Santa Maria di Castello, il Museo e l’orgoglio di Genova

Vi porto ancora qui, a Santa Maria di Castello, dove sono racchiuse infinite ricchezze.


C’è un museo, in questa chiesa, lì si può ammirare la Pala di Ognissanti di Lodovico Brea  e qui trovate il post che ho dedicato a quel meraviglioso dipinto, ma al Museo  sono esposte molte altre opere.
Al piano terra si trovano le vesti liturgiche donate dalla famiglia Doria ed intessute di preziosissimo oro.

Questo, invece, è il portale della sacrestia.

E in una sala, detta dei Ragusei, si trovano i reperti più antichi, come questi marmi con i simboli della città di Ragusa.

L’amore, la fedeltà, il sentimento.
Sempre uguali nei secoli certe emozioni, come testimonia questa lunetta di epoca preromanica, due dolci colombe scolpite nella pietra.

E’ dello scultore Anton Maria Maragliano questa Madonna dell’Immacolata, che si trova al piano superiore.

Di pari bellezza, è sicuramente la Madonna con il bambino di Domenico Gagini (prima metà del XIV secolo).

E poi, un altro capolavoro di Ludovico Brea, la conversione di San Paolo Apostolo.

Queste sono solo alcune delle opere che potrete ammirare nel museo ed io non sono così preparata da potervele raccontare nel dettaglio, certo credo che meritino di essere vedute, possono portare solo ricchezza ai nostri animi e ai nostri occhi.
Dovete sapere che io sono stata decine di volte in questa chiesa, è un luogo raccolto, dove si sta semplicemente bene, ma ho scoperto il Museo solo recentemente ed è stata un’esperienza densa di emozioni e di sorprese.
E qui, in una vetrina, sono esposti due preziosi manufatti che mi riempiono di orgoglio.
E prima di dare adito a qualunque genere di fraintendimento, ci tengo a precisare che so che i tempi sono cambiati, oh sì, lo so bene!
Ma ci sono eventi nel nostro passato, che sono degni di essere rammentati, perché hanno segnato le sorti dell’umanità, il destino dei popoli e il corso della storia.
E allora signori, genovesi in particolare, alzatevi in piedi, ciò che sto per mostrarvi merita il vostro rispetto e la vostra meraviglia.
Queste, esposte in vetrina, sono le bandiere che i genovesi strapparono ai turchi quando, nel 1571, li sconfissero durante la battaglia di Lepanto.
Questo è l’orgoglio della gente di Genova, di un popolo che solcava i mari con le sue galee, che conquistò terre lontane e diede i natali a uomini valorosi e sprezzanti del pericolo.
Questo è l’orgoglio, l’orgoglio del nostro passato.

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17 pensieri su “Santa Maria di Castello, il Museo e l’orgoglio di Genova

  1. Ecco un argomento che mi è un pò più consono rispetto a quello di ieri. bellissimo Miss. Quanti tesori e ricchezze preziose, mamma mia. Le due bandiere sono meravigliose se si considera la storia che ci stà dietro. hai postato una vera chicca Miss. Bacioni.

  2. grazie da parte dell’associazione culturale santa maria di castello per le tue visite e i tuoi interventi. la nostra associazione organizza una volta al mese degli incontri culturali ai quali possono partecipare anche esterni interessati alla chiesa . ti segnalo il prossimo che sarà lunedì 22 ottobre ore 18,30 ” i restauri di SMC 1960-2004 dai bombardamenti alle nuove funzioni del centro storico” . relatore l’architetto Gianni Bozzo. all’incontro seguirà una cena frugale organizzata dai volontari. se tu e i tuoi amici volete partecipare sarete molto graditi.

    • Gian, grazie a te per avermi fatto scoprire ogni angolo di questa splendida chiesa, un orgoglio per Genova, così ricca di tesori e di fascino.
      Non so se riuscirò a venire lunedì, ma ti ringrazio di cuore dell’invito!
      Un abbraccio!

  3. Scommetti che a Genova cominci ad essere una celebrità… E le bandiere sono certamente il pezzo forte per chi come te tiene vivo il ricordo della Genova di un tempo. E ora senza sembrare blasfema devo proprio aggiungere il primo pensiero che ho avuto vedendo a Madonna del Maragliano: molto “dance”, non trovi? Bacioni 😀

  4. Bellissima la storia del velo strappato ai turchi!
    Mi incuriosiscono anche i simboli della città di Ragusa, chissà come mai sono finiti li??

  5. Pingback: Il presepe di Santa Maria di Castello « Dear Miss Fletcher

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