Vico Indoratori, i segreti della Casa dei Camilla

Andar per caruggi, a guardar bene è proprio una camminata nella storia.
E oggi vi porto laggiù, in Vico Indoratori.

Vico degli Indoratori

In questa strada nacque Santa Caterina Fieschi, benefattrice tanto amata in questa città, di lei vi parlai in questo articolo.
E tante altre sono le storie da narrare su questo caruggio, qui un tempo dimorava una nobile famiglia, se imboccate Vico Indoratori da Scurreria, arriverete in quella che un tempo era nota come Contrada dei Camilla.

Vico Indoratori

E prima di giungere sotto a questa antica dimora alzate lo sguardo verso l’edicola vuota, liberata di recente dai ponteggi che la nascondevano.
Due angioletti la custodiscono, a guardarla mi viene da dire che noi non abbiamo saputo fare altrettanto.
L’edicola ospitava la Madonna delle Grazie con il suo Bambino tra le braccia, la statua è ormai scomparsa, sorte comune a molte altre immagini sacre che nei secoli scorsi vegliavano sui passanti.
Ora molte delle statue sono andate perdute, quelle che si sono salvate sono esposte al Museo di Sant’Agostino.

Vico Indoratori - Edicola

E poco distante, sul lato opposto della strada, c’è la casa dei Camilla.

Casa dei Camilla

La distinguerete perché sul muro è affissa una targa marmorea che ricorda la sua antica storia, abitazione medievale dei primi del XIII Secolo.

Casa dei Camilla (2)

E a questo punto sorgerà spontanea una domanda: chi erano i rappresentanti di questa famiglia dei quali forse si conserva poca memoria?
Narrano le cronache che due di loro, Nuvelone ed Angelo, furono tra i nobili che si prodigarono per concludere la pace con Pisa nel 1188.
E poi tra i membri dei Camilla si annoverano diversi consoli, si vede che erano veramente eminenti cittadini!
E tra gli altri vi fu anche un certo Simone Camilla, state un po’ a sentire cosa accadde.
Si era agli inizi del 1200 e i Camilla erano tanto potenti quanto invidiati, spesso nel mirino dei loro rivali.
E insomma, dovevano stare sempre attenti a non mettersi in pericolo, a quanto narrano certi storici a volte non potevano neppure uscire di casa per andare a Messa!
E fu così che Simone, a onore e lustro della famiglia, pensò bene di far costruire sui suoi possedimenti una chiesa gentilizia che dava su Campetto.
Era la chiesa di San Paolo Vecchio, alla quale si accedeva da Vico Carlone, che corre parallelamente a Vico Indoratori, dove appunto era la casa di Simone.
Insomma, su questa piccola chiesa si leggono meraviglie, era tutta stucchi e marmi, nella volta si potevano ammirare pregiati affreschi.
Nei secoli la chiesa passò poi ai Barnabiti che l’arricchirono di una bella biblioteca.
E il tempo trascorse, la piccola chiesa ai primi dell’Ottocento subì una trasformazione e divenne un teatro.
A poca distanza da quella casa, la casa dei Camilla.

Casa dei Camilla (4)

E poi ci sono vicende che non sono narrate sui libri.
E sono le storie di vita quotidiana, i piccoli dolori, le speranze, i batticuori e le delusioni.
La vita di tutti, in qualunque secolo, le storie che mi piace immaginare.
Una giovane ancella, dai lunghi capelli color del rame.
Lei si affaccia alla finestra, nel suo sguardo si legge l’impazienza dell’attesa.
E scruta lontano, d’un tratto distingue una figura che sale lungo Vico Indoratori e allora il suo volto prima così pensieroso viene rischiarato da un gioioso sorriso.
Sarà esistita una creatura così?
Se mai c’è stata, quel che accadde dopo fa parte della sua storia segreta che noi non possiamo conoscere.

Casa dei Camilla (3)

Però possiamo immaginare, se ne siamo capaci possiamo vedere ciò che forse è realmente accaduto in luoghi come questo.
In Vico Indoratori, su per quelle scale che un giorno mi piacerebbe salire.
Oltre quelle mura che hanno protetto e ospitato uomini e donne di altre epoche e che hanno custodito chissà quali segreti.
In Vico Indoratori, nella casa dei Camilla.

