Confetteria Lucia, il paradiso delle caramelle

Ci sono luoghi ai quali siamo affezionati perché troviamo lì qualcosa di noi.
Ci sentiamo a casa.

La confetteria Lucia è un piccolo negozietto che si trova alla Zecca, in una zona fitta di istituti scolastici: ci sono le medie, c’è il Vittorio Emanuele, il Colombo, classico e scientifico, e poi, in Via Balbi, hanno sede molte facoltà universitarie.
E da sempre gli studenti, prima di andare a scuola a dannarsi sul Rocci e sulla trigonometria, passano di qui, a rifornirsi di zuccheri e di dolcetti che consentano di tollerare certe dure giornate!

Lui è il signor Fulvio Cannella, un destino scritto nel nome, direi.
E’ il suo negozio è costruito attorno a lui, alla sua solida e rassicurante figura.
Sapete, lui lavora qui da ben 54 anni, un lungo e onorato servizio per rincuorare i genovesi dalle amarezza della vita.
Eh,  se siete stati a scuola da queste parti vi ricorderete eccome di lui e di quei giorni, quando  si veniva qui con il vocabolario sotto braccio e lo zaino sulle spalle e si usciva di corsa!
Svelti, che suona la campanella!
Ma nella tasca della giacca avevamo quei preziosi sacchettini di carta pieni di zuccherina dolcezza!
E come era difficile scegliere!
Ah, quelle vaschette traboccanti di tripolini!

E poi le ginevrine dai colori pastello!

E le sucai, le valda e le caramelle di pino, i tacchetti, i pescetti e le rondelle di liquerizia!

E i confetti e gli anicini, bianchi, rosa e azzurri!


E le pastiglie del Leone e le caramelle con la carta di tutti i colori, le eucalipto e i ciucciotti, ve li ricordate?

E le lenti di cioccolato e la ghiaia!

E poi si diventa grandi, ma si continua a venire qui, perché la dolcezza non è mai troppa!
E si trovano le violette e le caramelle Rossana, le caramelle Baratti alla frutta, le caramelle gommose e le gelatine, e poi i ciocolattini e gli ovetti di cioccolato con la carta lucida e brillante!

La vita di ognuno di noi è adombrata da piccoli fastidi quotidiani che ci guastano il buonumore.
E allora, se vi è stato affidato un incarico che temete di non sapere affrontare o se incombe sul vostro futuro un compito in classe per il quale temete di non essere abbastanza preparati, regalatevi un po’ di dolcezza e venite a trovare il Signor Cannella, vi aspetta alla Confetteria Lucia, il paradiso delle caramelle.

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77 pensieri su “Confetteria Lucia, il paradiso delle caramelle

  1. Adoro questo negozio! Pensa che pur avendolo a due passi l’ho scoperto solo l’anno scorso, non so come ho fatto a non notarlo prima !!! Ah ma mi sto già rifacendo del tempo perso 😉

  2. Tesoro, scusa, ho fatto un po’ di casini con i commenti. Cancellalo l’altro.
    ci dobbiamo andare insieme. Sembra davvero un negozio per principesse. Che noi con matrigne, streghe cattive e principi cretini, di problemi ne abbiamo a non finire.
    Bacini.

    • Haha! La mia amica 🙂 ! E lo è sì un negozio per principesse, guarda qui, tra rospi e principi cretini dobbiamo fare una scorta di dolci che levati!
      Che dici andiamo con la tua carrozza?
      Bacini!!!

  3. Colpita al cuore, o, meglio, alla gola….che ricordi… la confetteria Lucia… all’uscita della scuola racimolavamo gli spiccioli per comprare qualcosa…e c’era sempre qualche cosa di nuovo da provare, ma prima ci s’incantava davanti alla vetrina, anche per calcolare quanto sarebbe potuto ricavare da quelle poche monete! Devo farla vedere all’ormai prossimo colombino Lorenzo! non si deve interrompere la tradizione golosastra di famiglia!
    Sempre unica, Jessica, my darling!

  4. Che bello! Non sapevo che quelle caramelle si chiamassero ginevrine. Da piccola le adoravo e per la verità mi fanno impazzire pure ora! L’unico limite di questo blog è che non si può assaggiare 😉

  5. Ma Miss, di nuovo! Non puoi fami questo! Proprio nel mio periodo di dieta prima dell’estate! Cavoli…..mmmmhmmm, che delizia….ne ho sentito il sapore! Salutami tanto il signor Cannella, che faccia simpatica che ha e che fortuna a vivere li in mezzo. Una curiosità: lo sai che noi le ginevrine le chiamiamo mentine? Anche se con la menta non hanno nulla a che vedere. Bacioni sorella perfida!

  6. Come non conoscerla se si è golosi come me! Vado pazza per le caramelline con la goccia di rosolio all’interno… per tacere delle ginevrine! 😉
    Così va a finire che domani faccio un passo in largo Zecca!

