Piazza Sale, la poesia del passato

Nessuno mai vi porterà in Piazza Sale, forse no.
Vi porto io laggiù, alle spalle di Canneto.
Una piazza,  anche se in realtà sembrerebbe più un fazzoletto tra le case, un piccolo cortile, un angolo di mondo.

Un vicolo e una piazza per il sale, bene primario che un tempo portò molti denari a Genova.
Il sale, proveniente dalla Sardegna e dalla Provenza, veniva importato dagli armatori genovesi e venduto ad altre città, come Lucca e Firenze.
La città di Genova riforniva anche altre località, utilizzando un percorso che è appunto noto come “Via del Sale”.
L’imposta sul sale fu, per lungo tempo, fonte di ingenti introiti, tanto che nel 1152 ne venne stabilito il Monopolio.
Il carico delle navi veniva a Genova, il sale veniva poi venduto nella zona di Porta dei Vacca e al Molo.
Il sale, tanto prezioso, ha così l’onore di una piazza e di un vicoletto.

Sì, un caruggio stretto, angusto e tortuoso, come spesso se ne trovano nella città vecchia.
Una piazzetta, l’avete veduta, è tutta lì, in quell’immagine.
Si trova, in questo luogo, un sovraporta di un certo pregio.

Ma sapete, è altro ad aver attirato la mia attenzione, su quegli antichi muri.
Guardando in su, accanto al sovraporta, verso l’alto.

Piazza Sale.
Proprietà Privata.
Ippolito Queirolo fu Angelo.
Geronima Ved.A Bardinero.
Emanuelle Cambiaso fu Bar.O
Giuseppe Bruno fu G.B.A

Oh, Piazza Sale, proprietà privata!
Chi sono queste persone? Quando vissero?
Se un po’ mi conoscete già sapete che ho fantasticato parecchio su tutti loro, sul signor Queirolo e sulla vedova Bardinero, e ho pensato a quei giorni, a quando scendevano qui e questa era la loro piazza.
E allora credo che cercherò notizie di loro in qualche polveroso archivio.
Prenderò i faldoni e inizierò a sfogliarli, carta fragile, vergata a mano, carta sulla quale è scritta la storia degli uomini e la poesia del passato.
E quando saprò, tornerò a raccontarvene.
Per ora posso dirvi che tutti loro vissero qui, le finestre delle loro case si aprivano su questo piccolo mondo, sui palazzi dell’antistante Piazza Stella.

Oh sì, Piazza Stella è assai più ampia, non c’è paragone.
E ci sono vestigia del passato.

E tutti loro alzavano lo sguardo verso la Madonna della Misericordia che accogliente apre le braccia verso chi La prega.

E’ proprio lì, all’angolo con Vico del Sale.
E tutti loro la videro ed ebbero parole da rivolgerle.

Ci sono gesti, pensieri e memorie che restano, in qualche maniera.
La traccia di una vita in una targa.
Su un muro.
Il ricordo di chi visse qui e che un tempo alzò lo sguardo verso questo cielo che ancora ci sovrasta, il cielo di Piazza Sale.

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