La Torre dei Maruffo, d’in sulla vetta della torre antica

Accadono cose strane, a volte.
Accade che in questa città ci sia un’antica torre, che risale al XIII secolo.
Una torre in pietra, nel centro di Genova.
Chissà quante volte siete passati sotto quella torre senza notarla, eppure svetta maestosa tra i tetti, sulle ardesie e sui caruggi.
Per vederla occorre fermarsi e alzare lo sguardo verso il cielo, guardare su verso quelle solide pietre che sfidano l’azzurro.
Da sempre, ogni volta che vado in Canneto, mi soffermo ad ammirarla, cercando di cogliere qualche particolare, qualche dettaglio che potrebbe essermi sfuggito.
Ma quanto sono stretti i nostri caruggi!
Bisogna proprio cercarla con gli occhi, la Torre dei Maruffo.
Quando siete in Canneto, fatelo anche voi, rimarrete colpiti ed affascinati da tanta imponenza.

Forse ricorderete, vi ho già portato là sotto, in Canneto il Lungo.
Accadono cose strane, a volte, sapete?
Accade che un luogo così pieno di storia, capace di suscitare immenso stupore e meraviglia, trovi un piccolo spazio su queste pagine.
E ad accompagnare le immagini della più bella torre dei nostri caruggi, le mie parole, le mie divagazioni e fantasie.
Oh, chissà come sarà Genova da lassù!
La vita è strana, a volte riserva bellissime sorprese.
E allora accade che la padrona di quella torre, colei che vive lassù, da dove si domina la Superba, capiti su queste pagine e legga questo post.
Lo legge anche un altro genovese, il suo nome è Werner, se andrete a visitare il suo blog, capirete la ragione del suo interesse per il Medioevo.
Oh, com’è strana la vita!
Forse c’è da rivedere qualche preconcetto sui genovesi.
Sapete, si dice che da queste parti siamo scontrosi, niente affatto socievoli e men che meno disponibili.
Eh, non è mica vero, proprio per niente!
Ci credereste? Noi tre ci siamo incontrati sotto la Torre dei Maruffo e colei che ci abita ha aperto le porte di casa sua e ci ha fatto salire in cima alla torre.
Ma chi ha detto che i genovesi sono chiusi ed ombrosi?
E allora saliamo, su per quelle scale.
Passando accanto a quelle solide pietre, che hanno veduto lo scorrere dei secoli.

I Maruffo erano una famiglia di origine spezzina, giunsero a Genova nel XII secolo e qui ebbero, come scrive il Podestà, uffici importantissimi.
A loro erano intitolati una piazzetta, una loggia e un vicolo, i loro possedimenti si estendevano nella parte alta di Canneto il Lungo, un tempo detta contrada dei Maruffo.

Un’abitazione in una torre medievale.
Con i muri spessissimi, con queste pietre.

E poi si sale, si sale ancora.
Sapete, quel giorno, al mattino pioveva a dirotto ma a sera, sui tetti di Genova, il cielo brillava di un blu scintillante.

Eccoli i tetti, questi sono i tetti del nostro Canneto.
Chi li aveva mai visti così dall’alto!


E come cambia la prospettiva da quassù!
Una torre, il Medioevo.
A guardar giù, verso il Canneto, non si può fare a meno di pensare a ciò che è accaduto qui, in secoli lontani.
Frecce scoccate dagli archi che saettano verso il basso, e poi i pentoloni di olio bollente e una gragnuola di pietre per scacciare i nemici!

Lassù si è al sicuro, lassù, all’ombra della Torre.

E su un muro, come in tanti luoghi dei nostri vicoli, si trova una chiave.

Dall’altro lato si può ammirare uno splendido scorcio di Piazza Valoria.

Eh, c’è sempre la fastidiosa questione delle vertigini!
In cima alla torre ci si arriva tramite queste scalette, caspita!
“Sali in questa maniera, come noi alpinisti.” Ha detto sicura la padrona di casa.
Ecco, chi mi conosce bene sa che Miss Fletcher e l’alpinismo sono francamente incompatibili, come l’acqua e il fuoco.
E quindi, se proprio devo essere sincera, sono la prima ad essermi sorpresa per avercela fatta!

E tra un piano e l’altro, salendo, intravedi Zena.

Guardate quanto sono spessi quei muri!

E poi siamo saliti ancora.
E quando siamo arrivati in cima, siamo stati accolti con un attacco dal cielo!
Un gabbiano, in picchiata sulle nostre teste! Che caratteraccio!
Eh, prima o poi però anche i tipi più difficili trovano pace!
Lo vedete laggiù, sulla cima di un tetto? Certo, nell’immagine spicca il fregio della facciata di Palazzo Ducale, ma se osservate bene, lì davanti c’è lui, l’insolente pennuto!

