Pestochampionship, IV Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio

Chi dice che a Genova non succede mai niente?
Oggi, nel cuore della Superba, si è svolto il  IV Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.
Nel fulgido splendore della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, cento concorrenti si sono sfidati in questa gara decisamente particolare.

Deus ex machina e organizzatore di questa splendida iniziativa, Roberto Panizza, gastronomo, ristoratore, buongustaio, guru del pesto nonché presidente dell’Associazione Palatifini.
E persona cortese,  gradevolissima e genuinamente entusiasta del suo lavoro.

Alla manifestazione erano presenti un gastronomo inglese e uno norvegese, nonché l’inossidabile Bruno Pizzul, che sfoggiava un elegante grembiule nero.
Ed eccoli i concorrenti, vengono da tutto il mondo per dilettarsi nell’arte di preparare il pesto, sotto gli sguardi attenti della giuria.
Il pesto è una delle eccellenze della gastronomia ligure e in suo onore esiste anche un inno.
La regione maggiormente rappresentata è la Liguria, seguita dal Piemonte.

Gli ingredienti a disposizione di ognuno erano i seguenti: Basilico genovese DOP, Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure DOP, pinoli di Pisa e aglio di Vessalico, Parmigiano Reggiano DOP, fiore sardo e qualche grano di sale grosso.

Io penso che non sia affatto semplice fare il pesto nel mortaio!
Anzi, dev’essere difficilissimo!
Ma i cento intrepidi partecipanti, venuti da ogni parte del mondo, sembravano davvero sapere il fatto loro.

Ed esibivano sorrisi smaglianti ed una certa disinvoltura.

Eh, nell’attesa ci si prepara! E come vi ho detto, non ci sono solo genovesi.
Questa bella ragazza, credo inglese, è pronta per la competizione.
L’ho osservata bene, mentre pestava il pestello nel mortaio, che impegno ci ha messo!

E allora, come ha detto Roberto Panizza per dare il via alla gara: pronti,  al pesto, via!

Si comincia pulendo il basilico.

E poi si va avanti con gli altri ingredienti.

E davvero ognuno si è impegnato al massimo.

Una sfilata di mortai, pestelli e nell’aria un delizioso profumo, assai familiare, l’inconfondibile profumo del pesto.

E si lavora alacremente, senza sosta.

La Signora Patrizia Cicala, genovese doc,  usa un mortaio molto antico, che risale addirittura al ‘600.
Chissà quante generazioni di cuoche hanno preparato il pesto in quel mortaio!

Questo è quello che ha fatto lei.

Allo scadere del tempo ognuno lascia sul tavolo il frutto della propria fatica.

E che meraviglia!

Ve lo posso garantire, mi è venuta fame!

A questo punto, la parola è passata ai giurati.
Tra di loro ho avuto il piacere di incontrare un fierissimo Alessandro Cavo.
Sicuramente vi ricorderete di lui e di quel suo angolo di paradiso che si trova in Via di Fossatello,  la pasticceria Marescotti.

E certo non dev’essere stato semplice per i giurati stabilire quale fosse il pesto migliore.
Eccoli alle prese con gli assaggi.

Ha vinto il Signor Sergio Muto, un italiano residente a Stoccarda.
Suo il pesto migliore che ha meritato il primo premio del IV Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.
E’ stata una giornata bellissima, all’insegna dei sapori della nostra terra, dei profumi della buona cucina.
Sua maestà il basilico ha regnato sovrano oggi, a Palazzo Ducale.

E se qualcuno dei partecipanti ha lasciato la nostra città con una certa malinconia, per rincuorarsi può ricorrere ai gadgets di questa magnifica manifestazione.
Genova frizzante, un composto da diluire in acqua, che rende la stessa appunto frizzante e all’aroma di basilico.
Le prescrizioni, sulla scatola, recitano testualmente: versare il contenuto di una bustina in un bicchiere di acqua e poi bere tutto d’un fiato.  Continuare secondo necessità durante la permanenza in Liguria.
La lattina, invece, contiene l’aria ufficiale del Campionato Mondiale del Pesto al Mortaio ed è un’essenza profumata al basilico.
Sulla latta si legge: da aprire in caso di astinenza da Liguria.
Preziosa, preziosissima aria di Zena.

