Le botteghe della vecchia Zena

E’ tempo di acquisti, cari lettori!
Siete pronti per un giretto davvero speciale? Oh, come già successe qui e qui, naturalmente anche oggi le signore si preparino con cura, si va a far compere nella Zena di un tempo!
Chissà dove ci porterà questa passeggiata, in questa giornata di fine novembre.
Che ne dite, potremmo incontrarci in Piazza Sarzano!
C’è un gran via vai di gente, come potete notare.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Oh, c’è da riempire la dispensa!
Ed ogni brava massaia sa perfettamente che uno dei beni di prima necessità al quale non si può rinunciare è certamente il latte.
Il latte del nostro entroterra, il più buono che ci sia.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Ed ecco il negozio che fa al caso nostro, proprio in Sarzano, che fortuna!

E poi, certo non possono mancare i formaggi.
No, non sia mai!
E ci tocca scendere nei caruggi.
Che gioia!
In Via della Maddalena troveremo ciò che ci occorre.

Eh, in questa stagione bisogna coprirsi bene!
Sì, fate attenzione, si rischiano la febbre e il raffreddore.
Ma niente paura, dato che siamo in zona, potremmo metterci al vento e comprare ciò che occorre in caso di malanni.
E la Nuova Farmacia è proprio ben fornita!

E’ grande e spaziosa e chi sta dietro al bancone ha una certa esperienza.

Affidatevi a loro, sono certa che sapranno consigliarvi per il meglio.

Qua in zona, volendo, si può anche comprare il pesce!

Eh, che bello far due passi per i vicoli!
Ricordate? Abbiamo quel formaggio di buona qualità, vorrete o no accompagnarlo ad un buon vino?
Qui, a due passi, in Fossatello, c’è proprio il negozio che ci serve.
Poi sono sempre i signori uomini ad attardarsi nella scelta, diciamo la verità!
E quando si danno arie da intenditori, poi, non ne parliamo.

Beh, la giornata non è ancora terminata.
Sapete, a Genova ci sono uffici dove si lavora alacremente; del resto si sa, i genovesi il senso degli affari ce l’hanno nel sangue.

E questa è una città di mare, con un porto che è la sua ricchezza.
Chissà se i posteri sapranno conservare questa risorsa, se gli scambi commerciali avranno ancora così grande importanza!

Oh, certo, chi lavora qui può sfruttare diverse opportunità.
La sede è oltreoceano! Eh, me l’immagino già il genovese trasferito laggiù, che con sguardo malinconico scruta il mare intonando ma se ghe pensu.
Oh, sì! I genovesi che se ne vanno rimpiangono sempre la Superba, i suoi odori e i suoi chiaroscuri, le scale ripide e le salite, la tramontana e la maccaia.

Lo avete visto quel signore che è appena uscito dalla premiata ditta di spedizioni?
Sì, quello tutto vestito elegante, che teneva a braccetto la moglie.
Ecco, ha appena rifiutato il trasferimento a Buenos Aires, a quanto ne so ha avanzato una serie di giustificazioni abbastanza credibili, ha accampato impegni improrogabili, questioni di famiglia, a quanto pare sembra che l’abbia spuntata!
E lei, la moglie, annuiva fiera.
Li avete visti? Oh, hanno deciso di festeggiare!
E allora la signora ha chiesto in dono un profumo, sì!
E si sono infilati dalla vedova Casareto, per scegliere una fragranza adatta a questa stagione.
Lui suggeriva la violetta, ma a quanto ho sentito la signora, che è un tipo deciso, è stata irremovibile ed ha acquistato una boccettina trasparente contenente un’essenza alla verbena.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Ed ho sentito dire che dopo pensano di andare a pranzare dalla Carlotta.
Farinata ed altre delizie immagino!

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Eh, che bello se potessimo andarci anche noi!
Ma siamo qui, in Sottoripa, con le nostre borse della spesa e ancora abbiamo molto da fare.
E allora lasciamo gli sposi ai loro festeggiamenti e rituffiamoci nella folla, sotto i portici a pochi passi dal mare, dove tutti parlano in genovese, tra i pescivendoli e i besagnini, nello splendido scenario dei nostri caruggi.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

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41 pensieri su “Le botteghe della vecchia Zena

  1. Confessa Miss Fletcher: tu hai una meravigliosa macchina del tempo nella tua sala da pranzo. Ogni tanto ci fai un giretto e così riesci a riportarci tutte queste cose reali e del tempo che fu, con un’incredibile dovizia di particolari!
    Grazie, bacetto Susanna