E tutto attorno un mondo che aveva infinite parole.
Parole che raccontavano di chiese, di campanili, di tetti, di finestre, di vite di secoli orsono.

Avete davanti il mondo sulla torre dei Maruffo.
Avete in faccia il campanile di San Lorenzo e alle sue spalle la città che si inerpica sulle alture.

Avete davanti la Torre Grimaldina, sulla quale sempre sventola la croce di San Giorgio.
Eh, dal basso è sempre difficile fotografarla,  il vento mi è stato spesso nemico, ma qui c’è una visuale perfetta!

E sotto di voi, i tetti.

I tetti di ardesia di Zena.

La città, viva e vitale.

E l’ombra della Torre dei Maruffo si proietta su quei tetti.

E davanti il mare, la Lanterna  e il porto.
E come non pensare a chi, da questo punto di osservazione, scrutava l’orizzonte per scorgere navi nemiche all’attacco della Superba?
Eccoli i Saraceni, che minacciosi solcano il mare! Noi siamo qui, pronti ad affrontarli!

E laggiù c’è Torre degli Embriaci, altrettanto maestosa.

La città, dal mare ai monti.

E il sole che la illumina.

Il sole che la veste di rosa al tramonto.

Ho veduto tutto questo da lassù, dalla Torre dei Maruffo, una splendida meraviglia della mia Genova.
Ho veduto tutto questo, grazie a una persona generosa e ospitale che mi ha aperto la sua casa.
Una persona alla quale voglio dire infinitamente grazie.

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63 pensieri su “La Torre dei Maruffo, d’in sulla vetta della torre antica

  1. Miss, che belle le foto dei caruggi dall’alto. Sono stupefatta dalla tua abilità nel farti aprire tutte le porte, sei una compagna di viaggio preziosa, con te non si corre il rischio di perdersi nulla! Bellissimo post aereo! Baci domenicali, Vivi

  2. E pensare che di solito, quando si parla di torri a Genova, si dice che l’unica che c’è è quella degli Embriaci: da Canneto il Lungo sicuramente si è molto “al centro del centro”, dev’essere davvero bello quello che si vede da lì. Mi piacerebbe molto, prima o poi, accompagnarti in una di queste incursioni fotografiche, sono sicuro che ci sarebbe da imparare un sacco!

    • Zena è meravigliosa da lassù, c’è una prospettiva inimitabile, sono veramente contenta di esserci stata!
      Certo che possiamo organizzare un’incursione fotografica, io vorrei andare anche sulla Torre degli Embriaci, ad esempio, quindi pensavo di andare a suonare i citofoni, sperando che qualcuno mi lasci entrare!

  3. E’ l’amore per Genova che ti fa vincere le vertigini! Post e foto meravigliosi. Hai superato te stessa! E poi io credo che noi siamo si scontrosi e chiusi ma verso i foresti. Forse siamo solo gelosi delle nostre meraviglie.

  4. Mi piacerebbe avere quella casa con il terrazzino. I vicoli hanno sempre un loro fascino, ci scopri cose che ti mettono quella sensazione perenne di curiosità sullo stomaco. E giri giri:)

  5. Volevo cliccare “lika” ma non hai messo il tasto… perchè non ho molto da aggiungere a tutti i commenti… ed allora… click “lika”:-)

  6. Eccoci qua! Grazie del post e della bellissima esperienza! Salendo quelle scale (e scendendole, che non era cosa da poco) abbiamo davvero viaggiato nel tempo oltre che nello spazio. Io ho anche rimediato un bel bernoccolo, ma è la prova che non è stato tutto un sogno! 😀

    • Grazie a te, è stata una serata indimenticabile!
      Eh, le scale! Dai, tu eri molto più disinvolto di me, sei persino sceso a prendere il metro!
      E non è mica da tutti, sai, avere un bernoccolo a causa di una capocciata contro una pietra in una torre medievale 😉

      • Oh, fortunatamente era una trave di legno, sennò sarei rimasto lì! (la vera capocciata non è quella che hai visto tu, ma quella che ho preso proprio quando sono sceso a prendere il metro, ovviamente sulla stessa trave!)

  7. Che meraviglia, carissima! Abbiamo delle cose preziose e non le sappiamo apprezzare e valorizzare…solo quando ci vengono tolte ce ne accorgiamo!
    Un abbraccio, *Maristella*.

  8. No Miss no. Non ci posso credere. No, non ci credo e basta. Ma ti rendi contooooo??????? Ma dove sei andata????!!!! Ma tu devi giocare a qualche lotteria non è possibile! E poi Miss, ti ci vedo a fare l’alpinismo, tra lo stupore che avevo e la felicità che ho provato per te mi sono anche fatta una risata! E non mi hai detto niente! Muta come un pesce! Brava Miss, brava, sono davvero starfelice per te. Baci, baci.