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38 pensieri su “Pestochampionship, IV Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio

  1. Anche io so fare il pesto! E’ una delle prime cose che ho imparato! …ma l’inglese…il pesto, anche se lo sa fare, ma che basilico usa? Perchè io stessa se lo faccio qui o all’isola d’Elba, mi viene diverso!
    Comunque, il “pronti, pesto, via” è bellissimo!!!! 😀

  2. Questa poi…. ma che bella iniziativa! E tu eri lì a “sniffare” pesto? Sai che profumo inebriante doveva esserci nell’aria! E che meraviglia anche i mortai.
    Un baciotto, al pesto ovviamente.
    Susanna

    • Inziativa fantastica! E sì, Susanna, c’era un profumo in quel salone, una meraviglia!
      E ho anche pensato che secondo me una certa mia amica, bravissima a cucinare, potrebbe senza dubbio partecipare 😉
      Bacetti!

  3. Dear Miss Fletcher,
    mia nonna Teresita, che faceva il pesto rigorosamente nel mortaio, ci metteva sempre una fogliolina di prezzemolo: una sola, ma indispensabile.
    Diceva che era per ricordare quando, in tempo di guerra e subito dopo, il pesto era un autentico lusso e siccome trovare il basilico non era né facile né economico, lo si “allungava” con un pò di prezzemolo o altro per dargli comunque il colore verde e mangiare qualcosa che si potesse più o meno chiamare pesto.
    Sempre meglio di quelli industriali dove puoi trovare di tutto, dalle patate liofilizzate al pepe, dagli anacardi al prezzemolo (ma per loro non ha lo stesso significato di mia nonna).
    Ah, dimenticavo: ieri pomeriggio sono passato di persona da vico del Cioccolatte con due “t”, il Carmine è un angolo di Genova stupendo.
    Fabio – Zeneize since 1965. Never forgiven who forgets Zena forever.

    • Uh, io questa della fogliolina di prezzemolo è la prima volta che la sento!
      E lasciamo perdere il pesto industriale, non è nemmeno da prendere in considerazione.
      Ciao Fabio, buona domenica!

  4. mmmmmmmmm porca miseria mi è venuta una super voglia di pasta con tutto quel deliziosissimo pesto!!!!
    buona domenica mia cara miss!

  5. Ma dai! Non ci posso credere! Ma è fantastico Miss, una gara di pesto! Mamma mia quanto ne ho fatto! Soprattutto da bambina e si, con il mortaio! Avevo il braccio, ricordo, dopo un pò, che non lo sentivo più! Ma che buono! Che mangiate! Post semplicemente fantasticissimo Miss. Bravissima, bravissima davvero! Baci.

  6. un mio amico, separato, è andato avanti per mesi a mangiare pastasciutta condita con il pesto.
    “E’ un piatto veloce” diceva.
    Un giorno mangiava pastasciutta con il pesto e il giorno dopo pastasciutta con il tonno.
    Chissà, magari è diventato così esperto nel pesto alla genovese da essere lì come concorrente

  7. Uhh che bello quel ‘mortaione’ del ‘600, lo voglio!! 😀 È davvero uno spettacolo! No bè ma la lattina ‘Aria di Genova’ mi ha fatto venire le lacrime agli occhi dal ridere, devo assolutamente procurarmene una! Geniale!
    Bel reportage, il prossimo anno iscrivo il mio fiancé che brontola brontola, mugugna mugugna ma il pesto lo fa davvero bene.
    Ciao Miss buona domenica!

    • La lattina è assolutamente sublime, non la cederei per nessuna ragione al mondo 🙂
      Comincia a dire al fidanzato di allenarsi, a te toccherà il gravoso compito di buttare in pentola gnocchi e trenette!
      E una vita dura, eh!
      Baci!

  8. Cara miss, questa volta ci siamo mancate per un soffio, ma alla prossima manifestazione partiamo in coppia! Genova, attenta, arrivano i n(m)ostri!

  9. Credo che una delle componenti importante del pesto, sia la cultura in vaso sui poggioli, questo è quello che mi diceva mia madre.
    Per quanto riguarda il lampadario, mi sembra di aver letto che è una copia moderna, l’originale andò distrutto forse durante la guerra, da qualche parte devo avere l’articolo.
    Eugenio

  10. Belle foto fa venir fame gnam gnam… e pensare che io lo so fare… mia mamma me l’aveva insegnato ed ho pure il mortaio di marmo e il pestello da qualche parte in cantina… ormai usiamo il frullatore e via… ma non è la stessa cosa…

  11. Pingback: Pestochampionship, pesto e musica d’autore in Piazza del Campo « Dear Miss Fletcher

  12. Pingback: Ristorante Il Genovese, il tempio del pesto « Dear Miss Fletcher

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