L’ascensore di Castelletto

Una città in salita, dal mare alle colline.
Come tutti i genovesi sanno, l’Ascensore di Castelletto collega Piazza Portello alla Spianata da dove si può ammirare lo spettacolo e la vista dei tetti.
L’Ascensore di Castelletto, di mattina presto c’è sempre qualcuno che corre!
A volte i minuti sono preziosi, si va di fretta verso la scuola o verso l’ufficio.
Altre volte invece c’è tutto il tempo del mondo per assaporare ogni istante e salire lassù a guardare Genova dall’alto.
E l’ascensore non è soltanto un mezzo di trasporto, è anche un luogo dell’anima, un viaggio che si compie mediante certi versi di un celebre poeta.
E sono le parole di Giorgio Caproni, una sua poesia ha reso memorabile questo luogo di Genova.
E le potete leggere prima di imboccare il tunnel che vi porterà in alto, sopra i tetti e i caruggi della Superba.

Caproni

Come si può raccontare un ascensore?
Immaginate di udire i vostri passi che rimbombano in questa galleria, accanto a voi c’è una signora anziana che cammina lentamente.
E poi c’è un bambino che corre e la mamma lo chiama.
– Aspettami!
Scene di ordinaria quotidianità, accompagnate spesso dal suono di una fisarmonica, certi estemporanei musicisti sostano sulla panchina a metà della galleria e si esibiscono con i loro strumenti.

Ascensore di Castelletto

E in questa parte il soffitto è piastrellato di bianco.
Un viaggio che chi viene a Genova non può perdere, si sale verso l’alto e in breve tempo si arriva in cima.
Ascensore di Castelletto (2)

E arriverete qui, l’ascensore  risale ai primi del ‘900 ed è un gioiello dello stile liberty.

Ascensore di Castelletto (3)

E come tutti fanno anche voi guarderete dal belvedere.

Castelletto (3)

E magari anche voi vorrete ammirare Genova più da vicino.

Castelletto (2)

E cercarla tra le ardesie, i terrazzi e i campanili.

Castelletto

Davanti alla ringhiera, con la coppetta di gelato tra le mani, con l’aria fresca che batte sul viso.
L’Ascensore sospesa sulla città, l’Ascensore per il Paradiso di Giorgio Caproni.

Ascensore di Castelletto (4)

E poi, come sempre ci sono tanti modi di guardare.
Provate a venire qui in una giornata di sole pieno e brillante.
Provate a guardare la luce che ravviva i vetri gialli e verdi e le ombre che si riflettono al suolo.

Ascensore di Castelletto (5)

Cartoline da Genova, cartoline dall’ascensore.

Ascensore di Castelletto (6)

Uno sguardo ai palazzi, agli alberi con i rami protesi.

Ascensore di Castelletto (7)

Non c’è nessuno,  si cammina.
E là dietro ci sono le case arrampicate sulla collina.

Ascensore di Castelletto (11)

E davanti il mare.
Il vetro, la prospettiva della città e il confine turchese.

Ascensore di Castelletto (9)
Giochi di nuvole, alture e finestre in cornice.
E quando a Genova il cielo è così e c’è vento basta soffermarsi ed attendere, le nubi verranno spazzate via e presto si potrà ammirare un nuovo quadro.

Ascensore di Castelletto (10)

E sarà celeste e sereno, tutta la città davanti agli occhi, tutte le pietre, le storie antiche e affascinanti, sotto il cielo di Genova.
Tutta la città davanti agli occhi.

Ascensore di Castelletto (8)

E tutto attorno la Spianata.
E questa è la stagione perfetta per frequentarla, è tempo di stare all’aria aperta, di passeggiare lenti, quasi pigri.
Senza alcuna meta, in realtà.
Si gira in tondo e si prende il fresco, uno di quei piccoli piaceri semplici che sanno rendere bella una serata d’estate.
Qui, sulla Spianata, con le colline alle spalle e di fronte al mare.
Qui, dove si arriva con l’ascensore di Castelletto.

Ascensore di Castelletto (12)

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46 pensieri su “L’ascensore di Castelletto

  1. Genova in salita e in discesa… L’Ascensore di Castelletto mi manca proprio. Lo conosco solo dai versi di Caproni.
    Mi piace quando i luoghi-poesia vengono ricordati con una bella targa, dove magari si citano anche le parole dell’autore. Vorrei che ce ne fossero di più, perché l’Italia è ricolma di questi luoghi che, secondo me, devono essere conosciuti.
    Buona giornata, cara Miss.

