Quando andavamo con il tramway

In casa ho molti libri antichi, alcuni li ho comprati, altri li ho ereditati dai miei nonni.
Ho testi sulle esplorazioni e manuali di cucina, libri di storia e di religione.
Ogni tanto ne sfoglio uno, leggo qualche pagina, alcuni sono veramente curiosi.
E tra le pagine di uno dei miei libri, un bel giorno ho trovato questo.

Un biglietto del tramway!
Un biglietto che costava 10 centesimi!
Emozione!
Beh, questo è un cimelio introvabile, penso che sia veramente arduo scovarne uno sulle bancarelle, io non ne ho mai visti.
E per mantenere fede al mio personaggio, forse dovrei fare accurate indagini a riguardo.
Chi ha comprato questo biglietto? E soprattutto dove era diretto? Difficile, eh!
Una sola cosa è certa, l’antenato ha usato il biglietto del tram come segnalibro, lo faccio anch’io, a volte.
Anzi, a pensarci bene, già che ci sono, farò in modo di metterne uno in ogni mio volume, così i posteri quando li troveranno faranno i salti di gioia!
E dunque, dicevo, il tramway.
Chissà che viaggi!
E sul retro sono riportate le regole da rispettare, eccole qua!

Osserviamo bene questo titolo di viaggio, in alto c’è scritto: Milano, Novembre 1899.
Dunque, regola nr 1:
Chi non richiede il biglietto espone il conduttore ad una multa.
Non mi è molto chiaro un dettaglio: scusate, chi sarebbe il conduttore? E’ il passeggero senza biglietto o il conducente del tram? A me parrebbe trattarsi di quest’ultimo, ma non riesco a capire cosa caspita c’entri lui, poveretto!
E poi si prosegue, chi è senza biglietto deve pagarne un altro, questo mi pare ovvio.
E’ vietato salire e scendere mentre la vettura è in movimento, anche questo è comprensibile, direi.
Segue un severo monito: per aprire e chiudere il vetro chiamare il Conduttore.
S’, in questo caso si tratta certamente del conducente. Ma ve l’immaginate? Signore, mi scusi, fa un po’ caldo, potrebbe aprirmi il finestrino?
E il nostro eroe ferma il tram per adempiere al suo dovere.
La vera perla, tuttavia, è nella lapidaria conclusione: Costo di un vetro, Lire 5.
Ecco lì, uomo avvisato, mezzo salvato.
Eh che tempi, però!
Ma come sarà stato andare in tram da Principe fino all’estremo Ponente? Ore ed ore prima di arrivare!
Eh, voglio sperare che a quell’epoca il servizio pubblico fosse più efficiente di quello attuale, che francamente lascia parecchio a desiderare!
Mah, chi lo sa!

Il tram, Collezione Stefano Finauri

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20 pensieri su “Quando andavamo con il tramway

  1. Che forza Miss, ma tutte tu le trovi le chicche segrete? Comunque sembrerebbe che il primo conduttore sia proprio il viaggiatore ed il secondo l’autista.Tramway… era tanto che non sentivo il termine per esteso.
    Un baciotto e buona domenica con Minosse, stavolta!
    Susanna

  2. A quei tempi era il conducente che staccava il biglietto ai passeggeri e spesso il prezzo variava secondo la tratta. Perciò il conducente era direttamente responsabile perché si poteva supporre che favorisse l’uso gratuito del mezzo. Mia nonna mi aveva raccontato tante curiosità sulla Milano del tempo, non so se a Genova era così. Bacioni carissima! Bellissimo il tuo cimelio da far invidia a un mercatino delle antichità 🙂

  3. una volta, oltre ad esserci meno traffico c’era anche meno fretta. Pare che ad avere urgenza invece di arrivare prima ci si impieghi il doppio.
    Io mi ricordo le vecchie filovie elettriche. Mandavano scintille e ogni tanto l’autista doveva uscire e sistemare il bastone che collegava la vettura al filo elettrico.
    Poi le hanno eliminate. Eppure, inquinavano così poco.

  4. Miss ma tu non hai una casa, hai un tesoriere! Ma che bellezza! Hai toccato un tasto di vita quotidiana che ti fa entrare dalla porta del tempo e ti tuffa nel passato. Mamma mia Miss, 10 centesimi un biglietto… ma ti rendi conto? E tutti che salivano stipati fino a che ci potevano stare. Bellissimo post, bellissima idea e le foto sono, ancora una volta, una meraviglia! Bacionissimi.

  5. Ohssignùr… mi stai dicendo che il ‘tram-vai’ che ho sempre sentito nominare è in realtà un ‘tram-way’ italianizzato? Non immaginavo!

  6. Troppo bello avere in casa dei tesori da scoprire. Chissà quante altri cimeli troverai strada facendo! Potresti allestire una mostra dal titolo “come eravamo…:”.
    Emozionante il biglietto del tram.
    buona serata e bacini.

  7. Cara Miss Fletcher, questi articoli mi piacciono molto, nel 1899 esistevano i Tramway elettrici e gli Omnibus a cavalli, e si facevano concorrenza tra di loro, creando delle vere e proprie liti, i conducenti degli Omnibus per ripicca si inserivano sui binari dei mezzi elettrici per rallentarne la corsa.
    Gli Omnibus avevano un servizio a uno e a due cavalli e le tariffe erano diversificate a seconda del tragitto.
    Ti cito un orario di partenza da Genova per Pegli, in orario Primaverile e Autunnale ore 6 ant., mentre in Estare ore 5,05 e d’Inverno ore 6,40.
    Il tuo passeggero è partito da Genova (De Ferrari) per Principe, servizio ordinario con tariffa Cent. 10.
    Con il tuo articolo mi fai venire la voglia di inserire tutti i miei biglietti sul mio sito, la cartolina che hai postato è stata ripresa a Brignole dopo la copertura del Bisagno, ne possiedo una leggermente diversa.
    Un caro abbraccio e complimenti per la scelta degli argomenti.
    Eugenio

    • Caro Eugenio, sai sempre tantissime cose tu e sai leggere anche questi biglietti, grande!
      Sì sugli omnibus ho letto parecchio, presto metterò un post che parla degli incidenti e di ciò che accadeva in strada.
      Mettili i tuoi biglietti, mi farebbe piacere vederli.
      Un abbraccio a te e buona domenica!

  8. Miss, rispetto alla bellissima cartolina, la prima cosa che vien da pensare è che: “avanti, c’è posto!”, ma sulla fiancata non ce n’è più!

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