Le botteghe del nostro passato

Cari lettori, oggi si torna a fare compere!
E lasciate pure a casa la carta di credito, non ci serve, portate solo monete sonanti, si viaggia nel tempo e si va a fare acquisti in negozi dove troverete dietro al bancone dei commercianti che indossano un bel grembiule, magari di tela grezza.
E allora andiamo.
Per caruggi, ovviamente, in quale altro luogo potreste trovare botteghe del genere?
Prima di tutto pensiamo allo stile.
Ed eccoci in piazza Soziglia, dove ogni vostra esigenza potrà trovare soddisfazione!

Eh sì, questo è il momento di rinnovare il guardaroba!
Via il vecchio e dentro il nuovo, così si dice.
E quale posto  migliore della zona di Canneto per le nostre spese?


Con abiti nuovi bisogna sfoggiare scarpe lucide, altrochè!

Solo che quando si va in Canneto va sempre a finire che si torna a casa con qualcosa da mangiare.
E per forza, uno vede i banchi con i moscardini e le acciughe, come si fa a resistere?

Oh, poi i signori più ambiziosi possono sempre andare a farsi i capelli da Tonino, è poco distante!

E certo le dame più esigenti vorranno fare un salto in Via Lomellini.

E come non capirle!
I Fratelli Geranzani hanno una clientela fidata e di gran classe, sapete? E ben dal 1850!

Oh sì! Bottoni dorati e lavorati, merletti e pizzi di tutte le qualità, ce n’è per ogni gusto.

Per non dire poi delle paglie per cappelli, su questo non hanno rivali e ne vanno giustamente orgogliosi!

Eh, ma da Via Lomellini a Via del Campo son veramente due passi.
E certo, magari uno spera che il destino gli riservi qualcosa di bello.
E poi  i numeri, i numeri comparsi in sogno.
Per una volta vale la pena di tentare la fortuna, dai.
Qui, al Banco del Lotto autorizzato per tutte le estrazioni del regno.

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38 pensieri su “Le botteghe del nostro passato

  1. Buonasera Miss: ogni volta mi fai scoprire particolari che non ho mai notato in tanti anni di centro storico; ogni volta mi fai rendere conto che l’ho vissuto da profana, troppo presa da me stessa per vederlo con i miei occhi. Grazie davvero!
    Stamane, però, sono stata a Genova e cercavo con ansia tutti quei luoghi, quegli angoli che ho riletto con il cuore grazie alle tue favole-post e ai tuoi racconti-post; è stato come arrivare a Genova per la prima volta e sei rimasta nei miei pensieri praticamente tutta la mattina: soprattutto ho pensato….chissà cosa ne pensa Miss di questa bella tramontanina frizzante! Un abbraccio

  2. Ciao Miss Fletcher, ne approfittiamo per farti i complimenti per il tuo bellissimo blog! Ci piace molto come scrivi, complimenti soprattutto per questo bellissimo e antichissimo post, noi siamo paesani e queste cose le capiamo benissimo, è emozionante la storia del nostro bel paese, per fortuna da noi qualcuno rimane ben saldo al proprio negozio. Mi è piaciuto particolarmente come hai scritto questo post, mi sembrava di sentire la voce di Amélie Poulain nelle sue descrizioni giornaliere! 😉

  3. Che magia Miss! Mi sono immaginata per un attimo in polonaise a girare per i vicoli di Zena acquistando qui e là. Ogni tanto scostavo l’ombrellino dal mio capo per leggere l’insegna della bottega, stavo cercando un negozio di scarpe, e l’ho trovato! 🙂

  4. Questa nuova carellata di antichi negozi mi da un pò di nostalgia, pensare alla vita in quei vicoli cento anni fà non è facile, anche se i libri ci descrivono abbanstanza bene quella società.
    In questi giorni stò leggendo il bel volume pubblicato dal CAFFARO nel 1924 per il 50°, è bellissimo vengono raccontate le passeggiate che fanno i protagonisti uscendo dal lavoro durante le pause, i locali dove si recano a mangiare un boccone o a bere un caffè, mi sembra di essere in loro compagnia, si parla di Anton Giulio Barrili, di Gandolin di Felice Ernesto Morando del grande Pietro Guastavino di Alessandro Varaldo di Mario Maria Martini di Carlo Malinverni grande poeta mazziniano, e molti altri, pensa che meraviglia sedersi al tavolo con loro e parlare di Genova magari insieme al bravo Guglielmo Anastasi.
    Meno male che ci sono i libri e persone come te che ci riportartano un pò a quei tempi.
    Eugenio

    • Eh, queste vecchie insegne hanno grande fascino, vero?
      E che bello sarebbe potersi sedere a un tavolino con i personaggi che citi, sarebbe uno splendido privilegio!
      Grazie Eugenio, come sempre i tuoi commenti per me sono preziosi!

  5. Anche qui in Emilia ci sono delle mitiche botteghe di una volta.
    Purtroppo sembrano destinate a non durare ma è sempre bello pensarle e frequentarle

  6. Temevo proprio di finire a fare acquisti mangerecci, con te Miss 😉 Ma dimmi, sotto quelle antiche insegne….cosa c’è attualmente? Solo una porta sbarrata o una serranda abbassata o qualcuno ha effettivamente ripreso il mestiere che richiama l’insegna?
    Un abbraccio Susanna

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