Sulle Torri di Porta Soprana, munita di una mirabile cinta di mura

Ben presidiata d’uomini e munita di una mirabile cinta di mura, così si legge su un’iscrizione che si trova su Porta Soprana.
Vi ho già narrato le vicende della sua costruzione, che risale al 1155, se desiderate leggere la gloriosa storia di Porta Soprana, delle tante lapidi che si trovano sulle sue mura e del mondo che gravitava all’ombra delle sue torri, vi invito a leggere questo articolo.
Ma oggi vi porto lassù, sopra le torri.
E sarà come viaggiare nel tempo, in un passato lontano e per noi misterioso.
Tenebre scure e sinistre avvolgono le mura e le torri.

Porta Soprana

L’arco della porta, dove un tempo erano appese le catene del porto di Pisa, portate in trionfo a Genova dopo averle strappate ai nemici nel 1290.

Porta Soprana (2)

Porta Soprana, la testimone silenziosa della storia di Genova.
Suggestiva di notte e splendente sotto la luce del giorno.

Porta Soprana (3)

Porta Superana, gemella di Porta dei Vacca, come già vi dissi, ospitò un tempo il boia di Genova, un certo Louis Victor Samson, parente stretto di colui che decollò il Re di Francia e la sua illustre consorte al tempo della Rivoluzione Francese.
E allora entriamo a Porta Soprana e salutiamo con una certa reverenza chi ci accoglie all’ingresso.

Porta Soprana (4)

E con altrettanta cautela saliamo le scale, verso le due torri.
Sono gradini altissimi questi, come sempre capita in edifici tanto antichi.

Porta Soprana (5)

E superata la prima rampa il vostro sguardo andrà in cerca della città.
Si cammina per i caruggi protetti dalla loro altezza, ma qui li si osserva da una prospettiva differente.
E lo sguardo trova Via Ravecca.

Via Ravecca

E salita del Prione, che scende gentile e sinuosa verso Piazza delle Erbe.

Salita del Prione

Potrete percorrere un breve tratto del camminamento di ronda delle mura del Barbarossa.
E poi camminerete qui, tra le torri, sospesi sulla città.

Porta Soprana (6)

La traccia del tempo è di solida pietra che resiste all’usura, allo scorrere delle ore e alle intemperie.
La traccia del tempo è sotto questi archi.
Porta Soprana, la testimone silenziosa della storia di Genova.

Porta Soprana (7)

E poi, d’un tratto, vertigine.
E come ho già avuto modo di ricordare, la prima volta che salii quassù mi impegnai nell’ascesa come se si trattasse di una normale scala.

Porta Soprana (8)

Ma questa è la scala della Torre!
Affrontatela con una certa calma, è un consiglio da amica, questi gradini sono stati fatti per gente di ben altra fibra, ve lo dico io!

Porta Soprana (9)

Vertigine e vortice, grandezza e imponenza.
Dentro la torre, la testimone del nostro passato.

Porta Soprana (10)

La città che si scorge appena in uno scatto che potrebbe rappresentare parte dell’essenza di Genova.
Così si intravede la luce in certi nostri caruggi.

Porta Soprana (11)

E ancora si sale.
E così si mostra ai vostri occhi la Superba.
E questa è un’immagine che racconta una storia.
Una storia di monti innevati  e del campanile di una cattedrale che svetta fiero.
Una storia di case strette, addossate una all’altra, se le osservate dalla strada non vi parrà che siano così alte, eppure le vedrete così, mentre salite verso la Torre.
I luoghi hanno un’anima e l’anima di Genova ama giocare con l’infinito.

Genova

Vertigine, gradini.

Porta Soprana (12)

E una porta che si apre sul blu.

Porta Soprana (13)

E siete in cima alla Torre.

Porta Soprana (14)

Tra i merli, in un spazio che non è poi così ampio.

Porta Soprana (15)

E anche le Torri giocano con il cielo, certo.

Porta Soprana (16)

Una sfida continua.

Porta Soprana (18)

E non sono certa che a vincere sia l’infinito!

Porta Soprana (19)

E la Torre accanto a quella in cui mi trovavo si distingueva eccome dagli edifici moderni che le fanno da sfondo!

Porta Soprana (17)

La Superba vi circonda, attorno a voi le tante anime di Genova.
La città dei nostri tempi, Piazza Dante e la sua modernità.

Piazza Dante

La città delle alture, della circonvallazione e dei corsi.

Genova (2)

La città dei tetti così vicini uno all’altro.

Genova (3)

Le strade sotto di voi, ancora Salita del Prione e Via di Porta Soprana.

Genova (4)

Altezza e vertigine, un piccolo berceau, il mare e il porto.

Genova (5)
E questa è Genova.
E poi si scende, scale e vortice.
Vertigine.

Porta Soprana (20)

E le si guarda ancora le Torri di Porta Soprana, da lassù è ben evidente la loro struttura.