Casa dei Camilla (5)

42 pensieri su “Vico Indoratori, i segreti della Casa dei Camilla

  1. Carissima Miss, su questa famiglia ci sarebbe moltissimo da dire, io possiedo un rariissimo manoscritto del 1700 in cui sono elencate le origini di moltissime famiglie genovesi, e vi sono i loro stemmi miniati, e su questa famiglia vi sono ben otto pagine che descrivono non solo le origini ma il loro albero genealogico, con tutti i nomi dei personaggi che hanno fatto la storia di questa ill’ustre famiglia.
    Sembra che l’origine sia di Roma e che siano venuti dapprima in Albenga nell’anno 939 e di quì sono giunti a Genova nel 1100, poi c’è un Tomaso Camilla Podestà di Savona che fece impiantare nella sala del Palazzo Pretorio una lapide in cui leggessi “Ex antichissima Camillori Familia Roma oriundae”.
    Ebbero giuspatronato in molte chiese, come quella di S.Paolo in Campetto, di S.Chiara, di S.Lucia da loro fatta edificare, siccome apparve dalle rispettive lapidi che tutt’ora in Genova vi è piazza nella Parrocchia di S.Lorenzo che dicevasi dei Camilla, ho in parte trascritto, per tanto ci si riferisce al 1700.
    Se ti fà piacere vedere i tre stemmi miniati inediti di questa famiglia te li posso mandare, purtroppo è impossibile darti tutte le notizie che riguardano questa interessante e antica famiglia, leggerò il manoscritto per memorizzare le cose più interessanti.
    Brava Miss.

    • Fantastico Eugenio, con il manoscritto del 1700!
      Io ho un libro dove sono riportati alcuni dati e nomi di alcuni rappresentanti, ne ho scelto qualcuno.
      Certo che mi interessa vedere gli stemmi, se me li mandi mi fai un regalo.
      Grazie…sono sempre orgogliosa che tu mi dica brava, lo sai!
      Un abbraccio!

      • …..sono passata da Vico Indoratori, oggi, le foglie del giardino di Piazzetta dei Ragazzi raccontavano le loro ombre, richiamando….Genova si scopre così, perché ti giri per sbaglio e sbagli strada mentre già ti incanti su qualche novità. Si affacciano epoche diverse sul selciato, intreccio millimetrico di vite e vicende ….stamattina Casa dei Camilla mi era ignota …stasera un po’ meno….rimane l’incanto di saperla ancora viva ….altri passeranno, conoscendo….grazie a chi la protegge…

  2. C’e un dato preciso, Simone fondò la chiesa di S.Paolo il vecchio in Campetto il 6 luglio 1216 nel tempo in cui era vescovo in Genova Ottone, e poi ci sono i riferimenti dell’atto notarile, che possono essere sicuramente reperiti anche oggi.

  3. La storia locale a volte ha più fascino di quella dei grandi eventi e dei personaggi noti a tutti. Andrebbe valorizzata di più.
    Sai che leggere il tuo blog è un po’ come seguire un corso di storia? Le insegnanti delle tue parti avrebbero un sacco di materiale su cui lavorare ed affascinare i ragazzini. Potresti proporre un progetto in qualche scuola media, ad esempio. Che ne dici?
    Buona giornata e complimenti.

    • Che bella cosa mi hai scritto Tiptoe, grazie!
      So che tra i miei lettori ci sono alcuni giovanissimi, questa è già una cosa che mi riempie di gioia, lo sai?
      E la tua è proprio una bella idea.
      Un bacione!

  4. I tuoi racconti mi fanno tornare indietro nel tempo e correre con la fantasia.
    Adoro la storia che ancora oggi è possibile leggere sui palazzi dei centri storici e Genova ne è ricchissima!
    Ed anche questa parte del cuore del capoluogo ligure è stata una bella sorpresa per me.
    Grazie Miss per avercela raccontata 🙂

    Buona giornata

  5. Buongiorno signora Miss Fletcher, le ho mandato un’ E-mail/commento riguardante questo articolo è importante. Grazie Massimo…

  6. Il cognome Camilla compare nella pergamena dell’ Archivio di Stato di Pisa (copia del sec. XII, Pisa fondo Boccioni)nel quale si leggono, in sei colonne, i nomi dei Consoli e cittadini Genovesi che giurarono di osservare i patti con Pisa (1188-82). Noto con stupore che è presente anche il mio, di cognome:)

  7. Ma fantastico! A volte seguire il tuo blog mi riporta un po’ con la mente all’esame di archivistica… quante di queste cose ci sarebbero da scoprire in archivio di stato spulviando quelle antiche filze??? …. e tu invece dove le scovi queste curiosità meravigliose del nostro passato????? 🙂

    • Ah, Miss Meletta, all’archivio di Stato ci sono cose meravigliose, uno dei posti più belli dove scoprire tante belle storie, sono anche sui vecchi libri, quelli che a me piace leggere! Un bacione e grazie!

