La potenza dell’incipit

Lolita, light of my life, fire of my loins. My sin, my soul.
Lo-lee-ta: the tip of the tongue taking a trip of three steps down the palate to tap, at three, on the teeth. Lo.Lee.Ta.

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, mia anima.
Lo-lee-ta, la punta della lingua che compie un viaggio di tre passi sul palato per battere, al terzo, sui denti. Lo.Li.Ta.

Eccola la potenza dell’incipit, è tutta qui, in tre righe.
E perde, nella traduzione, tutta la sua musica.
Rileggete il testo in lingua originale, a voce alta.
E ascoltate il suono di queste parole: Lolita, light, loins.
E ancora: life, fire. Sin, soul.
E di nuovo: tongue, trip, three, palate, tap, teeth.
Questa è musica, ma l’incipit del romanzo di Nabokov annuncia la scabrosa vicenda che vi verrà raccontata, è tutta lì, in nuce.
L’incipit è la porta che si apre sulla storia, sull’intreccio e sui personaggi che saranno nostri compagni di viaggio per un tratto di strada e scegliere le parole giuste è prova del talento dei grandi scrittori.
Oggi vi porto tra gli incipit di alcuni dei grandi romanzi della letteratura inglese ed americana, fateci caso, le parole scelte non sono mai casuali, ma scritte con estrema cura, per introdurre il lettore all’ambientazione del romanzo.
E ogni romanzo ha il proprio linguaggio, a volte tortuoso, a volte romantico, a volte confidenziale.

You don’t know about me without you have read a book by the name of The adventures of Tom Sawyer; but that ain’t no matter. That book was made by Mr Mark Twain, and he told the truth, mainly.

Probabilmente non avete mai sentito parlare di me, a meno che non abbiate letto un libro dal titolo Le avventure di Tom Sawyer, ma questo non  importa. Il libro è stato scritto dal Signor Mark Twain ed egli ha detto la verità, per lo più.

Chi è a parlare? Lo avete riconosciuto? E’ Huckleberry Finn, colui che vi porterà a vivere mille avventure sul Mississippi.
E che cosa conta che voi ancora non abbiate sentito parlare di lui? Questo è solo l’inizio, cari lettori, il meglio deve ancora venire!
Ogni romanzo è un mondo ed è racchiuso nelle prime parole.

Under certain circumstances there are few hours in life more agreeable than the hour dedicated to the ceremony known as afternoon tea.

In certe circostanze ci sono poche ore più piacevoli dell’ora dedicata alla cerimonia nota come tè del pomeriggio.

E questo è l’incipit di Portrait of a Lady di Henry James, romanzo che narra il gran tour di una giovane americana attraverso i paesi europei, alla fine dell’Ottocento.
Riuscite a vederla Isabel Archer che sorseggia una tazza di tè?
Le figure femminili indimenticabili della letteratura sono diverse, alcune lasciano proprio il segno.

No one who had ever seen Catherine Moorland in her infancy, would have supposed her born to be an heroine. Her situation in life, the character of her father and her mother, her own person and disposition, were all equally against her.

Nessuno che avesse visto Catherine Moorland nella sua infanzia avrebbe mai immaginato che lei era nata per essere un’eroina. La sua situazione nella vita, il carattere di suo padre e di sua madre, la sua stessa persona e le sue inclinazioni, tutto era contro di lei.

E invece lo diventerà, sarà lei la protagonista di Northanger Abbey di Jane Austen e voi la conoscerete subito, all’inizio del romanzo.
La vita è un atto di eroismo, anche se durante il percorso è difficile prevedere le proprie azioni future.

Whether I shall turn out to be the hero of my own life, or whether that station will be held by anybody else, these pages must show.

 Se mi accadrà di divenire l’eroe della mia vita o se questo ruolo verrà rivestito da qualcun altro lo diranno queste pagine.

Lui è David Copperfield, indimenticabile personaggio uscito dalla penna di Charles Dickens.
Il romanzo racconta l’infanzia di questo ragazzo, i suoi studi e la sua crescita, sullo sfondo l’Inghilterra della Rivoluzione Industriale e pagina dopo pagina l’esperienza di David che giorno per giorno diviene l’eroe della propria esistenza, così come preannunciato nelle prime righe del romanzo che proseguono con la narrazione dell’infanzia di David.
A queste parole di Dickens si aggancia l’incipit che apre un grande romanzo americano.

If you really want to hear about it, the first thing you’ll probably want to know is where I was born, and what my lousy childhood was like and how my parents were occupied and all before they had me, and all that David Copperfield kind of crap, but I don’t feel like going into it.

 Se davvero avete voglia di sentire questa storia, probabilmente vorrete sapere dove sono nato e come sia stata la mia infanzia schifa e che cosa facessero i miei genitori prima di avere me e tutto il resto e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma non mi sento proprio di parlarne.

Questo è l’inizio del più celebre romanzo di Salinger, The catcher in the rye, noto nella versione italiana come Il giovane Holden.
Holden Caulfield, un giovane uomo che ha qualche problematica con il proprio eroismo personale, una figura combattuta e inquieta.
No, qui non troverete David Copperfield, siete avvisati, Holden è di tutt’altra pasta.
E potrei continuare con questo gioco per ore ed ore.
Basta estrarre un libro dallo scaffale, leggere le prime righe, viverle e sentirle alla luce di ciò che accadrà dopo.
Provate a riprendere tra le mani opere di grandi scrittori che avete già letto, rileggete l’incipit e vi accorgerete che in quelle poche parole c’è già quasi tutto.
Un mondo, una vicenda, un personaggio.
E allora credo di dovervi lasciare con un incipit di grande rilievo.
Vi porto nello studio di un pittore, costui è in compagnia di un giovane dandy, un esteta, un amante della bellezza e dei piaceri, il suo nome è Lord Henry Watton.
I due chiacchierano amabilmente in merito a un ritratto, opera del pittore, che ha per soggetto un certo Dorian Gray, un giovane di particolare bellezza.
E il quadro che lo ritrae si trova lì, in questa stanza che profuma di petali di rosa.