  7. Dear Miss Fletcher,
    ammetto di non essere mai stato goloso di dolci, ma la Confetteria Lucia è davvero un posto speciale e non mi sorprende che tu l’abbia tanto a cuore.
    Ora però vorrei farti una domanda, visto che hai citato il Rocci, il liceo e altri particolari: tu per caso hai studiato al Colombo?
    Io mi sono fatto cinque anni di Classico che peraltro mi hanno lasciato più ombre che luci, ma all’uscita non passavo mai dalla Confetteria Lucia perché abitavo a San Teodoro e quindi mi dirigevo verso via Gramsci per prendere il 32 e tornare a casa.
    Quando devo smaltire i fumi di un’incazzatura o di una delusione io mi affido a una pinta di birra, ma quest’estate ho assaggiato dei confetti stratosferici a Sulmona e non immaginavo che si potesse arrivare a tanto…
    Fabio – Zeneize since 1965. It ain’t the wrapping that sells the goods.

    • E certo che andavo al Colombo anch’io! Non che fossi bravissima a scuola, eh, però ne ho un bel ricordo adesso.
      E poi mi divertivo un sacco veramente!
      I confetti di Sulmona sono una delizia infinita, lo so!

      • Dear Miss Fletcher,
        non conosco la tua identità ufficiale ma di una cosa sono pressoché certo: non eri in classe con me. Nessuna mia compagna girava con la crestina tenuta su col gel e soprattutto nessuna di loro era tanto evoluta musicalmente, anzi, ce n’era una che alla domanda: “Qual è il tuo gruppo preferito?” disse candidamente: “Gli Alunni del Sole”.
        Riesci a immaginare una risposta più atroce? Come vedi, tu e Bella avrete pure incrociato rospi e principi cretini, ma io ho fronteggiato a mia volta delle principesse da incubo!
        Fabio – Zeneize since 1965. God protect us from second-rate dates.

        P.S. I confetti di Sulmona sono una delizia infinita, peccato che dopo un paio d’ore la loro dolcezza mi sia andata in tanto veleno camminando in quella devastazione che è il centro storico di L’Aquila.

      • Uh, gli Alunni del Sole, e chi se li ricordava! No, no…non ero io! Certo che anche tu hai avuto le tue, mi sa. Mi duole darti una brutta notizia: ho appreso da poco che al Colombo non si entra più dalla parte dalla quale entravamo noi e quindi la scala con la targa “Sol nella libertà l’anima è intera”, ecco non c’è più! Ma si può? Roba da matti! Se vuoi leggere di L’Aquila, il mio amico Matteo Grimaldi che ha un blog che trovi qui accanto nel blogroll, abita e scrive proprio da lì,e parla molto della sua città.
        Firma fantastica, bravo! Si vede che hai fatto il classico 🙂 !

      • Ciao Rita,
        anch’io ero nella sezione D, ho dato la Maturità nel 1984 e grazie al cielo ho dimenticato buona parte di quello che avevo imparato. E ho scoperto che il greco moderno ha pochissimo a che fare con quello di Senofonte.
        L’inglese l’ho imparato per conto mio, volevo imparare a memoria i testi delle canzoni e soprattutto volevo poter comunicare con le ragazze straniere quando andavo in vacanza.
        Fabio – Zeneize since 1965. Just like schooling a failure.

  8. Quanta bontà. Se c’è una cosa alla quale proprio non riesco a resistere sono le caramelle. Poi, quando ho letto valda, mi è salito un sorriso sornione, perché me lo ricordo mio nonno con la sua scatolina sempre piena. Ce n’erano sempre per tutti. Grazie Miss. 🙂

  9. uhm…non ci vedo bene. Le Pip sono quelle caramelle tonde alla menta e liquirizia, incartate una ad una. Le mangiava sempre mio nonno e qualche volta me ne dava una. Poi qui sparirono, non si trovavano più. Nel’94, durante un viaggio nel Gargano le trovai esposte in una bottega.
    “Uh! Le Pip! Le PIp! Le fanno ancora?”
    “Qui le abbiamo sempre vendute” mi disse la bottegaia, “Siete voi al nord che non le apprezzate più”…
    Ne presi per diecimila lire.
    Lo scorso anno sono ricomparse anche qui, alla cassa del benzinaio.

  10. Che meraviglia Miss Fletcher: hai portato un pò di “dolce” in questa mia difficile giornata!
    E il mio Rocci è ancora qui, ingiallito e vissuto ma c’è!
    Baciotto Susanna

  11. Dear Miss Fletcher,
    beata te che te li eri dimenticati gli Alunni del Sole! E grazie per la segnalazione sul blog del tuo amico aquilano, voglio scrivergli assolutamente. Il loro centro storico è pieno di barriere con l’insegna “Zona rossa” e il divieto di oltrepassare, ma dove c’è una zona rossa c’è un genovese pronto a violarla ed è quello che ho fatto apertamente lo scorso agosto, facendomi fotografare per esprimere la mia solidarietà agli aquilani.
    Tornando alla Confetteria Lucia, c’è una tenerezza enorme nell’immagine delle ragazzine che all’uscita da scuola contavano gli spiccioli per capire se sarebbero bastati a comprare le caramelle. Oggi conterebbero le banconote per vedere se ci esce la ricarica del cellulare, ma a modo loro sono belle anche così, solo molto meno poetiche.
    Avrei voluto vederla la Miss che si compra i confetti vestita di nero e magari con le labbra viola prugna…
    Fabio – Zeneize since 1965. Will I see you down in a young girls town?

