Hubert Flynn, l’uomo che si trasformò in topo

Hubert Flynn abita a Dublino e fa il garzone di panetteria.
Ha una moglie, una giovane figlia adolescente e un figlio che vuole farsi prete.
Hubert, da buon irlandese, ama la birra e trascorrere ore serene al pub, con una bella pinta davanti ed è proprio al pub che accade il fattaccio: inspiegabilmente il pover’uomo si ritrova trasformato in un topo bianco.
Signori, per la regia di Steve Barron, questa è la trama di Rat, un film forse poco noto dalle nostre parti che è una vera perla di umorismo e che vi farà ridere fino alle lacrime.
A tratti è puro nonsense, assolutamente geniale.
E insomma, è dura essere trasformati in topi!
Il povero Hubert, poi, ha a che fare con una moglie decisamente bisbetica, che non gliene fa passare una neppure da roditore.
Tanto per fare un esempio, all’inizio del film l’allegra famigliola è riunita intorno al tavolo per la cena e il poverino se ne sta di fronte ad un piatto di sanguinaccio senza muovere un pelo, mentre la moglie Conchita lo redarguisce perchè mangi, tra le proteste della figlia che cerca di spiegare alla madre che il poverino non ce la fa!
Ma Conchita non sente ragioni e con il dito minacciosamente alzato apostrofa così il suo piccolo consorte:
– Tu con me non l’hai spuntata da uomo, figurati se mi freghi da topo!
Capito il genere?
A casa poi, si presenta un giornalista: c’è da fare i soldi con la vicenda di Hubert, uscirà un libro ed avrà enorme successo.
E questa è la trama, la storia di uomo trasformato in topo e di come la sua famiglia affronta con coraggio la disavventura che gli è capitata in sorte.
Oh, poi in realtà mai fidarsi dei parenti!
I topi, si sa, portano malattie e così il figlio di Hubert, tanto religioso e timorato di Dio, vorrebbe cuocere il padre nel forno, la figlia è più compassionevole, pensa che sarebbe meglio avvelenarlo il cibo mentre lo zio suggerisce di venderlo al circo!
E’ una vita durissima per il poveraccio!
Lui riesce comunque a scampare alle amorevoli cure dei suoi famigliari, che si ricredono riguardo ai loro propositi e allora eccoli, tutti insieme a spasso per Dublino.
Conchita spinge fieramente una carrozzina, dentro alla quale è posata una gabbietta dove è sistemato il capofamiglia.
Ma dove mai se ne andranno, secondo voi? Ma al pub, ovviamente!
Ma Hubert se la svigna e sullo schermo vedrete una delle scene più belle del film, il topolino che fugge e tutti gli altri dietro, di corsa, per le strade di Dublino, sul ponte sulla Liffey, tra quelle case con i mattoni rossi tipici della capitale irlandese.
Che danni può fare un topo! A un certo punto Hubert manda fuori strada un camion, che trasporta botti di birra, e tutto il pesante carico cade a terra inondando le strade di quel prezioso nettare nel quale il topolino gioiosamente si tuffa per uscirne beato e ubriaco.
Il cinema prodotto al di là della Manica offre squarci di inusitata comicità, senza dubbio differente da quella proposta dai produttori hollywoodiani, inglesi ed irlandesi hanno un altro stile, il loro è un mondo piccolo, fatto di casette a schiera e di fumose periferie, se anche voi amate queste genere di cinema sapete bene di cosa stia parlando.
Umorismo, giustizia sociale e lotta della sopravvivenza si intrecciano in trame davvero divertenti e particolari.
Ricordate la banda di musicisti di Grazie Signora Thatcher? Le loro disavventure, che certo meritano una più approfondita menzione, vengono proposte con quella sagacia tutta britannica che non ha eguali nella storia del cinema.
Il tema di fondo, in quel caso, è la chiusura di una miniera, la crisi e la perdita del lavoro.
Eppure si ride, e tanto, e sono risate amare ed allo stesso tempo esilaranti.
Le stesse che vi strapperanno i disoccupati di Full Monty, improvvisatisi intrattenitori di adoranti platee femminili, oppure la candida protagonista del film L’erba di Grace, ricordate il suo sguardo pieno di arguzia e di acume?
E molti altri sono i film che richiamano queste tematiche, primi fra tutti quelli del regista Ken Loach, la cui opera è troppo importante e significativa per essere liquidata in poche righe.
A questo genere cinematografico appartiene anche Rat, un film che ha una sua morale e non voglio svelarvi troppo per non togliervi il piacere di scoprirla da voi.
Vi basti sapere che trasformarsi in un topo può essere davvero un’esperienza peculiare.
Se come Hubert, dovesse capitarvi di farla sul centrino, sappiate che vostra moglie non la prenderà affatto bene.
E per farvi il bagno vi sbatteranno in lavatrice, azionando il programma delicati e dopo per asciugarvi vi appenderanno per la coda al filo da stendere.
E se per disgrazia avrete la febbre, per farvi calare la temperatura vi schiafferanno nel frigorifero accanto alla pancetta.
Eh, è una vita difficile, con i suoi alti e bassi!
Ma ogni vita è degna di essere vissuta, anche se si è piccoli topolini bianchi, ogni vita ha il suo carico di bellezza e di stupore.
Da roditori si riesce a vedere nel buio.
E a prevedere la pioggia.
Ogni vita ha le sue meraviglie e i suoi entusiasmi.
Anche quella di Hubert Flynn, l’uomo che diventò un topo.

