Celebri stroncature

Il successo.
Successo, trionfo e gloria.
Forse anche voi coltivate un talento e vorreste che vi fosse riconosciuto il merito della vostra bravura.
Non sempre accade, neppure ai più bravi, quindi se il mondo vi sottovaluta, non abbattetevi.
Anzi, perseverate, perseguite il vostro obiettivo senza perderlo di vista, non è detto che i vostri detrattori abbiano ragione.
Del resto, siete in buona compagna.
Un sacco di chiodi rovesciato e un martello che cade.
Signori, questa è la secca definizione che John Ruskin diede della musica di Ludwig Van Beethoven.
E quindi, vedete, anche al genio può capitare di ricevere una stroncatura.
Ora, c’è da dire che Ruskin forse era di gusti difficili, se pensate che definì le opere di James Mc Neill Whistler spazzatura.
Non andò meglio a un giovane Eduard Manet, al quale Pierre Auguste Renoir consigliò di smettere di dipingere, per mancanza di talento.
Edgar Degas, dal canto suo, una volta dichiarò con estrema convinzione che quel Toulouse-Lautrec era un pittore destinato a durare lo spazio di una stagione.
Se avete un talento, coltivatelo, qualsiasi cosa dicano gli altri, seppur competenti.
La storia del cinema non fa eccezione.
E così, ad un provino per MGM al mago del tip tap, il celebre Fred Astaire, si disse che non sapeva né cantare né recitare, ballare sì, ma appena un po’!
Ian Fleming, autore dei romanzi che vedono protagonista James Bond, quando vide per la prima volta Sean Connery rimase abbastanza perplesso.
Lui, per la parte di 007? Sì, esattamente lui, il migliore di tutti!
Celebri stroncature hanno colpito anche gli autori più affermati.
Secondo Emile Zola, ad esempio, Charles Baudelaire era destinato ad essere presto dimenticato.
Quindi se siete poeti, alla luce di questo lungimirante giudizio, non gettate tutto alle ortiche, continuate a scrivere.
E se siete autore di un romanzo, destinato a giovani menti, curatelo e vezzeggiatelo, senza dar peso a cosa vi dicono gli altri.
Chissà potrebbe accadere a voi ciò che capitò a un autore, che  si vide respingere da un editore  la propria opera, in quanto considerata troppo lunga e soprattutto per niente adatta a un pubblico di ragazzi.
Bastano tre parole, tre sole parole.
L’incipit di quel libro.

Call me Ishmael

Tre parole e tutti voi già sapete che si tratta di Moby Dick di Hermann Melville.
Celebri stroncature.
Hanno colpito chiunque, senza pietà.
Lascio la chiusura di questo post a due stelle di prima grandezza, un grande compositore, George Gershwin, e un comico ed autore al quale perdono qualunque battuta, ho un debole per lui e presto avrà uno spazio tra queste pagine, si tratta di Groucho Marx e solo a leggere il suo nome mi vien da sorridere.
E allora immaginate che attorno a voi risuonino le note di Rapsodia In Blu o di Un americano a Parigi.
E’ musica che io amo, nel profondo.
Beh non si può dire lo stesso di Groucho, decisamente.
A un giornalista che gli chiedeva se pensava che i brani di George Gershwin sarebbero stati suonati cento anni dopo, Groucho rispose  beffardo:
– Sì, se fra cento anni ci sarà qui George a suonarli!

Citazioni ed episodi tratti da Gli Insulti che hanno fatto la storia

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32 pensieri su “Celebri stroncature

  1. Che bellissimo post con un profondissimo messaggio, sono d’accordo con te se hai un sogno combatti per lui e lui soltanto ti ripagherà, sarà la cosa per cui più soffrirai nella vita e anche la cosa per cui più ti sentirai in paradiso al momento giusto. Se cambi durante il percorso, cambia anche il sogno questo non importa. Ma se il sogno cambia perché ti sei buttato giù a causa di terzi, è un grave errore… a mio avviso!! Mi piace proprio quello che hai scritto e come dici tu forse siamo molto simili.
    Evviva le stroncature perché se resistiamo e alla fine saremo soddisfatte di quello che ne sarà uscito, saremo ancora più orgogliose di noi stesse 😉

  2. E Proust non ce lo mettiamo in questo elenco… la sua monumentale Recherche era stata bocciata da tanti editori (e mal considerata anche da Zola e Gide..) che stava pensando di pagarsi la pubblicazione da solo…

  3. Ammettiamo pure di non essere talentuosi, in ogni caso anche un sogno senza talento è meglio di un incubo ad occhi aperti. Io penso che chi ha un sogno lo sogni soprattutto per sè, perché non può farne a meno. Se poi riesce a condividerlo e a farsi apprezzare, beh allora è bellissimo! Bacioni 🙂

  4. Ecco uno di quei tuoi post divertenti che ogni tanto arriva davanti al nostro schermo! Cose che solo tu sai Miss! Ma come fai? Un bacione grande. (Degas, Renoir = Parigi…..ah, che bei ricordi!)

  5. Un sacco di chiodi rovesciato ed un martello che cade… questa poi, mi mancava davvero! Ma proprio pochi giorni fa parlavano del Nobel della Medicina, o forse Chimica, non ricordo e dei professori del vincitore che ai tempi dell’università lo avevano bollato come incapace di intendere!
    Ma da come racconti ce ne sono di geni incompresi Miss.
    Un abbraccione, che bello tornare a passeggiare qui da te
    Susanna

  6. uh! Le stroncature arrivarono anche in altri settori. Dicevano che la macchina per scrivere non avrebbe avuto successo, il computer ancora meno. E se non ricordo male successe anche una cosa curiosa e contraria: quando cominciarono a diffondersi le prime automobili, gli ecologisti di allora esultarono dicendo che avrebbero inquinato meno dei cavalli.

  7. capito qui per caso… posso aggiungere Julia Child, cuoca, scrittrice e presentatrice televisiva statunitense..?! Julia fu un’apprezzata e famosissima autrice, la pioniera del gusto che cercò di insegnare agli americani il valore e il piacere del cibo, e i suoi libri di cucina sono rimasti a testimoniare la bravura e l’estro di questa donna singolare. Prima di intraprendere la carriera che l’avrebbe resa famosa, frequentò la scuola Le Cordon Bleu Di Parigi. Alla fine del corso la sua insegnante le disse. “Madame, mi duole dirlo ma lei è assolutamente negata per la cucina” Il resto è storia.
    Quindi mai arrendersi per una stroncatura, anche se chi la pronuncia ne sa, o crede di saperne, più di noi. Bon appetit!

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