The studio was filled with the rich odor of roses, and when the light summer wind stirred amidst the trees of the garden there came through the open door the heavy scent of the lilac, or the more delicate perfume of the pink-flowering thorn.

Lo studio era pieno del ricco effluvio delle rose e quando il leggero vento d’estate spirava tra gli alberi del giardino dalla porta aperta entrava il pesante profumo del lillà o quello più delicato dei rosaspini in fiore.

(Oscar Wilde, The Picture of Dorian Gray)

43 pensieri su “La potenza dell’incipit

  1. Lo so, ti farà ridere, ma non è semplicemente incantevole la parola “effluvio”? È così musicale,bisogna arricciare la lingua e ne esce un suono inebriante.
    Scusami, penso di essere l’unico disperato a pensare cose del genere.
    Amo particolarmente l’inizio del libro di Oscar Wilde. La meravigliosa descrizione del giardino. Pare di camminarci dentro.
    Buona serata, Miss.

    • Ma di cosa ti scusi? La parola effluvio ha una certa magia anche per me, sembra di sentire proprio un soffio lieve.
      Sai che io amo Wilde visceralmente, anch’io trovo che la descrizione del giardino sia perfetta, assolutamente sublime.
      Buona serata a te, Chagall, grazie.

  2. Affinché nessuno possa pensare che io sia un’illegittima – la figlia bastarda di qualche contadino lussurioso, venduta con contratto a termine in un periodo di magra – devo chiarire di essere nata in una Casa e cresciuta in modo appropriato alla Corte della Notte, per quel che mi è servito.

    Non riesco a trovarlo in inglese, ma questo è il mio preferito, assieme a:

    L’anno moriva, assai dolcemente.

    🙂

  3. noi comuni mortali, banalmente, iniziamo la nostra storia quasi tutti con un garrulo

    «è tutto suo papà»

    oppure con un imbarazzato silenzio se la somiglianza è evidente, ma col vicino di casa

  4. a parte la battuta, cara miss, io amo molto gli incipit. E trovo bellissimo il celeberrimo sguardo dall’alto con cui si aprono i promessi posi

  5. Sempre grata delle traduzioni Miss. Di incipit accattivanti ne ho letto molti e in effetti hanno una potenza grandissima. Il primo che hai scritto non lo conoscevo assolutamente ma è intrigante anche se evito di leggerlo a voce alta per la mia pessima pronuncia. Vedrò di andare oltre in questa lettura.

  6. Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
    (CENT’ANNI DI SOLITUDINE – Gabriel García Márquez)

    Questo il mio preferito in assoluto. Grazie miss per questa splendida elargizione.

  7. eh! Io sono sempre dell’idea che traduzione sia sinonimo di tradimento. E se questo è trascurabile nella prosa, in poesia rappresenta un gap incolmabile.
    Per quanto riguarda gli incipit ce ne sono alcuni di fulminanti, come quello riportato sopra da Hombre. Ma a me piacciono molto anche i finali.

    Purtroppo…Lolita l’ho iniziato frettolosamente qualche mese fa e l’ho abbandonato subito

    • Sottoscrivo ogni tua parola, la traduzione è un tradimento, non restituisce appieno ciò che l’autore intendeva trasmettere, men che meno se si tratta di poesia.
      Sì, ci sono anche tanti finali fulminanti, è vero, forse anche a questi dovrei dedicare un post, ci penserò.
      Per leggere Lolita ci vuole lo spirito giusto, credo, magari non era questo il momento adatto per te, io l’ho letto tanto tempo fa.

  8. L’incipit è davvero importante! … se l’incipit non mi piace può essere che abbandoni (stupidamente) un libro… sono un po’ “estemista” in questo argomento!

  9. A me piace molto l’incipit del libro piu’ famoso di tutti: la Bibbia.

    “In principio, Dio creo’ il cielo e la terra.”

    Un messaggio semplice, chiaro che contiene la potenza di un atto di creazione totale. Nove parole che racchiudono in sè gran parte dei racconti che seguono.

    • Hai ragione Moka, è un incipit importante e molto significativo.
      E sai, sono contenta che tu abbia letto questo post, a volte si scrivono cose alle quale si tiene particolarmente, è questo il caso.
      Grazie!

      • La prima impressione è quella che vale. E’ vero, ma mi piace anche la scoperta dei piccoli aspetti nascosti delle cose step by step and day by day.
        Sono sicuro che mi capisci.
        Io non ho la tua conoscenza dei grandi scrittori e soprattutto non di quegli scrittori che tu dici di amare. Zolà per me è il gorgonzola o in seconda istanza il giocatore della nazionale di qualche tempo fa. Ma effettivamente ci sono dei romanzi o delle poesie o delle canzoni che ti colpiscono come un diretto al viso appena le leggi o le senti, ti si imprimono dentro e te le porti nel cuore per sempre.

      • Esattamente. Poi ognuno ha i propri libri, le proprie poesie, si prediligono cose diverse.
        E alcune restano e ogni tanto viene il desiderio di andarle a trovare di nuovo.
        Ed è proprio come ritrovare qualcuno che conosci bene.

  10. Dear Miss Fletcher,
    romanzi della letteratura inglese ed americana scritti da autori per lo più legati a Genova e questo mi piace tanto.

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