    PS: bellissime le foto attraverso le vetrate a colori…

    • E allora devi vederla, ti affascinerà!
      Hai ragione, bisognerebbe dare maggiore risalto ai luooghi poetici d’Italia, la nostra nazione ne è ricca.
      Ti aspetto per il gelato a Spianata, eh? Un abbraccio cara, grazie!

  2. Si parla di cose che mi piacciono: la poesia e Giorgio Caproni, il panorama dalla collina sui tetti di ardesia e sul mare, il Liberty con le vetrate colorate.
    Sono monotona: brava come sempre!

  3. Mi ha ricordato gli ascendori di Montecarlo. Del resto quando si vive in una città in verticale gli ascensori fanno comodo 😉 Ma che meraviglia quella casupola liberty da cui si sbuca! Bellissimo 🙂

  4. Gentile Miss Fletcher, da quando una mia cara amica genovese mi ha fatto vedere la spianata e l’ascensore non posso tornare a Genova (in genere due volte all’anno) senza salirci. E già i miei figli ormai ci vogliono tornare sempre e sempre quando passiamo le ferie nelle vicinanze e quando ci vado da sola in autunno per andare a trovare i miei amici senza tutta la tribù mi domandano sempre “Mama, ma ci sei andata alla spianata e hai mangiato anche il gelato al pistacchio in Piazza delle Erbe?” e rispondo sempre sorridendo felicemente con un “Sì”. Grazie allora per questo bellissimo articolo che in un baleno mi ha riportato a Genova ignorando così la battente pioggia teutonica.

    • Cara Sabine, mi fa proprio piacere che questo sia un luogo che ami anche tu, credo che si tratti di una delle mete imperdibili di Genova, quando si conosce la Spianata poi si torna sempre come fai tu!
      Un abbraccio grande e un saluto alla terra teutonica, un paese che mi piace molto, sai? Ho visitato Monaco di Baviera, Amburgo e Berlino e mi piacerebbe tanto tornare prima o poi!

  5. L’ascensore di Castelletto mi ha fatto viaggiare, in su ed in giu migliaia di volte. Entrata in fasce, ne sono uscita bimba con le trecce, entrata ragazzina ne sono uscita adolescente, entrata da sola, ne sono uscita con una famiglia. L’ho preso di corsa e per pigrizia o solo per godere il fresco umido della galleria nelle cocenti giornate d’estate. Per cui si, se un giorno mi daranno il biglietto per andare in paradiso, io ci andro’ con l’ascensore di castelletto

    • E sono i viaggi della tua vita che hai raccontato così bene e hai condiviso con noi.
      E sarebbe bello se anche tu scrivessi un post su questo luogo di Genova tanto caro anche a te, pensaci eh?
      Un abbraccio cara Mammainse, al tuo prossimo giro a Zena dobbiamo prendere una granita a Castelletto!

  6. Spettacolo Miss! Fin dove ti sei arrampicata? Un punto panoramico a dir poco eccezionale. E che belle le vetrate color ocra e smeraldo. Mi chiedo quanti segreti ci nasconde ancora questa città, mi sembra impossibile che da due anni stai continuando a tirar fuori meraviglie dal tuo cilindro! Bravissima! Un bacione.

    • Pigmy, questo è il mio quartiere, sai?
      E quelle panchine delle quali avevo parlato poco tempo fa sono a breve distanza da qui.
      E sì, questo questo è un punto panoramico incredibile, una vera bellezza.
      Un bacione a te e grazie delle belle parole!

  7. E invece, nella mia unica gita a Genova, l’ascensore di Castelletto, ahimé, me lo sono perso.
    in compenso ho avuto la fortuna e il piacere di leggere le mie piccole poesie nella stessa serata in cui le leggeva Caproni.
    🙂

    • Benvenuto! Immagino la tua soddisfazione e la tua emozione.
      E se non hai mai veduto l’ascensore forse dovresti tornare a Genova, che ne dici?
      Grazie della tua visita e del tuo commento, a presto.