Porta Soprana (21)

Le Torri di Porta Soprana sono visitabili grazie all’Associazione Culturale Genovese Porta Soprana , volontari che permettono ai cittadini e ai turisti di accedere ad alcuni monumenti cittadini.
Nel caso specifico, unitamente alle Torri è possibile visitare con un unico biglietto la Casa di Colombo che si trova a breve distanza.
Gloriose e magnifiche svettano le Torri contro il cielo di Genova.

Porta Soprana (22)

E così termina questa passeggiata su per le scale della testimone silenziosa del nostro passato.
Vi lascio con le memorie di un viaggiatore, uno dei massimi poeti italiani, Gabriele D’Annunzio.
Venuto a Genova per inaugurare il monumento dei Mille, volle vedere Genova di notte e lo spettacolo dei suoi palazzi con l’oscurità.
Vide anche Porta Soprana, colei che un tempo fu  ben presidiata d’uomini e munita di una mirabile cinta di mura, e così scrisse:

Non dimenticherò mai Porta Soprana immersa nel chiaro di luna.
Le vecchie pietre sembravano fosforescenti.
Il cielo che si vedeva al di là dell’arco era come uno specchio rivolto verso il mare, che quella sera doveva essere d’argento.

Porta Soprana (23)

52 pensieri su “Sulle Torri di Porta Soprana, munita di una mirabile cinta di mura

  1. Io passo finché non mettono l’ascensore 😉 Ora come ora non ce la farei mai a salire per quei gradoni… Nella foto della porticina da cui si accede alla torre non sono visibili neppure i gradini tanto sono ripidi. Brava Miss, grazie a te lo splendido panorama me lo gusto dal divano di casa 🙂 bacioni

  2. Lo spettacolo che si gode da lassù sembrerebbe compensare ampiamente la fatica della “scalata”, ma anche io approfitto delle tue splendide immagini per trovare la scusa per non affrontarla!

  3. E poi che meraviglia e che soddisfazione in cima vedere la città, il golfo, le colline innevata, premio gradito dopo la fatica.
    Grazie Miss, per le splendide foto che parlano della nostra Genova!

  4. Grande pezzo, come al solito. Sono stato in cima alle torri giusto un paio di settimane fa.
    A D’Annunzio la Porta piacque molto, e pensa che, quando la vide lui, la torre meridionale era ancora inglobata nel quartiere di Ponticello, prima dei restauri degli anni ’20…

    • Pensa se ci fossimo incontrati in cima alla Torre, haha!
      Sai, ho un’antica cartolina di quel tempo, era molto suggestiva quella parte della città con la piazza e le vecchie case di Ponticello.
      Grazie Daniele, buona serata.

      • Eh eh.. .probabilmente non ci saremmo riconosciuti, e ora saremmo qui a dirci “ma guarda tu!”
        Quando sono salito io, comunque, non c’era nessuno: secondo me c’è troppa poca gente che sa di questa cosa.
        Qui c’e il mio omaggio fotografico alla scalinata interna. 🙂

      • Io ci sono andata pochi giorni fa, per cui non è possibile essersi incontrati, però ti immagini?
        Hai perfettamente ragione, sono in pochi a sapere che si può salire sulla torre ed è un vero peccato.
        La tua foto è meravigliosa, caspita che bella!
        Grazie Daniele!

      • Peraltro, sul momento, non riuscivo a trovare l’ingresso. Mi aspettavo che fosse in una delle torri, ma le porte erano chiuse. Stavo gia lamentandomi contro la disorganizzazione del comune di Genova, quando ho iniziato a salire per via di Ravecca e ho notato per caso l’ingresso. Eppure basterebbe mettere un cartello… 🙂

  5. Ma mi fai proprio venir la voglia di ritornare a Genova, ho un ricordo bellissimo del vecchio porto e dell’Acquario…ma tutti i tuoi post invitano tantissimo!!
    Un abbraccio, cara, *Maristella*.

  6. Lo ricordavo quel post! Che bellissimo effetto quello delle scale! Cioè, il sotto dei gradini… L’ho intravista qualche volta questa Porta ma non l’ho mai guardata con tanta attenzione, sbagliando. Spero di ripassarci sotto, con occhi diversi. Un bacio.

  7. Che meraviglia …se penso a quante volte sono andata a Genova e mai sono stata su per queste scale, in mezzo alla storia…per arrivare lassù ed ammirare questo splendido panorama!
    Grazie! Ne terrò conto per la prossima visita. ❤

    • Ciao Giusymar, benvenuta! Hai visto che spettacolo? Quando tornerai a Genova potrai salire anche tu sulla Torre, merita veramente.
      Grazie a te della tua visita e del tuo commento, buona serata!

