La volpe e la bambina

La volpe e la bambina è un film del 2008, opera del regista francese Luc Jacquet, che già diresse La marcia dei pinguini, uno splendido documentario nel quale si narrano le avventure antartiche dei pinguini imperatori.
Il suo secondo film, invece, ha un’atmosfera più raccolta e famigliare, essendo ambientato nella Francia dei giorni nostri, in un imprecisato paese di montagna.
Una volpe e una bambina sono le sole protagoniste di questo film incantevole, di grande atmosfera e di forte impatto emotivo, per la grande intensità con la quale viene rappresentato il rapporto tra l’uomo e la natura.
La bambina è deliziosa, con le lentiggini e i capelli fulvi come il pelo di quella volpe con la quale desidera fare amicizia.
Ed è questo il tema portante del film, il legame che si crea tra due creature, l’armonia tra due mondi, raggiunta e conquistata tramite la curiosità e il gioco.
Il gioco e l’entusiasmo di fronte a nuove esperienze, si assiste emozionati alle avventure di questa bimba che nulla teme, da piccoli si è sempre un po’ spregiudicati,  certo i bambini che vivono a contatto con la natura sono più fortunati di coloro che abitano nei grandi centri urbani.
La bambina del film è immersa il un mondo fantastico, uno scenario da fiaba.
Prati, foreste incontaminate, alberi che si arrampicano verso il blu.
Incuriosita da tanta bellezza sono andata a cercare dove fosse stato girato il film ed ho scoperto che le riprese sono state effettuate in Francia, al Plateau de Retord e sulle montagne del nostro Abruzzo.
Le montagne, l’avvicendarsi delle stagioni, la neve e poi il verde accecante dell’erba.
La volpe, prima diffidente e poi più fiduciosa, la volpe dal pelo lucido e morbido che corre, fugge e si nasconde.
E la bambina dietro, anche lei di corsa, quanto ci tiene alla sua volpe!
E da moderna pollicina, lascia dietro di sé del cibo, per attirare la volpe.
Poi si siede su un albero, ad aspettarla e così farà nei giorni a venire, con costanza e testardaggine.
E con la forza dell’amore, quello che guiderà la mano di questa bimba ad accarezzare la volpe, con gesti affettuosi e tanto desiderati.
L’entusiasmo dell’infanzia, la natura, il mondo degli animali e i suoi pericoli.
Gli orsi e i lupi, la lince e l’aquila, e poi le altre creature del bosco, come la donnola e il cervo.
E poi un fiume, l’acqua che scorre, le rane e i rospi che saltano e lei, la bambina che cerca di prenderli in mano, questa per me è una delle scene più dolci del film, racchiude in sé tutta la pienezza del gioco, l’appagamento che si prova con il puro e semplice divertimento.
Ve lo ricordate com’era bello giocare? Se lo avete dimenticato, vedendo questo film ve ne ricorderete.
Ma di cosa è fatta l’amicizia che nasce tra la volpe e la bambina?
Di affetto e di silenzi, di complicità e di incomprensione, di distacchi e di ritorni, ma anche di una certa ingenuità infantile, soprattutto nell’ostinarsi a voler addomesticare una volpe.
La natura ha le sue regole, che spesso non collimano con quelle dell’uomo.
E qui è il momento di difficoltà, quelli che segna la strada verso la crescita, il passaggio dall’infanzia all’età adulta.
Una volpe, una bambina.
E le parole di lei, divenuta donna: mi ha insegnato la differenza tra amare e possedere.

28 pensieri su “La volpe e la bambina

    • Esatto, è quel film e Ambra è bravissima, narra questa storia come una fiaba e di questo si tratta, una fiaba moderna.
      C’è una scena notturna che sembra uscita da uno di quei libri che tu prediligi.
      Guardalo Chagall, sono sicura che ti piacerà!

  1. Oh Miss, che bello! Non lo conosco, non l’ho mai visto ma dev’essere bellissimo da come lo descrivi. Voglio vederlo!!!! Grazie Miss, splendida segnalazione. Baci, baci.

  2. Non ho visto questo bel film, Miss e non mancherò di farlo. C’è bisogno di valori semplici ma fondamentali, se poi sono accompagnati da splendidi paesaggi, fanno ancor meglio all’anima!
    Buon fine settimana
    Susanna

    • Lo hanno dato di recente su uno dei canali del digitale, se tieni d’occhio i programmi secondo me lo ripassano!
      Comunque hai ragione, ci sono un sacco di trasmissioni delle quali farei volentieri a meno.

  3. Dear Miss Fletcher,
    mi permetto di segnalare un altro bel film, girato nel 2005 e intitolato “Il cane giallo della Mongolia”, di cui non ricordo esattamente il regista perché i nomi mongoli sono qualcosa d’impossibile da memorizzare.
    Stupenda la tua citazione finale sulla differenza fra amare e possedere.
    Fabio – Zeneize since 1965. If you love somebody, set them free.

  4. Bel film Che avevo visto a suo tempo. Mi hai fatto venir voglia di rivederlo! La parte chi mi piaceva di più è quando dopo l’inverno, la neve e il letargo la bambina non sapeva se avrebbe più rivisto la volpe…ma ci sperava.

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