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30 pensieri su “Hubert Flynn, l’uomo che si trasformò in topo

  1. Sbaglio o esisteva anche un musical intitolato “Rat”? È la prima volta che sento parlare di questo film.
    Comunque è proprio vero quello che dici sulla comicità. Sarà che l’ironia demenziale americana non mi piace, e quella italiana dei cinepanettoni non la prendo nemmeno in considerazione.
    Un saluto, Miss!

    • Del musical non so nulla. Il film credo che non sia per niente noto, ma io quando vedo qualche DVD inglese compro a scatola chiusa! La prima volta ridevo con le lacrime agli occhi, veramente! Neanche a me piacciono i film italiani un po’ beceri né certa cinematrografia scontatissima, condivido il tuo pensiero Chagall!

  2. Ho una gran voglia di vedere quel film. Tu scrivi troppo bene Miss! Te lo ridico: raccogli in un libro i tuoi post. Uno su Genova e poi gli altri!

  3. Eh Miss! Trovare un editore è un’impresa anche per chi ha molte pubblicazioni alle spalle, figurati per un esordiente.
    Non è impossibile, ma ci vuole una grande forza di volontà. E poi il talento, senza di quello non arrivi da nessuna parte.
    Buona fortuna… e tienici informati su come procedono le cose.

  4. Chi ha detto che i topi portano malattie scusa???!!! Ragazza, non ti ricordi da dove vieni???!!! Comunque, sono felice che mio cugino vi faccia divertire così tanto, anche se puzza di birra e non lo sopporto più e quella Conchita si, è davvero una rompitome, ma tutti gli anni a Natale e a Pasqua me la devo sopportare, stavo giusto preparando, arriveranno tra una settimana. Comunque Miss, questo post è esageratamente bello, adoro quando ti ricordi della tua famiglia dei piani bassi. Ti mando una strofinatina coi baffi e….ops, a proposito,…domani piove! Copriti!

  5. Ooooooh Miss…uff! Non ce la faccio a prenderti in giro!…..Me l’ha scritto topomarito!!!! Volevo farti credere che anch’io avevo imparato l’inglese e invece nulla….mi squit-perdoni? 🙂 (Topomarito dice che non sono normale).

  6. Dear Miss Fletcher,
    se stasera ti ho risposto così tardi è per varie ragioni.
    La prima è che ho scritto una mail a una ragazza che veniva al Colombo, sai com’è, ci tenevo a raccontarle un pò di cose…
    Subito dopo mi ha scritto la Pigmy e abbiamo parlato di roditori e di arte per tutti, bellissimo!
    Alla fine mi trovo un post su “Rat”, che devo assolutamente vedere dopo che me lo hai suggerito qualche giorno fa. Sabato scorso ho chiesto al mio amico Maury cosa penserebbe se una sera mi vedesse arrivare nel suo pub dentro una gabbietta, con Miss Fletcher che si prende cura di me: ha detto che offrirebbe da bere alla Miss e mi darebbe in pasto a uno dei tanti gatti randagi che circolano per Sampierdarena.
    Io però ci terrei tanto e vorrei provare a fare come il topolino di Dublino, probabile che se la passi meglio di me.
    Fabio – Zeneize since 1965. Voglio una vita come quelle dei film.

    P.S. Hai visto “We want sex”, la commedia inglese sullo storico sciopero delle operaie della Ford di Dagenham, nella periferia di Londra? E’ un film fatto per te e una volta tanto, il “sex” non ha nulla a che vedere attrici in topless e perizoma.

    • Uh, attento al tuo amico Maury, e caspita!
      Comunque anche questo fatto che tu ti intenda di roditori ha del sensazionale, direi.
      Certo che ho visto quel film, mi è piaciuto molto, è decisamente il mio genere.
      Direi che la firma di stasera è più che perfetta, non so come tu faccia 😉

      • Dear Miss Fletcher,
        secondo me Maury scherzava ma non si sa mai e comunque ha una pazienza infinita a sopportare me e i miei amici squilibrati.
        Quanto alle firme, la Miss e Pigmy ci tengono tanto e io non voglio deluderle. Non chiedermi come mi vengano, escono da sole e io mi limito a scriverle.
        Fabio – Zeneize since 1965. E’ che mi disegnano così…

  7. questa è la prima che sento. Conoscevo il fumetto di Ratman, ho divorato enne volte Raus di Spiegelman, faccio ancora adesso colazione con Topolino, ma questo film mi era sconosciuto

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