  2. il tuo modo di scrivere questi articoli sono incredibili..il fascino di Genova traspare dall’irresistibile “penna” di Miss 😉 Come ha detto qualcuno in qualche precedente post dovresti scrivere un libro su Genova!! 😉

  3. Che belle queste cartoline! Sono delle vere rarità…
    …voglio anche io il profumo dalla vedova Casareto! Già mi ci vedo con le gonnelle lunghe fino alle caviglie e cappellino in tema 😉 baciiii

  4. …quando ancora le vecchie botteghe le funzionavano bene 😉
    Quando sono stato a Genova per la prima volta, mi sono divertito un sacco a vedere le vecchie botteghe, quasi fossi ricapitato in un paesello cresciuto a dismisura 🙂

    Molto poetico, peccato vogliano farlo sparire :/

  5. Cavoli, le ultime due foto, i portici sono identici a quelli di Taggia, fanno impressione. Stessa impronta, che forte! Bellissimo com’è raccontato questo viaggio tra le botteghe di un tempo! Baci.

    • La collezione Finauri è preziosa, una raccolta di foto meravigliose.
      Non sono su Facebook, per ora, però terrò presente la pagina che mi segnali.
      Grazie a questo blog ho conosciuto tante persone, tra le quali Eugenio Terzo, un genovese che conosce ogni segreto di Genova e della sua storia e sa tantissime cose di Staglieno.
      Questo è il suo sito, http://www.genovacollezioni.it/ dai un’occhiata, sono certa che ti piacerà!

  6. Gent.ma Miss, pur essendo nata e vivendo a Roma, ho origini liguri e sono una nostalgica di Genova e Santa Margherita dove ho trascorso infanzia ed adolescenza. Leggo da tempo le sue rubriche che considero emotivamente coinvolgenti nel ricordo delle cose belle e….buone di Zena, molto interessanti, ben scritte ed illustrate, anche perchè speravo di trovarvi qualche notizia per ricostruire una storia familiare legata ad un’arte scomparsa: la litografia. Un mio antenato materno (Nicolò Armanino: quello delle carte da gioco!) era un litografo molto apprezzato a Genova e la sua attività (dal 1843 al 1875 circa) si svolse in via o salita Garibaldi 204; alla sua morte la vedova ed i primi due figli (Enrico ed Adolfo) portarono avanti l’attività della tipo-litografia con cambio di sede (dal 1880 al 1888) in Via Garibaldi 22 e successivamente (1888-1898) in via V. Ricci e (dal 1899…) in via Varese,3. Dopo molte ricerche sono riuscita a ricostruire gli indirizzi ma non riesco a trovare nessuna conferma dell’esistenza di queste botteghe, nè immagini relative ai luoghi menzionati, anche per via dei continui cambi di nome delle strade in quel periodo storico. Poiché vivo lontano potrei chiederle di aiutarmi a rintracciare, nelle sue passeggiate, qualche insegna o testimonianza in merito? Le sarei infinitamente grata perchè sono l’ultima ed unica superstite della famiglia e non vorrei perdere la memoria storica dei miei avi. Con gratitudine

    • Benvenuta Angelica, che bella la storia che mi scrivi, certamente proverò ad aiutarti, queste sono le cose pià belle e non so se ci siano insegne, andrò a vedere, ma sicuramente ci sarà modo di trovare notizie sul negozio dei tuoi avi.
      Intanto copio il testo del tuo commento e lo mando a un mio lettore, un caro amico che di cose di Genova sa tutto!
      Cercherò di trovare qualcosa, promesso!
      Grazie del tuo interesse per il mio blog e delle tue belle parole, a presto!

      • non speravo tanto e così prontamente! Ti ringrazio per l’aiuto che potrai darmi e per le belle storie che racconti con tanta passione ed amore. Ti terrò informata sulle mie ricerche. Nicolò Armanino ha sposato in seconde nozze Maria Francesca Adelaide Gibelli nel 1847 e nel 1876 compare come titolare della ditta la vedova. Nel 1877 sono citati anche i figli. Con riconoscenza angelica

