I leoni della Superba

Guardatevi intorno, quando camminate per la città.
Qui, a Zena, nelle strade ampie e regali così come in certi caruggi ombrosi, incontrerete i leoni.
Sono i leoni della Superba, alcuni vengono davvero da molto lontano, nel tempo e nello spazio.
Alcuni risalgono a periodi più recenti, altri ancora dominano sui portali di certi palazzi.
Sono due leoni a reggere lo stemma della famiglia Brignole sulla facciata di Palazzo Rosso.

Palazzo Rosso

Ed è ancora una coppia di fieri felini a troneggiare sul portone dei Magazzini dell’Abbondanza in Via del Molo.

Magazzini dell'Abbondanza

E lì di fronte si trova uno dei leoni più celebri della Superba.
Viene da altre terre, da un altro secolo.
Ed è lì, sul muro della Chiesa di San Marco.
Giunse a Genova nel lontano 1379, anno nel quale i genovesi sconfissero a Pola i loro acerrimi nemici di sempre, i veneziani, sottraendo loro il simbolo della loro città.
Il leone di San Marco, la testimonianza del proprio trionfo.

Il leone di San Marco

Quando osservo simili opere, non posso evitare di pensare quei giorni.
Ve li immaginate coloro che si misero all’opera per sottrarre il leone e portarlo via?
Sentite le voci concitate, le urla di gioia?
Insomma, dev’essere stato un momento di gloria!
Andiamo ancora più indietro, alla metà del 1200.
E ancora più lontano, nella città di Costantinopoli.
Proviene da laggiù la testa leonina sottratta al palazzo Pantocratore, sempre ai soliti veneziani.
Si trova nella Loggia di Palazzo San Giorgio, sopra la porta.

Palazzo San Giorgio

E all’esterno, ai due estremi del muro che si affaccia su Via Frate Oliverio ovvero sui portici di Sottoripa, su Palazzo San Giorgio c’è ancora qualcosa che merita la vostra attenzione.

Palazzo San Giorgio (3)

Altre due teste leonine provenienti anch’esse da Costantinopoli.

Palazzo San Giorgio (2)

Sono situate in alto e non sono di grandi dimensioni, pertanto potrebbe anche esservi capitato di non averle mai notate.

Palazzo San Giorgio  (2)

Eppure i leoni sono lì e ruggiscono minacciosi.

Palazzo San Giorgio

A quanto pare, era una consuetudine portarsi a casa trofei sottratti ai nemici.
E un bel leone ruggente se ne sta lassù, sul muro del Palazzo di Marc’Antonio Giustiniani.
Questo leone maestoso proviene da Trieste ed è il bottino di guerra dei genovesi a seguito della battaglia di Chioggia, che avvenne nel 1380.

Palazzo Giustiniani

Vedete? Questi sono i leoni della Superba.
E poi a volte capita di trovarsi nei caruggi, si posa lo sguardo su un portone e cosa si vede?
Beh, ognuno ha diritto al proprio felino, in fondo!
Mi sembra anche giusto!

Via dei Giustiniani
Leoni che vengono da terre lontane e da antiche rivalità.
E leoni più giovani, cari a tutti i genovesi.
Questi risalgono all’Ottocento e sono stati scolpiti da Carlo Rubatto.
Se ne stanno assisi davanti alla Cattedrale di San Lorenzo.

San Lorenzo  (2)

San Lorenzo  (3)

E a me personalmente sembrano abbastanza miti, magari un po’ burberi, ve lo concedo, ma hanno lo sguardo buono e dolce, ispirano tenerezza più che timore.

San Lorenzo  (4)

Sono i leoni di Genova, i leoni della Superba.

San Lorenzo

36 pensieri su “I leoni della Superba

    • Haha! E’ vero 🙂 ! Anche per i leoni potrebbe venirti il torcicollo, Pani.
      Non solo le due teste leonine di Palazzo San Giorgio sono in alto, ma anche il leone di Palazzo Giustiniani!
      Per “aria”, sì!

  1. In una città un tempo rivale ma per modo di dire, che dista 40 km circa da lì, gli anziani ricordano ancora oggi l’usanza di portare un sasso ogni volta che si va a Genova e di gettarlo nell’acqua del porto, per vendicare l’interramento del proprio a opera dei genovesi nel 1525. Questo per dire che, di nemici, la Superba se n’è fatti molti nella sua storia.

  2. Oggi con i documentari di Piero Angela sappiamo vita morte e miracoli dei leoni e anche i Romani che ne hanno un uso massiccio nei colossei.
    Ma nel Medioevo e fino all’1800 non credo che i leoni fossero molto comuni in Europa, eppure sono simbolo di forza e potenza per tantissime culture e città, e sono praticamente presenti in tutti gli stemmi araldici del mondo.
    Chissà se anche in quei tempi, c’era il circo e la moira orfei che portava in giro i leoni per le città d’Europa.

  3. In realtà il leone era abbastanza conosciuto. Era ed è il simbolo di San Marco e a Venezia c’è un antico adagio che recita “Quando el leon de Venezia alza la coa, tuti i altri sbasa la soa.”
    Capito Miss^ XD Perché sono permalosi ‘sti leoni.

  4. Senti ma il comune di Genova non ha pensato a te come guida turistica per turisti speciali??? Con te anche i più sofisticati sarebbero appagati!!!! Sei sempre bravissima!

  5. E no Miss… Non ci stò! Scusa, questa è un’ingiustizia. Adesso tu mi devi dire perchè tu puoi parlare dei tuoi leoni e io non posso parlare dei miei pipistrelli. Forza, dammi una spiegazione! Manco poi fossero così fieri e alteri e imponenti e eleganti e… e… e… e vabbè… si, è vero, sono meraviglissimi! Roar Miss, roar! 😀

  6. Bella tematica, complimenti Miss.
    Mi piacerebbe che a Genova tornasse il Rostro romano e il cannone di S.Caterina che si trovano a Torino, oggi questi due importanti pezzi farebbero una bella figura nel museo del mare.
    Eugenio

  7. Pingback: Palazzo San Giorgio e la gloria di Genova | Dear Miss Fletcher

  8. Miss, bella rassegna… però avresti dovuto completarla accennando a quelli del 157° Reggimento Fanteria “Leoni di Liguria”, che almeno fino alla fine degli anni 70 occupavano la Caserma Vittorio Veneto di Sturla… avevamo 20 anni e la cravatta rossa…

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