Dragut, le parole di un corsaro al remo della galea

Dragut il Pirata, il terrore dei mari.
Vi ho già narrato la sua storia, trovate in questo post alcune delle sue avventure, ma la sua vita fu talmente rocambolesca e ricca di eventi che davvero è difficile concentrare tutto ciò che lo riguarda in un unico racconto.
E allora vi riporto là, al tempo dei corsari.
E’ il 1540 e Dragut viene fatto prigioniero da Giannettino Doria, nipote del famoso ammiraglio Andrea.
Giannettino è appena ventenne e Dragut non la prende affatto bene!
Catturato da un ragazzino, da una femmina con la barba, che onta!
Ma così è la vita, a volte si vince, altre si perde e il temibile pirata viene messo al remo sulla galea di Andrea Doria.
Certo, chi ha carattere è capace di dimostrarlo in qualunque circostanza e così fu per Dragut, il quale, sebbene incatenato al banco della galea, certo non si sentiva sconfitto.
No, vinto mai, fino alla morte c’è speranza.
E c’è sempre un orizzonte, ci sono altri mari ed altri tesori da conquistare, verrà il tempo della riscossa.

E così, durante la prigionia del corsaro, un giorno capitò a Genova un certo Jean Parisot de La Valette, condottiero e Gran Maestro dei Cavalieri di Malta.
Costui, un tempo, era stato a sua volta fatto schiavo dallo stesso Dragut e da lui messo al remo della galea, secondo le usanze del tempo.
Eh, i pirati e gli eroi del mare come Andrea Doria avevano le stesse abitudini!
La Valette ebbe così la curiosità di andare a trovare il suo carceriere, colui che un tempo lo aveva privato della sua libertà e che si trovava ora nel medesimo stato.
E così giunse al cospetto del pirata, ridotto al remo nella più umiliante e triste condizione, incatenato al banco della galea ogni ora del giorno e della notte, circostanza che fiaccherebbe anche gli animi meglio temprati.
La Valette lo guardò e, secondo quanto narrano le cronache, disse:

 – Usanza de guerra, senor Dragut.

 E Dragut, indomito, orgoglioso e imperturbabile così rispose:

 – …y mutanza de fortuna.

 E’ tutta qui la differenza, in poche parole pronunciate con il coraggio della lungimiranza da un uomo che non conosceva resa.
Questo l’aneddoto, così come ci è stato tramandato.
Questa la storia, avvenuta in anni lontani.
Pensate, provate a riflettere.
Secondo voi esiste uno sceneggiatore capace di scrivere simili battute?

12 pensieri su “Dragut, le parole di un corsaro al remo della galea

  1. Quando si dice che la la letteratura non fa altro che imitare la vita… eheh.
    Bella e incisiva storia, Miss. Te l’ho già detto che adoro quell’uomo, anzi quel pirata? 😉

  2. Eccoloooo!!! Il mio amico Dragut! Anzi ri-eccolo! Finalmente! Così avvincente, così furbo! E che testa! Con due parole farebbe zittire chiunque. Mi piace proprio questo Dragut che mi hai fatto conoscere Miss!

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