Palazzo Spinola di Pellicceria, la terrazza e la città dei tetti

Lo spazio sopra di noi, dove il cielo incontra i caruggi la città offre disegni inaspettati e geometrie di azzurro.
Ma il nostro cielo  è anche lo scenario di uno spettacolo magnifico: i tetti di Genova.
Lassù, dove si sovrastano le piazzette e i vicoli, i portoni di pietra nera di promontorio e le persiane spinte in fuori a ricercare la luce.
Lassù, sopra i tetti.
E ci sono molti luoghi dai quali si può ammirare la Superba in questa sua splendida prospettiva, un punto di osservazione privilegiato è certamente la terrazza di Palazzo Spinola di Pellicceria.
Salite la scala anche voi, vi troverete qui.

Palazzo Spinola di Pellicceria

Cosa racconta la città dei tetti?
La città dei tetti narra del profilo delle alture velate di rosa, di ardesie spioventi e di grondaie.
E’ tavolini e sedie, è vasi di fiori e piante.

Tetti di Genova (4)

A volte è il contrasto tra il moderno e l’antico.
E allora è vetro e riflessi ma il Campanile delle Vigne svetta vittorioso, la sua maestosa bellezza non teme confronti.

Tetti di Genova (3)

La città dei tetti è una sfumatura di pesca sul mare e la vita del porto laggiù, in lontananza.

Tetti di Genova

E’ gradini, finestre e imposte chiuse, case vicine, unite una all’altra.
E’ scalette e terrazzini, vorresti contarli ma poi ti perdi a seguire le ardesie e i comignoli, cerchi un percorso tentando di immaginare come sia là sotto, dal fondo del vicolo.
E a volte non riesci a capire quale punto della città tu stia guardando, la città dei tetti è misteriosa, ha una prospettiva insolita, a volte mai veduta.

Tetti di Genova (5)

E’ panni stesi, muri freschi d’intonaco e abbaini.
E lassù, sopra i tetti, il vento soffia potente.

Tetti di Genova (6)

Lo spazio sopra di noi e lo spazio tra le case.
E lo sguardo incontra Spianata Castelletto, il punto panoramico più spettacolare su questi tetti e su queste ardesie.

tetti di Genova (7)

La città dei tetti è foglie rosse e ringhiere, finestre di ogni misura e il cielo come vicino di casa.

Tetti di Genova (8)

Non te ne andresti mai da qui.
Sotto ci sono le botteghe e i caruggi che brulicano di gente, Via San Luca e Fossatello, Via della Maddalena e Piazza Cernaia.
Ma quanto è diversa da quassù la città?
E quanto tempo occorre per indovinare ogni angolo ed ogni incrocio?

Tetti di Genova (9)

Non te ne andresti mai da qui.
Resteresti ancora sulla terrazza di Palazzo Spinola di Pellicceria, un edificio regale nel cuore della città vecchia, un gioiello dei nostri caruggi che ospita un prestigioso Museo del quale presto vi parlerò.

Palazzo Spinola di Pellicceria

Resteresti qui, a camminare avanti e indietro,  mentre lo sguardo cerca ciò che già conosci bene ma che pare così differente da quassù.
Tra le ardesie e il cielo, dove si svela la città dei tetti.

Tetti di Genova (10)

37 pensieri su “Palazzo Spinola di Pellicceria, la terrazza e la città dei tetti

  1. Ho scoperto questi tetti durante la visita al museo e non ho potuto resistere alla tentazione di tornare ad affacciarmi di nuovo… da lassù Genova perde il suo grigiore… quel grigiore che sento io… e diventa magica, magnetica, preziosa…è proprio vero che cambiando punto di vista anche le cose (e le città) che sembrano tanto difficili d’improvviso si “risolvono” e svelano il loro lato positivo. Complimenti per il blog e per le bellissime fotografie!

      • Grazie a te! Ti ho scoperto per caso leggendo oggi l’intervista sul SecoloXIX e mi sono incuriosita subito 🙂 sono tornata l’anno scorso a Genova dopo quasi cinque anni a Firenze.. due città diverse ma simili… Firenze “sa vendersi”, Genova avrebbe bisogno di essere rilanciata! E’ veramente una città dalle mille possibilità ed è un peccato sentirsi rispondere “ah, la città dell’acquario!” quando ti chiedono dove vivi… per carità, bellissimo… ma ci sono angoli nascosti e palazzi sconosciuti che non aspettano altro che di essere scoperti. A Firenze in edicola c’è un mensile che si chiama “Firenze! Che spettacolo!”… sarebbe bello riuscire a realizzarlo anche qui!

      • Mi trovi assolutamente concorde, Monica.
        Genova è piena di ricchezze, di palazzi e luoghi meravigliosi, e davvero è un peccato che sia conosciuta prevalentemente per l’acquario.
        E non sai quante volte ho ribadito questo concetto sul blog, in più di un articolo. Sarebbe davvero bello se sapessimo rendere nota la nostra Genova per le sue molte bellezze.

  2. Pensando ai nostri terrazzini tra i tetti di ardesia penso al basilico piantato nelle pentole di alluminio o nei catini di latta, immagine non elegante ma vera.

  3. Genova è veramente bella vista da ogni angolo,da ogni terazzino, ogni scorcio è una sorpresa,bisogna viverla ,io vorrei che tutti quelli che vengono a Genova vedessero quello che vediamo noi, ma non ci sappiamo far valere abbastanza .
    Io quando vedo i turisti sono contenta e vorrei che ne venissero tanti e vorrei accompagnarli in giro per i caruggi fargli vedere le nostre belle chiese i nostri bei palazzi i loro atri. Ultimamente anche io sono stata sul quel terazzino è una delizia. Ciao

    • Quel terrazzino è proprio una meraviglia cara Ottavia!
      E anch’io quando incontro i turisti me li porto a zonzo, lo facevo già da ragazzina, è una soddisfazione mostrare le bellezze della nostra Zena.
      E ricordo di aver portato proprio a Palazzo Spinola una ragazza giapponese, spero che anche lei sia andata sulla terrazza.
      Un bacione!

  4. Eh, sì. Che fascino le città viste dall’alto.
    Specialmente se non si rovinano troppo con edifici insensati.
    È un po’ come vedersi a distanza, raccontano qualcosa di noi.
    Brava Miss, sempre più brava.

  5. Sabato l’ho visitato e il custode non mi ha lasciato fotografare il quadro di Rubens: gli ho chiesto la motivazione. “Altrimenti nessuno ci compra i cataloghi” mi ha risposto. L’ho incalzato chiedendogli se ne vendessero molti: “Nessuno, il book-store è chiuso” mi ha risposto. No comment.

  6. Bellissime parole.Genova è magica.Ho vissuto a Genova per undici anni (prima abitavo a Recco),poi mi sono trasferita a Milano dove vivo da 44 anni:spesso la Superba mi manca.

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