Bye, bye Norma Jean

La donna più desiderata, la diva più bella e splendente.
Di lei molto si conosce, ma forse quasi tutto si ignora.
La sua morte, sopravvenuta nella notte tra il 4 e il 5 Agosto del 1962, l’ha proiettata nel firmamento di Hollywood, tra le stelle eternamente giovani troppo presto strappate alla vita terrena.
Attori mai dimenticati, come il tenebroso James Dean che trovò la sua fine a bordo della sua Porsche o come l’affascinante e sofferto Montgomery Clift.
Bionde per sempre, come la compianta moglie di Clark Gable, l’attrice Carole Lombard, morta in un tragico incidente aereo o la giovane Carole Landis, che si uccise a soli 24 anni.
Ma l’astro più fulgido è lei, Norma Jean Baker.
Muore giovane chi è caro agli dei, recita un noto verso di Menandro.
E di alcuni restano eternamente alcuni frammenti di vita, reale o di celluloide.
Incorrotti agli attacchi del tempo, imperituri ed immortali.
Una bionda esplosiva, che cammina sui tacchi a spillo ondeggiando i fianchi.
Una bellezza gloriosa, calda e solare.
E alcuni fotogrammi ormai nella memoria di ognuno di noi.
Una nave da crociera, una bionda e una bruna cantano Diamond are a girl’s best friends in Gli uomini preferiscono le bionde.
Un abito rosa shocking, uno sberlucicchio, il make up perfetto e sensuale: è lei, Lorelei Lee.
Bye bye, baby, gorgheggia Marilyn al suo fidanzato, prima che la nave salpi.
E poi, ricordate Picci, l’attempato miliardario che impazziva per lei? E la tiara di diamanti sulle bionde chiome della diva?
La camicia annodata sul ventre, i pantaloni Capri e gli occhiali da sole.
Un sorriso ammiccante, lo sguardo che seduce, le curve che fanno impazzire gli uomini.
La pettinatura di Marilyn, inimitabile e particolare.
Svampita? Riusciva a esserlo meglio di chiunque altra.
Ricordate quando interpretò Pola Debevoise, in Come sposare un milionario?
Pola ha problemi di vista ma si rifiuta di portare gli occhiali per non compromettere il suo fascino.
Ed è estate, tempo di ferie.
Un marito, Richard Sherman, è rimasto in città.
La moglie è in montagna con il figlio e Sherman ha la fortuna di avere una vicina di casa speciale.
E’ una tipa davvero strana, quando fa caldo tiene gli intimi nel frigo.
Champagne e patate fritte.
E lui, l’aspirante fedifrago, cerca di sedurla con il secondo concerto per piano di Rachmaninov.
Musica classica? Osserva lei e puntualizza: L’ho capito perché non cantano.
E poi la musica che invece a lei fa venire la pelle d’oca: le tagliatelle.
E il getto dell’aria della Metropolitana di New York che solleva il suo abito bianco.
Marilyn è quell’immagine, per sempre fermata nel tempo.
E’ una foto su un calendario, che per molto tempo fu nelle cabine di tutti i camionisti d’America.
E’ Cherie, la ballerina di Fermata d’autobus, che indossava un costume nero e verde smeraldo e le calze a rete.
Marilyn è Zucchero Candito, la suonatrice di ukulele in A qualcuno piace caldo.
È la storia della mia vita: se c’è una ciliegia col verme tocca sempre a me, dice sconsolata la bionda bellezza in quel film.
Marilyn e i suoi amori tormentati, dal campione di baseball Joe Di Maggio a Frank Sinatra, dall’intellettuale Arthur Miller ai fratelli Kennedy.
Marilyn è un celebre quadro di Andy Warhol, in mille colori.
Il padre della Pop Art sosteneva che ad ognuno spettano quindici minuti di celebrità.
Ne ebbe assai di più Norma Jean Baker, nota al mondo come Marilyn Monroe.
Colei che dormiva con indosso solo due gocce di Chanel Nr 5 e che pagò la propria fama con la propria felicità.
Colei che cantò: Happy birthday, Mr President.
Un’infanzia triste, amori tormentati, una maternità tanto ricercata e mai raggiunta.
La femmina più desiderata dai maschi, in certi suoi scatti si coglie qell’espressione malinconica che vela il suo sguardo.
Di lei molto si conosce, ma forse quasi tutto si ignora.
Muore giovane chi è caro agli dei.
E a costoro non è concesso il tempo.
Così fu per Marilyn.
Non ha potuto nascondersi agli occhi del mondo, come fece Greta Garbo quando non volle mostrarsi  mentre invecchiava.
Non finì i suoi giorni dilaniata dall’ Alzheimer come Rita Hayworth o in sedia a rotelle come Liz Taylor.
E non poté esibire le sue rughe, come fece un’orgogliosa e indomita Catherine Hepburn.
A cinquant’anni dalla sua scomparsa, la sua fine tragica rimane un mistero ma nessuna ha mai eguagliato il fascino di Marilyn Monroe.
Ed è stata la stella più fulgida e luminosa del cinema, ma anche una creatura fragile e incompresa.
Una bionda svampita? Sapeva fingersi tale sullo schermo, certo.
Gli Studios, le copertine di Life, il successo.
E la lucida consapevolezza che la vita non concede sempre a tutti il privilegio di essere se stessi.
Poche amare parole, pronunciate un giorno da Norma Jean Baker, colei che divenne Marilyn Monroe.
Ad Hollywood ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima.

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16 pensieri su “Bye, bye Norma Jean

  1. Mi affascina e contemporaneamente mi disturba il mito di Marilyn.
    Una giovane che ha avuto una vita tormentata, pur essendo invidiata dai più.
    Ma Menandro in questi casi non riesce mai a consolarmi….

    Bacetto in questa domenica terribilmente afosa
    Susanna

  2. Tutto ieri senza internet, sob! Ora eccomi cara Miss. Un bacio innanzi tutto e poi bhè, hai appena parlato di uno dei personaggi che mi hanno affascinato sempre moltissimo. Io a Marilyn, ti sembrerà strano ma ho sempre voluto bene. Un dolce affetto nei suoi confronti per mille motivi. Il gran desiderio di non rimanere sola. Questo l’ha governata per tutta la sua vita.

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