The importance of being Earnest

Half Moon Street, Londra.
Un elegante salotto, in sottofondo la melodia di un pianoforte.
Signori, benvenuti nella dimora di Algernon Moncrieff, dove si svolge il primo dei tre atti che compongono la più celebre commedia di Oscar Wilde, The importance of being earnest.
Come è ben noto, il titolo gioca sull’equivoco del significato della parola earnest, che in inglese significa onesto, e della sua assonanza con il nome del protagonista, Ernest.
Ernest Worthing, per la precisione, amico intimo di Algernon che fa il suo ingresso nella casa di quest’ultimo proprio all’ora del tè.
Ernest Worthing, per lo meno con questo nome lo conosce Algernon.
In realtà il suo vero nome è Jack Worthing, ma quando viene a Londra si fa chiamare Ernest.
Ma non è finita.
Jack Worting abita in campagna ed è tutore di Miss Cecily Cardew e capirete bene che un gentiluomo, investito di tale responsabilità, debba mantenere un certo ritegno, una certa serietà.
Ma che noia la campagna!
E invece Jack ama la vita mondana della capitale e allora, per avere un motivo per andarsene a Londra, si è inventato un fratello immaginario, che appunto si chiama Ernest e si caccia continuamente nei guai.
Eh, per soccorrere il fratello il povero Jack, ahimé, è spesso costretto a lasciare la campagna!
Un’ottima scusa, non pare anche a voi?
D’altra parte, Jack ha molte ragioni per andare a a Londra, lì si trova colei della quale lui dice:

She is the only girl I ever saw in my life that I would marry. 
E’ la sola ragazza che abbia visto nella mia vita che sposerei.

La fanciulla si chiama Gwendolen Fairfax e ha un vezzoso desiderio che così esprime:

My ideal has always been to love some one of the name of Ernest. There is something in that name that inspire absolute confidence.
Il mio ideale è sempre stato  amare qualcuno  di nome Ernest. C’è qualcosa in quel nome che ispira fiducia  assoluta.

Capite? Jack non ha scelta, lo dice lui stesso:

My name is Ernest in town and Jack in the country.
Il mio nome è Ernest  in città e Jack in campagna.

D’altra parte il suo amico Algernon non è in una migliore situazione.
Oh, Algernon abita a Londra ma, guardate un po’, preferisce la campagna!
E così, per avere un espediente per recarsi laggiù, si è inventato un certo amico assai cagionevole di salute, un tale Bumbury e andare a trovarlo fornisce ad Algernon l’alibi di allontanarsi da Londra quando meglio lo aggrada.
Bene sapete cosa accade? Un bel  giorno Algernon, fingendosi Ernest Worthing, si presenta nella casa di campagna del suo amico Jack.
Oh, che distratta! Scordavo di dirvi che  in questa circostanza Algernon si innamora di Miss Cecily Cardew, sì, colei della quale Jack è tutore, e lei lo ricambia!
E anche Miss Cecily ha un desiderio peculiare:

It had always been a girlish dream of mine to love some one whose name was Ernest. There is something in that name that inspire absolute confidence.
Ho sempre avuto un mio sogno di fanciulla di amare qualcuno il cui nome sia Ernest. C’è qualcosa in quel nome che mi ispira assoluta fiducia.

Adesso capite, vero?
Sì, ne sono certa, a tutti voi è chiaro quanto sia vitale l’importanza di chiamarsi Ernesto.
Ed anche quella di essere onesto, oh sì, perché gli equivoci e i colpi di scena si susseguono uno dietro l’altro in questa commedia che esprime alla perfezione il talento ineguagliabile di Wilde.
Questa è l’ultima delle sue commedie, Wilde la scrisse nel 1894, in un periodo tormentato della sua vita.
Intreccio, equivoci, dialoghi fulminanti.
E’ tutto lieve in questa commedia, l’uomo e il suo doppio ha qui un significato ben diverso rispetto al celebre romanzo di Wilde, The picture of Dorian Gray.
Il doppio non è la propria immagine che tetra si deforma  in un ritratto, bensì il gioviale Ernest Worthing.
Leggerezza e umorismo, ma la  lievità di Wilde ha un preciso scopo: colpire la morale vittoriana e le sue ipocrisie.
E allora ecco i personaggi indimenticabili, Lady Bracknell e Miss Prism, Cecily e Gwendolen.
Ed ecco le molte perle di Wilde scaturite dalla sua commedia, parole che stigmatizzano le convenzioni della società e certe sue regole, ad esempio il matrimonio:

To speak frankly, I am not in favour of long engagements. They give people the opportunity of finding out each other’s character before marriage, which I think is never advisable.
 Sinceramente, non sono favorevole ai lunghi fidanzamenti. Danno alle persone la possibilità di conoscersi prima del matrimonio, che non credo sia mai consigliabile.