  8. Nei primi anni del 900 sul terrazzo posto a copertura della gabbia degli ascensori pubblici, si trovava un frequentato caffè, dove molti dei personaggi famosi dell’ottocento si incontravano, gustando alcune prelibatezze e ammirando un panorama mozzafiato.
    Camillo Sbarbaro nelle sue “Vedute di Genova” parlando di Castelletto dice “Un mare in burrasca pietrificato, verso cui d’ogni parte si sporge questa terrazza sferzata dal vento”.
    Ogni volta che mi trovo in questo luogo, non posso fare a meno di pensare a tutte le storie, che si sono susseguite per secoli con le varie demolizioni e ricostruzioni del Castelletto, fortezza strategica, dove si riunivano le autorità ogni volta che a Genova c’era una rivolta.
    L’ultima demolizione definitiva avvenne dopo i moti del 48, su proposta di Andrea Spinola, la zona fu lottizzata e venduta a privati, e tra questi vi fu anche Angelo Borgo imprenditore di Marassi, (sepolto a Staglieno) che fù anche il maggior costruttore della nostra necropoli, appena terminata la costruzione il Borgo in concorso con i primi abitanti faceva apporre un’edicola sacra in onore della Madonna, raffigurata in una statua marmorea, in adiacenza al portale del civ.n°3
    Come vedi, in molti argometi che tratti su Genova troviamo personaggi legati a Staglieno.
    Un caro abbraccio.
    Eugenio

    • Ma grande Eugenio!
      E’ vero, Camillo Sbarbaro ne aveva scritto, grazie di averlo ricordato!
      E quel caffè? Sarebbe bello leggerne sui giornali del tempo, chissà se si trova qualcosa, magari se riesco lo cercherò.
      E con tutte le precise informazioni che hai scritto hai fatto una quadro veramente dettagliato della situazione, sei veramente unico tu!
      Un abbraccio grande e grazie di cuore!

  9. Se mi contatta a questo recapito mmilan@unige.it mi piacerebbe donarle una copia del volume “Diario genovese. Il manoscritto di Nicolò Corsi”, Genova, AIB, 2002. Infatti, a sorpresa, in questi giorni l’Associazione Italiana Biblioteche mi ha consegnato le copie residue del volume, oramai fuori commercio.
    Marina Milan

  10. Quando leggo i tuoi post mi sento una vera ignorante,per di piu’ genovese.Ma tanto,tutte le cose che non so’ me le racconti tu!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  11. Prima di tutti auguriiiii… ho vari problemi di connessione e il pc fisso di casa rotto e così avevo problemi a commentare i post precedenti…. che però ho letto 😉 Ahhhh l’ascensore di Castelletto… mi ricordo quando la mia prof. del ginnasio ci lesse la poesia del Caproni in lacrime… indimenticabile ricordo e meravigliosa poesia…. per un poetico luogo della nostra città. …. e ora dopo l’ascensore di Castelletto a grande richiesta : La cremagliera di Granarolooooooo!!!!! Daiiiiii si prende tra l’altro sopra il palazzo del Principe…e sale saleeeee…. e poi su ti aspetta il piccolo borgo….. con la Chiesetta storica…. il praticello ….. il panorama…. un altro angolo di Paradiso 😉

    • Ciao cara Miss Meletta, intanto grazie per auguri, sei proprio cara!
      Ah, l’ascensore di Castelletto è nei pensieri di tutti i genovesi, è vero?
      E la cremagliera di Granarolo? Sì, sì promesso che arriverà! E’ bello lassù, hai ragione, bisogna mostrarla!
      Un bacione Miss Meletta, ti auguro una bella serata!

      • Si è proprio nel cuore di noi genovesi… poi mi ricorda anche un periodo della mia vita, quando lavoravo negli archivi del comune e con la mia cara collega e amica andavo a fare merenda sopra i tetti degli uffici…. proprio sotto l’ascensore e la Spianata 🙂

  12. Sulla spianata castelletto c’è la mia panchina preferita. Adoro osservare il magnifico e ineguagliabile panorama ,specialmente nelle prime ore della mattinata, quando la pace regna sovrana.Un caro saluto
    Angela

  13. Quelle “cartoline dall’ascensore” riassumono tutto il bello di questo tuo post cara amica.
    Che meraviglia, dettagli della città incorniciati da lastrine di vetri satinati e colorati.
    Da poster!
    Un bacio Susanna

  14. Pingback: Da Corso Firenze all’Ascensore di Castelletto, ieri e oggi | Dear Miss Fletcher

  15. Pingback: In Spianata Castelletto con l’Ascensore di Ponente | Dear Miss Fletcher

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