      • Cara Angelica, detto e fatto!
        Il merito è del mio amico, il Signor Eugenio Terzo che, come ti avevo anticipato sa tutto!
        E infatti gli ho mandato la tua richiesta e ho avuto la sua pronta risposta che è questa:
        Comunque il tuo messaggio riguarda il famoso Armanino Adolfo tipografo e artista nel vero senso della parola.
        Adolfo nato a Genova nel maggio 1855 da Nicolò e da Adele Gibelli, il padre abile calcografo, muore nel 1866 lasciando la moglie Adele con due figli piccoli, Adolfo e il fratello Enrico alla guida di una piccola officina litografica genovese. Guida alla quale tutti si impegnano in maniea encomiabile. Nel 1880 i due fratelli ampliano l’attività e la ditta <> si trasferisce in via Varese a Genova e con l’ausilio di nuovi macchinari si specializza oltre che nel settore tipografico e litografico anche nel campo della fototipia. Nel 1882 Enrico cessa l’attività per motivi di salute e Adolfo, rimasto solo investe tutte le risorse nell’azienda. Tra il 1892 e il 1912 la tipografia Armanino cambia più volte i macchinari e giunge ad assumere 400 operai. La ditta Armanino si impose come un’azienda innovatrice nel campo tipografico. Fu la prima in Italia a produrre le oleografie, tra quelle prodotte è rimasta famosa la raccolta dedicata alle effigi miniate dei Pontefici. Il nome Armanino, a livello popolare, è comunque ricordato per le carte da gioco, diffuse in tutta Europa nei primi anni del secolo. Una altra caratteristica attività fu quella delle vignette sulle scatole dei cerini che resero celebre la ditta in tutta Italia. Nel 1895 Adolfo Armanino fu eletto nel Consiglio Comunale di Genova e ricevette la Croce al merito del Lavoro. Nel 1906 allargò la sua attività a Milano assorbendo uno stabilimento grafico in via P.Paoli, 10. Nel 1911 la sede genovese si trasferì nel quartiere di San Fruttuoso distinguendosi nella stampa di almanacchi. Negli ultimi anni di vita Adolfo Armanino fu assiduo frequentatore di Santa Margherita. Muore a Genova nel 1928.
        Nel 1912 la ditta Flli. Armanino cambia nome probabilmente avviene la cessione e si trasforma in Società Anonima Industrie Grafiche ed Affini con sede sempre in via Varese, 3 .
        Da un elenco telefonico in mio possesso del 1927 Armanino cav Adolfo risulta abitare in p.I.d’Aste, al civ.7-5. Nel tempo credo che la ditta sia diventata prima Barabino & Greve e poi fino a qualche anno fa la famosa Paragon con sedi in via Aldo Manunzio e lo stabilimento a Manesseno dove producevano cartoni, ma avevano stabilimenti in molte parti d’Italia, uno dei più importanti era a Roma dove stampavano moduli sia per lo stato che per le poste.
        E da ultimo ti lascio anche i saluti di Eugenio, che mi ha scritto di essere contento di sapere che ancora esistano dei discendenti del grande artista Armanino!
        Spero che tu sia contenta di leggere queste informazioni e che fra di esse ce ne sia qualcuna nuova per te!
        Un caro saluto e buona serata!

      • Carissima Miss Fletcher,
        non ho parole!! Non so come ringraziare te ed il tuo amico Eugenio: siete stati davvero portentosi.
        Alla morte di mia madre ho trovato in casa documenti e materiale vario, molto frammentario, comprndente alcune lettere della figlia Adele, mia bisnonna, al padre Adolfo, qualche foto in cui sono ritratte persone che non conosco, biancheria ricamata con le cifre NN e AN, cartoline dei Papi……..
        E’ nato così il desiderio di ritrovare le mie origini e ricostruire una storia familiare in cui purtroppo nessun parente può più aiutarmi in quanto sono tutti scomparsi! Il mio obiettivo è di poter conoscere meglio la vita e le opere di questi antenati per sentirli ancora vicini e dare una risposta al senso di appartenenza a quella terra meravigliosa che mi emoziona e mi fa sentire a casa ogni volta che mi capita di tornarci. Scusate la digressione ma volevo raccontarvi queste emozioni per farvi comprendere meglio la mia gratitudine per le notizie preziose che mi fornite ed il piacere che provo nel leggere le pagine del blog.
        Avendovi coinvolto in questa avventura, ritengo giusto illustrarvi il mio rapporto di parentela con gli Armanino.
        Nicolò (1810- ?)
        e ——Adolfo e Fanny Podestà —Adele —- Raoul Darù—– Fiammetta—– Angelica Adele Gibelli (sposa Cesare Darù) (sposa Palcani)

        Queta per sommi capi è la linea di discendenza.
        Ho iniziato a cercare su Internet, nei siti di librerie antiquarie, tutte le notizie relative alle opere a stampa ed ho trovato materiale molto vario: stampe e ritratti, carte geografiche e nautiche per la Marina, cartoline postali ed illustrate, materiale pubblicitario, carte da gioco ed altro, ma non conoscevo le vignette per le scatole di cerini!, Da lì ho allargato la caccia ad altre fonti ma restano ancora tanti buchi che in parte avete contribuito a riempire, ma soprattutto avete creato nuovi stimoli e ispirazioni per approfondire le indagini facendomi sentire meno sola!!!!!!! Grazie ancora di cuore.
        angelica

      • Cara Angelica, sono contenta che le notizie fornite da Eugenio ti siano utili!
        Te l’avevo detto che lui sa tutto!
        E comunque ti informo che andremo insieme a Staglieno – luogo del quale Eugenio conosce ogni angolo, manco a dirlo! – e cercheremo la tomba del Signor Armanino.
        Se poi ci fossero altre notizie stai certa che non mancherò di fartele avere.
        E in più ti preannuncio che a breve sulle pagine di questo blog troverai un articolo ricco di immagini sulla tua amata Santa Margherita.
        Un abbraccio e a presto!