    • Hai visto? Te l’avevo detto che era una sorpresa!
      No, no..io con l’alpinismo non sono tanto brava, ma per la torre questo ed altro. E poi le scale non erano fastidiose, non ho sentito le vertigini…neppure lassù, per fortuna.
      Sono felicissima di esserci stata, una cosa fantastica
      Bacetti, cara!

  9. Oramai da te mi aspetto di tutto. Non mi stupirei un giorno vederti sulla coffa dell’albero maestro della Vespucci (ovviamente accompagnata dal capitano in alta uniforme). ” Eh… ho suonato il campanello e il Capitan Findus mi ha fatto salire sulla nave…”. Braverrima.

  10. Che bella questa passeggiata tra le nuvole Miss! E’ stato piacevolissimo poter godere del panorama da questo altro punto di vista. Ed immagino che sia stata anche per te una bella sorpresa veder aperte le porte di questa preziosa abitazione ed aver fatto la conoscenza di persone che apprezzano i tuoi scritti.
    Potere dei tuoi articoli “golosi!”
    Baciotto Susanna

    • Susa, un’esperienza meravigliosa! Non sapevo da che parte guardare, ci credi?
      E sono davvero contenta che le mie parole siano giunte a chi vive nella torre, è una cosa bellissima!
      Un bacino Susa!

  11. Buona giornata Miss. Tutto bene? Spero di sì.
    La penultima foto ha qualcosa di magico per me. Hai cominciato a selezionare i post per il libro, vero? Guarda che ci devi assolutamente provare.

  12. Ma che meraviglia…e per l’ennesima volta mi trovo ad esclamare “Che città sorprendente!”. Grazie per questo bel racconto fatto di parole e immagini: si percepisce tutta la tua emozione.
    E complimenti per la salita: te lo dice una che soffre di vertigini 😉

  13. Ciao Miss Fletcher,mi scuso per non aver saputo prima che c’era un blog cosi’..sono appassionato di storia e di storie ,anche io adoro Genova,il suo carattere chiuso,come i suoi vicoli,ma con un cuore grande e aperto come la vista del mare da una torre o da Castelletto dove abiti o dal Righi..ho letto solo di Torre Maruffo,si la conoscevo,ma entrarci dentro grazie a Te e’ stato bellissimo..anche a me piace girare e vedere,anche un segno su una pietra mi fa incantare,non ho molto tempo da dedicare causa lavoro,ma voglio ringraziarti infinitamente per quello che ci regali…alla prossima…

    • Ciao Massimo benvenuto!
      Sì la visita alla torre è stata un’esperienza incredibile, che meraviglia la nostra Zena da lassù!
      E grazie per le tue belle parole, mi fanno veramente piacere.
      A presto!

  14. Pingback: Canneto il Lungo, tra le case degli spadai e i fruttivendoli | Dear Miss Fletcher

  15. Pingback: Un terrazzino e un pergolato sui tetti dei caruggi | Dear Miss Fletcher

  16. Questa volta mi hai fatto venire le lacrime agli occhi e dire che non ho mai pensato di essere una persona nostalgica, ma a Zena ci ho lasciato il cuore e la consapevolezza di non poterci piu’ tornare.

  17. “…Avete davanti il mondo sulla torre dei Maruffo” ed anche la Storia del Mondo-Genova. Un grande libro di storia politica, economica, sociale, urbanistica che si allarga al di là dell’orizzonte.

  18. Grazie Miss Fletcher, mi hai regalato un’ambientazione di rara bellezza, si potrebbe intavolare la trama di un romanzo partendo da questa magnifica (..come sempre nascosta..Genova è così, non svela facilmente il suo vero volto) Torre dei Maruffo.

  19. Pingback: Sopra i tetti, in cima a Palazzo Giustiniani | Dear Miss Fletcher

  20. Grazie per le belle foto e le belle storie che racconti! Non meravigliarti se ti aprono le loro case, non posso non farlo, sei una persona speciale… ❤

  21. Leggendoti, mi sale un rammarico di non poterti seguire se non scorrendo il tuo bel scrivere, e le tue piacevoli e molto interessanti scoperte della nostra Genova, che grazie a te ritornano in vita. Dicevo con rammarico per via degli acciacchi che mi limitano di molto le escursioni, abito a Ivrea e conto di essere a Genova, per luglio e godermi grazie alle tue preziose informazioni, la Genova che amo da sempre

    • Grazie Carlo, che belle parole mi scrivi, sono felice di sapere che queste mie paginette sono gradite a chi ama Genova così tanto come te e spero che a Luglio tu possa gironzolare come desideri.
      Grazie davvero!

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