In married life, three is company, and two is none.
Nel matrimonio, in tre ci si fa compagnia e in due si è soli.

 All women become like their mothers. That is their tragedy. No man does. That’s his.
Tutte le donne diventano come le loro madri. Questa è la loro tragedia. Nessun uomo lo diventa. Questa è la sua.

Una certa eccentricità,  frizzante e ricca di fascino:

I never travel without my diary. One should always have something sensational to read on a train.
Non viaggio mai senza il mio diario, bisognerebbe sempre aver qualcosa di sensazionale da leggere in treno.

La splendida ironia di Lady Bracknell, con certe sue finezze espressive.
A Jack che che la informa di aver perduto entrambi i genitori lei imperturbabile risponde:

To lose one parent, Mr Worthing, may be regarded as a misfortune; to lose both looks like carelessness.
Perdere un parente, Signor Worthing, può essere considerata una disgrazia; perderli entrambi sembra piuttosto una disattenzione.

Questo è Oscar Wilde, nella sua più celebre commedia.
Lascio a voi scoprire la trama, se ancora non la conoscete.
E una lettura di pregio, ma ancor di più potrete godervela se assisterete allo spettacolo teatrale o se guarderete questo film, un capolavoro impagabile nella sua perfezione.
E non ho parole migliori, nell’attesa che scopriate questo testo magistrale, se non quelle della candida Gwendolen.
Parole uniche, che solo un genio poteva scrivere.

 This suspense is terrible. I hope it will last.
Questa suspense è terribile. Spero che duri.

20 pensieri su “The importance of being Earnest

  1. Uh, che bello! The importance, esilarante e profondo al tempo stesso. Gioca tutto sul paradosso, ponendosi all’opposto della celebre frase di Giulietta “Rinnega il tuo nome, se la rosa non si chiamasse più rosa certo non muterebbe il suo profumo”.
    Brava Miss!

  2. My name is Ernest in town and Jack in the country.
    Il mio nome è Jack in città e Ernest in campagna.

    refuso?
    non ho mai letto questo libro, e mi son sempre chiesto il significato del titolo.
    il titolo originale è molto più efficace. come sempre molte sfumature sono “lost in translations”.

    • Haha., hai ragione con tutta questa gente nel tradurre ho fatto confusione e invertito i nomi 🙂 Aspetta che correggo, grazie di avermelo detto! E’ breve e gradevole e hai ragione in pieno, nella traduzione molte sfumature inevitabilmente si perdono. Il film che ho suggerito è splendido, io ho la cassetta del tempo che fu in lingua originale, sublime!

  3. Scommetto che chi non l’ha letto e non ha visto il film dopo questo post si precipiterà a farlo. Delizioso e arguto sulla scia di quel genio di Wilde. Approvo in pieno l’idea di portare sul blog tutte le commedie così mi leggerò anche quelle che mi mancano 🙂 bacioni!

  4. Ahhh l’adorabile canaglia dell’Oscar…. come non amarlo? Ed oggi c’è invece chi finge di essere chiamato al cellulare, con tanto di pulsante suoneria ad hoc da sfiorare per dover rispondere a…”nessuno” ed allontanarsi dalla noia parlando con un interlocutore inesistente.
    Bacetti Susanna

  5. Ma come l’hai scritto bene questo post, fai venir voglia a chiunque di conoscere meglio questa storia. Senti, ma il fatto che il mio pappagallo si chiami Ernesto e io son convinta che abbia uno sdoppiamento della personalità, secondo te stà a significare qualcosa? Grazie per le traduzioni Miss!

  6. Avremmo dovuto rappresentare The Importance col mio gruppo di teatro ma poi la proposta (era stata mia) è stata bocciata…peccato, perchè Wilde è davvero inimitabile, col suo sarcasmo così witty, tagliente e intelligente, con la sua ironia mai banale.
    Spero almeno in Pinter…
    Un abbraccio
    O.

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