      • Grazie ancora!! Credo che esista una tomba della famiglia Armanino a Staglieno dove è stata anche sepolta una mia prozia “Adriana Darù” pittrice e scultrice che è stata allieva di Bistolfi. Sono molto contenta anche per l’anticipazione dell’imminente pubblicazione dell’articolo su S. Margherita che è sempre nel mio cuore. La nostra casa era in Via Favale e alcuni cugini alla lontana di mamma abitano tutt’ora in Via Maragliano. Ricambio l’abbraccio con affetto angelica

    • Buonasera Miss Fletcher, Angelica e Eugenio,
      sono una studentessa dell’Università degli Studi di Genova e sto iniziando a fare la mia tesi della magistrale sulla tipografia genovese della famiglia degli Armanino. Mi sono imbattuta per caso nella vostra discussione e mi piacerebbe avere con voi tutti un produttivo scambio di utili informazioni sia per voi che per me. Vi lascio la mia e-mail sperando di poterci sentire presto!! alice2015tesi@gmail.com
      Molte e molte grazie,
      Alice

  7. Ciao Angelica, non sei sola. Si da il caso che io sia il “Lontano cugino di Santa Margherita” discendente di Nicolò Armanino da parte di padre. Mi sono imbattuto in questo post per caso cercando informazioni sull’antica tipografia e sulla storia della famiglia. Mi farebbe molto piacere conoscerti e aiutarti (ci) a ricostruire un passato interessante e di comune interesse. La mia mail è Alessandro.gogioso@gmail.com Spero tu legga questo messaggio.

  8. A Staglieno, vi sono tre tombe la n°413-1415-1820, in tutte tre vi sono degli Armanino di cui al momento non conosco i nomi, e insieme nella 413 vi e anche un certo Podestà, nella 1415 vi e anche un certo Bacigalupo, mentre nella 1820 vi è anche un certo Simonassi.
    Poi c’è un Armanino nella Tomba n°920 della famiglia Gattavara.
    Poi ho un appunto di una certa Armanino Angela di Gerolamo morta nel 1856 e abitava in vico Salvaghi al n°14 era una lavorante in una caffetteria.
    Su tutti questi possiamo approfondire, ma sono certo che ve ne sono molti altri, tra cui quello che cerchiamo noi.
    Questi sono solo alcuni appunti che avevo nel pc.
    Eugenio

  9. Sono notizie estremamente interessanti per la mia ricerca e ringrazio sempre il Sig. Eugenio della grande disponibilità e per essersi ricordato di un mio vecchio post. Nella ricostruzione della famiglia Armanino ho trovato in effetti traccia del nome Fanny Podestà quale moglie di Adolfo Armanino (trisavolo della sottoscritta): sembra esserci un nesso con il cognome della tomba 413 ma non corrisponderebbe il sesso! Per quanto riguarda gli altri cognomi citati non ho conoscenza di collegamenti con le mie indagini ma non posso escludere che si tratti di parenti acquisiti con matrimoni. Il nome Angela di Girolamo (morta nel 1856) mi fa pensare ad una parente di quell’Armanino Giovanni di Girolamo (Genova 13.03.1839, calzolaio), partecipante alla spedizione dei Mille, del quale ho trovato notizia negli elenchi dei garibaldini. Purtroppo non sono riuscita, con le scarse informazioni in mio possesso, a scoprire se questi A. costituiscano un ramo parallelo di un’unica discendenza più antica! (il periodo temporale è compatibile ed anche l’origine ligure, ma non combaciano le località?). Se fosse possibile avere ancora un aiuto sarebbe utile verificare dove è sepolta Adriana Darù: questo consentirebbe di individuare la tomba più attinente alla mia ricerca. Con immensa riconoscenza Angelica

  10. “Adriana Darù” pittrice e scultrice che è stata allieva di Bistolfi.”… così, per caso… io l’ho conosciuta, da bambina, a Roma. Signora gentile, mi dedicò un disegno che ancora ho. disegnatrice sopraffina, bel ricordo.
    martina

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