Un viaggio in treno nel 1926. In carrozza, in carrozza!

In carrozza, in carrozza!
Svelti signori viaggiatori, si parte.
E in questa calda estate del 1926, ciascuno si adoperi affinché il viaggio sia tranquillo e confortevole, le mamme tengano a sé i loro piccini, le fanciulle si dotino di un potente ventaglio che procuri loro il fresco necessario.
Si parte, in carrozza, signori!

Stazione Brignole, 1908
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Oh, rispettate le regole! Quelli delle ferrovie sono particolarmente severi, sapete?
Tuttavia, al viaggiatore è concesso portare con sé qualunque tipo di bagaglio, fino a 20 kg di peso, escluse le cose pericolose e nocive e cose che possano recar noia o riuscire sgradite agli altri viaggiatori quali pollerie, pesci, ceste vuote che hanno servito trasporto pesci , così recita testualmente il regolamento.
E si può ben comprendere tale divieto!
Ve l’immaginate quel compunto e azzimato notaio viaggiare in uno scompartimento che odora di acciughe? Impensabile!
E i cacciatori leggano bene le prescrizioni che li riguardano, è tutto chiaro:

“durante la stagione venatoria i cacciatori possono portare seco gratuitamente il così detto “zimbello” (civetta od altro uccello da richiamo) purché la gabbia in cui è racchiuso, col proprio bagaglio a mano, rientrino nel peso e volume consentito…”

Eh, il bagaglio è sempre un problema!
Certo, come bagagli è consentito trasportare pellicole cinematografiche, pneumatici e copertoni per automobili, ma non più di quattro, strumenti musicali e portantine.
Ma i rappresentanti di commercio si ricordino bene che in caso debbano far salire a bordo campionari di oggetti preziosi c’è una tassa da pagare!
E comunque i preziosi, così come i pizzi, i merletti e le sete vanno rigorosamente riposti in un baule, ammagliati con corda, i cui capi sono da assicurare con piombi.
Gli artisti che vogliano portarsi dietro effetti teatrali devono usufruire di una concessione speciale.
Si possono trasportare uccelli in gabbia, cani, gatti e scimmie.
Che volete, con questa faccenda delle colonie c’è gente balzana che si è portata in patria persino le scimmie, bisogna adeguarsi ai tempi!
Damigiane e fiaschi sono tassati come mobilia.
I colli pesanti oltre i cento chili sono presi e consegnati solo a pianterreno. Abitate a un piano alto? Non c’è problema, pagate il 30% in più e vi recapiteranno qualunque collo.
E leggete bene, uguale sopratassa del 30% sarà applicata alle merci da recapitarsi nei vicoli (carrugi), salite, scalinate e simili, nei quali non si può accedere con i carri a cavalli.
Eh certo! Non pretenderete mica che un pover’uomo si scapicolli giù per i caruggi con il vostro bagaglio sulla schiena! Eh no, fatti vostri se abitate in vicoli stretti ed angusti, vi tocca la sopratassa e niente discussioni.
Le damigiane e i bottiglioni, invece, vanno trasportati con una protezione di legno e metallo e all’interno imbottiti di paglia o erba palustre.
E poi certe merci sono trasportate con l’aumento del 200% sui prezzi delle tariffe vigenti.
Qualche esempio? L’acqua dolce e il burro di cocco, le formelle di carbon fossile e di lignite, le giuggiole e il granturco, le olive fresche e il pane comune, il riso e i pomodori conservati in vasi o scatole di latta.
Eh, c’è un elenco che non finisce più, quelli delle ferrovie sono dei tipi precisi!
E offrono diversi tipi di biglietti, ah sì!
Nella bella stagione, dal primo luglio al trenta settembre, sono previsti biglietti collettivi per le stazioni balneari e termali che non distino più di cento km dalla stazione di partenza.
E allora ecco perché le stazioni sono così affollate, famiglie intere, genitori, figli e nonni.
In carrozza, in carrozza!
Si parte, ognuno verso la propria agognata meta!
Tra bauli rigidi e pesanti, mentre il treno sbuffa, si parte!
E c’è sempre quello che vuole salire a bordo con le pollerie, meno male che quelli delle ferrovie controllano, altrimenti chissà che viaggio d’inferno sarebbe.
Si parte, con le civette in gabbia e con le scimmie, prendete posto, il viaggio sarà lungo ma che importa?
Partirete verso la vostra destinazione, con l’entusiasmo e l’impazienza nel cuore.
Partirete dal luogo per voi più comodo, forse dalla piccola stazione di Cornigliano.
Vi accomoderete accanto al finestrino e guarderete fuori, verso il mare blu, laggiù c’è il castello e sotto la ferrovia ci sono le rocce e i gozzi.
Fate buon viaggio, signori viaggiatori.
In carrozza, in carrozza!