  8. Con la mia immaginazione, mi piace pensare al panorama che si vedeva all’epoca di Colombo, una grande distesa verde dove si poteva vedere l’antico ponte Pila quello in muratura con l’edicola della Madonna al centro oppure il convento di S.Agata e l’Antica Chiesa di S.Zita, questo era ciò che si vedeva.
    In quell’epoca pare che il campanile di S.Agata fosse addirittura una torre di segnalazione da dove si avvertiva l’arrivo di nemici.
    Lo stupore che provo tutte le volte difronte a questo importante monumento è la tecnica perfetta della sua costruzione, che a distanza di quasi nove secoli si erge ancora maestosa e bella, grazie ai restauri eseguti in varie epoche.
    Ricordiamo il filantropo Carlo Pescia che lasciò il suo patrimonio al comune con la precisa volontà di rstaure i più importanti monumenti, la porta fu il primo restauro effettuato con i suoi denari negli anni 20 come attesta la lapide sulle mura.
    Eugenio

    • Eugenio carissimo, che meraviglia di quadro hai dipinto, i tuoi commenti sono sempre un indubbio arricchimento a questo blog, ogni volta che scrivi so sempre che mi rivelerai qualcosa di bello e di nuovo che sono entusiasta di scoprire.
      E sì, ringraziamo il signor Pescia per i restauri, la Torre è bella e meravigliosa, spettacolare anche grazie a lui.
      Un abbraccio Eugenio, grazie!

  9. Devo mettere in….agenda la scalata alla Torre, aspettando la primavera e una buona condizione dei muscoli delle mie zampotte. Come sempre ci dai stimoli validissimi per approfondire la conoscenza della nostra Superba, grazie e continua così,

  10. Ma sono bellissime queste torri Miss Fletcher! E ti dirò, davvero suggestive di notte, ma di giorno poter ammirare quegli scorci è fantastico.
    Ma tu… come hai fatto con le tue vertigini?
    Bacetto Susanna

    • Hai visto che bello Susa? Beh, le mie vertigini si manifestano malamente in caso di parapetti bassi e di grate, qui si è in mezzo alla pietra e anche se non è proprio la situazione perfetta per me me la sono cavata.
      E poi che spettacolo lassù!
      Un bacino amica mia!

  11. Questo post è uno fra i tuoi migliori, secondo me.
    Non è solo una storia ben raccontata, emoziona più del solito.
    Sei riuscita a trasmettere un po’ della concretezza della pietra, ma a renderla come venisse posata oggi.

    Anche le foto, nonostante il gran numero, sono particolarmente azzeccate.

    L’unica cosa che, lo ammetto, non mi entusiasma per niente è quel boia-manichino: so che occorre per mostrare la veste, ma nell’insieme mi provoca la stessa brutta sensazione delle ricostruzioni storiche tra improbabili attori e scene completamente digitalizzate -.-
    Mi perdoni?

    • Ma di cosa dovrei perdonarti, scusa? Di aver espresso una tua opinione in maniera così puntuale quanto garbata? Anzi Denise ti ringrazio di cuore di aver così tanto apprezzato questo post, le foto sono sempre tante perché per me è difficile sceglierle ed eliminarle, ma se ti è giunta un’emozione così grande allora vuol dire che immagini e parole si sono unite nella maniera giusta.
      Grazie Denise, un bacione!

  12. La “mia” Porta Soprana, paesaggio quotidiano della mia infanzia… grazie Miss anche per questa splendida visita! ❤

  13. Che bello Miss, è la mano della solita grande Artista, ma l’interno delle torri è magnifico, un servizio fotografico superbo,che fortuna essere Zeneisi e conoscerTi ciao un caro saluto!!!:)))

    • Ma caro, grazie di cuore!
      Quelle scale…uh, da prendere con tutta la calma del caso, una vertigine bellissima e da lassù un panorama superbo delle Superba!
      Un abbraccio grande a te, carissimo!

  14. ciao Miss Genova,
    cosa vuoi che ti dica, i tuoi post hanno il potere di ispirarmi…

    le torri di porta soprana,
    superbe come la città che le volle
    altissime, in cima a quel colle
    per scorgere ogni minaccia lontana,

    devono, certo, averne vedute
    di cotte, di crude e di tutti i colori
    perché zena trasse non pochi dolori
    dalle passate sfide che ha avute.

    ma le ferite impossibili da scordare
    sono state quelle a bruciapelo,
    che alle torri avranno fatto pensare,

    come minimo, le seguenti lagne:
    “bei tempi, quando a grattare il cielo
    erano solamente le montagne…”

    4/2015

  15. rieccomi, Miss… ho visto torri medioevali scure, arcigne e quadrate che metton paura… invece queste di Porta Soprana son chiare, son tonde e perfino sensuali… vien quasi da pensare che Zena abbia voluto fermare il nemico con la bellezza… si, per sorprenderlo e in quell’attimo di esitazione che il bello sempre procura a chi guarda, scagliargli addosso secchiate di olio bollente…

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