    • Matteo apprezzerà, ama visceralmente la sua città come noi amiamo Zena.
      E scrive davvero bene, vedrai!
      Eh, le ragazzine…tenerezza la fanno sempre, hai ragione.
      Ovvio che avevo le labbra color prugna, come fai a saperlo?

      • Dear Miss Fletcher,
        le donne di classe si notano dai particolari e poi io andavo pazzo per le mie coetanee con le labbra color prugna… Sicuramente ti avrò notata al Colombo, il guaio è che la Maturità l’ho data nell’84 e da allora qualche annetto è passato.
        A proposito, quando sono andato in vico del Cioccolatte ho fatto un salto in via Dino Bellucci e se già allora era male in arnese, oggi sembra dimenticata da Dio, dall’uomo e dall’AMIU. La facciata del Colombo da cui entravamo pare colpita da una bomba ad alto potenziale e purtroppo, come dici tu, addio a quella scritta tanto solenne ma tanto bella “Sol nella libertà l’anima è intera”.
        Io non sono molto legato al Colombo, ma mi è dispiaciuto vederlo conciato così.
        Fabio – Zeneize since 1965. Better beans and freedom than cake and slavery.

      • Haha…sì in effetti è passato qualche anno! E comunque è stato al Colombo che ho iniziato a vestirmi total black, sarà colpa di Kant e di tutta quella gente lì, mi sa!
        Ho visto in che stato è il Colombo, Fabio, veramente agghiacciante…e giusto, better bean and freedom! Grande!

  12. Non sapevo che quei deliziosi confettini di zucchero si chiamassero ‘ginevrine’! Mi sono venute in mente proprio oggi… ed ora ho letto per caso questo splendido post. Si vede che ho proprio bisogno di un po’ di dolcezza…

  13. Che coincidenza, carissima Miss Fletcher! Pochi giorni fa nel corso di italiano del secondo anno ho fatto riferimento alle caramelle della Confetteria Lucia per spiegare l’uso dell’imperfetto e, ovviamente ho detto: “Al liceo mangiavo sempre le caramelle che compravo in un negozietto li’ vicino”. Adesso gli faccio vedere le immagini del luogo del delitto (dove mi sono rovinata permanentemente i denti).

  14. Ciao Miss Fletcher,
    sono capitato per caso sul tuo blog – molto interessante e piacevole alla lettura – quando… compare mio nonno Fulvio! eh, si! Proprio lui! Nonna Lucia, la proprietaria …magari la ricordi, era per noi tre nipotini un’epifania di 365 giorni l’anno: e chi aspettava la befana, quando bastava infilare una mano in un’arbanella e sbaffarsi tutto? Ora lei non c’è più, vicissitudini famigliari hanno sparpagliato la famiglia, ma ogni volta che si passa alla Zecca, beh..è emozionante. Se lo vedi prima di me, salutami Nonno Fulvio. Ciao.
    Francesco (ed Andrea e Marco)

    • Ciao Francesco!
      Che piacere leggere il tuo commento!
      Certo che mi ricordo la Signora Lucia, me la ricordo benissimo!
      Che invidia per la tua infanzia tra quelle arbanelle, io mi servo da tuo nonno da tutta la vita, come hai potuto leggere nel post.
      E’ una vera e propria istituzione, non solo per gli studenti ma per i genovesi in generale.
      Sai che non so se tuo nonno abbia potuto vedere questo post?
      Certo che gli dirò che sei passato, molto volentieri…così ho la scusa per comprarmi due etti di ginevrine 🙂
      A prestissimo e saluti a tutti voi!

  15. Genova, una scoperta meravigliosa! Sono capitata per una passeggiata di una mezza giornata ed il cielo era così terso che mi sono innamorata di Piazza Caricamento che ho immortalato in uno scatto magnifico. Il mio primo piccolo articolo l’ho fatto proprio su Genova e da qui è iniziata questa folle avventura da blogger. Ci ritornerò per scoprire molto di più se non altro per passare anch’io dalla Confetteria Lucia.
    A presto Bea

  16. Quando ero piccola lo chiamavo il negozio dei dolciumi, ora che sono grande e ho un piccolo è fornitore ufficiale di gessetti (cilindretti di liquirizia coperti di menta) e mou alla liquirizia inglese 😀

  17. Sono stata un’alunna del Colombo che non conosceva il favoloso negozio delle caramelle e purtroppo anche se l’avesse conosciuto non avrebbe mai avuto una lira per comprarsele .Ma il paradiso dei dolciumi esisteva già negli anni sessanta? Ha un aspetto veramente attraente nelle sue foto.Peccato adesso che potrei comprarmele mi fanno ingrassare mentre allora con tutta la strada che facevamo a piedi,non esistevano problemi di linea.Certo che Genova anche in fatto di dolci e di pasticcerie superlative non è seconda a nessuno.
    Un affettuoso saluto Nicla

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