amore

  1. Oh mamma che storia Miss, bellissima! E il commento di Chagall mi fa molto ridere. Quasi una favola questo tuo post. C’è solo una cosa che non ho capito ma non per colpa tua; perchè mai togliere barba e capelli a un Cristo durante un restauro? Così è un pò pelatino, io lo preferisco con la sua capigliatura e la folta lanuggine intorno al mento. Il post però, ripeto, è bellissimo e la tua frase inerente alla doppia mandata e alla Torre Grimaldina, mi ha fatto schiattare. Baci Miss.

    • Barba e capelli erano stati aggiunti in seguito, lo hanno riportato al suo antico splendore.
      La storia è bellissima, secondo me!
      La Torre Grimaldina è sempre un’opzione da considerare, in certi casi!
      Baci tesoro!

  2. Ah l’ammmmore: illusioni, promesse e delusioni.
    Cara Miss….déjà vu: nulla di nuovo sotto il sole. Adesso, lungi dall’essere blasfema, qui si parla di un Cristo ma…torniamo un attimo alla sventurata, credo non abbia fatto un grande affare ad incastrare l’inseminatore.
    Speriamo abbiano convissuto felici e contenti.
    E certo che il Crocifisso è proprio bello.

    Un abbraccione alla mia amica.
    Susanna

    • E infatti Susanna, hai ragione! Quello doveva andarsene dritto dentro la Torre Grimaldina, altroché!
      Speriamo si sia comportato bene in seguito, cosa vuoi che ti dica!
      Bacetti tesorina bella!

  3. A me la versione restaurata, scarna e senza orpelli piace molto. Più astratta ed essenziale. Diciamo che la povera fanciulla più che “vincere” un marito virtuoso aveva almeno vista confermata la sua buona fede. Baci!

  4. Dear Miss Fletcher,
    avevo una ventina d’anni quando, una sera, chiesi a mio padre le chiavi della macchina per uscire con una ragazza. Lui mi domandò se il padre di lei ne fosse al corrente e quando lo rassicurai mi guardò dritto in faccia e mi disse perentorio: “Ricordati che ti ha affidato la cosa più preziosa che ha al mondo. Se fai qualche casino te la vedi con me e poi con lui”.
    Mio padre lavorava in porto e ha un trascorso come pugile dilettante, quindi lo presi molto sul serio e la serata finì benissimo per tutti quanti, genitori compresi.
    Ho avuto diverse ragazze ma penso proprio che nessuna possa avere brutti ricordi di me, tanto meno la mia ex-moglie alla quale ho dato il 101% di me stesso. La storia che hai descritto è vecchia come il mondo, quello che non capisco è cosa spinga alcune donne ad accettare l’inaccettabile dai loro uomini in nome di un sentimento che sconfina nella patologia.
    Ad ogni buon conto, io ho messo la mano nella Bocca della Verità, a Roma, ed è uscita indenne.
    Fabio – Zeneize since 1965. Don’t go around breaking young girls’ hearts.

  5. ll racconto è molto bello Fletch, e appassionato, ma decisamente di parte :-).

    Quindi io, per riabilitare la figura del maschio latin-lover italiano, della serie -Non è sempre e solo colpa mia- ti posso raccontare questo:
    A Morimondo vicino a Milano, c’è uno dei tanti ‘crocifissi giudicanti’ usati durante l’inquisizione. Erano provvisti di folti capelli e barba veri, recuperati dai barbieri dell’epoca. Il folto pelo serviva a nascondere una funicella legata al collo del crocifisso che aumentava la teatralità del momento, durante il verdetto dell’inquisizione.
    Il crocifisso infatti annuiva vistosamente quando il giudice emetteva la sentenza contro la strega cattiva, convincendo e stupendo la folla.
    Quindi non dubito che il perfido seduttore abbia usato tutte le tecniche possibili ed immaginabili per ottenere l’agognato traguardo. Tuttavia non sono poi così sicuro dell’ingenuità della ragazza persa nel suo amore sognante.

  6. quella massima di La Rochefoucauld mi fa pensare molto. Poi metto in pace i miei pensieri decidendo che dopotutto la vita è un inganno perpetuo. Se non un inganno, un sottile gioco di bugie, speranze, illusioni e qualche spruzzatina di verità.
    E poi, il Cristo Moro. Di sicuro non era bianco e biondo, o no?

  7. Pingback: Santa Maria di Castello, la storia piccola negli ex voto « Dear Miss Fletcher

  8. Quanti bei post mi mancavano… in momenti in cui vi è mancanza di risposte, questo assenso del Crocefisso è un racconto che consola.
    Ma quanti giudizi e pregudizi sui comportamenti… di maschietti e femminucce..;-)
    Sempre brava Miss
    Un sorriso

  9. Pingback: Il presepe di Santa Maria di Castello « Dear Miss Fletcher

  10. Quando ero alla elementari 1950 ca visitai Santa Maria di castello e all’epoca il Cristo aveva una specie di filamenti per i capigliatura ci venne spiegato che era un fungo del legno che la provocava ….così mi è sempre rimasto impresso ma non so se era leggenda o verità

  11. Sarà solo una leggenda, ma prima che il mio futuro marito partisse per i suoi 30 mesi di servizio civile in Kenya, nel lontano 1983, su consiglio della nonna Teresa andammo a giurarci fedeltà proprio davanti al Cristo moro di Castello. E direi che fino ad adesso è stata una scelta giusta

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