  8. cara Miss cancella quello prima volevo annullarlo e ho sbagliato tasto ! in poche parole mi e’ piaciuto il tuo articolo sulla famiglia Camilla che non ho mai sentito nominare chissà come sono dentro queste case ? conservano il loro antico splendore? penso che a visitarle si possano trovare oggetti meravigliosi forse preziosi ma anche di una utilità ormai superata e quindi affascinanti . chiudo perché ho sonno e la nuotata ( a Nervi ) mi ha fiaccato soprattutto di cervello .un abbraccio cara Fletcher

  9. Every time you find and photograph a city wall plaque I must go see it! I feel the same; I want to knock on the door and ask to go inside. As I traverse the city, when I see open doors I just walk in; a bit tricky sometimes, but often it reveals little treasures as you have described so well here.

  10. questi post stanno diventando sempre più intriganti visto che saltano fuori manoscritti, atti notarili…va a finire che scriverai pure un best seller alla Dan Brown

  11. Bellissimo Post,sai Miss quante volte ci son passato li nella piazzetta che era in rovina, per andare a prendere il motorino davanti a S.Lorenzo parcheggiato, allora si poteva, non l’ho mai saputo, della casa di Camilla, che bello sono proprio contento, Magica Miss che ci fai questi regali,grazie un caro saluto!!!:)))

  12. Gent.Sig.ra Miss Fletcher, Lei si che sa amare veramente la Janua (Genova) antica ,come descrive Genova in ogni suo carruggio (vico,vicolo) sembra che Lei sappia adoperare assai bene una fantastica macchina del tempo e in codesto modo ci fa partecipare leggendo alle glorie e segreti dell’antica Repubblica di Genova come fossimo li in varie epoche a ritroso..Bravissima ,quando svelerà i segreti di Vico Morando..accanto a Piazza Banchi certamente scoprirà che una diramazioni da Genova si strasferi a Croce “Crocefieschi” dove esistono antiche tombe e altare donato dai Morando nella Chiesa più antica..e ancora che parte dei Morando da Crocefieschi facevano commerci giungendo fono a Ceva Malpotremo per le vie del sale dove i ricchi proventi di tali commerci venivano al tempo nascosti per paura dei briganti nascosti lungo le vie del sale limitrofe ma anche in Chiese che fungevano da banca in zona Altare tesori scomparsi o quasi..visto che Il Secolo xix nel 1989 ne fece più articoli favolosa eredità dei Morando ben 400 milioni di dollari sembrano ancora ad oggi in Argentina..forse collegati alle antiche fortune commerciali sopra descritte ,senza tralasciare castelli in Piacenza e villa Morando in Genova Nervi…storie antiche di famiglia che non tutti sanno in quanto tramandate oralmente da mio nonno Francesco Luigi Morando Cavaliere di Vittorio Veneto Ragazzo del 99 nato a Crocefieschi .Un caro saluto dal discendente diretto Sergio Morando in Lesegno

  13. Cara Miss Fletcher, sarei molto felice di mostrarle gli interni di Casa Camilla. Mi piacerebbe farli vedere anche a Eugenio, che ha scritto il primo post e che possiede quel misterioso manoscritto…. Può contattarlo lei per cortesia?
    Ho vissuto al piano nobile per sei anni. L’abbiamo restaurato mio marito e io, con un difficile e delicato lavoro strutturale, sotto la stretta sorveglianza del Ministero dei Beni Architettonici. Siamo riusciti a portare alla luce tantissimi dettagli risalenti all’epoca di costruzione.
    Il risultato è ….. un gioiello!
    Lavoro simile abbiamo appena ultimato anche al primo piano, il piano che nel medioevo era riservato alle trattative commerciali.
    La aspetto!
    Paola

    • Grazie infinite Paola, sarò molto felice di venire a vedere casa Camilla, per me sarebbe una grande gioia, immagino che dentro sia una vera meraviglia.
      Comunico ad Eugenio il tuo cortese invito, ti scriverò sulla mail che vedo qui, se per te va bene.
      Grazie davvero, buona giornata intanto!

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