Cornigliano Ligure, 1916
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

23 pensieri su “Un viaggio in treno nel 1926. In carrozza, in carrozza!

  1. Da piccina viaggiavo sempre in treno, ed era una cosa che mi piaceva moltissimo, ma le uniche regole che ricordo sono quelle onnipresenti sul non gettare oggetti dl finestrino in quattro lingue. 🙂 bacioni!

  2. E ci scommetterei, Miss Fletcher, che pur non essendoci aria condizionata a quei tempi, però si stava meglio di adesso. Certi vagoni sono veramente una vergogna,con quello che si paga!
    Ma l’idea di viaggiare gratis con uno zimbello… questo sì che mi piace!
    🙂 Susanna

  3. Ok, con te funziona! Ciao Miss, niente volevo dirti che ad Arma di Taggia, hanno chiuso la vecchia stazione perchè ne hanno aperto una più grande tra Arma e Taggia e lì hanno fatto un museo pieno delle foto che hai postato tu che sono bellissime. Che bel post che hai scritto! Ricordo ancora il mio primo viaggio in treno, proprio verso….. Genova. E ho visto il sole albeggiare. Avevo 6 anni e lo ricordo ancora. Pensa, lo sai che nella vecchia stazione di Arma c’è ancora una sputacchiera? 😀 Un bacione Miss e scusa per il commento “prova” ma lo sai che ho problemi con il commentare in questi giorni!

  4. la sapete quella barzelletta della sputacchiera? No? Be’, non ve la dico, la mia educazione vittoriana non me lo permette.
    Però questa storia del treno e dei bagagli mi ha ricordato quel piccolo bimotore che anni fa presi saltando tra le isole delle canarie e a bordo c’era un bambino con due polli in gabbia e una tartarughina in mano

  5. Cara Miss. in quell’epoca viaggiare in treno o in tram era quasi uguale, la canzone Tranvaietti da Doia ci ricorda come si viaggiava all’ora.
    Per i treni sopratutto sulla ormai dimenticata terza classe, panchine di legno, odori di tutti i generi sono solo bei ricordi d’infanzia.
    Oggi Genova-Roma non fai nemmeno a tempo ad aprire il giornale che sei giià arrivato, chiaramente con l’aereo.
    Quella vita che abbiamo vissuto ci è utile come esperienza, infatti noi non ci lamentiamo di oggi, mentre molti giovani che non hanno la nostra esperienza criticano tutto.
    E sempre un piacere leggerti.
    Eugenio

    • Già! Ho comprato un Lunario del 1936 che sto leggendo avidamente.
      E tutto sommato, guardando gli orari delle corriere per la Val Trebbia, non è che ci si mettesse tanto di più, eh? Ora poi approfondirò l’argomento.
      Un abbraccio Eugenio, grazie!

  6. bellissimo!!! e pensare che la vecchia stazione di Cornigliano in fondo ancora così appare ( anche se in condizioni pessime) ma allora era una ridente località di balneazione ora invece…
    condivido le parole di Eugenio
    che bello leggerti!!!!
    simonetta

  7. Pingback: By train | Dear Miss Fletcher

  8. Pingback: Viaggiando in corriera nel 1926 | Dear Miss Fletcher

  9. Dall’uovo pasquale hai tratto fuori una magnifica sorpresa: uno splendido spaccato dal mondo di ieri da godere come fosse l’oggi… Grande Miss! ❤

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